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Piano Concerto - Forum pianoforte

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  1. Today
  2. PamelaPowell

    Suono

    Le buone cuffie ne fanno solo parte, devono essere una buona musica. Puoi ascoltare musica su https://suonerietelefono.com/ qui ci sono molte buone canzoni in molti generi.
  3. SALVE, MI CHIAMO TIZIANO..SONO LAUREATO IN PIANOFORTE E DA DIVERSI ANNI MI SONO DEDICATO ALLA MECCANICA ED ACCORDATURA MA IN MANIERA AUTONOMA SEGUENDO SOLO CORSI ONLINE...SULL' ACCORDATURA HO MATURATO UNA DISCRETA ESPERIENZA MA AD ESSERE SINCERO NON HO ANCORA NESSUNA NOZIONE SULLA CORRETTA TECNICA RIGUARDANTE L'INTONAZIONE DEI MARTELLETTI...SE QUALCUNO POTESSE AIUTARMI NE SAREI GRATO...GRAZIE
  4. Buonasera a tutti, in alcune circostanze (e specialmente in questo periodo di COVID19), necessiterei di poter provare "a distanza" con il mio pianista. Avete qualche consiglio su software da utilizzare free e non? Possibilmente per piattaforma Windows? Abbiamo provato con skype ma il delay è troppo elevato; ho valutato Logic (però su Mac ... ho dovuto chiederlo in prestito) ma non soddisfa i nostri scopi perché richiede l'esecuzione della singola traccia a metronomo per poi abbinare il tutto assieme. Io necessiterei di un qualcosa che permetta di condividere l'audio tra due persone (il video potrebbe essere opzionale). Grazie in anticipo per qualsiasi suggerimento in merito; saluti
  5. Yesterday
  6. Il tempo metronometrico è sempre relativo. Sappi che Bach nei suo 24 preludi e fughe non ha mai indicato la velocità del tempo. Comunque non è veloce. L'indicazione suggerisce che non devi, in esecuzione, intenderlo in 3 bensì in 1. Differenza? Un solo accento ogni inizio battuta. Quando studi, studia a "rallentatore" e non "lento" cioè : suonando lento si pensa in 3! A rallentatore si pensa, come in esecuzione, in 1, con un accento!!!! Questo renderà le cose più facili e ti farà acquisire un importante principio musicale. In quanto agli staccati, di queste soluzioni ne troverai molte nella letteratura pianistica. Lo staccato si riferisce al gesto della mano e non all'effetto che è sotto pedale. Vai a vedere l'inizio dello Scherzo in si b minore 0p. 31 di Chopin che ho eseguito molte volte: dopo le interrogative terzine c'è una nota staccata e un accordo nella parte opposta della tastiera. Tutto sotto pedale ( scritto da Chopin!).Significa " lascia subito la nota per portarti verso l'accordo" (gesto). Sotto pedale (deve risultare legato). Qui non so, inoltre se il pedale è di Beethoven o di Pozzoli ( che comunque era un grande didatta!)
  7. Grazie per la pubblicità!!😀. A parte gli scherzi, una meccanica deve essere sempre "pronta", cioè sempre rispondente alle sollecitazioni del gesto pianistico. Il pianista, a volte usa delle parole non sempre tecniche, ma che rendono l'idea della "sensazione" negativa che prova quando si approccia al suo strumento. "Questa tastiera è come impastata", "riesco con difficoltà a ribattere", "sento troppo lo scalino dello scappamento" " non riesco a realizzare il piano e il forte", " La tastiera è dura" ," lo sento frenato"ecc. Non esiste un "ferro della prontezza" bensì una serie di valutazioni e messe a punto che riportano lo strumento alla sua efficienza originaria, pur con tutti i suoi limiti di progetto. Il mio video sulle regolazioni personalizzate già presuppongono che non vi siano problemi e/o impedimenti sull'ottimale funzionamento della meccanica. Una buona e precisa regolazione, standard o personalizzata, può essere presa in considerazione solo dopo l'analisi dello stato di efficienza della meccanica e tastiera. Infatti ogni regolazione forzata che tende a correggere degli impedimenti di movimento è errata e finisce per complicare le cose. Faccio un esempio: La carica delle molle dei cavalletti devono essere regolate con la giusta carica per far si che i martelli salgano decisi, ma senza saltare, una volta che lasciano i paramartelli (pianoforte a coda). Se però i perni delle forcole dei martelli sono duri ovvero hanno un attrito eccessivo, allora sarà necessario caricare di più le molle, con conseguente aumento delle "durezze". Tutto sarà alterato e si avrà la sensazione di un pianoforte poco sensibile, anzi, alcune "mezze tinte" e soprattutto il piano e il pianissimo potrebbero essere non realizzabili. Quindi, sia quando il pianoforte esce dal negozio ( possibile giacenza passata in magazzino) sia dopo qualche anno di utilizzo, andrebbe controllato e mantenuto efficiente. Lo strumento, che abbiamo acquistato e pagato, deve offrire la sua piena efficienza e ogni limite o impedimento protratto nel tempo costringe il pianista a mettere in atto false soluzioni tecniche. Infatti, Lui si abitua via via a questo mal funzionamento e si ostina, a volte, a volerlo vincere a tutti i costi. Lo scopo di questo sito, mi si da' l'occasione di ripeterlo, è quello di far capire al pianista quando e quanto questi impedimenti dipendano da Lui e/o quando e/o quanto dal suo strumento. Ciò forma una consapevolezza che aiuta a suonare anche su strumenti meno efficienti. Ho sentito dire da qualcuno: "suona su di uno strumento un po più duro o meno efficiente, cosicché quando troverai il pianoforte in sala. ti sembrerà tutto più facile." Secondo me è proprio il contrario: Acquisire consapevolezza significa valutare in qualsiasi momento quello che gli strumenti possono dare e quello che noi possiamo dare nei limiti dello strumento. Quindi "niente muscoli" , ma acquisizione di un giusto modello mentale di funzionamento.
  8. Last week
  9. Salve ragazzi, Non vi sembra che il tempo inserito all' inizio dello spartito sia incredibilmente veloce per essere considerato un pezzo "facile"? Inoltre, dove le note staccate sono cerchiate in rosso, non notate un controsenso inserire il pedale nella battuta? Come si può staccare quelle due note usando il pedale in tutta la battuta? Vi ringrazio per le vostre risposte
  10. È un argomento molto complicato, con una parola è difficile capire cosa si intende, un pianoforte pronto potrebbe essere qualsiasi pianoforte con la meccanica originale , oppure che monta pezzi identici agli originali e ben regolati. Il punto è regolati come? Se per pronta si intende una tastiera che scorre particolarmente sui pianissimo con la sensazione di "pochissima resistenza", allora probabilmente è una regolazione con gli scappamenti molto vicini alla corda. Sulle "regolazioni personalizzate "c'è un bellissimo video/spiegazione di Paolo, dovresti vederlo attentamente. È grazie a questo che ti dico quanto sopra. Spero di averlo espresso correttamente, anche se sicuramente in modo molto ma molto approssimativo... non saprei come spiegarlo. Spero che mi scuserete per questo.
  11. buona quarantena, viaggiando in internet, mi imbatto in tutorial su riparazioni, accordature e altro, e sento parlare di prontezza.... immagino sia la risposta della meccanica dopo l'affondo del tasto; ma quale è il ferro della prontezza? suppongo si tratti di più utensili atti a registrale meccanica. o No??? un augurio di riprendere al più presto la nostra vita.
  12. Caspita, grazie mille per il suo tempo, mi ha fatto riflettere parecchio. Mi informerò sicuramente seguendo i suoi consigli e cercherò di focalizzarmi sull'esecuzione complessiva e meno sulla postura di singole dita
  13. Spesso fate domande molto ampie, alle quali è difficile dare una risposta se non si vede e si ascolta. Provero' a rispondere secondo la mia opinione. Mi dici che suoni brani difficili con successo e anche , per esempio, successioni di ottave, ottave spezzate ecc..Bene! Io, personalmente, credo che la posizione delle dita e della mano dovrebbe assumere una configurazione naturale, senza costringersi ad osservare regole costrittive o ad osservare altre mani che hanno altre configurazioni. Rubinstein aveva un 5° dito robusto e lungo , beato lui, e non aveva affatto bisogno di pensare di aiutarlo mentalmente. E' infatti opinione dei grandi insegnanti, non solo mia, che quando raggiungiamo una certa padronanza, specie nella uguaglianza e nella robustezza delle dita, in realtà abbiamo imparato ad aiutare, a "compensare" anche con l'aiuto dei grandi muscoli, le dita fisionomicamente più deboli. Questo anche assumendo posizioni naturalmente particolari. Sandor, nel suo libro, suggerisce di assecondare per es. un quinto dito corto ruotando di poco la mano per renderlo parallelo alla tastiera. Tutte osservazioni e constatazioni più o meno teoriche, che, però, non devono diventare assolutamente una "paranoia", come tu dici. La mia insegnante, allieva di Carlo Zecchi , di Alfredo Casella e prima ancora del grande Francesco Bajardi, sosteneva, con molta convinzione che bisogna ascoltare il suono, specie nel cantabile, anche, come sosteneva Rubinstein con esempi fisici, gravitando con grande peso sulle dita e "cavare" un bel suono "pieno e sincero". Se ascoltiamo ed osserviamo questo grande pianista, ci accorgiamo che anche il suo "piano" è corposo e quasi forte, almeno solo con la destra. Casella stesso nel suo libro "il pianoforte" afferma che non si può suonare "legato" se non con una certa forza. Tutto ciò vorrebbe affermare che deve sempre esistere sulla tastiera, nota dopo nota, un giusto rapporto tra intensità e durata del suono. E' la cosa più difficile che dobbiamo ottenere sul nostro strumento: il "legato cantabile". Ascoltando e cercando il giusto suono, la mano assumerà una certa posizione ( non certo fuori da una corretta impostazione di "impianto") che sarà quella giusta. Lo so che sembra un percorso a rovescio, ma, altra frase appartenuta al Bajardi, la mano ( intesa in senso lato, come apparato muscolare complesso) deve essere un mezzo e non un fine. Quindi dopo queste troppe parole, mi permetto di esortarti ed incoraggiarti ad abbandonare questi infondati timori, che potrebbero proprio focalizzare la tua attenzione, anche durante l'esecuzione, sulla posizione "corretta" o "scorretta" della tua mano ed invertire il percorso. Abbiamo altro a cui pensare, mentre suoniamo. Quindi : non "mano corretta posizione=giusto suono" MA "giusto suono=mano corretta posizione". In ultimo, osserva La Grande Marta Argerich come tratta la sua mano, con quale naturalezza..e lo faceva anche da giovane già virtuosissima pianista! Osserva anche , in un ultimo video delle ballate di Brahms, il grande Michelangeli. Buona Musica
  14. Buonasera! Faccio questo tentativo disperato cercando di risolvere una paranoia che non mi lascia più suonare tranquillamente. Chiedo soprattutto agli esperti e professionisti se ci sono, quanto è importante la corretta posizione delle dita mentre si suona? Tutto nasce da quando ho scoperto che il mio mignolo sinistro è l'unico dito che quando suona non rimane inarcato come dovrebbe, ma tra la prima e la seconda falange affonda, che è risaputo essere scorretto. Ora, suono brani difficili, veloci, con ottave e tutto il resto e l'esecuzione è sempre andata abbastanza bene, sia con l'insegnante sia ora che faccio da solo. Vorrei altri pareri, sapere se è necessario corregge con esercizi o magari non sono l'unico ad avere questo difetto. Ovviamente riesco a inarcare il dito in questione correttamente ma durante le esecuzioni, non avendoci mai dato peso, affonda sempre.
  15. Va bene . Quando tutto finirà, fatti sentire, può darsi che io possa venire da te, se vuoi.
  16. Earlier
  17. Perfetto: oggi ho smontato del tutto la meccanica dal mobile, tolta molta polvere dall'interno, verificate le guarnizioni della tastiera, e il problema sembra essere proprio il perno del montante di scappamento, che non lascia libero di ruotare il montante stesso. Mi rendo conto, per quanto hai detto nelle risposte precedenti, che non ho ne' gli strumenti ne' le competenze per compiere la riparazione. Il piano d'altra parte e' in casa mia gia' da una ventina d'anni, e sempre nella stessa posizione, quindi la causa non dovrebbe essere una cattiva stagionatura ne' una cattiva esposizione (da anni per mia fortuna non accendo il riscaldamento in casa, e non ho neanche il condizionamento). Penso che la causa principale sia il non uso dello stesso da oltre 10 anni, per cui quando finirà sto macello mi rivolgero' ad un accordatore. Ovviamente nel frattempo ho rimontato il tutto, e FUNZIONA ANCORA ! 😀 😀 Pazientissimo, grazie ancora !
  18. I libri di tecnica fanno conoscere tutte le difficoltà tecniche "estrapolate" dal repertorio delle composizioni pianistiche. E propongono degli esercizi che abituano al giusto complesso movimento, che chiamo "gesto di base", gesto che ci fa capire come superare la difficoltà. Cioè ci suggerisce il tipo di "abilità". Tali libri vengono, a volte, fraintesi e vengono ripetuti all'infinito, credendo che il progredire della tecnica pianistica dipenda da un "addestramento" muscolare. Al di là del fatto che via via il principiante diventi sempre più abile , anche sviluppando un certo coordinamento muscolare, la crescita della tecnica è soprattutto è un processo di comprensione di come si deve superare la difficoltà. Oltre che un fatto "cinetico", è un fatto mentale. Alcuni insigni Autori ( Sandor, Casella) sostengono appunto che, per esempio, l'uguaglianza delle dita non viene raggiunta sviluppando la forza uniforme delle dita stesse bensì acquisendo la capacità cerebrale, mentale, di supportare di più le dita più deboli rispetto a quelle più robuste. E così per tante altri obiettivi tecnici. Quindi il libro di tecnica, non è un libro di ginnastica, ma un "formulario" che propone tipo di difficoltà( che naturalmente viene ripetuta ed esercitata fino al superamento della formula proposta). Gli studi, scritti da compositori didatti, propongono per tutta la durata del pezzo una certa difficoltà, offrendo però un pezzo musicale vero e proprio( ad es. studio sull'arpeggio, studio sulle note ribattute ecc.). Per esempio i mirabili 50 studi di Czerny op. 740( mi sembra) sono dei bellissimi pezzi, anche da eseguire con soddisfazione. Per arrivare poi agli studi di Chopin o di Listz, che costituiscono veri pezzi da concerto di grande effetto. E' difficile suggerire da lontano un percorso da seguire. Potrei dirti di iniziare con piccoli studi di Duvernoy e Pozzoli per poi proseguire con Czerny. Circa al terzo anno si propongono i preludi ed esercizi di Clementi. Dello stesso Autore sono bellissime le sei sonatine. Studi di Heller "per il ritmo l'espressione". Di Bach, prima il libro di Maddalena Bach e poi i 23 pezzi facili ( che facili non sono per niente!). Di studi esistono raccolte : La "Czernyana" è una raccolta di studi scelti che partono dal primo volume fino, credo al quarto o sesto. Di Bartok consiglio almeno i primi tre volumi di Microkosmos. Però, in seguito tieni in considerazione una guida di un Maestro. E' fondamentale. Buono studio
  19. Quella levetta che tu tocchi,appunto, è il montante di scappamento o leva di scappamento ( ma non vogliono che si chiami così, perché tutto deve essere uniformato alla nomenclatura europea)..quindi il "montante di scappamento" non ritorna. La molletta serve solo per un piccolo aiuto, ma è il perno che è bloccato. Il fenomeno potrebbe essere presente su tutti i perni della meccanica, e ti potrebbe far avvertire una "durezza "di tutta la tastiera...come una sensazione di movimento "impastato". I casi limite, poi, "bloccano" proprio il pezzo e allora ciò fa da campanello di allarme se, caso mai, il pianista non avvertiva o si era abituato, rassegnato, a questo mal funzionamento. Per usare una metafora, è è come guidare un auto con il freno tirato! I pezzi, chiamati "forcole" sono le "articolazioni", gli"snodi" della meccanica. sono tre: Il perno del montante di scappamento, appunto; il perno della forcola del martello, e il perno della forcola del cavalletto, che viene smontato dal retro della meccanica. Devono avere un attrito da 3 a 6 gr.. Ne più ne meno. Se più, come in questo caso, il pezzo si blocca o risulta troppo "duro" al movimento. Se meno , il pezzo potrebbe "ballare", essere troppo lasco e creare una sensazione di troppa " con lentezza " con eccessiva vibrazione nel momento di impatto del martello. Il giusto tiene ben salde le forcole, offrendo, però, il giusto attrito. Unitamente a questi eccessivi eventuali attriti, bisogna anche controllare le guarnizioni centrali e anteriori della tastiera che potrebbero creare altri impedimenti durante la discesa e la risalita del tasto. L'eliminazione degli eccessivi attriti di tutta la meccanica ridona una "nuova vita" allo strumento. Questi problemi possono essere causati o da una eccessiva escursione di umidità dell'ambiente( anche del magazzino del venditore di pianoforti nuovi!) e/o da una non buona stagionatura dei legni della meccanica o, anche, ad una scarsa qualità delle guarnizioni di cachemire che ospitano il movimento dei perni. Saluti Paolo P.S. Quindi la molletta non si deve toccare!
  20. temo che tu abbia ragione......andando a spingere con la punta di un giravite lo scappamento, il tasto suona. Pero' subito dopo non suona piu'. Potrebbe essere la molla a spirale che sostiene lo scappamento o il perno del noce: che ne pensi ?
  21. Puoi provare a sganciare la cinghietta, smontare da dietro il cavalletto e fare un "massaggetto" al montante di scappamento( cioè farlo muovere sue giù energicamente) che sarebbe quella"levetta" che spinge il martello verso la corda. Non credo risolverai. Il montante, liberato dalla molla ad aspirale che lo aiuta, dovrebbe cadere sotto il suo peso. Se è bloccato, non resta altro che cambiare il perno. Purtroppo la situazione attuale non ci permette di vederci, ma in seguito, augurandoci che tutto finisca presto, ne possiamo riparlare. E' cosa delicata.
  22. Grazie Paolo, in questo momento prendere lezioni da un maestro non è proprio possibile. Potresti gentilmente dirmi la differenza che c'è fra gli "esercizi di tecnica pianistica" (Hanon, Rossomandi...etc) e gli "studi" (Czerny, Chopin...etc). Come mai viene fatta questa distinzione? Gli esercizi sono forse solo meccanici, mentre gli studi hanno invece una loro musicalità e sono quindi da preferirsi? Se volessi invece approcciare Bach, quali sarebbero i brani/studi più elementari?
  23. Prima di tutto, grazie. Purtroppo non ho familiarità con la terminologia dei singoli pezzi, come "montante di scappamento" o "noce del martello". Non ho mai pensato di lubrificare nulla, visto che si tatta di legno e non di metallo e la cosa potrebbe risultare addirittura nociva. Mi chiedevo pero' se, come si fa qualche volta per sbloccare gli otturatori della macchine fotografiche di una volta, non si possa provare semplicemente ad azionare a man il meccanismo (stavolta si tratta di semplici rotazioni) in modo che cio' che e' eventuaslmente di osatcolo possa cedere. E chiaro che la soluzione migliore sarebbe quella da te indicata, cioe' la rialesatura e la sostituzione del perno, ma mi piaceva provare qualche altra cosa piu' semolice e allo stesso termpo per me soddisfacente. Capisco che un tecnico rabbrividirebbe, ma io mi accontento facilmente ! :-)
  24. Mikrocosmos è un ottima raccolta. Là puoi applicare tutti i principi di tecnica, solfeggio ecc. senza sopprimere l'aspetto ludico di cui parli. Già i primi tre volumi offrono al pianista ampio materiale. Un Maestro che ti segue è importante, almeno per riprendere le fila del discorso di studio. Secondo me nessun esercizio o studio che sia dovrebbe essere "avulso" dall'aspetto musicale. Fare Musica è l'obiettivo finale e tutto ciò che viene inaridito dal solo ed inutile "addestramento non fa parte del "gioco" . Maria Callas diceva ai cantanti: "anche quando fai un semplice vocalizzo, pensa ad una frase d'Amore". Bellissimo! E' ovvio che alcune ripetitive formule di uno studietto ci allontanano dall'aspetto musicale e che dobbiamo prediligere Autori che hanno saputo scrivere Musica, seppur insegnando qualcosa o molto.Bartok è uno di questi. Ne è esempio la mirabile raccolta "Le cinq doit" ( le cinque dita), nientemeno di Igor Stawinsky! Semplicissimi pezzi che si possono suonare anche al primo anno, senza conoscere il passaggio del pollice ( unico difetto: Mano destra e mano sinistra in chiave di violino!! RImanda l'allievo alla acquisizione della lettura della chiave di basso!)
  25. Benvenuto Adolfo
  26. Il si che non suona, probabilmente , potrebbe dipendere proprio dal perno del montante di scappamento bloccato e che non ritorna sotto la noce del martello per spingerlo verso la corda
  27. E' probabile che dipenda dai perni della meccanica. E' cosa delicata e , se devono essere sostituiti, deve intervenire un tecnico. Purtroppo devi pazientare. Non è cosa da "fai da te". Ricorda che non devono essere impiegati lubrificanti di alcun genere se non micropolvere di teflon. Ma ciò non credo possa risolvere il problema. Quando i pianoforti restano fermi a lungo e, forse, in ambiente dove l'umidità relativa aumenta e diminuisce sensibilmente, in diversi periodi dell'anno, le guarnizioni dei fori, che ospitano i perni, si gonfiano...il foro stesso di legno si stringe intorno alla guarnizione e quindi al perno e il pezzo ( martello e/o cavalletto e/o montante di scappamento ) si blocca, impedendone il movimento di "andata e ritorno". Il tecnico dovrà comunque verificare ed eventualmente sostituire i perni in questione con perni maggiorati ( ad es. da mm1.30 a mm.1,325) , avendo cura di alesare leggermente ( con alesatore dritto e non conico) la sede el perno sulla guarnizione di cachemire( senza intervenire sul foro in legno dell'altro pezzo. Tutto ciò va rimosso e rimontato con speciale estrattore. Se la "pigrizia generale della meccanica aumenta ( magari, appunto, provocando in alcuni pezzi addirittura il blocco) bisogna prendere in considerazione di spostare lo strumento in luogo più asciutto. Altra ipotesi è che questo processo sia stato già presente al momento dell'acquisto, magari solo con sintomi di "tastiera dura" e che poi sia minimamente, quanto basta, aumentato con l'inattività. Se così, bisogna ripristinare l'efficienza della meccanica, che tornerà a nuova vita, in un ambiente che, magari, è già correttamente adatto ad ospitare lo strumento. L'accordatura va controllata almeno annualmente, anche se non viene suonato. Dopo diversi anni senza essere accordato, col solo cambiamento delle stagioni, il pianoforte potrebbe allontanarsi dal diapason, cioè dal livello generale del la 440Hz. Ciò comporterebbe un particolare lavoro di recupero del livello generale per poi procedere ad una o due accordature di assestamento. Tutti i pianoforte sono stati costruiti per essere accordati a 440Hz. Allontanandosi da questo livello, la voce dello strumento cambia e, nel tempo, è sempre più rischioso riportarlo stabilmente al suo "livello" generale e "universale" proprio di tutti gli altri strumenti( suonando ad esempio con una base orchestrale non ci si ritroverebbe!). Quindi deve essere preteso ciò ( garanzia del livello Hz. 440) per ovvi motivi sia commerciali che di corretto e soddisfacente utilizzo.
  28. Ciao a tutti, sono un fresco 72enne in possesso di un piano acquistato una ventina d'anni fa per far studiare mio figlio. Ora il figlio e' adulto, non suona piu' e non abita neanche piu' con me, ma il piano e' restato. Un verticale Steimach, con qualche acciacco dovuto al mancato uso, motivo per il quale mi sono iscritto al forum. Buona musica a tutti !
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