Jump to content
Piano Concerto - Forum pianoforte

Pierpier

Membro
  • Content Count

    35
  • Joined

  • Last visited

Community Reputation

2 Neutrale

About Pierpier

  • Rank
    Membro

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Città di residenza
    Latina

Recent Profile Visitors

The recent visitors block is disabled and is not being shown to other users.

  1. Qualcuno sa dirmi che differenza c'è tra i pianoforti siglati Stainway & Sons e quelli siglati unicamente Stainway ( e con un carattere grafico leggermente diverso)? Ricordo che al conservatorio di Roma la stragrande maggioranza apparteneva al primo tipo ce n'era poi uno in una stanzetta dove ogni tanto mi rifugiavo a studiare che riportava solo Stainway questo piano mi risultava particolarmente favorito, aveva una risposta meccanica che mi soddisfaceva molto. che metteva particolarmente a mio agio, "easy and friendly" mi verrebbe da commentare.. piuttosto diversa dai "Stainway and Sons" delle altre stanze.. si percepiva in maniera inequivocabile la "corsa del tasto" a differenza degli Stainway and Sons che mi hanno sempre dato una sensazione di "gommosità" al tocco e di scarsa nettezza meccanica.. Poi riguardando alcuni video di Glenn Gould mi sono reso conto che lui utilizzava proprio questo piano "Stainway" per esattezza il cd 318 e che solo questo voleva detestando tutti gli altri S&s che la ditta gli proponeva...
  2. Pierpier

    Pulizia piano

    Grazie Paolo, giacchè in commercio ne esistono svariati tipologie ecc. puoi indicarci qualche marca adatta o girare una foto di un prodotto che ritieni adeguato per questo uso? (L' altro giorno sono stato da un autoricambi chiedendo del polish, non ce l'aveva... ad ogni modo mi fa: ma che voi fa diventà bianchi pure i tasti neri..?!?? 😅
  3. Pierpier

    Pulizia piano

    ma il polish non è un prodotto che si usa per le auto?
  4. Pierpier

    Pulizia piano

    Mi son sempre chiesto: come effettuare correttamente e con che prodotti la pulizia del mobile senza fare danni? anche nel caso di grasso accumulato, per ottenere una bella finitura lucida?
  5. Si ho anche uno schimmel dei primi anni ottanta, anche esso però è un piano che non mi ha mai particolarmente entusiasmato nonostante il nome... in particolare "non lo capisco" da un punto di vista meccanico intanto...: non si percepisce in maniera netta sotto le dita "la corsa del tasto"... dove finisce esattamente il tasto?? lascia una sensazione per cosi dire "gommosa" che mi risulta particolarmente fastidiosa.. e che, a mio avviso, non ti permette di apprezzare in pieno il gioco del dinamismo manuale nei passaggi brillanti e scorrevoli... (premetto che è sempre stato cosi sin da nuovo... e sempre mantenuto in luoghi non umidi..). Sto andando a provare gli yamaha perchè sto capendo che mi soddisfano molto da un punto di vista squisitamente meccanico.. hanno quasi sempre una tastiera leggera e scorrevole e che, soprattutto, di permette di percepire in maniera nettissima dove inizia e dove finisce il tasto anche se poi, purtroppo lasciano totalmente a desiderare su altri aspetti... specie gamma timbrica e dinamica ridottissima, bassi poveri di armonici, concezione globale del suono molto "consumer"... cmq farò di questo oggetto di un altro post...
  6. Salve a tutti cosa ne pensate degli yamaha verticali rigenerati? Oggi ne ho provati alcuni da un noto rivenditore, non mi hanno entusiasmato... dal punto di vista "espressivo" presentano un suono spesso troppo ovattato, che non "esce" molto standardizzato, scarso range timbrico oltre che dinamico... come se avessero perso un pò di "anima"...
  7. già.. e che dire del coretto finale ollellè facciela vedè facciela toccà...??? 😂
  8. che io sappia già Bach aveva "scoperto" abbondantemente il passaggio del pollice..
  9. Grazie per la risposta Giovanni, Con la sensibilità delle dita sento che è faticoso... su altri pianoforti risulta tutto più "agevole", questo "scatto" cosi come l' ho descritto pensi possa essere parte della causa? che mi consigli di fare?
  10. Pierpier

    Scuola russa

    Salve, una breve premessa: mi sono formato pianisticamente alla tecnica cosidetta italiana con molti approfondimenti con la scuola vitaliana in particolare a cui mi sono rivolto ad un certo punto della mia formazione per un bisogno non più rimandabile di ricevere una "quadratura" e solidi principi tecnici e "artigianali" su cui lavorare... successivamente ho cominciato ad ampliare un pò l'orizzonte a partire dalle straordinarie considerazioni di Giorgy Sandor cosi come postulate nel suo testo.. Attualmente sento una notevole curiosità verso la conoscenza della scuola russa perchè ho la sensazione che i prinicipi insegnati da questa scuola siano in generale più vicini ad un approccio organico, fisiologico e musicale alla pratica pianistica.. volevo, dunque chiedervi se avete qualche "dritta" (insegnanti, corsi, workshop..) in centro italia a cui rivolgersi, grazie, Un saluto
  11. Salve a tutti, so che è una procedura inconsueta ma mi sono messo a valutare il peso di affondo del secondo scappamento (forse sbaglio la terminologia..) del mio kawai gs40: siamo sui 140-160 gr a meccanica libera (pedale di risonanza abbassato) ; il peso iniziale invece è di 50gr circa; mi sono deciso a fare questa misurazione perchè lamento una certa fatica nel suonare su questa meccanica nonostante il peso primario sia sui 50 come ho scritto (dunque "da manuale" diciamo..) ho notato che il tasto fa uno "scalino" molto deciso (troppo??) una volta abbassato per i primi millimetri per arrivare all' affondo completo, a questo scalino deciso è associato uno suono molto netto della meccanica.. come uno "stoòk" ( se le mie scarse conoscenze della meccanica non mi ingannano dovrebbe essere il punto in cui lo spingitore "scappa" una prima volta..) ; Mi farebbe molto piacere sentire che ne pensate... ho il sospetto che questa sia una delle cause, se non la primaria della "faticosità" della tastiera.. (non mi è mai capitato di trovare altri pianoforti che avessero una "scalino" cosi deciso per arrivare all' affondo completo del tasto... Grazie, Pier
  12. Pierpier

    Esercizi tecnici

    Certo quello che scrivi è sacrosanto.. tra l' altro anch' io adoro il Rossomandi che trovo a suo modo geniale e un unicum nel settore dei testi, diciamo, di preparazione e "di tecnica"... comunque ho provato a fare come Gould: braccia in acqua calda per un pò... il risultato è sconcertante.. le mani "lavorano" alla perfezione.. peccato che dopo una ventina di minuti se siamo in inverno ritornano freddine... soffro di cattiva circolazione periferica sic..
  13. Studio da molti anni su un mezza coda kawai un Gs40; ho sempre lamentato una certa pesantezza della meccanica, difficoltà nell' agilità ecc.. a suo tempo feci un intervento di "allegerimento" del tasto ponendo dei piombini autoadesivi ( tipo quelli usati dai gommisti) sotto la parte vantaggiosa della leva portando tutta la tastiera uniformemente a circa 50gr (partivo da un 56-60); in seguito anche un intervento di lubrificazione degli attriti tramite grafite prima e teflon poi; questi interventi hanno risolto solo parzialmente il problema... Recentemente sentivo la necessità di studiare per un periodo su di un piano con meccanica leggera e scorrevole, volevo fare quest' esperienza per capire, per fare un confronto e perchè ho sempre ritenuto che la pesantezza della meccanica del kawai mi avesse in qualche modo ostacolato, limitato la capacità di sviluppare pienamente la mia tecnica... ho cosi preso in affitto un verticale yamaha scelto tra molti proprio per le caratteristiche di leggerezza del gioco meccanico... Bene signori dopo un pò di tempo mi sono deciso a ricercare il peso del tasto dello Yamaha per pura curiosità... ebbene con mio grande stupore stiamo sui 56-58gr regione centrale e acuta e 60-62 regione bassa!!! Faccio presente che suonando lo Yamaha si ha la sensazione di suonare tipo su una fisarmonica tanto "appare" leggero il tasto...!! Sono piuttosto esterefatto ... com' è possibile tutto ciò?
  14. Pierpier

    Esercizi tecnici

    "A pot of hot water is much better than many exercises" diceva Glenn Gould il quale pare che prima di sedersi al piano immergesse le braccia per mezz' ora nell' acqua calda piuttosto di fare riscaldamenti vari o esercizi tecnici, questi ultimi in particolare diceva che gli toglievano la spontaneità dell' approccio al piano e il desiderio di far musica... Che ne pensate?
  15. Grazie Simon bello spunto cercavo proprio qualcosa del genere, mi metto sulle sue tracce...!! :-)
×
×
  • Create New...