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Piano Concerto - Forum pianoforte

Musick

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  1. Guarda qui .... Credo tu abbia ottimi gusti!!
  2. Non immagini quanto vorrei provarne uno degli STEINWAY con la scritta in stampatello....
  3. È un argomento molto complicato, con una parola è difficile capire cosa si intende, un pianoforte pronto potrebbe essere qualsiasi pianoforte con la meccanica originale , oppure che monta pezzi identici agli originali e ben regolati. Il punto è regolati come? Se per pronta si intende una tastiera che scorre particolarmente sui pianissimo con la sensazione di "pochissima resistenza", allora probabilmente è una regolazione con gli scappamenti molto vicini alla corda. Sulle "regolazioni personalizzate "c'è un bellissimo video/spiegazione di Paolo, dovresti vederlo attentamente. È grazie a questo che ti dico quanto sopra. Spero di averlo espresso correttamente, anche se sicuramente in modo molto ma molto approssimativo... non saprei come spiegarlo. Spero che mi scuserete per questo.
  4. È raro diventare ipocondriaci per un pianoforte. Se ci lamentiamo è perché esiste il problema.
  5. Da profano mi sembra un lavoro molto difficile... Se dovessi cimentarmi in una cosa simile non lo farei subito sul pianoforte...
  6. Lo conosco a memoria anche io il tutorial! ... In linea generale direi di proprio di sì ... Tutto fa i conti poi con il tipo di pianoforte che hai sotto le mani, a mio parere personalissimo niente sostituisce la tua sensibilità quando tasti la dinamica dello strumento, faccio il paragone con i due pianoforti di un mio amico, abbiamo provato a fare un tentativo dato che sentiva il tocco troppo deciso, di renderlo un po' meno diretto. Sempre secondo il mio parere, ci sono pianoforti che danno una sensazione di maggiore scorrevolezza e altri che fanno percepire meno attrito, nonostante tutto sia a posto. Là è una tua decisione, entro un certo limite, su quanto puoi agire... Sicuramente oeró non allontanandosi troppo dallo standard delle indicazioni della casa.
  7. Sono aimè abbastanza esperto del problema, avendolo avuto in passato sul mio pianoforte. Probabilmente dipende dal fatto che non poggiano bene sui trii delle corde anche se a occhio sembrerebbe di si, potrebbero essere non del tutto, come dire, "appoggiati" perchè deformati nella loro lunghezza, lasciando quel leggero alone. Non è detto poi che dipenda dalla nota in questione, ma potrebbe dipendere da una altra corda di un altro trio che entra in risonanza per simpatia con il trio in questione. Si dovrebbe cercare di capire quali, peró se bisogna cambiare una conviene cambiarli tutti i feltro degli smorzi, almeno tutti quelli dello stesso genere/sezione, sennò poi si avvertirebbe la differenza tra vecchio e nuovo.
  8. Pianoexpert ti ha già detto tutto 😊 Per la mia modesta esperienza fai-da-te ed errori che personalmente ho commesso in passato, vorrei dirti di stare attento a muovere i ferri degli smorzi, se pieghi i ferri mentre lo fai devi stare attento che il feltro non tocchi con le corde, perché specialmente se è un tipo di feltro morbido si rovina e poi non smorza più come prima (anche se magari chiude e non lascia più l'alone. Se ci sono tanti smorzi che chiudono male è possibile che sia meglio cambiarli, facendosi montare dal tecnico una serie già tagliata di fabbrica su misura, senza modificare così la registrazione dei ferri fatta dall'operatore in fabbrica... (se no poi potrebbe essere difficile risalire.) Prima di pensare a tutto questo però, bisognerebbe forse controllare prima che il cattivo smorzamento non sia dovuto al fatto che anche guarnizioni di cachemire degli smorzi siano andate (del resto se, come mi pare di capire, siano consumate anche quelle dei tasti, è possibile lo siano anche quelle degli smorzi, anche se queste si consumano più raramente suppongo). Lo puoi verificare muovendo lateralmente le teste degli smorzi, con delicatezza a pedale abbassato... se si spostano tanto vuol dire che bisogna rifeltrare il buco.
  9. Buongiorno a tutti... volevo chiedervi conferma di quello che ho letto sul manuale Steinway. Se non ho capito male, il circolo di accordatura prevede che si parta dal "Mi" immediatamente sotto al consueto "LA" giusto? Quindi il MI "di partenza" andrebbe accordato indicativamente a quanti Hz? grazie in anticipo...
  10. Ciao Principale8, ma per caso senti questo crepitio anche quando abbassi il tasto molto lentamente senza suonarlo?
  11. Non riesco a suonare più come la settimana scorsa. Proprio non capisco. Non sto bene. E' il pianoforte che è cambiato con il caldo? Sono io che avendo subito il caldo e avendo fatto attività fisica ho perso qualche chilo? Mamma mia che ansia. Nella testa sento sensazioni diverse, il suono che ottengo non è lo stesso. Sarà un fatto psicologico, boh. Sono veramente confuso. Che ne pensate?
  12. L'intonazione è generalmente un segreto professionale per chi esercita questa professione. Ognuno ha i suoi metodi e il numero di colpi d'aghi, impregnazioni, che dà ai martelli in funzione di ciò che deve fare e della compressione del feltro stesso. Anche io ero molto curioso e feci delle ricerche. C'è un libro che nasce come divulgativo per pianisti oltre che come guida per tecnici, dedicato alle intonazioni. Il libro è di Andrèe Oorebek, the voicing of the piano. Lo trovi in diverse lingue tranne che in italiano (non è stato tradotto), e costa parecchio. Dà delle linee guida su come agire sui martelli e perché, ma è di pratico utilizzo per chi ha già lavorato in questo campo. C'è anche un dvd dove mostra come fa. Ma imparare così è pressocchè impossibile, bisognerebbe spendere un capitale in martelliere e fare tanti tentativi prima di arrivare alla propria personale "ricetta" e ad una comprensione profonda della materia. Una buona base, mi ha insegnato molte cose, ma sinceramente non è che le ho potute applicare, non essendo un tecnico. 😊
  13. Come ha scritto molto meglio di me Pianoexpert, se ho ben capito, che ci sono una serie di fattori che concorrono alla costruzione del suono, non ultima la preparazione del martello, cioè l'intonazione... ma che comunque, a parità genere di feltro, lavorazione, preparazione e compressione del feltro di un martello, maggiore è la quantità di sottofeltro e più il tocco, in una certa misura, si "addolcirà" ugualmente. Ciò non toglie, però, che un martello del vecchio tipo, seppur privo di sottofeltro (ma con altre caratteristiche costruttive -ad esempio una minore compressione-) possa ugualmente suonare più dolce di un moderno martello con tantissimo sottofeltro.... in due parole, tutto è relativo. Inoltre, se ho ben capito, il fatto che oggi i martelli siano più compressi riduce di parecchio "l'influenza sonora" che ha la quantità di sottofeltro, anche se questa esiste ovviamente, tant'è che i produttori continuano ad utilizzare tutt'ora diverse quantità di sottofeltro in base alla sezione in cui si trova il martello (tutt'ora spesso il sottofeltro si assottiglia e sparisce dalla zona del cantabile a salire verso la fine degli acuti). Spero di aver chiarito... se ho detto qualcosa di sbagliato mi correggerete! ____________ @Pianoexpert temo proprio di preferire i vecchi pianoforti! I Bechstein sono magnifici, il suono di Lipatti... Ho suonato e ascoltato parecchi strumenti, ma quando suono su pianoforti moderni ho sempre l'impressione che manchi qualcosa nella costruzione del suono, e che io sia forzatamente condotto ad agire in un modo che non rappresenta appieno quello che vorrei dire... anche la gestione delle dinamiche diventa parecchio diversa. E' molto più difficile procedere per gradazioni e fare i climax... anche avendo provato ogni tipo di regolazione e intonazioni possibili.
  14. Grazie per aver fatto questa domanda, sono curiosissimo anche io di sentire Pianoexpert! Io non sono un tecnico, ma la differenza che ho percepito quando è stata sostituita la martelliera del mio pianoforte con quella opportuna della casa (nei punti dove prima c'era più sottofeltro e invece doveva essere conico fino a scomparire negli acuti, zona cantabile), è stato un suono più "piccante" ma allo stesso tempo un po' più "nasale" e cantabile... prima era come se in quel punto -dove il sottofeltro avrebbe dovuto mancare, da progetto- c'era qualcosa che non andava. Io immagino che dipenda da come sono state progettate le porzioni di corda che generano i parziali. Secondo me bisogna rispettare rigorosamente le scelte della casa.... anche se mi piacerebbe sapere ad esempio se i tecnici in base al gusto del pianista abbiano utilizzato a volte martelliere con sottofeltri e spessori delle teste differenti... ma non saprei se questo porta a buoni risultati, non credo sinceramente..
  15. Funziona, molto interessante!.
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