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Piano Concerto - Forum pianoforte

pianoexpert

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Everything posted by pianoexpert

  1. con Nick ci siamo sentiti telefonicamente, quindi conosco il problema e lo abbiamo dibattuto. Vorrei fare alcune considerazioni di carattere Musicale e di carattere tecnico. Diciamo che quando sediamo al pianoforte, dobbiamo considerare che siamo abbastanza lontani dal suono che produciamo. L'approccio ottimale sarebbe, idealmente, quello che ci fa immaginare tutta la meccanica, fino al martello che percuote la corda, come un prolungamento delle nostre dita. Ciò FA I CONTI COL BUON FUNZIONAMENTE DELLA MECCANICA CHE DEVE AVERE I GIUSTI ATTRITI e far si' che ci sia giusto il peso di abbassamento dei tasti, ma soprattutto il giusto peso di ritorno . Il buon rapporto tra questi due valori e una buona regolazione produce dinamicità alla tastiera e ci permette di suonare con facilità i passaggi difficili. Anche la piombatura della tastiera non deve essere eccessiva. Per esempio una meccanica alla quale vengono sostituiti martelli troppo pesanti e con tastiera bilanciata aggiungendo piombatura non avrà la stessa dinamica di una tastiera meno pesata. Questo è importantissimo per il nostro buon approccio allo strumento. Col tempo, i martelli si segnano contro le corde, il suono diviene più brillante , forse troppo.....e noi ci abituiamo a tutto ciò...fino a che sentiamo però l'esigenza di ottenere un suono più compatto. Ciò non è possibile se non sostituendo i martelli dello stesso tipo, misura, foratura e inclinazioni. La vita del suono ritorna all'inizio, ritorna a quel suono al quale non eravamo più abituati...e allora sentiamo lo strumento poco sonoro. A meno che non sia stata errata la martelliera o la regolazione, i martelli stessi si segneranno col tempo, producendo via via un suono più aperto. La rasatura, come già detto, con successiva intonazione modifica la geometria della meccanica e, riducendo la distanza tra apice e anima di legno, genera un suono sicuramente più duro ( anche se compensata da tentativi di intonazione) Se questa successiva intonazione viene fatta in modo eccessivo e nelle zone errate del martello, l'intervento può essere irreversibile. La regolazione anche può influire sul suono. Ad esempio uno o due decimi in più di affondo potranno rendere il pianoforte più sonoro, come pure un leggero aumento della distanza martello-corda. Sarà cura del tecnico, in seguito, recuperare rapidamente queste leggere variazioni di distanza utilizzando degli spessori. Sarebbe anche il caso di soffermarsi a parlare di tecnica pianistica, ma voglio solo dire ( come ho ripetuto altre volte) che il suono ottenuto da una maggiore gravitazione, unito alla preparazione di una martelliera in modo omogeneo, genera un magnifico cantabile. Si ascolti i dischi di Rubinstein, dove la destra suona sinceramente forte e legato anche nel piano. Da lui dichiarato che la "sincera" gravitazione, specie della mano destra, affidandosi di più al sostegno delle dita, produce sicurezza e cantabilità. Una martelliera, per esempio divenuta molto aspra, troppo brillante ecc... scoraggia il pianista a produrre questo "suono lavorato in profondità" e lo abitua ad un minore appoggio sul fondo del tasto. Quando si cambia la martelliera viene cambiata, questo minore appoggio, gravitazione, produce un suono che "fa fatica ad uscire" specie nel cantabile. Il grande pianista, il che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo e con il quale ho parlato più di una volta, non si risparmiava di esemplificare spesso a noi, giovani ragazzi ( e non solo- ne parla anche Pollini), assetati di segreti, questa modalità di approccio. Vi assicuro che il peso delle sue dita sulla nostra spalla era impressionante. Naturalmente questo sviluppo di energia non proviene da "prove muscolari" bensì dal controllo della nostra muscolatura "fuori tensione". Segnalo il meraviglioso libro di Monique Deschausses "l'Home e le piano" che tratta magnificamente proprio questo concetto. Della stessa autrice il libro sui 24 studi di Chopin. ...Il francese è comprensibile ... Faccio sempre troppe chiacchiere...... Buona Musica
  2. La rimozione puo' essere fatta a vapore oppure con liquidi stacca parati diluito in acqua. Dipende da quale colla è stata usata . Usare solo colla naturale a bagnomaria. le nuove guarnizioni dovranno essere incollate con dei cauls calibrati a seconda del tipo e del calibro dei perni tondi e ovali.La scelta dello spessore del cachemire e, soprattutto la qualità, devono essere rigorose.Escludere, per l'incoraggio, le comuni mollette che non fanno sufficiente pressione"parallela" sulle pareti delle mortase e sono piuttosto imprecise. E' necessaria, poi, la speciale pinza per correggere e calibrare, dopo l'incoraggio e il tiraggio, la scorrevolezza dei tasti. E' un lavoro che richiede qualche esperienza
  3. Quel tipo di molla ( molla tipo Hertz) si carica tirando fuori la parte superiore spingendola all'esterno dolcemente. La parte inferiore serve per scaricare senza tirarla fuori, ma accarezzandola e spingendola dolcemente con l'apposito piccolo attrezzo ad uncino o ad L.Come già detto in altri post, il martello, lasciando dolcemente il tasto e quindi la parata del paramartello, deve salire netto, deciso, ma senza saltare. Naturalmente sulla carica della molla influisce l'attrito del perno della forcola dell'ostina. Questo non deve superare circa i 5 gr. Se eccessivo, la molla richiede più carica e ciò aumenta la durezza del tasto, già alterata , dall'eccessivo attrito. Niente lubrificazioni o eccessiva carica della molla, quando ci sono attriti. BISOGNA SOLO CAMBIARE I PERNI( MAGGIORANDOLI E ALESANDO LE GUARNIZIONI DELLA FORCOLA CON ALESATORI DRITTI E NON CONICI). solo così sarà ripristinato il giusto peso di abbassamento recuperato un ottimale peso di ritorno. Al contrario, perni troppo lenti, faranno ballare e stressare le teste dei martelli nel momento di impatto con le corde, rovinando sempre di più l'apice e stressando sempre più anche i fori delle guarniti delle forcole.
  4. pianoexpert

    ciao

    Benvenuto Giuseppe . Hai dei pianoforti interessantissimi. Dai una occhiata ai miei video Tutorials, potresti trarne utilità. Ciao Paolo
  5. pianoexpert

    Gerbstädt

    Non riesco a vedere la foto. In quanto al pianoforte, è difficile valutare a distanza. Bisogna sentire come suona e vedere come funziona.
  6. Non conosco le ultime novità, anche perché io non li uso. Sentivo dire che Verituer è abbastanza affidabile
  7. 45 non é tassativo per tutti gli strumenti. Sull'uniformità, anche Steinway dice di poter , da 47mm, scendere a 45 nel cantabile. Può essere non uniforme distanza martello-corda pur rimanendo fissato l'affondo
  8. difficile spiegare scrivendo. Comunque ci si serve della stessa barra del pedale. Si alza la stessa fino a far toccare le leve degli smorzato all'altezza voluta. Si blocca la barra con uno spessore di tenuta. Poi si svitano uno ad uno le viti dei singoli smorzatoi lasciandoli cadere a contatto della barra senza toccarli. si stringono con cura le viti. Stringendo le viti, lo smorzatoio, per effetto della torsione della vite sul ferro, potrebbe cambiare allineamento. Allora con una pinza si gira dolcemente il ferro fino a che data precisa sulle corde. Non è un lavoro facile. Ci vuole pazienza e competenza. Meglio consultare un tecnico
  9. Caro Paolo, non credo sia possibile mettere un silent su di un pianoforte d'epoca e casomai il lavoro + il materiale supererebbe il valore di un digitale , ottimo per studiare. Inoltre le misure e i progetti, caso mai si trovassero, sono pensati per i moderni pianoforti ( 88note, ecc..). Inoltre, tutto questo per sfruttare una tastiera che forse ha ragione di funzionate in relazione al fortepiano così "come deve essere". Invece devi valutare se il restauro possa ridonare al pianoforte un valore storico e affettivo. Cioè "salvare" uno strumento storico. Quando si fanno questi lavori si unisce un documento con foto e relazione perché appunto accompagni nel tempo la vita dello strumento. Bisogna vedere se il somiere è veramente da sostituire. La tavola si può sicuramente riparare. Certo, ci si deve accontentare di un suono d'Epoca, perché bisogna misurare lo sprofondamento dei ponticelli e la relativa carica della tavola( la tavola ha una "bombata" che nel tempo si abbassa. Di conseguenza l'angolo di pressione delle corde sui ponticelli si avvicina allo zero e la trasmissione del suono alla tavola diminuisce. La tavola stessa si irrigidisce nel tempo. Insomma tutto da vedere e valutare. Al di là di questa soluzione non vede possibilità di adattare sistemi che non sarebbero, tra l'altro, compatibili. Tutto detto in "soldoni". Ci sarebbe da esaminare e scendere in particolari strettamente tecnici.
  10. Come ho ripetutamente detto, e' difficile valutare a distanza. Dopo cosi' tanti anni possono essere fatti molti interventi, non ultimo la rasatura della martelliera. Bisogna valutare di persona ( con proprio tecnico di fiducia)oppure ....fidarsi.
  11. Non riesco ben a capire il problema dalla tua terminologia .Quale cucchiaio? forse il rumore è dovuto al ritorno dello spingitore sotto il rullino? magari bisogna allentare la molla della leva di ripetizione o forse il livello del montante è troppo basso rispetto al livello della leva di ripetizione...c'é una proporzione tra i due!
  12. Uno dei miei Maestri, Pietro Righini, scrittore di fondamentali libri di acustica per i musicisti e non solo, mi disse un giorno, dall'alto dei suoi 90 anni, mentre chiedevo a lui un consiglio al telefono: " Un consiglio vale poco, può darsi che dopo un'ora non serva più a niente....." Ognuno di noi , casomai, può dare un suggerimento secondo le proprie esperienze. In questo caso, secondo me, la tenacia e la perseveranza potrebbe portare ad un risultato. Risultato difficile? Obiettivo difficile?...Ma tutti i risultati e tutti gli obiettivi sono difficili. I tempi attuali sono difficili in tutti i campi. Per gli Ingegneri, per gli Insegnanti, per gli Scienziati ecc... per i Musicisti lo sono sempre stati! La cosa opportuna è darsi un tempo, trascorso il quale possiamo tirare una linea.....e analizzare che cosa non è andato ... o che cosa abbiamo raccolto( non solo in termini monetari bensì anche di esperienze)( Si può studiare moltissimo e con grande sacrificio, ma acquisire nozioni. Ci vuole L'Esperienza. Nozione+Esperienza=Conoscenza). Scoraggiarsi annulla gran parte delle energie da impiegare per il percorso. Alcune domande dobbiamo farcele: "Che cosa so fare"? " Quello che so fare è utile? E a chi?" . Questo prima di scegliere, casomai, un altro lavoro. Nella Musica, e non solo, Il talento è alla base. Quindi farsi ascoltare da un bravo pianista, che possa, liberamente, esprimere la sua opinione in merito alla preparazione e, appunto, al talento. E' difficile anche per nomi internazionali procurarsi concerti, perché non esiste o almeno scarseggia il pubblico disposto ad uscire da casa per venire ad ascoltare musica dal vivo. Cioé il pubblico dei concerti. You Tube e i social sono nemici. La pandemia e la guerra hanno falsato ancor più la visione della Bellezza. Oggi possiamo ascoltare gratis un grande pianista e possiamo vederlo suonare e non valutiamo quanto il video e l'audio "filtri" la Bellezza della performance. Ci stiamo chiedendo che cosa ne sarà della Musica e dell'Arte in genere. E' un secolo e mezzo che ci poniamo questa domanda, senza trovare una giusta risposta. Quindi non c'è una precisa risposta neanche alla tua domanda.Seguitare o lasciare. Ti auguro di poterla trovare. Solo tu puoi rispondere...però mi viene in mente, che se c'è passione e talento , qualcosa di positivo succederà. Non succederà molto, invece, trovando un "lavoro qualsiasi", dove sarai costretta ad "operare", ma privata dei "ferri del mestiere" che ben conosci. ....Parlo sempre troppo e non so se le mie opinioni, del tutto personali, ti possano essere state utili e soprattutto...opportune. Saluti Paolo
  13. benvenuto Placido
  14. Procedimento: sollevare la meccanica con un dito a livello del cavalletto e constatare se il rumore proviene dal tasto. Se il tasto è libero, fermare il tasto e muovere il cavalletto-martello. Poi sganciare la bretellina e muovere solo il martello. Poi muovere solo lo smorzatoio
  15. Domanda da un milione di dollari. potrebbe essere tutto. Chiama il tecnico del negozio che te lo ha venduto. sicuramente risolverà. Ipotesi: Il montante di scappamento sbatte su qualcosa di adiacente.Fuoriuscita di un perno del montante o del cavalletto. Rumore di uno smorzatoio. Scollamento della testa del martello.Lentezza del cavalletto e/o del martello (viti). Qualcosa che è finito sotto al tasto o sotto alla meccanica ( matite ecc..) Generali impedimenti al movimento della meccanica e della tastiera
  16. Benvenuto Francesco
  17. No. Non so se è disponibile in Pdf.
  18. Il pianoforte ha un problema sui perni della meccanica che devono essere cambiati e maggiorati, naturalmente. Solo così il pianoforte riacquisterà la dovuta scorrevolezza. Niente lubrificanti o fai da te! Un bravo tecnico, usando alesatori non conici e nuovi perni maggiorati di una misura e alesando i fori in cachemire, ripristinerà tutta la meccanica. Anche la meccanica degli smorzatoi va verificata e poi regolata tutta la meccanica. Il pianoforte, negli anni, sicuramente è stato in un ambiente umido. Io non ti incoraggio ad acquisirlo, a meno che tu non abbia un tecnico di fiducia che sia disposto a ricondizionarlo. Inoltre, anche la tavola di risonanza avrà subito rigonfiamenti ( verificare) e le corde potrebbero essere ossidate( verificare).
  19. Ogni pianoforte ha la sua disarmonicità e i bassi possono essere molto disarmonici. I suoi parziali sono crescenti e bisogna farli combinare con altri in altre zone della tastiera. Nello stesso tempo, come tu dici, bisogna trovare un compromesso con le ottave basse.Devono essere fatte molte verifiche sulle decime, ottava più quinta ecc. non si può indicare a distanza. Ti consiglio il libro dell'amico Giovanni Bettin, che ben illustra come fare queste verifiche sia sui bassi che sugli acuti. "Il pianoforte da concerto Steinway & Sons" - ed. Rugginenti è il titolo.Lui si riferisce naturalmente al grancoda Steinway e quindi i procedimenti e i risultati potrebbero essere leggermente diversi, magari, su un vecchio pianoforte verticale.
  20. Rispondo tardi. Forse la risposta spetta a Frank, bravo compositore. Dico solo la mia. L'armonia ci aiuta sicuramente a capire lo sparito e a considerare in tempo reale quello che stiamo leggendo. Noi pianisti facciamo armonia complementare proprio per questo. Senza pretese compositive, mentre si studia una sonata di Beethoven ci si cala nelle modulazioni e si entra e si esce da soluzioni che sarebbe difficile ricordare senza riferimenti. Naturalmente i più agguerriti lettori, i più bravi, leggono con grande velocità e forse scarsa analisi, ma forse poi non è così vero.Con Bruno Canino feci un corso di perfezionamento a Como negli anni 70'. Durante le lezioni si affacciò in sala un flautista che avrebbe suonato con lui un concerto quella sera. Canino gli chiese quale programma volesse suonare. Si accordarono per fare una prova alle 18,30. Il concerto era alle 21,00!!!!! Straordinario lettore. Chissà se analizzava mentre leggeva così rapidamente? Uno dei miei insegnanti sosteneva che chi legge bene a prima vista analizza poco. L'analisi, svolta in modo pratico, serve invece a comprendere quale sia l'idea profonda dell'Autore, quella che aiuta veramente la comprensione all'ascolto. Quindi io credo che convenga entrare subito nella Musica, anche tralasciando la precisione di qualche passaggio difficile, perché la Musica ci suggerisce subito la strada per costruire il pezzo. Ho detto anche più volte che non conviene neanche suonare eccessivamente lento, "snaturando" il pezzo! Passaggi veloci sarebbe opportuno studiarli con fermata sulla unità di tempo o di battuta con e senza ripetizione(vedi altri miei post sull'argomento). Si trarrà il vantaggio di vedere subito quali gesti sono necessari in esecuzione e lavorare tra una fermata e l'altra o per incisi o per frasi, sarà un rapido modo per acquisire il pezzo direttamente alla velocità giusta. Il Maestro sorveglierà il movimento, la chiarezza, il giusto ritmi e i giusti accenti ecc. e suggerirà all'allievo quello che "non deve fare"( non , come spesso succede, quello che deve fare ovvero" fai come faccio io"). Buono studio
  21. Anche Chopin ha un op.1. Niente di inappropriato, secondo me
  22. Non riesco a vedere e sentire il tuo video. Comunque mi sembra di capire che gli smorzatoi in questione partano troppo presto. Riguardo la meccanica: il fatto che sia pesante e/ o dura potrebbe dipendere dai perni della meccanica stessa. Tieni conto che anche gli smorzatoi hanno delle forcole con relativi perni che potrebbero essere pigri e non permettere ad alcuni smorzatoi di cadere bene sulle corde.
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