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Piano Concerto - Forum pianoforte

thesimon

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  1. Gentile Simone,
    la mia compagna (pianista professionista), per mille motivi (dimensione della casa, vicini, ecc.), sta valutando se comprare un Yamaha N-1X Avant Grand. Non so cosa lei pensi di questo strumento.

    Io non ci capisco niente, ma immagino che inevitabilmente non possa avere il suono di un gran coda Steinway.  Allo stesso tempo, tuttavia, immagino sia un piano digitale che vada benissimo nel caso di specie: non ci sono le condizioni per un pianoforte a coda "vero" a casa nostra, e quando vuole può suonare pianoforti a coda al conservatorio. Se la analizziamo con queste lenti, mi sembra una soluzione di lusso.

    Spero che non passi l'erroneo messaggio che non ho intenzione di ascoltarla suonare... ma... se si convincesse a procedere all'acquisto, avrei intenzione di regalarle delle cuffie. Non capendoci molto, mi sono letto alcune recensioni e alcuni forum sul tema, tra cui il vostro (www.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/234-cuffie-audiowww.pianoconcerto.it/forum/index.php?/topic/1470-silent-kit).

    Essendo però passati alcuni anni da quelle riflessioni, e non essendo ancora uscito a quel tempo il pianoforte a cui mi sto riferendo, le chiederei, se possibile, di consigliarmi qualcosa di adatto. Dato il prezzo dello strumento (non costa poco!) e dato che si tratta di un pianoforte su cui passerà molte ore in casa, non sarà sulle cuffie che si punterà al risparmio. Per cui, se lei ritiene che esistano prodotti un pò più cari che valgono la pena, non si faccia problemi a segnalarli. Al massimo si valuterà in seguito. 

    La ringrazio anticipatamente e le chiedo scusa per l'intrusione in questo vostro spazio.

  2. Ciao Francesco. È mia ferma convinzione che gli aspetti acustici agiscano sulla percezione psicologia del pianista in modo quasi totale. Si è portati a generare un'immagine sonora che abbiamo in testa. Se non ci sono condizioni acustiche che garantiscano la riuscita di questo scopo pianistico, il pianista fatica molto ed il risultato è un rincorrere un'idea irraggiungibile a causa dei fattori acustici. Naturalmente questo può derivare da un pianoforte che non è all'altezza (perché preparato male, perché scordato o semplicemente perché non di buona qualità) e dalla sala (troppo asciutta, troppo riverberata, che amplifica alcune frequenza, che mette in vibrazione alcuni oggetti). Tanto più ambiente e strumento si avvicinano a quell'idea di suono, tanto più il pianista ne riceverà confidenza e potrà concentrarsi maggiormente sugli altri aspetti di produzione del suono (tocco e ricerca degli affondi) e interpretativi.
  3. Ciao, io non parlerei di strutture e di scuole. Secondo me la differenza la fanno solamente due altri parametri: l'insegnante e l'allievo, a prescindere da quale possa essere il programma da seguire o quello imposto da un'accademia. Ritengo assolutamente falso che l'insegnamento dato in un conservatorio sia superiore a quello di una struttura privata, come ritengo falso il contrario. Riguardo l'episodio che hai vissuto, non sei altro che una vittima del sistema moderno, dove tutto si costruisce sul business a totale dispetto dei valori e della qualità, che dall'altra parte trova completezza nella gioventù (fortuna non tutti) rappresentata da giovani che non hanno voglia di fare nulla, se non stare davanti alla Playstation credendo di ottenere il massimo con il minimo sforzo possibile ed essendo convinti alla fine di essere anche diventati dei professionisti. Nella loro testa, naturalmente chi è dotato e passa giornate intere sullo strumento dev'essere probabilmente un "cuccio" che spreca tempo visto che loro riescono a suonare (male) quegli stessi brani. Sono abbastanza sicuro che i due ragazzi ma soprattutto la madre (seguendo la regola che ogni genitore è convinto di avere un Mozart dentro casa) sono convinti di aver ricevuto ottimi rudimenti da questa accademia. Confermami l'impressione. Ormai si seguono solamente le mode, perché non esiste più identità. Questa è una mia idea che sostengo già da anni: l'idea di dover appartenere ad un gruppo è più radicata di qualsiasi altra cosa, anche della propria identità e sensibilità. La musica classica è da sfigati a prescindere perché alle scuole medie tutti pensano questo. Suonare il pianoforte è solo un hobby e tutte queste menate qui. Viviamo in questo mondo, fatto di esemplificazione e ci ritroveremo con i soliti 5 che porteranno avanti, arte, scienza, matematica e fisica al prossimo livello.
  4. Chopin - Berceuse op. 57 Se deciderai di cimentarti in questo brano, ti lascio alcuni appunti avendolo approfondito negli anni. È un brano che si portava all'ottavo anno del vecchio ordinamento e che ho portato anche io all'esame di ottavo, ecco perché lo conosco molto bene. Il nome berceuse (alcune volte anche accompagnato dal suffisso "Cradle Song o Lullaby", ovvero ninna nanna) sono nomi ideati dall'editore. Il nome attribuito da Chopin a questo brano era "Variazioni". Suonarla come una ninna nanna è dunque un modo errato di interpretare il brano. Spesso si è inclini ad interpretare Chopin con estremo romanticismo. Il romanticismo di Chopin non è mai troppo accorato, è sempre molto misurato, soprattutto nel rubato. Prenditi i giusti respiri ad ogni inizio e termine di una variazione, non è un mero esercizio tecnico, non ti corre dietro nessuno ed hai tutto il tempo di poter iniziare e ragionare sulla nuova variazione ogni volta che si presenta. Negli accordi fai sempre uscire la nota di canto che è molto chiara e netta, riprendendo ogni volta il tema iniziale che rappresenta un po' il sommario di quello che accadrà all'interno del brano. La berceuse è un brano di grande effetto e non è affatto difficile una volta compresi i meccanismi di ogni variazione. È sicuramente un brano ritenuto più difficile sia del Claire de Lune che del Valzer op. 34 n. 2 ma che non ti impegnerà più di qualche settimana per lo studio delle note.
  5. Normalmente durante i concerti parto sempre con qualcosa di semplice per rompere il ghiaccio e scaldarmi. Mi aiuta, come ho scritto su altri post anche maneggiare una borsa dell'acqua calda per scaldare le mani ed umidificarle con la naturale sudorazione che scaturisce dal calore. Di norma sul palco poi arrivo con mani calde e rompo il ghiaccio con qualcosa di semplice che mi faccia partire con il piede giusto. Una volta rotto il ghiaccio speri che il concerto non finisca mai. Ormai sei dentro la musica.
  6. Lo stretch è caratteristico dell'identità di un pianoforte e non può prestarsi all'accordatura di altri pianoforti. Ci sono molte discussioni comunque in cui ho dimostrato che la qualità di questi accordatori, messi vicino all'accordatura ad orecchio, lasci molto a desiderare.
  7. C'è grande confusione tra il fonoisolamento e il fonoassorbimento. Il primo isola acusticamente un ambiente da un altro e questo scopo può essere raggiunto (con molte limitazioni) spendendo parecchio perché per fonoisolare c'è bisogno di materiali densi e pesanti e nonostante ciò è praticamente impossibile all'interno di una palazzina raggiungere l'isolamento completo perché gran parte delle vibrazioni si trasmettono per via strutturale, si può comunque raggiungere un buon coefficiente di fonoisolamento che permetterà sicuramente di non disturbare troppo i vicini, ma come dicevo, al costo di un salasso. A seconda della metratura della stanza da fonoisolare non si fatica molto a superare i 10000 euro di intervento. Il secondo, assorbe il suono per limitare le riflessioni all'interno della stessa stanza. Naturalmente una parte delle vibrazioni vengono anche attenuate e quindi i materiali impiegati nel fonoassorbimento forniscono anche un qualche genere di fonoisolamento (molto poco). Ho visto gente tappezzare la stanza di pannelli fonoassorbenti convinti di non disturbare i vicini. Soldi spesi inutilmente perché oltre a non aver isolato praticamente nulla, hanno completamente rovinato l'acustica dell'ambiente ottenendo un suono troppo secco, perdendosi praticamente tutti gli acuti del pianoforte. La migliore soluzione per non disturbare i vicini e a buon mercato è comprare un buon pianoforte digitale al quale collegarsi con una cuffia nelle ore notturne e poter godere della musica. I pianoforti digitali di oggi non sono come quelli di tanti anni fa. Hanno buone meccaniche che simulano anche il comportamento della leva di scappamento del pianoforte acustico.
  8. Non credo che ci sia l'intenzione di nascondere i segreti del mestiere, altrimenti non avremmo aperto questo forum, dove abbiamo realizzato anche una serie di video discussioni su questi argomenti. Il problema è che ci sono cose che non si possono imparare tramite un video. Posso imparare a cambiare le pasticche freno della macchina guardando un video su youtube perché non sono coinvolti aspetti che hanno a che fare con la realtà percettiva. Non si può imparare ad accordare uno strumento online perché subentrano delle sensazioni che hanno a che fare con la realtà percettiva e se gli accordatori (che sono comunque persone comunque geneticamente portate per quel genere di mestiere e che hanno senz'altro un qualcosa in più a livello percettivo) ci mettono anni ad imparare un motivo c'è. Bisogna una volta per tutte eliminare questa convinzione che tutto sia facile e raggiungibile senza sforzi. Per fare le cose in una certa maniera ci vuole, tempo, dedizione e sacrificio.
  9. Ritengo che comprare un'altra scheda per non utilizzare un adattatore da USB-C a USB sia un dispendio inutile di soldi, specie se comunque la tua attuale scheda ti soddisfa. La USB 2.0 ha una larghezza di banda di 480Mbit/s... Se consideriamo di lavorare a 44100Hz, 16bit, stereo significa che una traccia audio peserà circa 1,4 Mbit/s (44100*16*2), anche volendo arrivare a 96kHz 24 bit stereo si arriva a 4,6Mbit/s. In sostanza per saturare una USB 2.0 dovresti lavorare contemporaneamente su 342 canali nella configurazione a 44100 e 104 nella configurazione a 96kHz 24 bit stereo. Metti che comunque quella è una larghezza di banda nominale, ma anche se la larghezza di banda effettiva fosse anche solo la metà potresti lavorare alle brutte su 52 tracce in contemporanea. Prendi tranquillamente un adattatore. Costa poco e ti può servire anche per altre periferiche USB tipo A che vorrai collegare.
  10. Grande Gino! L'ho sentito tutto. Molto bravo anche il pianista!
  11. Servito... Comunque questa era la tesina per la parte del progetto di un esame, non la mia tesi di laurea. Tesina.pdf
  12. Buongiorno 

    ho postato un quesito nel forum e forse lei mi può aiutare. Quando ha un minuto di tempo può dare un’occhiata? Grazie mille. 

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