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Piano Concerto - Forum pianoforte

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  1. Yesterday
  2. Grazie. Ho visionato i tutorial sull'acquisto di un pianoforte usato e quello relativo alla nomenclatura delle parti (...mi riservo di visionare con calma tutti gli altri). Che dire, davvero molto istruttivi! Il pianoforte è uno strumento davvero complesso e, accingendosi all'acquisto di un usato, tale complessità esigerebbe la valutazione di una persona esperta e competente (possibilmente terza). Come in tutte le cose della vita l'improvvisazione è foriera di grossolani abbagli. Informarsi richiede però tempo, studio, applicazione. L'alternativa sarebbe fidarsi del consiglio del venditore, ciò che potrebbe rivelarsi scelta improvvida. Un bel rompicapo! Il parere di un esperto del settore (come dicevo, persona possibilmente terza) sarebbe la soluzione più ragionevole. Ma nelle piccole realtà come quella in cui vivo, venditore e persona esperta coincidono. Non si scappa. Io penso che un pianoforte "di pregio" andrebbe acquistato solo se in possesso della maturità tecnico/artistica per poterlo scegliere consapevolmente. Nella fattispecie mi sono però ritrovato difronte ad una richiesta di un consiglio di acquisto (...io che studio pianoforte solo da un paio d'anni e possiedo un digitale 😂!). Per farla breve, mio nipote, adolescente, frequenta un'accademia musicale (non ancora il conservatorio) e mia sorella ha deciso di investire in un coda. Ho visitato i vari punti vendita della mia città e ho "provato" un pò di strumenti. Per lo più C3... te li tirano dietro. Alla luce di quanto appreso nei tutorial, alcuni erano davvero messi male, sebbene ricondizionati. Ma sarà poi vero? E, ripeto, con tutta l'attenzione che si può prestare, se non si è un tecnico tante cose forse non si possono capire. E' vero, si possono verificare il suono, la meccanica, i martelli, l'eventuale presenza di ruggine sulle corde ed eventuali crepe evidenti sulla tavola armonica e sui ponticelli. Ma come si fa a capire se la tavola armonica è "davvero" a posto, se il pianoforte non ha preso troppa umidità, se il somière (credo si scriva cosi) e la caviglie siano in ordine? Mica si può andare in negozio con una chiave e provare una ad una... E poi la meccanica... da profano credo che un'analisi rigorosa richiederebbe lo "smontaggio" del tavolaccio e la verifica della meccanica dei tasti, uno per uno. Fra i tanti Yamaha, in questi giorni ho provato un mezza coda (187 cm mi pare) Krauss del '94. Suono davvero bello, rotondo! Ma prezzo troppo impegnativo (15K €) per un acquisto "non consapevole". In definitiva, il mio consiglio è stato di aspettare il tempo necessario per poter acquistare un coda nuovo. Un buon giapponese più in la sarebbe fattibile. Penso che sul nuovo (che non sia un entry level) non si dovrebbero avere brutte sorprese. A parte la svalutazione rapida dello strumento. Mi riservo di provare Il Kawai GX-2 (magari 3) e la serie CX della Yamaha (C2X e C3X nel caso il prezzo diminuisca). In verità la meccanica e il suono Kawai li preferisco (per il poco che ho potuto provare), ma tutti i coda Kawai montano meccaniche con componenti in carbonio, credo. Ciò che, se ho ben capito, è ad oggi un'incognita. Se poteste consigliarmi qualche alternativa agli strumenti indicati e su questo ordine di investimento (20K €), o magari se qualche "serie" è meglio riuscita... ve ne sarei grato. Avrei una rosa più ampia di strumenti su cui lavorare, in prospettiva. Certo è che continuerò ad informarmi....
  3. In rete ho trovato questo accessorio che mi sembra molto utile per pianoforte verticale. Non sono vendute in Italia. Conoscete qualcosa di analogo e dove sia possibile acquistarlo? grazie
  4. Last week
  5. Al di là del numero di serie...che puoi trovare sui siti Yamaha, è importante che tipo di ricondizionamento è stato eseguito. Se la martelliera è stata rasata, controlla che la forma dei martelli non sia tondeggiante sugli acuti e che non sia stato tolto troppo feltro. Controllare lo stato delle corde ecc.. Puoi guardare un mio video tutorial sul sito proprio a proposito dell'acquisto di un pianoforte usato.
  6. Benvenuto Angelo, ...non è mai troppo tardi!!!!!
  7. Mi domando e domando agli esperti del forum se c’è un modo efficace di ridurre il volume di un pianoforte verticale senza usare la sordina. non ho il problema dei condomini perchè vivo in una casa singola, ma talvolta vorrei non torturare la mia famiglia o i dirimpettai con la monotonia degli esercizi. escluderei la sordina, anzi sarei tentato di eliminarla del tutto dal verticale, come suggerisce Paolo Ferrarelli. Sono disponibili soluzioni come ad esempio coperte fonoisolanti, facili da mettere e togliere o qualcosa di simile? grazie
  8. Buonasera, volevo sapere, gentilmente, come si può risalire all'anno di fabbricazione di un pianoforte a coda Yamaha C3 dal numero di serie. Ho visionato oggi lo strumento, ricondizionato, ma il venditore non ha saputo darmi l'informazione. Il costo era di € 9.500,00 e mi è parso abbastanza vecchiotto. Grazie
  9. Eccomi qui, pronto ad affrontare forse l’ultima avventura della mia vita. ho superato i sessant’anni e la musica mi ha accompagnato già da prima che venissi alla luce. Dopo un inizio sulle ginocchia di mamma al pianoforte mi sono appassionato alla chitarra classica e ho portato avanti gli studi con grande piacere e anche con qualche buon risultato. Ma la musica non è stato il mio mestiere. Adesso sono in pensione con qualche acciacco ma con un immutato amore per la musica e la pratica strumentale. E così mi avventuro ad imparare a suonare il pianoforte. Vedremo.
  10. Ancora grazie. Un intervento a regola d’arte su questo Petrof quanto potrebbe costare? Così da valutare il costo complessivo. Se preferisci puoi anche rispondermi in privato.
  11. Il Petrof lo conosco benissimo. Da pianista,ne ho posseduti tre: due verticali e un coda. Da tecnico , ti dico che è uno strumento di ottima qualità sonora, ma la meccanica va messa a punto bene. alla fine si ottiene un ottimo strumento, specie con le misure alte come questo. Deve però toccarlo un esperto, perchè per ripristinare i perni è cosa di esperienza. Naturalmente una giusta regolazione , accordatura e intonazione dei martelli completano obbligatoriamente il lavoro. Il pianoforte postato, mi sembra abbia la martelliera in ottimo stato...ha suonato pochissimo...ma forse è stato fermo per molto tempo e non in un ambiente non troppo asciutto
  12. Grazie, grazie e ancora grazie per la risposta così competente e dettagliata. mi permetto di domandarti che cosa ne pensi del Petrof in oggetto, per quel che non sfuggirà ad un occhio attento come il tuo.
  13. Il problema della meccanica dura dipende dai perni di centro dei martelli, dei cavalletti e dei montanti di scappamento. Si devono sostituire, alesando i fori guarniti in cachemire e maggiorando i perni di una misura. Bisogna assolutamente usare alesatori dritti e il lavoro deve essere eseguito da un esperto. Un controllo anche alla meccanica degli smorzatoi. Ogni altra pratica come la maggiorazione della piombatura nella parte anteriore della tastiera è contro il buon senso. P.S.Il fatto che la tastiera diventi più morbida ( SOLO ATTRAVERSO L'ELIMINAZIONE DEGLI ECCESSIVI ATTRITI), fa diminuire il peso di abbassamento, ma, cosa essenziale, fa aumentare il peso di ritorno dei tasti e quindi la prontezza della tastiera. Musicalmente, una tastiera di giusto peso e dotata di prontezza sviluppa in modo sano la tecnica pianistica, che ,altrimenti, verrebbe falsata nell'intento di vincere gli eccessivi attriti di tutta la meccanica.
  14. Spero nella benevolenza degli esperti scrivendo questo mio primo post. ho trovato un Petrof 126 matricola 429746 con meccanica Renner. notate dalle foto qualche problema? Quanto alla meccanica Petrof Renner ho letto che spesso è un po’ dura, e allora domando, è possibile con l’intervento di un tecnico specializzato modificarla e rendarla più scorrevole senza che diventi una pappamolla? grazie a quanti vorranno aiutarmi a capire meglio.
  15. Certamente la mano sudata e la mano fredda dipendono dal fattore emotivo ma la mano asciutta, almeno per me , si verifica nei momenti di relax , quando nessuno mi ascolta e sempre nei primi minuti, poi il polpastrello comincia piano piano a entrare in simbiosi con il tasto e fare presa. Ma certamente la mano asciutta è il minore dei problemi. La gestione dell'emotività per mezzo della ferrea autodisciplina immagino faccia parte del bagaglio del pianista maturo. Ma mi chiedevo se esistono e se qualcuno li ha trovati dei trucchetti banali, escamotage per contrastare i sintomi dell'ansia da palcoscenico come appunto la mano fredda la mano sudata la mano tremante la rigidità l'obnubilamento. Per fare un esempio che ne so... una passeggiata prima del concerto, oppure un caffè al ginseng, un panno umido per le mani, un gesto scaramantico, oppure rimedi farmaceutici con prescrizione medica, oppure pensare a una bella donna o pensare alle spiagge della polinesia, bere una tisana alla malva... che ne so... chi più ne ha più ne metta...
  16. So che dicendo ciò che sto per dire avrò addosso molti di voi. Tutto questo dipende dalla nostra emotività. Sia la sudorazione che la cattiva circolazione che provoca le meni fredde dipende da un fattore emotivo. Molti bravi e conosciuti pianisti indossano addirittura guanti di lana prima del concerto o devono "scaldarsi" su di un pianoforte dietro le quinte (ammesso che ci sia). Si provi a "saltare a pié pari" questa fase e ad entrare subito nella Musica, pensando a tutto ciò che dobbiamo e possiamo esprimere. Dolcemente e leggermente si prenda confidenza con la tastiera e si cerchi di non pensare assolutamente agli impedimenti che il meccanismo mette in atto frapponendosi tra noi e il suono. Denis Devallant dice nel suo meraviglioso libro LE PIANO di pensare direttamente di suonare sulle corde. Del resto è l'eterna dannazione del pianista essere "lontano" dalla produzione del suono. Bisogna, secondo me, e non solo, trovare subito il contatto sincero con lo strumento affidandosi ad esso piuttosto che sfidandolo! Ed ecco che ritorna sempre il concetto che crescere con un riferimento giusto sotto le dita, ci fa capire "dove siamo" e non ci fa smarrire nell'assortimento del "gesto pianistico". All'inizio di un concerto scegliere quindi un pezzo che ci fa prendere confidenza con la tastiera, senza richiedere troppe raffinatezze. Maurizio Pollini, nei suoi giovanili concerti, dopo già aver vinto il concorso Chopin di Varsavia, apriva spesso con la suite op. 14 di Bartok per poi affrontare un denso programma dedicato a Chopin. La suite, tutt'altro che facile, è però un buon pezzo di apertura, con un primo tempo di forti sonorità, dove si può ben provare anche gli effetti del pedale di risonanza. E' invece utile respirare profondamente e controllare che non aumentino i battiti cardiaci. Questo può influire nella alterazione della velocità dei tempi. Consiglio di leggere anche il bellissimo libro di Monique Dechsaussé ( spero si scriva così) " L' HOMME E LE PIANO" Ultimo suggerimento: pensare ,prima di inziare il pezzo, all'incipit...Quando inzieremo, saremo già "dentro la Musica"! Buono studio
  17. Earlier
  18. In entrambi i casi di una mano troppo asciutta o di una mano sudata il polpastrello tende a scivolare sui tasti del pianoforte. Io ho il problema della mano asciutta e ci vuole un quarto d'ora prima che i polpastrelli aderiscano bene ai tasti. Come prepararsi a suonare con la giusta umidificazione dei polpastrelli ? Se volete divagare anche sulla mano fredda o sulla più problematica mano tremante...
  19. Ottimo, proprio quello che cercavo, grazie a tutti, alla prossima...
  20. Purtroppo c'è poco in rete ma se ne comprende anche la ragione proprio per le motivazioni già dette. Un libro interessante ma che presuppone già delle conoscenze è quello di Giovanni Bettin : Il pianoforte da concerto Steinway & Sons. Manuale di regolazione, accordatura, intonazione e messa a punto Comunque la categoria degli accordatori non si sta estinguendo ma lei ha perfettamente ragione nell'osservare che c'è reticenza nel diffondere questa disciplina . In Francia ed in Germania ad esempio ci sono scuole professionali che danno una preparazione accurata ed un diploma , qui no. Esiste un solo corso extracurriculare al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma .
  21. La ringrazio, è un onore. Quindi mi sembra di capire che non è solo una questione di bagaglio tecnico-artigianale ma anche di affinamento dell'apparato uditivo-percettivo-mentale che si ottiene solo dopo anni di esperienza ? Peccato perchè mi sarebbe piaciuto imparare ad accordare il piano da solo. Però ho come l'impressione che si voglia tenere nascosti i segreti del mestiere. Mentre penso che bisognerebbe rendere disponibile a tutti queste conoscenze per preservarle poichè gli ultimi accordatori si stanno estinguendo come gli ultimi calzolai. Ad esempio, se cerco su amazon o ebay un manuale sull'accordatura del piano non trovo niente. C'è in rete solo qualche titolo del 1970 non più disponibile o disperso in qualche biblioteca comunale. Se qualcuno sa consigliarmi un manuale di facile comprensione e facile da reperire lo ringrazio perchè mi sento molto attirato da questo "passatempo".
  22. Francesca interpreta il mio pensiero. Accordare bene è veramente difficile e ci vogliono anni di esperienza. Gli accordatori elettronici sono validi per alcuni lavori, ma, secondo me, l'orecchio in alcune zone dello strumento è superiore. Bisogna fare i conti con le disarmonicità. E lo strumento non ne tiene ben conto in tutte le zone della tastiera. Poi bisogna far girare e fissare bene le caviglie, altrimenti dopo poche battute del martello sulla corda, la scordatura è garantita!. Orecchio e manualità. non ultimo in gusto. Un intervallo calante si dice stretto. Crescente si dice largo. Non tutti ascoltiamo bene le quinte calanti e le quarte crescenti. E' più facile invece ascoltare la velocità dei battimenti delle terze maggiori e delle seste. Le verifiche da fare sugli intervalli sono molte.
  23. Madonna che figura... da sprofondare... fortuna che non ho messo il nome e cognome. Nella vita sono stato in compagnia di un solo pianoforte e pensavo fosse una versione economica con meno smorzatori. Se avessi saputo che tutti i pianoforti sono così non avrei passato la vita a desiderare altri pianoforti. Comunque la ringrazio, lo so bene che dietro ogni cosa c'è una scienza enorme ma il fatto è che non ho i soldi per un professionista e poi vorrei smanettare un pò da solo ripercorrendo la storia dei temperamenti. Dato che ho molto tempo a disposizione, questo pianoforte lo voglio distruggere con le mie mani. Da un pò mi sto documentando su internet. Comprerei anche un manuale se ce ne fossero in vendita. Ho anche installato Entropy che mi appresterò a provare quando avrò il microfono. Quindi ho trovato in rete la semplice guida del Villari sull'accordatura aurale. Non preoccupatevi dunque del mio pianoforte. Mi basta solo sciogliere alcuni nodi e poi ritorno ai miei esperimenti senza disturbare nessuno. Non pretendo che mi insegnate ad accordare. Mi sfugge il significato di calante e crescente. Conosco aumentato e diminuito ma calante e crescente mi sfugge. Si riferisce ad uno spostamento di pochi centesimi dallo zero matematico ? Questi battimenti si avvertono solo con la esatta calibrazione e spostandosi di poco svaniscono ? Grosso modo da F3 a F4 in seguito alla aurale che valori si ottengono? esempio: D4 +2 cent, Bb3 -5 cent... ecc ecc Grazie a chi saprà rispondere a queste tre piccole domandine.
  24. Io credo che una delle poche cose che non si possa fare da sé senza studio, esperienza ed applicazione di anni sia proprio l'accordatura; ma certamente è una mia idea. Già soltanto lo stupirsi dell'assenza di smorzatori sulle ultime ottave denota "ignoranza" ( messo tra virgolette perchè non voglio assolutamente essere scortese o offensiva , uso il termine in stretto senso letterale di ignorare la materia ) della costruzione di un pianoforte . Io apprezzo il suo impegno che le fa onore ma le consiglierei di servirsi della professionalità di un buon accordatore che magari le consiglierà anche qualche intervento di messa in fase per ottimizzare il suo strumento. Poi potrà avere anche un proficuo scambio di conoscenza ed approfondimenti col suddetto professionista che potrà arricchire la sua cultura in materia . Comunque le faccio i miei complimenti per la dedizione e la giusta curiosità che ha messo in atto sul suo strumento, molti pianisti neanche lo hanno mai aperto .
  25. C'è tutto su IMSLP (Petrucci). Ci sono anche delle vere perle. https://imslp.org/wiki/Symphony_No.9%2C_Op.125_(Beethoven%2C_Ludwig_van)
  26. Salve a tutti, Qualcuno può indicarmi dei link in cui è possibile visualizzare o scaricare gli spartiti in oggetto? Anche post che mi sono perso o pagine del forum vanno benissimo. Posso solo che ringraziare anticipatamente ;)
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