Jump to content
Piano Concerto - Forum pianoforte

francescochopin90

Membro
  • Content count

    150
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    3

francescochopin90 last won the day on Marzo 15 2017

francescochopin90 had the most liked content!

Community Reputation

13 Neutrale

5 Followers

About francescochopin90

  • Rank
    Membro Avanzato

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Città di residenza
    .
  1. Pianoforti Horowitz e Michelangeli.

    Quindi non è vero che fossero più alleggeriti? Per esempio il mio venditore mi disse che si può "apparentemente" giocare sulla sensazione di peso della tastiera proprio con l'intonazione (un pianoforte più aperto sembrerà più facile e leggero).
  2. Alcune note fanno uno strano "ploc" sul fortissimo

    Come si risolverebbero questi problemi? E cosa dovrei avvertire? Io sento una tastiera "comoda".
  3. Pianoforti Horowitz e Michelangeli.

    Si ma la domanda è un'altra. I loro pianoforti non nascevano in quel modo, ma venivano "trasformati". Però vedo che si parla tanto di conservare pesi, misurazioni, martelli nelle condizioni originali. Come si sposa questo concetto?
  4. Pianoforti Horowitz e Michelangeli.

    Non vorrei dire una cavolata, ma mi pare di aver letto o sentito che i pianoforti di questi grandi pianisti venivano completamente modificati; in particolare nel caso di Horowitz, so che venivano alleggerite le tastiere per adattarsi alla sua tecnica particolare. Però dai video tutorial ho capito che non ci si può troppo discostare troppo dai parametri di fabbrica. Cosa ne sapete voi a proposito?
  5. Alcune note fanno uno strano "ploc" sul fortissimo

    Che ne pensate della meccanica? Non vi ho amcora inviato foto.
  6. Alcune note fanno uno strano "ploc" sul fortissimo

    È ritornato ieri il tecnico. I difetti meccanici erano stati già risolti la scorsa volta. Per quanto riguarda l'intonazione ho fatto un po il presuntuoso (nel senso che ho preteso): ho voluto che mi equilibrasse una volta per tutte il suono sui bassi e con il pedale sinistro. Mi ha detto che sono peggio di Michelangeli,ma ho apprezzato il "complimento" e ho preteso che si tirasse il massimo dallo strumento. È riuscito ad aprire i bassi usando solo gli aghi, chiuso un po al centro e lasciati più aperti gli acuti. Poi ho preteso che rifacesse lo stesso lavoro col pedale sinistro inserito e non l'ho fatto andar via finché non avessi sentito equilibrio ed uguaglianza. Ero partito molto arrabbiato e ho dubbi non sulla sua competenza, ma sulla passione che ci mette. Non credo che debba costringere un tecnico a fare bene il suo lavoro. E poi da uno Yamaha C3 so che posso ricavare tantissimo. Perché far suonare in modo mediocre un buon pianoforte? Alla fine però sono rimasto soddisfatto.
  7. Alcune note fanno uno strano "ploc" sul fortissimo

    Un momento, il pianoforte suona bene ed è ben equilibrato. È un mio gusto personale sentire i gravi più potente. Non ho nulla di negativo da dire e sono molto esigente.
  8. Alcune note fanno uno strano "ploc" sul fortissimo

    È venuto il tecnico. Il pianoforte era un po' carico (scappamento, parata vicinissima), quel "ploc" era un ribattuto. Per quanto riguarda la nota difettosa, era spostato lo spingitore e me lo ha rimesso a posto. Il pianoforte è un po' sordo, soprattutto sui gravi, ma il tecnico ritiene sia meglio non fare interventi di intonazione fino a quando la martelliera non si sia solcata. Mi ha detto di suonarlo molto e di rivederci durante l'estate. Ha paura che intervenendo sull'intonazione adesso, suonando, possa aprirsi troppo successivamente. Ha detto che, eventualmente, si può anche usare una dose leggera di impregnante, ma non ora. Siete d'accordo?
  9. Suonare con un pianoforte d'epoca

    Grazie Antares86. Ero stato informato male da un mio maestro (come al solito).
  10. Suonare con un pianoforte d'epoca

    Se ragionassimo così, dovremmo eseguire solo musica composta dopo il 1950, periodo in cui sembra si sia stabilizzata e standardizzata la tecnologia e l'evoluzione del pianoforte. E se vogliamo essere ancora più pignoli, uno strumento degli anni 2010 non suona come uno strumento degli anni 1980, seppure costruiti entrambi con gli stessi criteri, più o meno. Vero è che bisogna adattarsi allo strumento che si suona e non essere troppo filologi. Per esempio un fortepiano dell'epoca di Beethoven ha un decadimento del suono più precoce rispetto a quello di un pianoforte moderno. Allora me ne infischio - con tutto il rispetto - se Beethoven ha scritto sullo spartito della sonata "Al chiaro di luna" che va suonata senza sordino (ovvero senza smorzatori, quindi col pedale di risonanza abbassato): io la suono cambiando il pedale come in qualsiasi altro pezzo altrimenti verrebbe una porcheria unica, di certo non quella voluta da Beethoven togliendo il sordino su uno strumento dell'epoca.
  11. consigliuzzi diteggiatura Czerny op 139 n. 94

    Importante è anche "interpretare" il fraseggio scritto. Faccio un esempio. Mozart spesso segna lui stesso delle articolazioni a 4 a 4 per esempio. Un purista potrebbe venirmi a dire che ogni 4 note devo alzare la mano o per lo meno creare una cesura. Ed ecco che interviene l'interpretazione. Quella legatura scritta fa parte di un linguaggio non pianistico, ma attinente agli strumenti ad arco: un violino ogni 4 note cambierebbe l'arcata e, non per questo, creerebbe cesura ogni 4 note. Idem per il pianista. Allora qual è la nostra arcata? Secondo un pensiero mio personale è il pedale di risonanza: una spennellata non sul battere, ma al centro della cellula, trasmette l'idea del respiro, senza per questo dover sporcare o suonare Mozart come se fosse Chopin. Idem per Bach, Scarlatti, Haydn. Altro modo per cambiare arcata al pianoforte è il passaggio del pollice. Immaginiamo un passaggio tipo MI FA SOL FA MI RE DO. Possiamo realizzarlo con la diteggiatura 3 4 5 4 3 2 1 oppure 1 2 3 2 1 2 1. Cosa cambia? In quante parti divide il gesto, al pari dell'arcata del violino, a prescindere dal legato, dal "mal legato", dallo staccato. Uso il pedale con la dovuta parsimonia ma in accordo alla diteggiatura scelta e il gioco è fatto.
  12. consigliuzzi diteggiatura Czerny op 139 n. 94

    Su Bach spesso risolvo i problemi di naturalezza giocando sul fraseggio: per esempio separare le note "distanti".
  13. consigliuzzi diteggiatura Czerny op 139 n. 94

    Antares86 non esagerare ahahahahahah
  14. consigliuzzi diteggiatura Czerny op 139 n. 94

    Il conservatorio forma dei pianisti molto chiusi mentalmente, considerando ovviamente le dovute eccezioni. Parlando con una pianista, era scandalizzata di come vedeva gli allievi organisti approcciarsi allo strumento, delle diteggiature strane, di alcune "libertà" che si prendono, in contrasto con il rigore quasi scientifico che viene tramandato ai pianisti. Le ho risposto: 《Abbiamo molto da imparare da loro》. E poi ragioniamo troppo "di dita" senza considerare il gesto pianistico che coinvolge tutto il corpo, in particolare quando ci approcciamo alle scale. Oppure quando ci troviamo di fronte alla polifonia e al contrappunto: per rispettare col massimi rigore le durate dei suoni, vedo fare delle "contorsioni" e delle acrobazie degne di un atleta, che vanno però in contrasto con l'idea musicale e il gesto pianistico. Esiste una differenza fra i dattilografi e i pianisti. Scusate il mio spirito ribelle
  15. consigliuzzi diteggiatura Czerny op 139 n. 94

    La diteggiatura fa parte dell'arte della musica e denota l'idea che hai di un passaggio. Una cosa che critico del modo in cui vengono insegnati scale e arpeggi è che si insegna UN solo modo per eseguirlo, quando si potrebbero usare svariate diteggiatura, ognuna diversa a livello artistico. Immaginiamo un arpeggio di do diesis su due ottava. Il pollice si trova nel momento di maggior enfasi nel respiro musicale. Quindi posso metterlo sul do diesis o sul mi (diesis o naturale cHe sia), a seconda di cosa tu voglia comunicare
×