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Piano Concerto - Forum pianoforte

francescochopin90

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  1. Ho visto qualche video di questo strumento ma non ho capito benissimo di che si tratta. Potrei avere qualche delucidazione?
  2. Rispondo dopo 5 anni ma vale la pena per i forumisti dare la risposta al problema. Ho tralasciato per un po' questo pianoforte (pianoexpert conosce un po' la storia del mio mezzacoda e la sua sostituzione avvenuta di recente). Ho deciso di rimettere a nuovo anche questo bel verticale che nel frattempo ha subito anche qualche conseguenza un po' data dall'età e un po' dal non averlo curato, preso dalle rogne che mi dava il mezzacoda precedente. Ma ora merita che le mie energie e cure amorevoli vadano anche a lui. Ho fatto portare l'intero pianoforte in laboratorio per una ricontrollata generale strutturale e meccanica. Sostituita la martelliera con una identica fornendo alla Abel (contatto avuto dal pianofortaio - si dice così? - con Abel in Germania). Inviati martelli, modello e numero di matricola e avrebbero pensato loro al resto. Quindi sono tornati in Italia i nuovi martelli completi, con stiletto e noce. In fase di intonazione a domicilio si valuterà se necessiterà anche di impregnazione. Una volta tornati in laboratorio, è stato eliminato un leggero strato di peluria sulle teste. Sostituite molle, controllo generale degli attriti, sostituite le forcole degli scappamento, le bretelline, feltri e pelli varie. La parti buone sono state invece pulite per cercare di conservare quanto più possibile l'originalità dello strumento. Stato delle corde e del somiere eccellente. E ora veniamo alla questione della domanda: è stato trovato il ponticello relativo alle corde dei bassi completamente scollato! Però devo dire che manteneva l'accordatura molto a lungo, forse non influisce più di tanto? Comunque è stata reincollata e riavvitata. Vi terrò aggiornati sul risultato.
  3. Figurati, anzi, scusami il tono 😊 Potrei gentilmente sapere le specifiche di regolazione per questo strumento?
  4. Mah non è che abbia questa grande insoddisfazione, è la sala che rimbomba. In un video dicesti proprio che l'ideale sarebbe regolare gli smorzi in base al l'acustica e addirittura in base al repertorio, non cosa sempre fattibile. Sinceramente riesco a lasciare chiari i fraseggi col pedale destro. Pensavo alla regolazione degli smorzi per estremizzare un po' il tutto e perfezionando ancora meglio il pedale.
  5. Ma poi penso che questo aspetto vada visto dopo l'accordatura che comunque tende a dare un'idea di maggiore smorzo dei suoni. Giusto?
  6. Volevo chiedere consigli su una regolazione che pensavo per la meccanica degli smorzi. Intendevo farla ritardare alla prossima messa a punto per far ritardare l'azione degli smorzi durante la corsa del tasto di quel poco che basta a rendere più brevi gli staccati, senza rendere troppo disagevole il legato. Però pensavo una cosa che non so se si faccia o se sia fattibile: se invece di farli alzare tutti insieme, si rendesse l'azione più ritardata nei bassi e via via più precoce verso gli acuti fino al punto in cui gli smorzi non ci sono? Si può fare? Che conseguenze potrei avere?
  7. A proposito: a quando un video sulle diverse filosofie di costruzione delle varie case? 🙂
  8. Scusami però non ho ancora capito la funzione del sottofeltro. Mi sembra di intuire che serva ad "addolcire" il suono, che faceva la differenza in passato, mentre oggi si possono ottenere differenti compressioni del feltro; giusto? Andiamo sul pratico: cosa vorrebbe ottenere di diverso il costruttore di uno Steinway mettendo il sottofeltro dal costruttore per esempio del mio Pleyel/Schimmel (privo di sottofeltro) o da quello del mio Kawai verticale (con sottofeltro tranne sugli acuti)?
  9. Una domanda a pianoexpert o a chi sa rispondere. A cosa serve il sottofeltro nei martelletti? Che differenza c'è fra averlo o meno? Come mai alcuni pianoforti (come il mio verticale) ne sono carenti solo negli acuti?
  10. Grazie mille per la precisazione 😊
  11. Se ascolti bene il suono, si sentono i battimento, una sorta di vai rivieni.
  12. L'ho sentito scordato già nel primo bicordo
  13. Primo "sintomo" che è scordato: un'eco assurda. Sì, potrai dirmi che magari possa dipendere dagli smorzatori, ma ti dico che è proprio scordato. Si sente ed è evidente.
  14. Altra cosa: consiglio di togliere la sordina e di regolare lo scappamento più vicino alle corde. La sordina non tutela i vicini e il nostro "buon orecchio".
  15. Mi esprimo in termini forse poco tecnici ma cercheró di essere il più chiaro possibile. Ogni pianoforte ha una sua disarmonicitá, ovvero le corde producono dei parziali che rendono il suono al nostro orecchio diverso, seppur di poco, da quello che dovrebbe essere in considerazione della frequenza "matematica". Il bravo tecnico sa come rendere il pianoforte "ben scordato" affinché all'orecchio sia ben accordato. Si accordano prima le corde centrali di ogni tripletta isolando le due laterali. Si prosegue con due tecniche. La tecnica aurale consiste nell'accordare "ad orecchio" partendo dallo stabilire la frequenza del la3 e stabilire i giusti rapporti nell'ottava centrale procedendo per terze-seste o per quinte-quarte ascoltando i battimenti. Accordata l'ottava centrale si va verso gli estremi accordando le ottave sempre ad orecchio. Alla fine si accordano gli unisoni (nel cantabile si potrebbe lasciare calante leggermente la corda sinistra). L'altro sistema consiste nell'usare un accordatore elettronico in grado di ascoltare preventivamente la disarmonicità dello strumento; occorre sempre il giudizio severo dell'orecchio umano, specie agli estremi. Non sono un tecnico per cui posso aver detto qualche inesattezza, però per farti capire che non si accorda tirando le corde a frequenze prestabilite e universali. Accordare un coda usando una tastiera come riferimento porterà a una scordatura. E poi, come dicevo, si rischia di rovinare il somiere, o di torcere le caviglie invece di girarle; occorrono chiavi professionali, sensibilità, manualità, saper "stabilizzare" l'accordatura.
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