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Piano Concerto - Forum pianoforte

giovannig

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  1. giovannig

    cambio corde piano

    In genere l'avvolgimento finale è quello che "chiude" la corda.... quindi se l'obiettivo é quello di stringere il rame per evitare che "scappi" provocando ronzii, mi pare scontata la risposta: bisogna stringere l'avvolgimento che tiene chiusa la corda, ovvero quello finale.
  2. giovannig

    piano armonico

    é corretto che le tavole più anziane debbano essere caricate meno, a volte è sufficiente un dislivello di un millimetro. Il termine carica è spesso usato in modo improprio, e dovrebbe riferirsi alla “forza residua” sulle catene, alla loro curvatura ovvero alla convessità del piano armonico. Una tavola nuova viene prodotta con curvatura dagli 8 ai 12 mm, e non è nemmeno matematico prevedere che non ritorni del tutto o in parte una volta estratta dalla morsa. Qualche costruttore ha provato anche ad usare le catene già sagomate, ad arco. Comunque oltre al dislivello anche la curvatura si può ripristinare, negli anni 70 ci fu un master presso la Burger Jacobi dove mostrarono un metodo interessante mediante il quale si interveniva sul ponticello conferendo allo stesso la curvatura necessaria. dal punto di vista pratico se il pianoforte suona bene prima del disarmo è sconsigliabile e poco utile intervenire a questi livelli. Io ho un Bechstein degli anni 20 che suonava benissimo prima del disarmo, alla misurazione la “carica” residua era ancora sufficiente e non ho alterato questo parametro. Mentre mi è capitato di dover abbassare il telaio con diversi Stainway d’epoca: un mio antico maestro diceva che tanto, per quanto sfondata, una tavola non può di certo profondare sotto il livello del piano orizzontale delle corde. Non c’è una ricetta precisa. Ho chiesto l’eta perchè se avesse 60 anni l’intervento potrebbe avere senso, per pianoforti più giovani risulterebbe strano....
  3. giovannig

    piano armonico

    Quando si sostituiscono le caviglie sinignifca che il pianoforte becessita di una revisione più profonda, con anche la sostituzione delle corde. A quel punto il pianoforte viene disarmato ed è possibile verificare la carica residua misurando il dislivello tra i ponticelli e gli estremi della parte vibrante della corda (cioè rispetto alle punte ed agraffe nelle varie sezioni). Se necessario bisogna rimuovere il telaio e ripristinare la carica della tavola, oppure abbassare i supporti del telaio per fare in modo che le corde esercitino sul ponticello la giusta pressione. se necessario, non necessario o quale tipo di intervento bisogna fare lo si può stabilire solo dopo aver disarmato il piano, perché non è detto che se il pianoforte presenta carica nulla alla misurazione da armato presenti la stessa situazione da disarmato. Chiarisci, chiedi cosa intende fare e perché. E in base a quali valutazioni. Credo che abbia preventivato un lavoro completo. Quanti anni ha il pianoforte?
  4. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Ma nulla alla fine quel che conta è il risultato e quei tasti vanno corretti!!!
  5. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Quel che è sbagliato è innanzitutto buttarsi a fare delle regolazioni se prima non si è estratto il castello, dando una bella pulita e soffiata alla meccanica. Verificando poi l’allineamento dei cavalletti con i rullini, la pre regolazione intesa come altezza della leva di ripetizione e posizione dello spingitore. Almeno una di queste cose tu non la hai fatta perché la meccanica è sporca. E bisogna procedere con ordine e secondo le regole non facendo prima una cosa poi un’altra come capita. Verifichiamo poi lo stato di tutti i feltri, talloni, guarnizioni, Rosette....il pianoforte ha lavorato ed è normale che vada rivisto nel complesso. Come sono le guarnizioni di centro tastiera? Quanto ballano lateralmente i tasti? Spesso capita che i tasti tagliati inclinati facciano lavorare più un lato della guarnizione rispetto all’altro ed ecco che si consuma maggiormente uno dei due lati, quindi il tasto tende ad inclinarsi sul suo asse. Si può ravvivare la guarnizione oppure sostituirla nel suo insieme. Questo lavorare lateralmente può aver anche compromesso l’allineamento delle punte, ed ecco che devono esse corrette e ripetuta la spaziatura. E alla fine facendo ritornare tutte le cose a posto si ristabilisce la planarità. A volte può essere necessario ripristinare il corretto appoggio del tasto, quindi la rosetta, a volte rivedere la planarita dello stesso e quindi limando un pochino il fondo del tasto (in fabbrica c’è un temperino che lo fa)... A volte basta solo correggere le punte, e si risolve... Da scrivere è lunga, da fare molto più semplice...
  6. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Se le molle toccano saltuariamente probabilmente qualcosa non va, nessuno vieta di limare la coda ulteriormente al suo interno o spuntare la molla
  7. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Fammi vedere frontalmente le forature zona incrocio scattando la foto di fronte alla tastiera. Comunque non vedo nulla di strano, considera che le rosette le fanno di tutti gli spessori e possono essere sostituite se non hai spazio per lo sfondo. Anzi una maggiore rigidità potrebbe portare dei benefici. i 5 mm a riposo sono teorici, quasi mai funzionano su una martelliera che non ha perso molto feltro nella fase di preparazione: fossero 3 mm non ci sarebbe da scandalizzarsi. Considera che lo stiletto nel ricadere fa i solchi col tempo sul cuscinetto e si sistema tutto. Le mollette se toccano la coda potrebbe essere per via del laccetto che ha l’asola troppo larga, oppure a volte capita di dover spuntare il “becco” delle mollette per evitare che le tocchino. Quelle mollette sono un mezzo disastro perché se troppo cariche mantengono il cavalletto in sospensione, quando dovrebbe sempre essere aderente al pilota: è una forza “artificiale” la molla, passami il termine, e non un piombino che funge da peso (naturale, per gravità). Controlla che non agisca sottraendo più di 6 grammi al peso totale, sganciandola e ripetendo la misura. Se non è così scaricale; io le toglierei e ri-peserei la tastiera, anche incollando un piombino piatto rettangolare sotto il tasto nella parte anteriore, che comunque non si vede. Senza necessità di bucare nulla. Ho delle strisce di piombo adatte allo scopo, di spessore 2 mm che larghe 1 cm per 3 cm pesano 10 grammi e si tagliano con le forbici
  8. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    I 42 millimetri mi erano sfuggiti, in effetti sembrano un po’ scarsi. Però se sono stati sostituiti i martelli e oltre alla loro dimensiona la foratura è stata cannata c’è poco da fare: anzi una foratura bassa (cioè più verso la coda che verso la testa per capirci) comporta un assetto meccanico che poi risulterà sempre “gnucco” a prescindere da regolazioni e pesi. Se abbassi ancora il pilota cosa succede? Lo stiletto ticcail cuscinetto di riposo? È stato sostituito per caso? E nel retro tasto il mollettone dove poggiano i tasti com’è? Che cosa abbiamo? (Spessore) comunque fai delle foto, vedendo le cose come stanno ci saranno maggiori spunti
  9. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    mi sembra tutto corretto dal comportamento generale descritto. Non starei a perderci la testa oltre. Se non c’è una pila di cartine al centro ma il minimo indispensabile per la livellatura e se c’è lo spazio davanti per ottenere lo sfondo giusto non ci sono motivi per sospettare. Hai controllato nel vano tastiera? A volte incollavano un foglietto con l’esito delle regolazioni sui lati...
  10. giovannig

    Teoria della piombatura della tastiera

    È tutto condivisibile e ragionevole ciò che hai scritto. Trovare entro le prime 5 ottave 3 buchi sul tasto e altrettanti piombi nel retro dei tasti è del tutto anomalo ed è spia di errori commessi a monte. Onestamente non ho mai visto pianoforti provenienti da una fabbrica con questa anomalie. Caso contrario invece è quello dei “ritocchi” effettuati post fabbrica da tecnici. Credo che il tasto che ha in mano il nostro amico in foto sia uno degli ultimi, dal momento che non vedo la presenza di cuscinetti o cucchiaino per l’ azionamento dello smorzatore. In quella, cona vista la leggerezza dei martelli
  11. giovannig

    Teoria della piombatura della tastiera

    È stata comunque una buona esperienza no? Concordo per quanto riguarda il verticale 132 è stato sempre un ottimo verticale. Comunque uno step sopra c’è il modello 8 di Bechstein, credo sia il miglior verticale mai costruito....
  12. giovannig

    Teoria della piombatura della tastiera

    Eheh... considera che in fabbrica chi fa la piombatura fa solo quello, non è detto che abbia una visione d’insieme del pianoforte con tutte le problematiche di cui altri si occupano. Altrimenti non esisterebbe un tecnico capo etc... Quindi è anche normale che sia così.lui lavora come un automa facendo quel che gli dicono di fare e facendolo come si deve fare.
  13. giovannig

    Teoria della piombatura della tastiera

    Ciao, E' una prassi comune misurare il peso di affondo e solo in base a quello procedere con il posizionamento dei piombi purché il ritorno del tasto sia "abbastanza veloce". Io ho sempre visto fare così anche in laboratorio e così mi è stato insegnato, rischiando di essere preso anche per scemo quando "parlavo di peso di risalita"... certo un riscontro bisogna averlo delle proporzioni, ma in generale la soluzione che paga di più è quella volta al non riempire il tasto di piombo... Anche avere qualche piombino sugli acuti, nel retro, è abbastanza normale, addirittura in fase di rifinitura in fabbrica capita che lo si incolli dietro il paramartello senza necessità di forare il tasto. In fabbrica sanno sicuramente come si fa, non preoccuparti. La teoria non è sbagliata ma alla fine è il risultato quello che conta. Una forte richiesta di piombo per far tornare i conti è probabilmente sintomo di un dimensionamento sbagliato a monte, come la scelta del martello rispetto alla lunghezza della leva, oppure addirittura la foratura del tasto per il posizionamento del pilota: forare qualche millimetro più avanti verso il pianista per intenderci, facendo lavorare il pilota non proprio al centro del tallone ma nella parte anteriore permette di guadagnare tantissimo in termini di risparmio del peso di discesa, e quindi di piombo. Più in generale è importante il cosiddetto "piazzamento della meccanica" sul telaio dei tasti, parti che alla fabbrica (castello e tastiera) vengono fornite in maniera disgiunta, come pure i martelli. Ecco perché tra dieci pianoforti consecutivi magari solo uno risulta magico e gli altri sufficienti o mediocri. Per quanto riguarda Schimmel è storicamente un'ottima marca ma storicamente è stata sempre un pò discontinua, non esiste un carattere che la identifica. Spesso ho trovato bellissime code (soprattutto il modello da due metri circa) che suonavano come due pianoforti insieme, altri con difetti enormi (come i modello 170 circa, non ricordo) che non è il più riuscito. oggi forse hanno cambiato qualcosa, non so....
  14. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Nonostante il suo atteggiamento mi sia sembrato infantile e provocatorio, e cito: “sei titolato in metallurgia delle leghe di ferro..o è solo una tua fantasia” - io non mi sono arrabbiato proprio per nulla, ci mancherebbe che me la fossi presa per un intervento di così basso livello. Come ho già spiegato la mia è una personale opinione, non certo una “fantasia” o una lezione come voleva far intendere. Rilegga meglio ciò che ha scritto e ciò che ho scritto io, capirà forse che ha sbagliato e magari la prossima volta rouscirà a porsi in maniera diversa, evitando lo sfottó. E non è neppure la prima volta che accade.
  15. giovannig

    Quotazione Krauss 182

    Caro Sig. Macchinista2871898 È sufficiente aver visionato, smontato e restaurato svariati pianoforti a coda delle più disparate marche - prodotti da 100 anni a questa parte - per poter dare un giudizio sulla rigidezza di un telaio. Ci sono diversi costruttori che hanno provato a rimuove spranghe e ghisa dai loro progetti, anche su pianoforti verticali - cito per esempio Anelli col modello XIII, con risultati deludenti quali la rottura, la non tenuta della accordatura a corista etc. I procedimenti di fonderia di quegli anni sono noti a tutti, in più posso vantarmi di averli osservarli a partire dalla costruzione in legno del modello di di fonderia alle procedure di fusione. Oggi i tempi sono cambiati; esistono i software usati dagli ingegneri per verificare le strutture, ed è quindi ancora più immediato dare un riscontro, senza addentrarsi in calcoli manuali, schemi o senza dover aspettare che un telaio si rompa per avere ragione. Le tecnoligie si sono evolute e migliorate ma nessun costruttore da quanto mi risulta, e basta guardare alle produzioni dei più noti - dai giapponesi ai tedeschi e italiani - si è ancora sognato di “scontornare” un telaio, e come può immaginare gli stessi costruttori, che utilizzano quei software, sarebbero ben contenti di risparmiare e alleggerire le loro strutture e lavorazioni: si può quindi anche non sapere nulla di quanto sopra e ragionare per confronti e analogie per comprendere che quella fatta sul Krauss, che Krauss poi non è, è stata una grossa e grande .... insomma, lo aggiunga lei l’aggettivo che preferisce. Il sottoscritto ha solo dichiarato che quel pianoforte personalmente non lo avrebbe acquistato, cercando di spiegare il perché. Il tenore di carbonio e le ricette non cambiano le cose. Aggiungo di fare attenzione e di maneggiarlo con cautela. Buona giornata.
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