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Piano Concerto - Forum pianoforte

Bianca

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Bianca last won the day on Luglio 5 2017

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About Bianca

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    Non lo dico
  • Città di residenza
    Torino
  1. Bianca

    Adagio per organo

    Il pezzo è scritto per un organo specifico, di cui ti metto i registri in allegato. Per suonarlo su un organo differente occorre ovviamente stabilire la corrispondenza dei registri. L'audio finale è realizzato con Hauptwerk. StAnnesOrganInfo.pdf
  2. Bianca

    Adagio per organo

    Anche se immagino non ce ne sia bisogno, consiglio l'uso delle cuffie, altrimenti non credo si possa percepire molto dai diffusori del pc... Buon ascolto Bianca
  3. Bianca

    Cara nipote

    Giulio Cesare, nel libro sesto della Guerra gallica, descrive i druidi e la loro usanza di vietare la codifica mediante scrittura della loro dottrina. Poiché parla di un’iniziazione di vent’anni possiamo immaginare che questa richiedesse uno sforzo di apprendimento notevole. Tale usanza, dice Cesare, aveva un duplice scopo: evitare la divulgazione della loro dottrina e delle loro formule e impedire l’infiacchimento della mente (“…accade a tutti, infatti, che potendosi avvalere dello scritto, ci si applichi meno nello studio…”) Ho un collega, che non è certo Giulio Cesare, ma che da sempre si rifiuta di utilizzare la calcolatrice per svolgere la maggior parte dei conti, come invece quasi tutti facciamo. Il motivo è semplice: dice che preferisce tenere allenato il cervello. Ora, il fatto di avere a disposizione quasi tutte le informazioni in tempo reale è un problema molto complesso e di grande portata, che forse non si può liquidare in poche righe. Fai comunque una semplice prova: quante volte ti è capitato di dover ricercare una cosa che già avevi cercato? E il motivo non è solo perché non te la ricordi più, ma forse perché non ti ricordi più nemmeno del modo in cui l’avevi capita: “non fa scienza, senza lo ritenere, avere inteso” La scuola da sempre deve formare più che informare e questo lo si sa, ma troppe volte fallisce ed ha fallito in questo scopo. Paradossalmente oggi (e in questo integro quanto dice Simone, che condivido), dove più grande sembra il rischio, gli stessi insegnanti hanno un’opportunità in più rispetto al passato per dimostrare di essere in grado di realizzare questa loro funzione. E qui ovviamente ritorna l’importanza di saper sviluppare e coltivare memoria e giudizio. È anche chiaro che bisogna distinguere tra informazione e comprensione, chiunque può trovare e leggere il teorema di Chauchy, ma non per questo lo capisce, e compito di un insegnante è spiegarne il significato e l’uso. Anche se è pur vero che in rete si può trovare chi o cosa ad un insegnante si sostituisce, e parti di questo forum ne sono un esempio. Qui allora arriviamo ad un punto che nell’articolo non mi sembra sia toccato: l’importanza sociale della scuola e degli insegnanti. Sociale, non “social”. Io credo infatti che quand’anche tutti gli altri aspetti della formazione e dell’istruzione possano essere trasformati e fagocitati da un fenomeno come la rete, quello dell’importanza del rapporto sociale e umano che la scuola e l’insegnante reale introduce, rimangano per definizione ancora insuperabili.
  4. Bianca

    Faure plays Faure (1913)

    Che dire Frank? Ogni volta che ascolto un brano suonato dall'autore, rimango abbastanza perplessa. Parlo ovviamente di autori per cui già esiste una consuetudine. Se ascolti per esempio la Pavane di Ravel suonata da Ravel e la confronti con quella suonata da interpreti contemporanei, capisci cosa voglio dire. Probabilmente siamo anche influenzati (o viziati) dalla "pulizia" del suono registrato. Questa ha almeno il vantaggio che di solito non la si ascolta al piano solo, per cui... Trovo però che lo staccato alla mano sinistra renda meno bene che nella versione orchestrale. Ovviamente parere personale, suscettibile di revisioni Comunque, tutto sommato, fa sempre effetto ascoltare un pezzo registrato tempo fa.
  5. Bianca

    Cara nipote

    Grazie Simone per le tue bellissime parole, che forse neppure merito... E grazie ancora a tutti gli altri per aver condiviso.
  6. Bianca

    Cara nipote

    Grazie per l'apprezzamento... Daniele, tutto sommato Frank ci ha visto giusto anche questa volta
  7. Bianca

    Cara nipote

    Bentornato! era da un po' che mi chiedevo che fine avessi fatto
  8. Bianca

    Cara nipote

    Grazie Daniele. Anche se un grazie è poco. Vedi, se anche fosse una sola la voce che risponde, questo sarebbe già abbastanza, o forse addirittura tutto quello di cui abbiamo bisogno. D’altra parte credo che una sola risposta sincera abbia un valore ineguagliabile da tutti gli applausi di questo mondo, pieni o vuoti di giudizio essi siano. E grazie anche a tutti quelli che hanno letto, che abbiano condiviso o meno.
  9. Bianca

    Cara nipote

    Dopo qualche indecisione ho cercato di raccogliere l’invito di Frank e… non avendo un giornale a cui spedirla l'ho messa qui “Cara nipote, visto che non potrei mai occupare più di un underscore sull’acrobatica linea della tua esistenza, men che mai vorrei sprecare l’occasione di farne un segno che tu possa allegare alle tue raccolte di nomi e interpretare, quando la strada ti appare più tortuosa. Il mondo in cui io vivo forse ti apparirà un mondo passato, come a me già ora pare passato quello in cui sono cresciuta e potrai ritenere che a nulla servano i consigli di chi è vissuto in circostanze che sono totalmente dissimili da quelle in cui ti troverai. E sarà la tua una convinzione del tutto conforme a quella che ciascuna generazione ha sempre nutrito nei confronti delle trascorse, fino a che non è diventata, essa stessa, la generazione precedente. Però, ascoltami, la tua opinione di adesso, è davvero l’opinione corretta: tu vivi probabilmente in un mondo diverso, di cui la maggioranza di noi può avere solo poca contezza e per il quale potrebbe essere completamente inadatta. Invecchiando, non cadere negli errori e nelle lusinghe della memoria, che a volte si trasforma in nostalgia, altre in pura fantasia. E non cadere neppure nell’errore opposto, pensando che il tuo presente sia predestinato a creare un futuro migliore: già troppe volte questa speranza è divenuta un pretesto. Rendi migliore il tuo presente, per quanto puoi. Vedi, per il genere umano, la realtà attuale, passata e futura è come un sontuoso banchetto, opulento e sterminato e pieno di ogni prelibatezza, così come di sorprese amare, ma è imbandito una volta soltanto. Non si approvvigiona ed esaurisce le proprie dovizie man mano che il tempo passa. Quelli che sono giunti prima, sono stati certamente più fortunati, non necessariamente migliori, perché hanno avuto più vasta scelta a disposizione. Poco alla volta hanno consumato le vivande gustose, quelle a portata di mano e poco alla volta i seguenti sono stati costretti ad esplorare i confini lontani per trovare ancora qualcosa di appetibile. Sebbene il convito possa apparire inesauribile, nella speranza di trovare nuove delizie dovremo spingerci sempre più verso remoti estremi e affrontare rischi crescenti. Per questa ragione la tua impresa comincerà con un verso certamente più eroico del mio. Tuttavia le rime che seguiranno, la storia che vorrai raccontare e l’esito che avranno, quelle spetteranno a te e a te soltanto e dipenderà dalla tua capacità di affrontare il presente se il tuo futuro interiore si manifesterà oscuro o sereno. Decifrare la realtà si rivela un’opera impegnativa che richiede attrezzi speciali e molti saranno quelli che proveranno a venderti il loro pacchetto di soluzioni, alcuni in buona altri in mala fede. Prendili tutti in considerazione sapendo già in partenza che di molti non ne potrai comunque fare a meno. Non mostrarti superba, perché la superbia non ti aiuterà, però non rinunciare mai a scoprire da te la via, a costruire da sola l’aratro per coltivare la tua terra e lo scafo per navigare i tuoi mari, a scrivere le canzoni per cullare i tuoi bimbi. Non sarà facile e ti farà sentire spesso probabilmente sola. Dedicherai buona parte della vita a costruire le fondamenta e i pilastri dell’intera tua esistenza. Si tratta dell’insieme delle regole che da un certo momento in poi caratterizzeranno il tuo gioco e che distingueranno la tua personalità dalle altre, dei principi che, una volta consolidati, ti sarà difficile se non impossibile trasgredire: in una parola, della tua morale. Devi capire che la foggia con cui queste colonne sono edificate è varia, il materiale differente, il numero e la disposizione mutevoli, ma unico è il modo con cui esse prendono forma, per qualsiasi animale dotato di un intelletto, e tale modo è l’abitudine. Il momento in cui questo insieme raggiunge una struttura stabile, è il momento della maturità. Il momento in cui questo insieme cessa di evolvere e non è più in grado di adattarsi, quello è il momento della vecchiaia. Comunque vada questo sistema ti sarà indispensabile per vivere nel mondo e l’aspetto che gli avrai dato sarà fondamentale per i risultati che potrai ottenere. Non fraintendere però la funzione dell’abitudine con un atteggiamento passivo, poiché saranno necessarie curiosità, intraprendenza e tutta la tua intelligenza per compiere un’opera così imponente. Ti troverai di fronte a scelte, le sbaglierai e ricalibrerai il tuo progetto fino a che non ti garantirà delle risposte soddisfacenti. Attenzione a non fare che l’abitudine diventi di ostacolo, semplicemente sfruttala a tuo vantaggio, poiché non ne potrai fare a meno. Ti servirà in ogni circostanza, dalla più insignificante alla più complessa, ma sii sempre vigile affinché non comprometta mai il tuo giudizio. Ecco, proprio questo, se dovessi puntare tutto su qualcosa, è quello su cui punterei, sulla tua capacità di giudizio, alla quale spetterà guidare ogni azione, ogni decisione e ogni tuo pensiero. Impara ad esercitarla, ad essa dedica la tua cura maggiormente che ad ogni altra facoltà, mantienila sempre in primo piano senza cessare di metterla a fuoco. Fai in modo che nulla e nessuno mai si sostituisca ad essa. Questo è il rischio più grande, proprio perché essendo la cosa più difficile è anche quella che si preferisce delegare, consciamente o inconsciamente. Su una simile debolezza punta chi vuole vendere facili miti, progresso a buon mercato, guerre sante o sedicenti politiche sociali. Ti vorranno dire cosa è bello e cosa è brutto, cosa è meglio e cosa è peggio, chi seguire e chi evitare. Dubita sempre del giudizio altrui, anche quando è onesto, perché non c’è cosa più preziosa o perdita più grande di questa facoltà. Coltiva il dubbio, compagno discreto ed elegante, non come una protesta distruttiva, ma come il principio di una nuova ricerca. Metti in discussione i tuoi e gli altrui traguardi e cambia prospettiva, ma ricorda che questi non sono fini, bensì strumenti per arrivare ad ulteriori risultati. È solo grazie ad essi che puoi costruire una morale efficace e solida, la quale a sua volta dovrà servire a corroborare il tuo giudizio, come in un gioco dinamico e continuo. Difficile è indicare un luogo o un modo specifico in cui apprendere una simile arte, anzi impossibile. Quel che è certo è che oltre ad una predisposizione naturale, importanti saranno i tuoi maestri, i quali purtroppo non potranno dipendere da te che in minima misura. Tu potrai solo giudicare se essi sono all’altezza del loro compito e il tuo scopo sarà il metro con cui dovrai valutarli. Sappi che non vi è nozione che ti potranno insegnare con tale obiettivo che possa sostituirsi all’esempio che ti forniranno. Perché la capacità di giudizio non è fatta di tecniche e di calcoli, siccome è proprio quella che serve per scegliere laddove calcoli e metodi non arrivano più, sia per limitatezza della conoscenza che per l’indeterminabilità stessa delle cose, e perché la capacità di giudizio è quanto ti rende umano. Cerca allora la conoscenza più che puoi, sia essa di qualunque tipo e secondo le tue più genuine inclinazioni, e trova sempre in essa la tua umanità, che si rivela nel tuo giudizio, senza la quale nulla, di quel banchetto, potrà mai avere alcun sapore. Altro non aggiungo, se non l’augurarti che un giorno, in un futuro lontano, quando avrai magari dimenticato del tutto queste poche parole, e quando forse a tua volta ti toccherà l’arduo mandato di indicare ai tuoi nipoti quali orizzonti seguire, anche allora, ti sia rimasto quel segno, invisibile e muto, mai sbiadito o spento, che solo ti avrà garantito la dignità umana.”
  10. Bianca

    [...], studia a memoria

    mi manca ancora un po' di strada... per il nipote
  11. Bianca

    [...], studia a memoria

    Peccato solo che non abbia esortato ad allenare anche la capacità di giudizio... ...quella di cui, specie in questa epoca a cui si riferisce, si difetta grandemente. Oggi nelle scuole sarebbe sempre meno utile insegnare nozioni è sempre più urgente educare all'umanità e al giudizio. Invece succede troppo spesso l'opposto, purtroppo, e il Maestro Perboni nemmeno più si sa chi sia (stato) - e forse non per scarsa memoria ...
  12. Bianca

    Carillon Fanfare

    https://youtu.be/rIca8oI45Ak Buon fine settimana a tutti.
  13. Bianca

    La parola "linguaggio" collegata alla Musica

    Caro Frank, come dici le riflessioni di Kierkegaard sul Don Giovanni sono sicuramente stimolanti, ma credo che meglio di me possano fare i molti saggi scritti al riguardo. Quello che mi ricorda però questo tuo riferimento a Kierkegaard, è un’altra tua precedente domanda, che riguardava il perché scriviamo musica. Io ti avevo risposto che lo facciamo per evitare la noia, il che, guarda caso, sarebbe probabilmente proprio quello che avrebbe potuto rispondere questo scrittore. Purtroppo invece, quella mia risposta non era stata recepita nel verso giusto, per cui lasciai cadere la cosa. Ora il fatto che io ti riporti su quel discorso non è tanto per divagare, ma perché penso che al fine comprendere meglio qualunque cosa, sia sempre opportuno sviare l’attenzione, ossia mutare punto di vista. Questa volta tuttavia non vorrei portare troppo avanti la questione, un po’ per tempo un po’ perché ciascuno lo può fare da sé se a voglia. Certo, ci si deve porre qualche domanda specifica (che forse non è facile trovare neppure tra i numerosi saggi già scritti), del tipo - come potrebbe la noia avere qualcosa a che vedere con il linguaggio? – e poi cercare di darci delle risposte, se crediamo possano essercene… Una traccia potrebbe essere questa: noia e linguaggio si incontrano per merito del significato: infatti, in Kierkegaard, la noia è mancanza di scelta, quindi indifferenza, quindi mancanza di significato; il significato è ciò che il linguaggio veicola, e dunque…
  14. Bianca

    Ping flood

    certamente... qualcosa tipo "algorithmic composition", molto faticoso, molto più che la composizione tradizionale direi, anche se con risvolti interessanti.
  15. Bianca

    Ping flood

    Per l'esegesi del titolo basta chiedere a internet ... comunque : "Il ping flood è un semplice attacco di tipo denial of service dove l'utente malevolo sommerge il sistema oggetto dell'attacco per mezzo di pacchetti ICMP Echo Request (ping)." Wikipedia Il pezzo è parte di "Hacker attack", un progetto in corso, di cui questo mi è sembrato per ora uno dei brani più "orecchiabili" ... Nel caso interessasse allego anche la partitura. Ping flood.mp3 Ping flood.pdf
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