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Piano Concerto - Forum pianoforte

thesimon

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Everything posted by thesimon

  1. Ciao a tutti. C’è qualcuno di voi che conosce un insegnante di canto lirico su Roma sud? Una mia amica vorrebbe prendere lezioni
  2. Giuseppe, questa si discosta molto dalle tue abituali composizioni. Ho apprezzato molto!
  3. Incuriosisce anche a me il suono di questo Bechstein, strumento che ha un suono che personalmente mi incanta. Lo definirei molto intimo e sicuramente si presta meglio di altri pianoforti al repertorio romantico.
  4. Il vecchio proprietario, oltre ad essere poco sensibile era anche parecchio ignorante visto che ha scritto la nota do sul tasto del si, quello del si sul la e via dicendo. La seconda rapsodia ungherese di Liszt su quel pianoforte sarebbe stata eseguita in Si# minore, peraltro tonalità ipotetica e omofona a Do minore.
  5. thesimon

    Presentazione

    Benvenuto. Brutto preconcetto quello di tua moglie, con tutto il rispetto possibile. La musica classica fa parte del patrimonio culturale dell'umanità, andrebbe preservato e coltivato. Fortunatamente la mia compagna mi spinge a suonare anche quando tornando da lavoro sono stanco morto.
  6. thesimon

    Mi presento

    Benvenuto tra noi
  7. Schimmel è il principe dei pianoforti verticali, secondo solo allo steinway verticale che puoi trovare sul mercato dell'usato, non so se a quella cifra. Ho suonato su entrambi e lo steinway è veramente molto bello anche in formato verticale.
  8. Questo Allegretto l'ho sentito praticamente suonato in tutte le salse possibili. Questa qui di Arrau mi mancava. Mi sembra una scelta a cavallo tra la presa in giro che Mozart dava volutamente alle cose che osservava, alla società e in questo contesto alle marce turche e un'esasperazione del tempo di marcia. Mio pensiero comunque, nulla di ufficiale.
  9. Quel battimento che senti è una sorta di portante generata dalle medie dei battimenti tra corde unisone. Quando la scordatura è così evidente siamo ben oltre la soglia di battimento utile udibile.
  10. Buongiorno Maverick. Come ti ha già detto Francesco il pianoforte è molto scordato. La grave scordatura la si percepisce già dalla prima nota in ottava: il sol#. La pratica di accordatura vorrebbe che le ottave fossero "ferme" ovvero che non si avvertano battimenti. Nel particolare del video che ci hai mandato non si percepiscono battimenti semplicemente perché il battimento generato tra le due note supera la zona di "rugosità" dell'orecchio, ovvero quella zona entro ed oltre la quale i battimenti sono così veloci da non risultare più distinguibili. L'approccio che hai utilizzato per accordare è totalmente errato. Hai infatti provato a riproporre le frequenze di un altro pianoforte (campionato) sul tuo pianoforte facendo, se ho capito bene, una sorta di copia e incolla frequenziale. Devi immaginare che le frequenze di riferimento variano addirittura tra strumenti di stessa marca e modello, pertanto andando a copiare le frequenze di un pianoforte accordato tentando di riportarle su un altro stesso modello di strumento potrebbe dare un risultato inappagante. La disarmonicità è una proprietà che appartiene ad ogni strumento ma che crea problemi seri solamente nel pianoforte (dove abbiamo 88 note e dove nella maggior parte dei comparti una nota consta di 3 corde). La disarmonicità non è una proprietà costante nel tempo ma tende a variare in funzione di molti parametri, solo per farti un esempio: il numero di accordature subite dallo strumento, la presenza o meno di ruggine sulle corde. Sono solo alcuni dei parametri che possono andare a modificare le proprietà fisiche della corda. L'accordatura ad orecchio, spartendo l'ottava centrale e mantenendo i giusti rapporti armonici tra suoni è la via che tende ad inglobare in modo automatico anche la disarmonicità della corda. Per ciò che concerne l'accordatura elettronica non c'è altro modo che misurare la disarmonicità tra suoni e tentare di approssimare questa "curva di accomodamento" ad uno standard più o meno valido che piaccia all'orecchio. Dico questo perché l'orecchio umano reagisce in modo soggettivo alle alte e basse frequenze. In particolare suonando le note più acute del pianoforte con forza potrebbero sembrare calanti, suonandole delicatamente potrebbero sembrare crescenti. Discorso inverso alle basse. Lo strumento elettronico può aiutare sicuramente a spartire l'ottava centrale (dove c'è bassa disarmonicità) ma si perde totalmente sulle alte e sulle basse, perché tende a standardizzare qualcosa di soggettivo. Gli accordatori elettronici migliori, tra cui il Tunelab prevede infatti di aggiustare la curva di stretch secondo il proprio gusto, e allora si riesce ad arrivare ad accordature soddisfacenti. Secondo il mio punto di vista, possono essere un buon supporto per chi fa l'accordatore e conosce le problematiche legate all'accordatura di un pianoforte, non mi sembrano molto indicati per il fai da te.
  11. Un altoparlante riceve in ingresso un segnale. Ponendo di inserire un segnale che contenga tutte le frequenze con la stessa ampiezza d'onda, come queste vengono riprodotte dall'altoparlante? Ci sono dei limiti fisici alla riproduzione dei suoni da parte degli altoparlanti. Ad esempio coni piccoli non possono scendere molto in frequenza pertanto significherà che la risposta in frequenza sulle basse frequenza non sarà congruo al segnale inviato in ingresso. L'altoparlante ideale è quello che mandando in ingresso un segnale con ampiezza costante per tutte le frequenze, riproponga in uscita una risposta in frequenza totalmente lineare e confrontabile a parità del fattore di amplificazione con il segnale in ingresso.
  12. Pochissimi pianoforti digitali hanno l'altezza di scappamento regolabile. Che io ricordi solamente il V-Piano della Roland. Non conosco il pianoforte digitale in oggetto, pertanto il consiglio di Paolo di far riferimento al venditore mi sembra l'unica strada da seguire. Ci tengo comunque a precisare la mia, dicendo che i pianoforti digitali dovrebbero suonare in ogni posizione del tasto dal momento che gli ultra moderni valutano la forza esercitata previo due sensori ottici, i vecchi con due tastini che andavano a chiudere un circuito. In ambo i casi il pianoforte dovrebbe suonare praticamente ad ogni altezza di escursione del tasto. Sinceramente se il piano non suona quasi a metà del tasto credo che il problema sia proprio di natura costruttiva, probabilmente è uscito difettoso. A questo proposito ricordo che si può fare affidamento alla garanzia per la riparazione. Nel caso in cui il pianoforte fosse stato acquistato online invece, la legge prevede il diritto di recesso di 10 gg, purché il pianoforte venga riconsegnato nelle esatte condizioni della consegna e nell'imballo originale. Se la casualità è quest'ultima può godere del rimborso completo escluse le spese di spedizione e optare per un altro acquisto.
  13. Ciao Stefano! Menomale che tua mamma ti regalò quella tastiera. Che ci devi fare con il pallone? Vuoi mettere dare due calci alla palla e suonare uno strumento musicale? Gli strumenti Kawai sono ottimi strumenti, ma tieni in conto anche i Casio. Secondo me ultimamente hanno superato gli Yamaha. Benvenuto tra noi!
  14. Caspita! 2.07 mt e come metti le gambe sotto alla tastiera? Non mi entrano a me che sono 1,95.
  15. Riprovate adesso. Quel link puntava a una versione vecchia del forum. L'ho temporaneamente redirettato sulla playlist di youtube
  16. Nel post c'è il numero di telefono. Prova a fargli uno squillo, ma l'annuncio è del 2015, non credo che sia ancora disponibile; comunque tentar non nuoce.
  17. Dove hai letto questa regola? Non ci sono +2 cent. Quanto allargare e quanto stringere un intervallo dipende unicamente dalla disarmonicità che non è una costante. Per un pianoforte piccolo potresti avere +5 cent su una nota e -3 su un'altra. Su un pianoforte a coda +1 e -3. Non c'è una regola di questo tipo. L'unica regola perseguibile è quella della conta dei battimenti nella spartizione dell'ottava centrale che tiene conto intrinsecamente della disarmonicità.
  18. Si, giusto per portare qualcosa di un livello un pochino più alto.
  19. Immagino tu debba fare la certificazione. Questo è quanto riporta il programma. 1. Scale maggiori e minori per moto retto e contrario nell’estensione di due ottave; arpeggi a 3 ottave 2. Studi : a. CZERNYANA, II fascicolo b. CZERNY, op. 849 c. BERTINI, Op. 29 d. BURGMULLER, studi op. 100 e. DUVERNOY, Studi op.120 f. LONGO, Studietti Melodici op.43 g. POZZOLI, 24 Studi di facile meccanismo h. HELLER, op. 47 o studi di pari difficoltà 3. Composizione in stile polifonico: a. BACH, quaderno di Anna Magdalena b. BACH, piccoli preludi e fughette c. BACH, invenzioni a due voci o pezzo di pari difficoltà 4. Sonatina del periodo classico 5. Brano a libera scelta Certificazione 1. Esecuzione di una scala ed un arpeggio 2. Esecuzione di uno studio a scelta del candidato e di uno estratto a sorte seduta stante tra altri quattro presentati e scelti tra gli studi in programma 3. Esecuzione di un brano di J. S. Bach a piacere ed un altro estratto a sorte fra tre presentati, scelti tra Invenzioni a 2 voci e/o Preludi e fughette 4. Esecuzione di una sonatina classica 5. Esecuzione di una composizione del periodo romantico, di livello adeguato 6. Una composizione del periodo moderno o contemporaneo (ad esempio Bartok: Mikrokosmos III volume; Bartok: Sonatine; Prokofieff op. 65; Poulenc: Villageoise; Kurtag: Games vol. IV ; brani di livello equivalente di altri autori). Stando a quanto scritto... 1. Devi eseguire una scala maggiore con relative minori a scelta della commissione (devi saperle in tutte le tonalità) ma da programma devono essere per moto retto e per moto contrario non su 4 ottave come per gli esami di compimento ma su 2 ottave. 2. Devi preparare 4 studi presi dalle opere che trovi al punto 2 del programma. Te ne chiederanno solo uno estratto a sorte. 3. Devi preparare un brano a libera scelta di J.S. Bach (ti consiglio di andare direttamente sulle invenzioni a due voci e studiartene 4) dei 4 che studierai uno sceglierai di suonarlo te, e dei restanti 3 dovrai suonarne uno estratto a sorte. 4. Una sonatina classica (potresti portare la k. 545 di Mozart 5. Come composizione del periodo romantico un Valzer di Chopin ti consiglio l'op. 69 n. 1 molto facile. 6. Su questo punto hai ampia scelta... Bellissimo il Mikrokosmos di Bartok ma anche Prokofieff.
  20. Nell'ottava centrale ci posso anche credere, in alto e in basso no. Ascolta uno strumento accordato ad orecchio da un tecnico bravo e senti la differenza.
  21. No, assolutamente. L'ottava centrale è comunque disarmonica e la conta dei battimenti serve proprio a fare la giusta spartizione. Quell'ottava diventa il riferimento per costruire l'accordatura su tutto il resto dello strumento. La spartizione dell'ottava centrale è la cosa più importante altrimenti ti riporti gli errori ovunque. Gli accordatori cromatici sono pessimi per l'accordatura del pianoforte. Vanno bene per la chitarra e basta.
  22. Ciao, posta il programma di esame e ti dico quello che devi portare. È un bel po' che ho preso il diploma e sinceramente non ricordo bene dei programmi. Quindi prima di consigliarti cose sbagliate vorrei leggere il programma.
  23. Se hai seguito tutto il video, ti accorgerai che quando spiego il fenomeno del battimento lo faccio tenendo presente che il battimento viene generato non a partire da due fondamentali ma da una fondamentale insieme all'armonico omofrequenziale dell'altra nota. Il conteggio dei battimenti quindi tiene già conto di per sé della disarmonicità. Il problema è che salendo di ottave il tempo di inviluppo cade vertiginosamente ed è più difficile ascoltare i battimenti, anche perché la scala delle frequenze non è una scala lineare ma logaritmica. Questo significa che contare 8 battimenti nell'ottava centrale è molto semplice ma man mano che si sale aumentano esponenzialmente anche il numero di battimenti da contare e la cosa diventa impossibile perché c'è un range un cui l'orecchio umano avverte i battimenti, poi si passa in una zona uditiva chiamata di "rugosità" (oltre i 16 battimenti circa se non ricordo male) dove l'orecchio non distingue più bene il battimento. Ora andando verso gli acuti ci si appoggia all'orecchio e si accorda cercando di mantenere il suono "fermo" con quello dell'ottava inferiore. Il problema è che ognuno di noi, al salire della frequenza interpreta gli acuti a modo suo, tanto è vero che ci vuole molto esercizio per riuscire ad ottenere un'accordatura affidabile. Ai bassi succede una cosa inversa invece. Più si scende verso le basse frequenze, più il suono che udiamo è la combinazione di armoniche. In sostanza il nostro cervello comincia a ricostruire la fondamentale a partire dall'interazione di tutti i parziali ed anche qui diviene difficile stabilire la giusta accordatura che sia "oggettiva", pertanto anche in questo caso ci si affida all'orecchio allenato. Psicoacusticamente succede una cosa abbastanza bizzarra. Poniamo di avere un analizzatore di spettro e proviamo ad accordare il nostro pianoforte seguendo le frequenze teoriche... Accordiamo pertanto il nostro A4 a 440Hz e da lì, conoscendo che il rapporto frequenziale tra due note che si susseguono è la radice dodicesima di 2, troviamo tutte le frequenze superiori al La moltiplicando la frequenza di riferimento 440 * 1,059463 (la radice dodicesima di 2), otteniamo 466,16 (il la diesis), se lo rimoltiplichiamo per 1,059463 otteniamo 493,88 (il si) ecc. Ovviamente da 440 dividendolo per 1,059463 troviamo le note inferiori con lo stesso procedimento visto sopra. Una volta che abbiamo la frequenza teorica di ogni nota, utilizziamo l'analizzatore di spettro per accordare le note alle frequenze teoriche. Ci accorgeremo suonando che proseguendo verso gli acuti il suono sembrerà troppo calante e ai bassi troppo crescente. Pertanto decidiamo di mettere da parte l'analizzatore di spettro e iniziamo ad accordare ad orecchio. Se andiamo a riprendere l'analizzatore di spettro al termine dell'accordatura ci accorgeremo che procedendo verso gli acuti le frequenze diventano via via sempre maggiori della frequenza di riferimento mentre procedendo verso i bassi le frequenze sono via via più calanti rispetto alle loro frequenze di riferimento. Spero di essere stato esaustivo. Ps. Sono contento che il video ti sia piaciuto.
  24. thesimon

    Tunelab

    La disarmonicità è definita come il discostamento frequenziale delle parziali reali dalle armoniche teoriche. Pertanto entro certi limiti anche con pianoforte scordato lo scarto è trascurabile. Uso volutamente la dicitura "entro certi limiti" perché se il pianoforte è un tono sotto in quel caso non è trascurabile, ma quando si tratta di riaccordare un pianoforte che è stato seguito, ovvero che ha perso qualche hertz rispetto alla frequenza di riferimento in questo caso non ci sono problemi. Da questa definizione dovrebbero esserti chiari anche i miei dubbi nell'altro post che hai pubblicato...
  25. Ciao, che io sappia non ci sono. In qualche modo devono avere un riferimento. Anche perché la disarmonicità varia da strumento a strumento, addirittura anche della stessa marca e modello. Mi chiedo come facciano gli altri accordatori che citi a calcolare la disarmonicità totale senza fare un calcolo a priori.
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