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Piano Concerto - Forum pianoforte

Jack

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  1. Anch'io mi sono posto il problema, dovendo acquistare un piano a coda e abitando in campagna in una zona con molta umidità. Avevo pensato, per le stagioni fredde, a deumidificatore e riscaldamento. Certo, non lo si può fare h24. E comunque, diventa tutto complicato non abitando dove si trova il pianoforte. Non penso che una coperta possa risolvere il problema. Ad ogni modo, qualche mese fa ho visitato uno showroom, e mi hanno fatto visionare dei pianoforti usati portandomi in un enorme magazzino. In una mezzoretta l'umidità mi è penetrata nelle ossa. Figurarsi i poveri pianoforti
  2. Le osservazioni di pianoexpert sono sempre illuminanti. Qualche mese fa in uno showroom a Roma ho provato diversi pianoforti. Ho subito notato che la meccanica Kaway è molto "scorrevole" rispetto ad alcune altre provate (ad esempio Yamaha. Non Steinway però...almeno sugli esemplari esposti). La sensazione "tattile" mi è parsa piacevole, ma non immaginavo potessero insorgessero le insidie descritte. Dovendo acquistare un coda e abitando in un luogo con discreta umidità, farò tesoro di quanto letto.
  3. A settembre inizierò a prendere lezioni on line di pianoforte. Qui sul forum la soluzione mi era stata fortemente sconsigliata, e sono perfettamente cosciente dei limiti di una tale forma di didattica. Preferisco tuttavia almeno provare perché l'alternativa - lezioni classiche - , non è praticabile a causa del covid (per come sono fatto non riuscirei a passare un'ora di fianco ad un estraneo). Ed allora piuttosto che restare al palo per chissà quanti mesi mi sono attivato per trovare un bravo maestro che mi insegni qualcosina attraverso il monitor di un pc. Sto valutando un paio di
  4. Grazie per la condivisone del bel ricordo della tua insegnate, Paolo. A volte può risultare decisivo incontrare le giuste persone che sappiano valorizzare i nostri talenti. Vi ringrazio per i preziosi consigli. Approfitto per un' ultima domanda. E anche una piccola curiosità. La domanda: Non mi intendo dei programmi di conservatorio. Credo ci sia un preaccademico di 5 e passa anni, poi un accademico di 3, e una "specialistica" biennale. Il tutto per ottenere il diploma che equivale ad una laurea in altro ambito. In tutti questi numerosi anni di conservatorio bis
  5. Mi pare di capire che la via maestra nell’approccio allo studio dello strumento sia quella di prendere lezioni in presenza. Come già accennato, qualche tempo fa ho preso lezioni di pianoforte presso un’accademia musicale della mia città, per quasi un anno. Il rapporto umano col maestro è stato davvero buono. Nulla da eccepire. Mi resta il ricordo di una persona gentile e sempre disponibile. Ricordo che sovente la lezione si protraeva oltre l’ora canonica, senza obiezioni. Da un punto di vista didattico, invece, direi luci ed ombre. Non ho esperienza per poter valutare in maniera og
  6. Grazie per la risposta. Per stimolo per la "scadenza" intendi l'approssimarsi di esami di conservatorio o concerti? Non è il mio caso. Ho fatto un annetto circa di lezioni ma senza grossi risultati. Sento di dover ripartire quasi da zero, ma con un altro maestro. Ciò che mi preme è acquisire innanzitutto una buona tecnica di base. Sto studiando solfeggio, teoria e un pò di armonia. Ci si riesce discretamente anche da autodidatti. Ma quando ci si approccia al pianoforte bisogna che ci sia una guida, perchè nella migliore delle ipotesi si corre il rischio di prendere abitudini errate.
  7. Dando per scontato che le lezioni di pianoforte "classiche" con un maestro che segue l'alunno vis a vis siano l'ottimo, volevo conoscere la vostra opinione circa le lezioni online. Possono avere una loro utilità o sono una perdita di tempo, e di soldi? Mi domando se un maestro riesca a seguire un allievo tramite il monitor di un pc, e avere contezza delle sue specificità in modo da poterlo guidare e indirizzare nella crescita pianistica. Mi viene da pensare che via skype un maestro non riesce ad avere neppure una "visione d'insieme" dell'alunno al pianoforte. Come potrà corregge
  8. Grazie per le indicazioni. Penso che mi farò un bel regalo... ?
  9. Buonasera, mi sono imbattuto casualmente nel Testo in oggetto: " Il Pianoforte da Concerto Steinway & Sons - Manuale di regolazione, accordatura, intonazione e messa punto " Autore: Giovanni Bettin A seguire il link: http://www.rugginenti.it/website/it/edizioni/item/3889-il-pianoforte-da-concerto-steinway-sons-manuale-di-regolazione-accordatura-intonazione-e-messa-punto Le mie conoscenze sul funzionamento del pianoforte sono date dalla visione degli ottimi video tutorial del Maestro Ferrarelli (Viaggio all'interno del Pianoforte). Per un
  10. EDIT: la pagina del libro di Sandor cui mi riferivo è la numero 99 (non 38, che è la figura)
  11. Riprendo questa vecchia discussione perchè anch'io mi sono accorto di aver sempre eseguito le scale con il metodo del "pollice sotto". Sto provando ad applicare il metodo corretto ma, anche dopo aver rivisto il video tutorial e letto la sezione relativa del Sandor, non riesco ad afferrare la giusta dinamica. A pag. 38 del suo bel manuale, Sandor scrive che "il pollice deve essere affiancato alla mano, ed in grado di scendere verticalmente". C'è un'immagine esplicativa, ma non applicabile al caso in esame a meno di non voler spostare obliquamente la mano in modo grossolano. Suonando u
  12. Bene Paolo, seguirò ancora una volta i tuoi saggi consigli!
  13. Buongiorno, Ho cominciato a studiare Bach. Volevo chiedere agli esperti lumi in relazione all'uso del pedale nel preludio in oggetto. Nel caso, se bisogna cambiare ad ogni battuta oppure sulle due minime di ogni battuta. Ad orecchio, mi sembrano entrambe scelte "gradevoli". Ma utilizzo un digitale per cui la percezione potrebbe essere un pò alterata rispetto a quella ottenibile con un acustico. Ps. questo brano mi sembra un capolavoro nella sua semplicità e musicalità. E, credo, molto istruttivo anche in termini di tecnica pianistica. Ringrazio anticipatamente.
  14. Grazie Paolo, in questo momento prendere lezioni da un maestro non è proprio possibile. Potresti gentilmente dirmi la differenza che c'è fra gli "esercizi di tecnica pianistica" (Hanon, Rossomandi...etc) e gli "studi" (Czerny, Chopin...etc). Come mai viene fatta questa distinzione? Gli esercizi sono forse solo meccanici, mentre gli studi hanno invece una loro musicalità e sono quindi da preferirsi? Se volessi invece approcciare Bach, quali sarebbero i brani/studi più elementari?
  15. Riprendo questo vecchio thread perchè pensavo di cominciare il mikrokosmos (vol. 1) per migliorare (più correttamente iniziare quasi da zero) la capacità di lettura dello spartito ed esecuzione al pianoforte. Dalle vostre considerazioni, in varie discussioni, mi sono convinto che l'opera di Bartok sia didatticamente molto valida, per diversi aspetti inerenti l'interpretazione. Volevo chiedere agli esperti se esistono dei metodi più "mirati" per questo genere di finalità. Per qualche tempo (circa un anno) ho preso lezioni di pianoforte. E "suonicchio" alcuni brani di Mozart e Chopin.
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