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Piano Concerto - Forum pianoforte

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  1. 2 points
    Ottimo Art Pepper, o anche Phil Woods.
  2. 2 points
    Salve agli amici del forum! Il 17 agosto parteciperò alla manifestazione "Piano piano per Sulmona", organizzata dall'associazione "Muntagninjazz", e giunta quest'anno alla quarta edizione. Non è ancora stato reso noto il calendario (anche perché le iscrizioni sono aperte ancora per alcuni giorni), ma posso dirvi che la mia esibizione (con musiche per pianoforte di mia composizione) avrà luogo alle ore 19, in un luogo da precisare (quasi certamente all'interno di una chiesa). Chi si trovasse da quelle parti, magari in vacanza... è invitato! Ingresso libero a tutti gli eventi (dal 16 al 18 agosto). Gino (da Roma)
  3. 2 points
    Manco da un bel po' di tempo dal forum per problemi di lavoro decisamente intenso, la sera quando tornavo a casa l'ultima cosa che volevo vedere era il computer. Sto leggendo man mano tutte le discussioni su cui sono rimasto indietro. Su molte non sono intervenuto perché mi sembravano abbastanza esaurite, su questa discussione vorrei dire anche io la mia... Io credo che semplicemente non sia questo il luogo adatto a proporre un "tutorial" del genere. Personalmente ritengo che comporre musica non sia "mettersi al pianoforte e cercare note che stiano bene insieme", e lo dico senza essere un compositore ma da persona di buona logica che non crede alle favole: con nulla non si fa nulla, tutte le cose fatte ad un certo livello richiedono studio e impegno e il concetto che si vuole far passare non va bene neanche se si cerca di buttare giù qualche accordo per fare la canzoncina del momento. Non a caso, anche gli autori più indecenti, scrivono abbozzi di musica che poi passano agli arrangiatori professionisti e lì si prende corpo. Io non credo che sia possibile fare cose di livello senza aver studiato, ma solo mettendosi al pianoforte "cercando note" che possano piacere all'orecchio. Non mi risulta che nella storia (non parlo nello specifico di storia della musica ma della storia umana in generale) nessuno abbia mai concepito qualcosa di importante senza aver ricercato e dedicato anni della propria vita a quella cosa. Perfino Mozart ha dovuto studiare pesantemente composizione con due Maestri diversi e se l'ha fatto lui forse questo è necessario! Una persona non può improvvisarsi meccanico senza sapere neanche come funziona un motore al pari di un pianista che non può improvvisarsi concertista avendo suonato solo qualche nota. Nella vita ci vuole sacrificio ecco perché ritengo molto sterili questi video in cui si vuole comunicare agli interlocutori "come si suona il pianoforte", "come si accorda un pianoforte", "come si compone". Ormai si vive in un mondo dove tutte le informazioni sono a portata di mano e leggendo un paragrafo di Wikipedia si pensa immediatamente e in modo automatico di essere edotti su tutto, dei professionisti. Viviamo nel periodo della esemplificazione, dove tutto è semplice. Riparare un motore, accordare un pianoforte, imparare a suonare uno strumenti... Nessuna di queste cose è possibile attraverso un video che non permette una comunicazione bidirezionale, l'ho ripetuto milioni di volte sui miei video questi concetti e non mi smentirò o farò finta di niente solo perché c'è la scomodità di doverla dire a un iscritto del forum. Una persona che sa a malapena come funziona un motore se prova a rifare la testata potrà solo creare danni peggiori, bisogna smetterla con questa farsa del tutto può essere fatto in modo semplice perché non è vero. Non si costruisce un grattacielo senza avere nessuna base di ingegneria edile, non si può fare un impianto elettrico industriale senza aver studiato elettrotecnica avanzata. Tutto ciò che utilizziamo oggi e che ci semplifica così la vita non è nato da chi si è messo lì facendo le cose facili. Il computer che utilizziamo per scrivere qui sopra è un insieme di apparati elettronici estremamente complessi che non sono stati messi lì a caso perché posti in quel modo erano belli alla vista di chi li guarda, provando a vedere se alimentandoli facevano il loro dovere; gli aerei che ci permettono di coprire enormi distanze in poche ore che prima venivano coperte dalle imbarcazioni in decine di giorni, non sono stati realizzati provando ad attaccare due cose lunghe a piacere su una fusoliera. Non vedo perché la musica non debba rientrare allo stesso modo nella stessa logica. E non facciamo l'errore di pensare che Einaudi o Yiruma o Allevi non sarebbero in grado di scrivere cose più complesse. Non lo fanno soprattutto per scelte di marketing. Perché spaccarmi la testa a scrivere qualcosa di complesso che mi toglierebbe tanto tempo e tantissime energie per non vendere alla fine neanche una copia quando ci sono un ammasso di nulla-facenti ignoranti come le capre ai quali sottoponendo un temino ripetitivo di 4 note mi fanno guadagnare milioni di euro l'anno? Io credo che questo video farebbe più presa in qualche altro posto, magari nei forum frequentati dai non accademici o ancora meglio da gente alle prime armi, certamente non in un forum dove la maggior parte degli iscritti viene proprio dal mondo accademico perché il contenuto mi sembra decisamente antiaccademico; qui mi sembra che ci troviamo proprio nel caso in cui ad un convegno di scienziati si voglia far passare per buona una teoria matematica giudicata avveniristica (ma solo da chi la presenta) essendo basata sulle addizioni e le sottrazioni perché "il semplice è la chiave della bellezza". Potrebbe anche essere una teoria realmente avveniristica ma voglio qualche motivazione in più della semplice spiegazione legata al fatto che è stata concepita solo con le addizioni e le sottrazioni. Anche la relatività Generale presenta una formula di un'eleganza e di una semplicità incredibile (non mi riferisco alla famosissima e=mc^2, quella è la relatività speciale), ma dietro certamente non ci sono somme e sottrazioni; e soprattutto è inavvicinabile da chi non abbia solidissime basi di fisica e matematica (ancora una volta si torna al sacrificio). Se tutto fosse alla portata di tutti allora non esisterebbero le scuole, non ci sarebbe bisogno di studiare perché chi senti senti ti dice che la musica non conosce regole, discorsi fatti e rifatti, triti e ritriti che però matematicamente mi vengono sempre proposti dalle stesse persone: gente che non ha mai aperto un libro di musica, che non ha mai ascoltato nulla al di fuori di musica commerciale del proprio tempo, gente totalmente ignorante della materia; sarà un caso? Non credo. Anche io ascolto tutto, e mi piace tutta la musica, ma so differenziare, perché la mia cultura musicale ma più in generale il mio orecchio, non si ferma a Vasco Rossi. Ho ascoltato dalle composizioni Gregoriane fino a Xenakis e Berio per passare a Vasco Rossi, Corona e alla musica Tribal House. Nessuno è in grado di motivare oggettivamente il perché Ligabue non sia all'altezza di Beethoven, anche questo è un discorso fatto e rifatto, allo stesso modo per cui Yiruma non dovrebbe essere all'altezza di Mozart. Io credo che bisognerebbe solo applicare il buon senso. La musica di Mozart vive da 200 anni, sarà lo stesso per la musica di Yiruma? Non possiamo saperlo certo è che la musica di Yiruma oggi arriva più facilmente alle orecchie della nostra generazione perché è una generazione che non ha esercitato l'orecchio ad ascoltare altro e non si è mai sforzata di conoscere, perché come dicevo prima siamo nel tempo del tutto subito senza sforzi ma certe cose bisogna sudarle e tanto e questo video mi sembra l'emblema di questo ragionamento. Perdona la franchezza ma hai pubblicato un post pubblico e come sei disposto ad accettare gli encomi allo stesso modo devi essere disposto ad accettarne le critiche; critiche che come mi sembra di capire ti hanno mosso un po' tutti (evidenza che da forza al mio ragionamento di inadeguatezza del luogo in cui ha deciso di postare quel video) ma questo è un posto libero dove tu hai tutti i diritti di postare il tuo video, allo stesso modo con cui io posso dire di non essere d'accordo neanche su un concetto espresso in quel video.
  4. 2 points
    Dimenticavo, di Art Pepper ho trascritto un tema qualche tempo fa. Ma il solo, me ne sono guardato bene! Anche se il pezzo è lento, non è dei più difficili. https://www.leoravera.it/2017/09/04/art-pepper-lost-life/
  5. 2 points
    Art Pepper, se ce la fai. E' uno dei più difficili da trascrivere per le sue frasi elettrizzanti, piene di gruppi irregolari. Se ci provi, fammi sapere come è andata!
  6. 2 points
    Buon giorno a tutti e grazie per avermi accolto in questo forum Mi chiamo Adriano e amo la musica. La mia educazione musicale non è stata mai sistematica e non è accademica. Sono stati i Beatles a rivelarmi la grande forza emotiva di quest'arte. Così ho iniziato a suonare la chitarra. Che mi ha portato dritto dritto a Toquinho e Vinicius de Moraes. La Bossa Nova è stato il ponte che mi ha permesso di raggiungere il Jazz. Ma ho capito che la grande pratica ascetica dell'improvvisazione non era la mia strada. Volevo scrivere, comporre, inventare e come tutti sapete c'è solo un linguaggio utile a questo esercizio: quello classico. Così sono diventato studioso di Armonia, Contrappunto, Teoria della Forma e tutto quanto è necessario alla comprensione del linguaggio musicale. Sto anche cercando di trovare una sintesi, un riepilogo di quanto è necessario e utile nell'esercizio dell' invenzione musicale. Si trova sul sito di cui sono autore, www.diariomusicale.com , che vuole proporsi come forma artistica nuova, modellata sull'unico medium che può contenerla: il network. Sono naturalmente un ascoltatore avido e instancabile. Amo soprattutto l'impressionismo musicale, Debussy, Satie, Ravel, Scirabin... ma naturalmente amo e ascolto anche tutto il resto. scusatemi se sono stato troppo prolisso, grazie ancora per avermi accolto e .. buona musica a tutti.
  7. 2 points
    Ecco fatto... registrazione nuda e cruda. L'intonazione non è perfetta, deve essere rifinita (ma abbiamo fatto i calcoli e, almeno, sulla carta, le misure precise ci sono!) Tubofono .mp3
  8. 1 point
    Lo spostamento dalla posizione centrale avviene solamente quando si deve suonare a 4 mani con un altro pianista. Inoltre il valzer che citi non mi sembra un brano che sia decentrato verso la metà superiore dello strumento ma al contrario mi sembra molto ben bilanciato. Io credo invece, visto che manifesti affaticamento, che alla base ci siano problematiche di natura tecnica e/o di postura che andrebbero analizzate con grande serietà onde evitare che nel tempo determinino problemi fisici ben più gravi di un semplice affaticamento.
  9. 1 point
    Ciao a tutti. Il mio vero nome è Carmine che non ho potuto utilizzare essendo già in uso da altro utente. Per questo ho scelto il nome Joy per sottolineare l'importanza di vivere la nostra esistenza il più possibile con gioia. Sin da piccolo avevo un sogno: avere un pianoforte acustico. Sarei andato al Conservatorio e avrei studiato pianoforte ma, per varie ragioni, non ho potuto ed oggi mi ritrovo ad essere un insegnante precario della scuola Primaria. Stamattina, dopo tantissimi anni, ho in casa un pianoforte verticale, credo console, della Wurlitzer, numero di matricola 960104 acquistato per 250€ comprensivo di trasporto gratis. Ho visto un video tutorial su come si regola la meccanica di un pianoforte verticale e questo mi ha spinto ad iscrivermi su questo forum in quanto mi sono reso conto che il piano acquistato avrebbe bisogno di essere regolato. Spero nel vostro aiuto e, nel frattempo, auguro a tutti una buona domenica.
  10. 1 point
    http://www.diaphonia.net/partiture/pdf_promozionali/32 esercizi giornalieri.pdf
  11. 1 point
    https://www.isuku.de/IT/MTVC-B013.pdf
  12. 1 point
    Condivido il pensiero di Chopin.
  13. 1 point
    Ciao PierPier, per migliorare la propria personale tecnica del trillo secondo me devi farlo in contesti espressivi. Il trillo "meccanico" è fine a se stesso, ok...può servire come tecnica di base, ma poi deve comunicare. Per studiare questo aspetto devi passare da studi composti con lo scopo di rendere espressivo il trillo e ti suggerisco di procurarti tramite il sito di Sconfinarte (basta iscriversi e ordinare la partitura, come ho fatto io) questi: L'Acquerello V: für Stefano (al minuto 4' 12'') incarna perfettamente quello che intendo, quando riuscirai a rendere tema il trillo almeno quanto fa Elisa Copellini...allora avrai raggiunto l'obiettivo di "aver migliorato la tua personale tecnica del trillo"
  14. 1 point
    Non è che non vanno montate! Vanno montate e poi sagomate!
  15. 1 point
    Sviatoslav Richter (Piano Bösendorfer) Strereo recording in 1970,1972-73 Label : RCA
  16. 1 point
    Salve a tutti, suono il piano da molti anni, sono interessato a conoscere anche gli aspetti tecnico-meccanici dello strumento essendo, spesso, per i pianisti dei tabù.. laddove invece sono spesso causa di insoddisfazione e di problemi nella pratica musicale
  17. 1 point
    Buongiorno a tutti! Il mio nick è Hosono, che, oltre ad essere uno trafalcione in italiano, è il nome di un compositore giapponese molto particolare ! Sono iscritto al forum da un paio di anni come 'lettore' ma non mi sono mai deciso a postare. Ho però bisogno di un parere quindi eccomi qua, aprirò un Topic più tardi Che altro dire, sono uno studente di Pianoforte presso conservatorio e spero di essere il più attivo possibile d'ora in avanti
  18. 1 point
    Buongiorno a tutti, mi presento: sono Roberto e vivo a Foggia. Ho sempre avuto l’entusiasmo per il pianoforte ma, per irrequietezza di gioventù ho interrotto molto precocemente lo studio dello strumento. Ora, complice la passione trasmessa dal sito di Pianoconcerto e da TUTTI i partecipanti al forum, ho deciso di riprendere, nel mio piccolo ed anche con l’aiuto dei vostri consigli, la conoscenza dello strumento. Ormai a 53 anni non pretendo di raggiungere grandi risultati, ma rimarrà spero la soddisfazione personale di averci provato. Ciao!
  19. 1 point
    Infatti, la differenza è nella sagomatura delle code da eseguirsi con un apposito strumento, copiando il raggio di curvatura. La martelliera dovrebbe pesare come l'originale, modificando, in caso contrario, leggermente la piombatura della tastiera. Non è che " con code più leggere il pianoforte suona meglio". I martelli devono essere di peso e di forma tali che, incollati, rispettando il punto di battuta e le inclinazioni, rispettino un peso di abbassamento e, soprattutto, di ritorno dettate dal progetto della Casa. Solo così verrà assicurata una buona ripetizione. Ogni piccola differenza che alteri, appunto, la geometria della meccanica, può comprometterne un buon funzionamento. una giusta regolazione di tutta la meccanica è importantissima! E' importante anche lo stato dei feltri dei talloni dei cavalletti nonché delle guarnizioni delle mortase della tastiera.
  20. 1 point
    Se mi è permesso vorrei riportare un poco la discussione su un altro piano. Premetto che non sono un compositore. Sono solo diplomato in pianoforte ( anzi oggi si direbbe laureato, secondo il vecchio ordinamento) e quindi ho sostenuto soltanto l'esame di armonia complementare, come tutti i pianisti. In seguito ho studiato un programma di 4° di armonia principale, che però non ho sostenuto. Sia nel corso complementare che principale è "cosa" abbastanza primitiva saper armonizzare una melodia o un basso, prima per iscritto e poi, magari al pianoforte, sempre osservando le principali, poche e "sane" regole che vanno a far parte del nostro DNA di musicisti( no quinte e ottave parallele, la terza non si omette e non si raddoppia, la quinta si può raddoppiare e si può omettere ecc..)Poi scopriamo che su ogni grado della scala può esserci un accordo e che con questo sufficiente "giochetto" possiamo usare la "scala armonizzata"....poi possiamo valutare e classificare gli accordi di settima, inquadrando tutto in una armonia più ricca ecc..Se sconfiniamo nelle sonorità del '900 ...addirittura tutto si frantuma, cadono le gerarchie armoniche e le Monarchìe....La tonica non è più il Re, la dominante non è più il primo ministro, la terza dell'accordo ( che decide il modo) non è più la regina e.....la sensibile ...non è più l'amante del Sovrano. Addirittura in altre modalità applicative dell'armonia moderna, nel jazz, compaiono none, tredicesime e via dicendo, che insaporiscono il piatto delle melodie datate e rivisitate per l'ennesima volta. Addirittura nel Blues qualche nota della melodia diventa incerta, oscillante, danzante, vibrante, specie nella voce umana e/o negli strumenti ad intonazione non fissa. La Musica, come ben metaforizza Massimo Mila, da ragazza tutte gambe e con poche forme, diviene una interessante donna matura, con grande fascino ed eleganza. Questa mia noiosa premessa per sostenere che siamo in un'era della Musica dove bisogna rinunciare al "banale" e davvero non confonderlo con la "semplicità". I vari Allevi ed Einaudi pensano di imporre una Musica semplice e alla portata di tutti e chi si affaccia ad assaggiare la loro musica finalmente la trova accessibile. Ovviamente si impara presto e si pensa che la banalità e la ripetizione esasperata delle figure musicali apra finalmente nuovi orizzonti. In aeroporto, in stazione, all Musikmesse di Francoforte...si sente provare a suonare spesso "le onde" di Einaudi...direi quasi, osservando il pianista, con un impegno e un "trasporto" simile a quello prodotto da una ballata di Chopin. Fenomeno dilagante e furbescamente commerciale, questo: far credere di dire qualcosa di facile e di interessante diretto principalmente chi si avvicina per la prima volta alla Musica. Io vedo in queste operazioni diversi svantaggi socio-culturali. Innanzitutto un allontanamento dalle vere conoscenze della Musica e dell'Arte. Una confusione seminata nelle nuove generazioni di aspiranti musicisti e nel pubblico. Una rinuncia a comprendere o almeno ad affacciarsi allo studio delle strutture musicali, in qualsiasi modalita esse si presentino, ( classica, pop, rock, jazz ecc..)per abbracciare proprio la " facile banalità" Bisogna considerare la necessità di avere a disposizione i "tools", gli arnesi e avere le conoscenze per usarli. Quindi è difficile o quasi impossibile suggerire ad un semplice "amante della musica" come concludere" una composizione"o come gestirla o come iniziarla ecc. Non basta applicare una ricetta o una sequenza di operazioni, come per pilotare un aereo non basta un pilota vicino a noi che ci dice quali bottoni e leve dobbiamo usare per tirare giù quel "bestione"....senza rischiare di farci male. Auspico invece un sempre maggiore avvicinamento allo studio e ai Maestri che possano trasmettere nozioni e conoscenze (anche non sempre strettamente accademiche) e soprattutto possano infondere e trasmettere, a dispetto del "fai da te", le loro preziose esperienze. Non me ne vogliate per queste mie "consolidate" convinzioni.Grazie di avermi letto così a lungo Buono studio a tutti
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