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Bach Variazioni Goldberg

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Bach è sempre meglio studiarlo sulla Henle o Barenreiter che sono urtext!

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Bach è sempre meglio studiarlo sulla Henle o Barenreiter che sono urtext!

Quoto a gran voce !

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Grazie ragazzi!! non conoscevo proprio questo "problema", infatti io studiavo bach da curci e pozzoli :(....ciaoo

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No! NO! Quoto anche io henle dato che non riesco proprio più a leggerlo su altre edizioni. Sulla Henle Bach sembra sul serio semplice. Grazie a tutti.

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Ogni interprete maturo dovrebbe basarsi esclusivamente su testi originali, magari privi di diteggiaure. Solo così infatti è possibile sviluppare una comprensione ed interprtazione del testo veramente "propria" e non indotta da qualche revisore.

Premesso questo io "frugo" spesso della libreria musicale Petrucci (www.impls.org) che soprattutto per compositori antichi e barocchi, tra cui anche Bach, ha anche scansioni di manoscritti o prime edizioni (per le goldberg trovi la prima edizione di norimberga, Balthasar Schmid del 1741).

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Ogni interprete maturo dovrebbe basarsi esclusivamente su testi originali, magari privi di diteggiaure. Solo così infatti è possibile sviluppare una comprensione ed interprtazione del testo veramente "propria" e non indotta da qualche revisore.

Premesso questo io "frugo" spesso della libreria musicale Petrucci (www.impls.org) che soprattutto per compositori antichi e barocchi, tra cui anche Bach, ha anche scansioni di manoscritti o prime edizioni (per le goldberg trovi la prima edizione di norimberga, Balthasar Schmid del 1741).

Concordo, magari per dargli un'occhiata, ma se per ogni ricerca dobbiamo partire dalla scoperta del fuoco non si finisce più. A volte bisogna anche fidarsi degli editori/revisori per andare avanti...

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Concordo, magari per dargli un'occhiata, ma se per ogni ricerca dobbiamo partire dalla scoperta del fuoco non si finisce più. A volte bisogna anche fidarsi degli editori/revisori per andare avanti...

 

Io non concordo, eseguire quello che scrive un editore potrebbe equivalere a standardizzare le esecuzioni....io spero di arrivare a farmi una mia idea di un opera e proporre la mia versione e non la migliore esecuzione di quella revisione.

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È una questione di quanto vuoi suonare. Fare quello che dici richiede molto tempo, quindi il repertorio ne risentirà...

Credo che spesso la cosa più giusta sia quella più semplice che la musica stessa ci suggerisce revisione a parte. Scegliere di credere ad un revisore non significa seguire alla lettera tutto quello che suggerisce...

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È una questione di quanto vuoi suonare. Fare quello che dici richiede molto tempo, quindi il repertorio ne risentirà...

 

Non penso richieda più tempo studiare le «Goldberg» su una urtext rispetto a un'edizione riveduta (Curci, Ricordi, Breitkopf... ce n'È a bizzeffe e fanno tutte mediamente schifo, parlando esclusivamente del repertorio bachiano). Le note sono quelle e l'unica :o differenza tra un'edizione rivista e una urtext È che quella rivista ci propone inevitabilmente cose che non esistono, non interpretazioni del segno. Sono due cose molto diverse. Sarà che io ho iniziato da bambino ad utilizzare la urtext anche per le Invenzioni a due voci, ma onestamente non posso vedere spartiti di Bach con legature, indicazioni di metronomo, colori... non esiste. Quella È una perdita di tempo: leggere quelle cose e cercare di capire quanto di quello che ha messo un revisore sia legittimo e quanto no, ma perché dovrei farlo?

Ve ne racconto una divertente, l'ho già detta e forse qualcuno la ricorda, ma pazienza... Ero al conservatorio, forse al 4. anno, e suonai a un saggio il Preludio e Fuga in mi maggiore del Secondo Libro. Eseguivo la fuga «alla breve», piuttosto mossa ed energica. Dopo il saggio venne un mio compagno di conservatorio, pianista anche lui, e mi disse «bello il tuo Bach, ma la fuga, accidenti! È troppo veloce così! quella fuga È un andante!». Io gli risposi che, a meno che non gliel'avesse detto Giovanni Sebastiano, non capivo come potesse sostenere quell'affermazione in modo così certo... La risposta? La risposta fu che «Bach ha indicato precisamente tutto, persino il metronomo!». Allibito gli chiesi che edizione usasse e lui l'indomani mi portò la sua meravigliosa Ricordi e mi mostrò la fuga in questione. Andante scolpito diceva la parte, e tra parentesi l'indicazione metronomica... :o La differenza tra me e lui era non solo che io non avevo mai studiato Bach su una di quelle schifezze e quindi sapevo bene che qualsiasi indicazione vi si trovasse non era di Bach: la differenza tra me e lui era che lui avrebbe sostenuto l'8. di lì a poco e non aveva nessuna idea di ciò che stavo cercando di fargli capire, perché per lui Bach era così, come l'aveva «imbellettato» Mugellini (o chi per lui).

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Sono d'accordo con Vale, che saluto. Bach indicava pochissime cose, quasi niente. I revisori indicano tantissime cose, quasi tutto. Bach si studia sulla urtex. Anche la dideggiatura è molto soggettiva. Insisto nel citare le suites francesi eseguite da Andras Shiff, che ho visto ed ascoltato recentemente su Sky. Mano e dita molto libere. Molto pianistico. Pedale che sostituisce le "costrizioni" dei legati. Suono meraviglioso. Esecuzione bello a vedersi e molto intellegibile,principalmente nel "gesto" che sembra "spiegare" le stupende"geometrie".Forse poco "ortodosso", ma a me è piaciuto moltissimo ( Esecuzione dell'integrale delle suites credo eseguite di recente a Lipsia)

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Condivido gli ultimi interventi, aggiungo solo che le urtext inoltre propongono in modo semplice, chiaro e "attendibile" una chiave di lettura degli abbellimenti bachiani ("attendibile" tra virgolette perchè sull'argomento si sono sempre spesi fiumi di parole).

 

Per quanto riguarda Shiff, si sono delle cose che mi piacciono di più e cose che mi piacciono di meno ... io varierei gli ascolti non facendosi mancare di sicuro Gould, che sulla'argomento del topic ci ha lasciato un paio di interessanti registrazioni.

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Certo Frank!!!! Condivido. Posseggo le due famose incisioni delle Goldberg di Gould realizzate a distanza di molti anni. Consiglierei a chi ama Bach di possederle!! Il mio riferimento a Shiff era solo per sottolineare un nuovo modo di rileggere il grande Autore. E' chiaro che anche a me, pur trovando le sue esecuzioni molto interessanti, di Lui non tutto piace.

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Secondo voi perchè un interprete della portata di Gould dovrebbe incidere 2 volte una stessa opera? ...e che opera!?

 

Non so se ci sono altri interpreti che hanno porposto due versioni della stessa opera...mah?!

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Secondo voi perchè un interprete della portata di Gould dovrebbe incidere 2 volte una stessa opera?

 

... forse perchè a distanza di anni ha maturato una nuova idea; un'ipotesi come un altra :D

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Secondo voi perchè un interprete della portata di Gould dovrebbe incidere 2 volte una stessa opera? ...e che opera!?

 

Discorso complesso, ma all'inizio di questo video, girato contemporaneamente alla registrazione della seconda versione del 1981, Gould spiega in estrema sintesi le ragioni del ripensamento.

 

http://www.youtube.com/watch?v=1B_2toF7m7E

 

Non so se ci sono altri interpreti che hanno porposto due versioni della stessa opera...mah?!

 

Moltissimi in realtà. Vado a caso e ricordo Zimerman (due registrazioni dei Concerti per pianoforte di Chopin), Pollini (due integrali dei Concerti di Beethoven), Brendel (due registrazioni, la prima integrale, la seconda non credo, delle Sonate di Beethoven), Tureck (due registrazioni delle Goldberg, la prima del 1957 subito dopo l'uscita di quella di Gould, la seconda del 2001); per non parlare dei direttori: Karajan (quattro integrali delle Sinfonie di Beethoven, più due versioni discografiche di quasi tutto il suo repertorio), Abbado (due integrali di Beethoven, due integrali - la terza in preparazione - di Mahler). Insomma, ce n'è davvero per tutti... ;)

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per non parlare dei direttori: Karajan (quattro integrali delle Sinfonie di Beethoven, più due versioni discografiche di quasi tutto il suo repertorio)

 

...non le trovi eccessive le 4 integrali?

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... non le trovi eccessive le 4 integrali?

 

Può darsi, ma erano motivate da due fattori ben precisi: la maturazione dell'interprete e il miglioramento progressivo delle tecniche di registrazione. Confrontanto la prima (della metà degli anni '50, con la Philarmonia Orchestra, per EMI) e l'ultima (degli anni '80, coi Berliner, per DGG) si percepiscono chiaramente entrambe le cose.

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Interessante Carlos il riferimento alle tecniche di registrazione ;)

 

Beh, è un interesse che ha accomunato sia Gould sia Karajan. Il CD inizia ad essere commercializzato nel 1982, anche se viene presentato da Sony nel 1980. Tra l'altro, farei notare che la Sony chiese a Karajan non solo di fare da testimonial alla conferenza stampa di presentazione del CD in Giappone, ma addirittura di suggerire la durata del CD :o e Karajan disse che il CD doveva durare 74 minuti, perché era la durata della Nona di Beethoven diretta da Furtwängler, che sarebbe in questo modo stata su un solo CD.

Gould registrò solo pochi dischi in digitale (le Goldberg, ovviamente, ma, prima, il disco di Strauss, quello con le ultime sonate di Haydn e quello delle Ballate e Rapsodie di Brahms). Karajan fece invece in tempo a registrare nuovamente in digitale gran parte del suo repertorio.

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... un giorno ci racconterai le tue fonti :)

 

A settembre uscirà un mio libro su Glenn Gould. Ti basta? :P

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