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Piano Concerto - Forum pianoforte

Musick

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  1. Pianoexpert ti ha già detto tutto 😊 Per la mia modesta esperienza fai-da-te ed errori che personalmente ho commesso in passato, vorrei dirti di stare attento a muovere i ferri degli smorzi, se pieghi i ferri mentre lo fai devi stare attento che il feltro non tocchi con le corde, perché specialmente se è un tipo di feltro morbido si rovina e poi non smorza più come prima (anche se magari chiude e non lascia più l'alone. Se ci sono tanti smorzi che chiudono male è possibile che sia meglio cambiarli, facendosi montare dal tecnico una serie già tagliata di fabbrica su misura, senza modificare così la registrazione dei ferri fatta dall'operatore in fabbrica... (se no poi potrebbe essere difficile risalire.) Prima di pensare a tutto questo però, bisognerebbe forse controllare prima che il cattivo smorzamento non sia dovuto al fatto che anche guarnizioni di cachemire degli smorzi siano andate (del resto se, come mi pare di capire, siano consumate anche quelle dei tasti, è possibile lo siano anche quelle degli smorzi, anche se queste si consumano più raramente suppongo). Lo puoi verificare muovendo lateralmente le teste degli smorzi, con delicatezza a pedale abbassato... se si spostano tanto vuol dire che bisogna rifeltrare il buco.
  2. Buongiorno a tutti... volevo chiedervi conferma di quello che ho letto sul manuale Steinway. Se non ho capito male, il circolo di accordatura prevede che si parta dal "Mi" immediatamente sotto al consueto "LA" giusto? Quindi il MI "di partenza" andrebbe accordato indicativamente a quanti Hz? grazie in anticipo...
  3. Ciao Principale8, ma per caso senti questo crepitio anche quando abbassi il tasto molto lentamente senza suonarlo?
  4. Non riesco a suonare più come la settimana scorsa. Proprio non capisco. Non sto bene. E' il pianoforte che è cambiato con il caldo? Sono io che avendo subito il caldo e avendo fatto attività fisica ho perso qualche chilo? Mamma mia che ansia. Nella testa sento sensazioni diverse, il suono che ottengo non è lo stesso. Sarà un fatto psicologico, boh. Sono veramente confuso. Che ne pensate?
  5. L'intonazione è generalmente un segreto professionale per chi esercita questa professione. Ognuno ha i suoi metodi e il numero di colpi d'aghi, impregnazioni, che dà ai martelli in funzione di ciò che deve fare e della compressione del feltro stesso. Anche io ero molto curioso e feci delle ricerche. C'è un libro che nasce come divulgativo per pianisti oltre che come guida per tecnici, dedicato alle intonazioni. Il libro è di Andrèe Oorebek, the voicing of the piano. Lo trovi in diverse lingue tranne che in italiano (non è stato tradotto), e costa parecchio. Dà delle linee guida su come agire sui martelli e perché, ma è di pratico utilizzo per chi ha già lavorato in questo campo. C'è anche un dvd dove mostra come fa. Ma imparare così è pressocchè impossibile, bisognerebbe spendere un capitale in martelliere e fare tanti tentativi prima di arrivare alla propria personale "ricetta" e ad una comprensione profonda della materia. Una buona base, mi ha insegnato molte cose, ma sinceramente non è che le ho potute applicare, non essendo un tecnico. 😊
  6. Come ha scritto molto meglio di me Pianoexpert, se ho ben capito, che ci sono una serie di fattori che concorrono alla costruzione del suono, non ultima la preparazione del martello, cioè l'intonazione... ma che comunque, a parità genere di feltro, lavorazione, preparazione e compressione del feltro di un martello, maggiore è la quantità di sottofeltro e più il tocco, in una certa misura, si "addolcirà" ugualmente. Ciò non toglie, però, che un martello del vecchio tipo, seppur privo di sottofeltro (ma con altre caratteristiche costruttive -ad esempio una minore compressione-) possa ugualmente suonare più dolce di un moderno martello con tantissimo sottofeltro.... in due parole, tutto è relativo. Inoltre, se ho ben capito, il fatto che oggi i martelli siano più compressi riduce di parecchio "l'influenza sonora" che ha la quantità di sottofeltro, anche se questa esiste ovviamente, tant'è che i produttori continuano ad utilizzare tutt'ora diverse quantità di sottofeltro in base alla sezione in cui si trova il martello (tutt'ora spesso il sottofeltro si assottiglia e sparisce dalla zona del cantabile a salire verso la fine degli acuti). Spero di aver chiarito... se ho detto qualcosa di sbagliato mi correggerete! ____________ @Pianoexpert temo proprio di preferire i vecchi pianoforti! I Bechstein sono magnifici, il suono di Lipatti... Ho suonato e ascoltato parecchi strumenti, ma quando suono su pianoforti moderni ho sempre l'impressione che manchi qualcosa nella costruzione del suono, e che io sia forzatamente condotto ad agire in un modo che non rappresenta appieno quello che vorrei dire... anche la gestione delle dinamiche diventa parecchio diversa. E' molto più difficile procedere per gradazioni e fare i climax... anche avendo provato ogni tipo di regolazione e intonazioni possibili.
  7. Grazie per aver fatto questa domanda, sono curiosissimo anche io di sentire Pianoexpert! Io non sono un tecnico, ma la differenza che ho percepito quando è stata sostituita la martelliera del mio pianoforte con quella opportuna della casa (nei punti dove prima c'era più sottofeltro e invece doveva essere conico fino a scomparire negli acuti, zona cantabile), è stato un suono più "piccante" ma allo stesso tempo un po' più "nasale" e cantabile... prima era come se in quel punto -dove il sottofeltro avrebbe dovuto mancare, da progetto- c'era qualcosa che non andava. Io immagino che dipenda da come sono state progettate le porzioni di corda che generano i parziali. Secondo me bisogna rispettare rigorosamente le scelte della casa.... anche se mi piacerebbe sapere ad esempio se i tecnici in base al gusto del pianista abbiano utilizzato a volte martelliere con sottofeltri e spessori delle teste differenti... ma non saprei se questo porta a buoni risultati, non credo sinceramente..
  8. Funziona, molto interessante!.
  9. Direi proprio oltre i 60 e sotto i 40... è da tanto che dico che dovrei un misuratore dell'umidità ma non mi decido mai, da me oscilla molto. Comunque credo di aver sentito da qualche parte che il secco è più pericoloso dell'umido per la salute del legno. Può spaccare le fibre.
  10. Non vanno MAI lasciate grezze "dietro" ma lavorate con una mola.... in quanto quello è il punto di "attrappo" della parata, e se fosse quadro non assolverebbe alla sua funzione Io inizialmente non avevo ben capito se (nel caso) tu ti riferivi alla conicità del martello nei lati, che sarebbero due ulteriori tagli che si eseguono con una sega da tavolo, quando dopo "l'arrotondamento" il martello risultasse ancora più pesante dell'originale, e quindi va ulteriormente alleggerito. Qui a 1:22 te li mostra 😊
  11. Come ha sottolineato il Maestro converrebbe giustamente rispettare le scelte della casa, che meglio di tutti sa cosa va inserito nel contesto che hanno progettato al fine di un perfetto funzionamento...
  12. Ciao Massimino, la forma appuntita della coda dipende se quando hai ordinato i martelli hai richiesto le code appuntite. Nel mio caso le ho richieste semplicemente "già sagomate", e come risultato me le hanno mandate sia arrotondate che appuntite, forse perché il progetto del mio pianoforte prevedeva entrambe le cose. A mio gusto con le code un po' più leggere il pianoforte suona meglio... poi dipende anche da come piace a te. La pesatura del tasto poi si deve ricontrollare, se nel complesso il martello pesasse di più o di meno degli originali andrebbe rettificata, anche perché il tipo di legno usato fa la differenza nel peso, non solo la sagomatura e la forma dell'anima.
  13. La ringrazio Maestro. Avrei un'ultima domanda. Poichè aveva accennato al ricalcolo del punto di battuta, non essendo sicuro io, che chi ha montato l'attuale martelliera (non è l'originale purtroppo) non abbia rispettato il punto di battuta, mi chiedevo allora qual è la frazione che potrei calcolare sulla lunghezza della corda per trovarlo? Esiste una dritta, in generale? ( il mio dubbio è unicamente per la zona centrale, immagino che misurerei la lunghezza della corda dall'uscita della stessa dall'agraffa, fino alla punta del ponticello...)
  14. Eccoli, me li ero segnati sul foglio convinto di averli ricopiati qui.... Il ritorno sui bassi sembra circa 22-23 grammi... nella zona centrale 25-26, mentre sugli acuti attorno a 27... Il ribattuto solitamente funziona, però percepisco una certa durezza della tastiera, credo dovuta al suono un po' afono causato punzecchiamenti del martello di chi era intervenuto, che hanno formato delle visibili "protuberanze" lanose sulle guance, dopo che mi ero lamentato del troppo attacco... a me è sembrato un metodo non ortodosso... il suono lo sento troppo lanoso, sia nella zona del pianissimo che del fortissimo.
  15. Oggi finalmente ho avuto modo di misurare il peso d'affondo. Il tasto in teoria dovrebbe abbassarsi fino a quando la leva di ripetizione non sfiora il bottoncino di regolazione dello scappamento? Qui di solito affonda 2-3 millimetri e si ferma.... comunque non mi sembra ci siano attriti, li trovo scorrevoli. In passato ci sono stati, e con l'alcool etilico, spruzzato molte volte, apparentemente ho risolto definitivamente il problema (specialmente sul perno della leva di ripetizione.). Purtroppo prima diverse persone avevano usato il lubrificante . Non ho comunque mai potuto verificare la resistenza dei perni... per mancanza dello strumento di misurazione adatto, ma anche perché non saprei come fare. Comunque, se ho pesato bene, nel do centrale il peso è di 47-50 grammi. Mentre invece nei bassi sembra essere intorno a 60 grammi. La zona medio acuta il peso sembra essere mediamente intorno ai 47-44 grammi.
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