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Piano Concerto - Forum pianoforte

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  1. 3 points
    l mio sito di Musica Classica ha importanti novità: Ho terminato di riscrivere tutte le pagine delle Guide all'ascolto per renderle adatte anche alla visualizzazione corretta con i telefoni cellulari. E' stato un lavoro ciclopico ma mi sembra che il risultato sia soddisfacente. Nei prossimi mesi lavorerò sui Cataloghi dei compositori per renderli leggibili sui piccoli schermi. Mi piacerebbe un collaudo da parte degli amici con eventuali commenti. https://www.flaminioonline.it/Guide/guide.html
  2. 2 points
  3. 2 points
    Trovo molto interessante e misurato l'intervento di Nancy. Personalmente vivo la musica come fosse un amico con il quale dialogare apertamente e senza filtri sulle mie emozioni più profonde e intime (una sorta di terapia d'urto nei momenti difficili e allo stesso modo un amico con cui gioire dei regali della vita). Uso più spesso il linguaggio verbale con l'unico scopo di esprimere concetti, talvolta dettati dall'altalenarsi degli stati d'animo. È chiaro che le finalità sono diverse...
  4. 2 points
    premesso che io di composizione non ne capisco niente (ho fatto solo il classico corso di armonia) secondo me dipende dall'interlocutore a cui vuoi far conoscere i tuoi sentimenti...... e dalla intensità degli stessi................. sentimenti semplici e immediati da comunicare (come la rabbia per es) ad un interlocutore che sai non essere comunicativo musicalmente mi verrebbe da usare la parola. se voglio "approfondire" ed esprimere sentimenti intensi e complessi mi rivolgo alla musica (io che non compongo uso l' empatia....interpreto pezzi scritti da altri)..... comunque la musica è un linguaggio molto più complesso rispetto alle parole.....per strutturarsi ha bisogno di riflessione e non penso che i grandi compositori fossero sempre puramente istintivi e che le loro opere nascessero con la stessa immediatezza che si può avere nel parlare.... per cui musica e linguaggio sono due forme di comunicazione diverse....per contenuti diversi.... e utilizzare la parola perchè più immediata e di più facile comprensione per gli altri che ci stanno intorno non vuol dire non essere compositori.... a volte come diceva Piccinesco sono necessarie entrambe...musica e parole...
  5. 1 point
    In genere l'avvolgimento finale è quello che "chiude" la corda.... quindi se l'obiettivo é quello di stringere il rame per evitare che "scappi" provocando ronzii, mi pare scontata la risposta: bisogna stringere l'avvolgimento che tiene chiusa la corda, ovvero quello finale.
  6. 1 point
    Quando si sostituiscono le caviglie sinignifca che il pianoforte becessita di una revisione più profonda, con anche la sostituzione delle corde. A quel punto il pianoforte viene disarmato ed è possibile verificare la carica residua misurando il dislivello tra i ponticelli e gli estremi della parte vibrante della corda (cioè rispetto alle punte ed agraffe nelle varie sezioni). Se necessario bisogna rimuovere il telaio e ripristinare la carica della tavola, oppure abbassare i supporti del telaio per fare in modo che le corde esercitino sul ponticello la giusta pressione. se necessario, non necessario o quale tipo di intervento bisogna fare lo si può stabilire solo dopo aver disarmato il piano, perché non è detto che se il pianoforte presenta carica nulla alla misurazione da armato presenti la stessa situazione da disarmato. Chiarisci, chiedi cosa intende fare e perché. E in base a quali valutazioni. Credo che abbia preventivato un lavoro completo. Quanti anni ha il pianoforte?
  7. 1 point
    Secondo me in questo contesto torna forte l'importanza della capacità tecnica, ovvero la conoscenza mentale e corporea di quei movimenti e rudimenti base che ti permettono di affrontare qualsiasi passaggio in scioltezza. Chi possiede una buona tecnica non necessita di ripetere 1000 volte un passaggio per farlo venire bene, gliene bastano 10 ed è lì che non si perde mai la voglia di suonare ed imparare. Ho cominciato a godere veramente della musica da quando sono stato 'iniziato' alla tecnica russa. Mi ha permesso di mettere su tanti brani importanti di repertorio in tempi che prima non avrei mai immaginato e te lo fa fare con grande sicurezza e facilità. Ho registrato tutto il concerto per pianoforte e orchestra K. 488 di Mozart in neanche un mese con questo sistema (inclusi i tempi di registrazione e post produzione), suonando solamente la sera quando tornavo, già abbastanza stanco, da lavoro.
  8. 1 point
    grazie 1000, Frank! puntuale ed efficace come sempre!
  9. 1 point
    Riflettevo su quanto siano distanti la musica leggera e la musica classica. Sono arrivato a credere che sul nostro amato pianoforte, questi due mondi musicali, abbiano in comune solo il colore bianco e nero dei tasti. Il pianoforte moderno, pur libero da dogmi compositivi e stilistici, ha come padre il pianoforte classico, la musica classica. Due mondi con un cuore solo però. Ieri, risuonando alcuni preludi e fughe del Clavicembalo Ben Temperato del genio di Bach, ho apprezzato una volta in più quanto il magistero musicale di questo gigante dell'arte fosse avanti con i tempi. Dissonanze ardite per quell'epoca, le ritroviamo oggi nella musica leggera, pop e moderna ad esempio di Elton John. Due mondi con un cuore solo.
  10. 1 point
    1.11.2018 Questi alcuni degli Uomini più affascinanti di Hollywood: http://www.youtube.com/watch?v=SCN78IaRCeM .. qual'è secondo voi il più bello? Rossa
  11. 1 point
    Si infatti, anche questo aspetto alle volte può creare disagio. Ogni allievo ha il suo modo di apprendere e restituire il brano, bisogna essere capaci di ascoltare il proprio corpo e trovare la propria poetica facendo coincidere; apprendimento, metodo di studio ed esecuzione, nel modo più naturale possibile. Credo che in ogni brano ogni allievo o esecutore professionista cerchi se stesso. Dobbiamo ritrovare l'atmosfera della prima comunione diceva Picasso.
  12. 1 point
    Se non sbaglio lo puoi fare direttamente in powerpoint inserendo un tasto abbinado alla funzione random.
  13. 1 point
    Lo spostamento dalla posizione centrale avviene solamente quando si deve suonare a 4 mani con un altro pianista. Inoltre il valzer che citi non mi sembra un brano che sia decentrato verso la metà superiore dello strumento ma al contrario mi sembra molto ben bilanciato. Io credo invece, visto che manifesti affaticamento, che alla base ci siano problematiche di natura tecnica e/o di postura che andrebbero analizzate con grande serietà onde evitare che nel tempo determinino problemi fisici ben più gravi di un semplice affaticamento.
  14. 1 point
    La diteggiatura è al servizio dell'idea interpretativa, ovviamente Bruno Mugellini aveva la sua. Chi è convinto che ci sia una sola possibile idea interpretativa?
  15. 1 point
    La visione sarebbe certo sconsigliata ai minori, temo però che i minori questo consiglio non lo ascoltino. Al contrario. Il web, YouTube in questo caso, amplifica l'imbecillità in modo incontrollabile. Ciò che un tempo poteva succedere all'interno di una classe, rimaneva sostanzialmente chiuso all'interno della classe. Ora l'inciviltà deve essere comunicata al mondo intero. Il problema dell'emulazione è reale: se vedo che in quella classe (magari dall'altro capo dell'Italia) si sono spinti a tanto, cosa posso inventarmi per superarli in nefandezze? Qualunque cosa sia, di sicuro farò in modo di farmi fare un video dai compagni classe, per lasciarne testimonianza e perché l'umiliazione subita dal professore di turno non rimanga confinate fra le mura della classe. E pur essendo favorevole all'impiego delle nuove tecnologie in classe, trovo tutto questo molto rischioso.
  16. 1 point
    "Manca" una 3a "ipotesi": solitamente la musica arriva dove le parole non bastano, ma è altrettanto vero che le parole servono nel momento in cui chi fa musica, sente che quest'ultima non è altrettanto sufficiente ed è necessario qualcosa di più (sembra paradossale) diretto, ma che non viene percepito come "miglior" mezzo di comunicazione. Schumann era solito scrivere pensieri oltre a comporre musica ed oltre a questo, portava avanti un "ruolo" fondamentale nella rivista da lui fondata. Personalmente scrivere musica mi riesce più naturale ed immediato, però negli ultimi anni "ho scoperto" di essere più risoluto e (paradossalmente) di avere uno "stile" personale scrivendo (seppur dovendoli adattare per far si che risultassero più immediati) dei brevi testi, usando un linguaggio al tempo stesso ironico, sarcastico, ma sempre metaforico. Scrivevo a cadenza settimanale per un sito che si occupava di design casalingo, ma in ogni testo accompagnato da un'immagine, tranne uno o due casi su circa 50, non ho mai nominato l'oggetto di cui stavo parlando, ma ho usato appunto metafore e collegamenti non scontati. Tutto questo anche per una seconda motivazione e qui mi ricollego alle tue domande: anche per affrontare da un punto di vista differente alcuni miei stati d'animo, ma anche disagi ecc..in un certo senso sfruttando quella che poteva sembrare una descrizione onirica di un contesto o di un oggetto, facendo al tempo stesso una sorta di autoterapia mettendo assieme reale ed irreale, concretizzando tutto in un pensiero compiuto e funzionale, come un messaggio in codice destinato agli altri ma codificato per se stessi. Le parole come sai possono essere potenti, ed in alcuni casi possono sostituire anche la musica, perché in certi casi sono (si rendono) necessarie.
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