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Piano Concerto - Forum pianoforte

maquieto

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About maquieto

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    Fabio 73
  • Compleanno 12/08/1973

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  • Sesso
    Maschio
  • Città di residenza
    Massa Carrara
  • Interests
    Musica, pittura e arti figurative in genere, artigianato, fotografia, letteratura, architettura.

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  1. maquieto

    Due Mondi

    Nulla da aggiungere. Verissimo quel che dici.
  2. Condivido quel che dice Simone, visto che spesso non è facile capire cosa ci provoca un disagio. Credo che oltre al lavoro fatto con il maestro dovresti riuscire a capire tu personalmente che cosa provoca l'affaticamento. L'accompagnamento inoltre non ha passaggi che possano provocare in qualche modo tensioni e via dicendo. Direi di monitorare bene se ci sono punti precisi su cui l'affaticamento inizia a farsi sentire. Non è facile a volte rendersene conto...lo dico per esperienza personale.
  3. Io apro spesso il coperchio verticale Paolo e trovo veramente una sorpresa di suono meraviglioso. Si sentono benissimo i feltri sulle corde, come dire...un suono più vero e timbrico.
  4. maquieto

    La diteggiatura in J.S.Bach

    Si, molte volte le Henle risultano ostiche se non addirittura impossibili.
  5. maquieto

    Esternazione Emozioni

    Credo che il nostro cervello si esprima più direttamente e velocemente con quello che conosce e frequenta meglio ogni giorno. Logico che un musicista come Mozart poteva a suo modo "pensare in musica", visto che quella era stata il suo pane quotidiano fin dalla nascita. Se tu non sapessi parlare e ti avessero insegnato solo a suonare passeresti molto più tempo a "dire" o esternare emozioni al piano, visto che il tuo cervello non avrebbe altro serbatoio da cui pescare...a parte le urla spontaneamente biologiche, si intende. Penso che un artista non debba porsi problemi riguardo al canale preferenziale di espressione che prende vita in un dato momento espressivo. Parliamo solo di "canali differenti"; in questo modo: musica, pittura, letteratura etc etc sono solo ambiti multipli con diverse grammatiche e convenzioni proprie. Alla fine sono fermamente convinto che quello che un artista deve dire o raccontare verrà fuori sempre in qualsiasi ambito o canale da lui imboccato, penso a Picasso e alle sue poesie, sculture, pitture, scenografie...molte forme d'arte differenti per il solito medesimo risultato, e come lui altri artisti a seguito. In passato una mia cugina pittrice mi raccontò di aver avuto un periodo strano in cui ogni scena vista le appariva come suono, tutto quello che accadeva, in pratica le veniva da tradurlo in suono e non in immagine; momenti? Ambiti e direzioni diverse che il nostro cervello elabora? Chi può dirlo. Resta un mistero ma non credo sia un cruccio per nessuno.
  6. maquieto

    Studio, ripetizione, burn-out

    Si infatti, anche questo aspetto alle volte può creare disagio. Ogni allievo ha il suo modo di apprendere e restituire il brano, bisogna essere capaci di ascoltare il proprio corpo e trovare la propria poetica facendo coincidere; apprendimento, metodo di studio ed esecuzione, nel modo più naturale possibile. Credo che in ogni brano ogni allievo o esecutore professionista cerchi se stesso. Dobbiamo ritrovare l'atmosfera della prima comunione diceva Picasso.
  7. maquieto

    Piano antico

    Penso che il post possa stare anche qua. Forse in strumenti a tastiera vengono trattate le specifiche tecniche in dettaglio, mentre la tua sembrava una riflessione su entrambi gli aspetti; poetico/strumentale. Potrebbe essere che tu abbia una sensibilità smossa da un fascino contenuto negli strumenti antichi, anche a me capitava; ricordo ad esempio l'odore delle essenze di legno che si avvertiva fortissimo dalle casse armoniche di certi pianoforti, capisco capisco, e sono in pieno accordo. Certo che un Pleyel deve essere comunque un bel pianoforte.
  8. maquieto

    Sondaggio sull'impostazione delle mani al pianoforte

    Personalmente non ho nessuno di questi problemi ma a volte capita un poco di affaticamento e irrigidimento. Bisogna sempre a mio avviso, tener d'occhio come si suona ascoltandosi molto, non forzando in modo eccessivo le nostre capacità.
  9. maquieto

    Horowitz suona Liszt

    Unico!! Incredibili le sue mani...lo avete notato? Sembrano quelle di un giovane pianista.
  10. maquieto

    Piano antico

    Quello che hai notato denota sensibilità ed è senza dubbio vero. Un tempo ogni cosa era più a misura d'uomo e su ogni dettaglio chiunque poteva specchiarsi. Oggi purtroppo economia e finanza hanno preso il posto di etica e fede e...nonostante le aziende facciano del loro meglio per realizzare capolavori (e pianoforti ben fatti c'è ne sono ancor oggi) non traspare più quell'aspetto "sensibile" di cui ti sei accorto". Fare i conti con i fatidici "costi" avrà sempre un effetto su ogni oggetto, opera, manifestazione e...chi più ne ha più ne metta. Bella constatazione comunque, condivido a pieno quel che dici.
  11. Non mi stancherò mai di dire che l'arte di fare una cosa o dire delle cose tramite questa non è né virtuosismo, né bella mostra, ne tecnica e altri mille ne...l'arte è un connubio di intuizioni, cuore, amore che una singola persona dona al mondo realizzando se stesso. Credo che arrivi ai cuori di chi vede, legge o ascolta. Ci sono cose che arrivano al cuore ed altre no, non potrà deciderlo nessuno, tanto meno l'interprete. Certo la tecnica è importante ma quando il fuoco finirà di emettere il suo calore e la sua luce allora è tra le ceneri che vedremo la vera sostanza delle cose. La storia farà ed ha sempre fatto chiarezza e giustizia di tutti coloro che servendo l'umanità, loro malgrado, le hanno donato qualcosa a cui ogni uomo di buona sesnibilita, darà per sempre valore. Ne sono fermamente convinto.
  12. maquieto

    Blog Robert Schumann

    Si infatti, Simone è molto disponibile sulla collaborazione.
  13. maquieto

    Pedale in "Clair de Lune"

    Si in effetti Debussy senza pedale...mmmm...vai a togliere quello che Cortot definiva l'anima del pianoforte. Capisco cosa vuoi dire quando parli della prepotenza del pedale. A volte si è portati per vizio a utilizzarlo troppo ed in modo confusionario. Anche grandi pianisti a volte peccano di eccessiva penalizzazione e certi brani sono sul serio inascoltabili. Il Mozart di Baremboim ad esempio. Via i martelli nel senso che le note dovrebbero apparire come gocce d'acqua cadute da chissà quale cielo...veramente un autore incredibile. attendo i tuoi progressi. ciao.
  14. maquieto

    Blog Robert Schumann

    Di nulla. Sono in completo accordo e ti fa onore quel che vuoi realizzare. Lo vedo come un progetto fantastico...forse saranno i quarant'anni?? Ah ah...comunque anche a me è balenata un'idea del genere tempo fa e quindi...nel mezzo del cammin di nostra vita...in qualche modo forse l'età conta. Vorrei realizzare una sala d'arte o meglio galleria d'arte per promuovere no profit le opere di giovani artisti (io sono un pittore come formazione) visto che in gioventù ho solo trovato marpioni che chiedevano soldi in cambio di nulla. spero anche io di realizzare il tutto. Di nuovo ti esorto a continuare ed insistere nel tuo progetto, non arrenderti! Nulla è impossibile.
  15. maquieto

    Blog Robert Schumann

    Ciao eusebio, bella idea quella di un blog ma comunque complessa da mettere in piedi. Questi grandi maestri meritano spazio e dedizione anche se credo che quest'ultima non ti manchi. Se già da ragazzo amavi così profondamente Schumann, tanto da dedicargli la vita...beh! Allora non ci sono dubbi. Quel che dici ha una sua grande verità; una verità senza dubbio inesplicabile. Prima di affrontare il compimento inferiore al conservatorio, affrontai qualche brano abbordabile di schumann ma su alcuni di questi provavo proprio una sensazione di impossibilità ad entrare nel brano, non saprei neppure spiegare che cosa accadesse di preciso. Schumann è appassionato, poetico, cantabile e profetico, perché no ma...ha anche un'idea molto personale della composizione e della musica in genere; sembra far parte di quella cerchia di artisti che creano in base ad una forte spinta interiore, alimentata dall'interno del loro spirito, una specie di fuoco fatuo che brucia senza il bisogno di metter legna nel crogiolo; un personaggio alla Edgar Degas che nel bel mezzo dell'impressionismo creò quel fantastico e nuovo modo di vedere le cose. Sarebbe bello parlare un poco di Schumann. Pensa che ultimamente rileggevo un piccolo brano (Il poeta parla) dal kinderszenen e devo dire che siamo sul serio in un altro pianeta; quel piccolo brano ha la grandezza delle Goldberg per quanto mi riguarda, quantomeno ne possiede il solito assoluto valore. Ti auguro buon lavoro nella speranza di riuscire anche io un giorno a realizzare qualcosa del genere. in bocca al lupo.
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