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Piano Concerto - Forum pianoforte

giovannig

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  1. Il problema non è che si tratti di un lavoraccio o meno. Considera che la sola revisione della meccanica non ti renderebbe uno strumento in ordine perché comunque l'accordatura sarebbe sempre precaria e le corde rimarrebbero comunque vecchie. Pertanto, in questi casi, si deve esegue un restauro completo. Però, se si decide si disarmare un pianoforte così datato, saltano sempre fuori degli imprevisti, situazioni che con il pianoforte assemblato non sono così chiare o evidenti (scollature, rotture etc..). Il lavoro non è molto più leggero rispetto a quello di restauro di un pianoforte a coda, solo che in questo ultimo caso a lavoro finito può capitare che il costo dell'intervento rimanga inferiore o uguale al valore dello strumento finito. Nel caso invece di questi pianoforti verticali è difficile pensare di spendere 3,4 5 mila euro (a seconda di quel che si decide di fare) perché è anti-economico e perché il valore dello strumento finito sarà sicuramente inferiore ai costi sostenuti. Qualcuno che restaura i pianoforti lo si trova ancora, non tutti i tecnici lo fanno - perché si guadagna di più ad impiegare il tempo per le accordature - o sono in grado di farlo. in ogni caso il cliente che restaura un verticale lo fa perché mosso da ragioni affettive (non economiche, non musicali). Fosse stato un Bechstein modello 8 o uno Steinway ti avrei consigliato di restaurarlo (con attenzione però, bisogna trovare la persona giusta che sappia fare tutte le lavorazioni, salvando il più possibile del piano, senza che debba rivolgersi ad altre persone o laboratori per verniciature, fabbricazione corde o altro ...questo per poter contenere il più possibile i costi). in questo caso dico che il consiglio dei tuoi accordatori è corretto e che sarebbe sicuramente più conveniente l'acquisto di un buon usato.
  2. Ti consiglio di affidare il controllo e regolazione della meccanica ad un tecnico capace, a partire dal controllo dei perni e degli attriti per passare poi alla regolazione, che sia quella più adatta alla tua mano. certamente uno scatto difficoltoso può essere la causa della tua sensazione, ma non solo. Da qui, senza vedere di persona il problema, non si può dire di più.
  3. Se poi ci aggiungi gli smorzatori quando suoni senza pedale, diventi un culturista. Se una meccanica è sana e se è registrata correttamente lo scatto deve essere naturale, il secondo scappamento deve agevolare lo scatto (l'uscita dello spingitore) e non ostacolarlo. Regolazioni estreme e guidate soltanto dai millimetri, senza sentire cosa succede con la sensibilità delle proprie dita, sono spesso deleterie.
  4. Sè ci sono delle macchie isolate sulle corde non comporta nulla. piccole screpolature superficiali della tavola possono rimanere lì anni e non creare problemi. Sono difetti talvolta estetici che si ripristinano in sede di eventuale restauro, ma bisogna disarmare lo strumento. Comunque se hai delle foto si può dire di più. non è nulla, qualcuno ci appoggiava le dita. Puoi pulirle tu come ti hanno suggerito. Fallo poco prima di eseguire l’accordatira.
  5. Sè ci sono delle macchie isolate sulle corde non comporta nulla. piccole screpolature superficiali della tavola possono rimanere lì anni e non creare problemi. Sono difetti talvolta estetici che si ripristinano in sede di eventuale restauro, ma bisogna disarmare lo strumento. Comunque se hai delle foto si può dire di più.
  6. Ciao, è giusto il consiglio di pulire le corde con la paglietta di acciaio, però almeno che tu non trovi un tecnico che se la senta di farlo lascerei le cose come stanno. Pensa che a volte si trovano pianoforti a cui è stata sostituita tutta la cordiera con macchie nere, di ruggine appunto, più o meno negli stessi punti come racconti tu ed è a causa del tecnico che nel montarle le ha toccate a mani nude, ossidandole con il sudore. Sulle corde dei bassi poi si rischia solo di peggiorare le situazione: si dovrebbero pulire nel verso dell'avvolgimento ma se qualche filo della paglietta rimane incastrato tra le spirali di rame potresti anche impazzire nel sentire strane risonanze. Quindi il mio consiglio è: lascia stare. Se vuoi mostrare qualche foto si può capire meglio la situazione e anche la causa.
  7. Al supermercato, un gomitolo di spago da cucina un cotone (quello grigio spesso) ciao
  8. In genere l'avvolgimento finale è quello che "chiude" la corda.... quindi se l'obiettivo é quello di stringere il rame per evitare che "scappi" provocando ronzii, mi pare scontata la risposta: bisogna stringere l'avvolgimento che tiene chiusa la corda, ovvero quello finale.
  9. é corretto che le tavole più anziane debbano essere caricate meno, a volte è sufficiente un dislivello di un millimetro. Il termine carica è spesso usato in modo improprio, e dovrebbe riferirsi alla “forza residua” sulle catene, alla loro curvatura ovvero alla convessità del piano armonico. Una tavola nuova viene prodotta con curvatura dagli 8 ai 12 mm, e non è nemmeno matematico prevedere che non ritorni del tutto o in parte una volta estratta dalla morsa. Qualche costruttore ha provato anche ad usare le catene già sagomate, ad arco. Comunque oltre al dislivello anche la curvatura si può ripristinare, negli anni 70 ci fu un master presso la Burger Jacobi dove mostrarono un metodo interessante mediante il quale si interveniva sul ponticello conferendo allo stesso la curvatura necessaria. dal punto di vista pratico se il pianoforte suona bene prima del disarmo è sconsigliabile e poco utile intervenire a questi livelli. Io ho un Bechstein degli anni 20 che suonava benissimo prima del disarmo, alla misurazione la “carica” residua era ancora sufficiente e non ho alterato questo parametro. Mentre mi è capitato di dover abbassare il telaio con diversi Stainway d’epoca: un mio antico maestro diceva che tanto, per quanto sfondata, una tavola non può di certo profondare sotto il livello del piano orizzontale delle corde. Non c’è una ricetta precisa. Ho chiesto l’eta perchè se avesse 60 anni l’intervento potrebbe avere senso, per pianoforti più giovani risulterebbe strano....
  10. Quando si sostituiscono le caviglie sinignifca che il pianoforte becessita di una revisione più profonda, con anche la sostituzione delle corde. A quel punto il pianoforte viene disarmato ed è possibile verificare la carica residua misurando il dislivello tra i ponticelli e gli estremi della parte vibrante della corda (cioè rispetto alle punte ed agraffe nelle varie sezioni). Se necessario bisogna rimuovere il telaio e ripristinare la carica della tavola, oppure abbassare i supporti del telaio per fare in modo che le corde esercitino sul ponticello la giusta pressione. se necessario, non necessario o quale tipo di intervento bisogna fare lo si può stabilire solo dopo aver disarmato il piano, perché non è detto che se il pianoforte presenta carica nulla alla misurazione da armato presenti la stessa situazione da disarmato. Chiarisci, chiedi cosa intende fare e perché. E in base a quali valutazioni. Credo che abbia preventivato un lavoro completo. Quanti anni ha il pianoforte?
  11. Ma nulla alla fine quel che conta è il risultato e quei tasti vanno corretti!!!
  12. Quel che è sbagliato è innanzitutto buttarsi a fare delle regolazioni se prima non si è estratto il castello, dando una bella pulita e soffiata alla meccanica. Verificando poi l’allineamento dei cavalletti con i rullini, la pre regolazione intesa come altezza della leva di ripetizione e posizione dello spingitore. Almeno una di queste cose tu non la hai fatta perché la meccanica è sporca. E bisogna procedere con ordine e secondo le regole non facendo prima una cosa poi un’altra come capita. Verifichiamo poi lo stato di tutti i feltri, talloni, guarnizioni, Rosette....il pianoforte ha lavorato ed è normale che vada rivisto nel complesso. Come sono le guarnizioni di centro tastiera? Quanto ballano lateralmente i tasti? Spesso capita che i tasti tagliati inclinati facciano lavorare più un lato della guarnizione rispetto all’altro ed ecco che si consuma maggiormente uno dei due lati, quindi il tasto tende ad inclinarsi sul suo asse. Si può ravvivare la guarnizione oppure sostituirla nel suo insieme. Questo lavorare lateralmente può aver anche compromesso l’allineamento delle punte, ed ecco che devono esse corrette e ripetuta la spaziatura. E alla fine facendo ritornare tutte le cose a posto si ristabilisce la planarità. A volte può essere necessario ripristinare il corretto appoggio del tasto, quindi la rosetta, a volte rivedere la planarita dello stesso e quindi limando un pochino il fondo del tasto (in fabbrica c’è un temperino che lo fa)... A volte basta solo correggere le punte, e si risolve... Da scrivere è lunga, da fare molto più semplice...
  13. Se le molle toccano saltuariamente probabilmente qualcosa non va, nessuno vieta di limare la coda ulteriormente al suo interno o spuntare la molla
  14. Fammi vedere frontalmente le forature zona incrocio scattando la foto di fronte alla tastiera. Comunque non vedo nulla di strano, considera che le rosette le fanno di tutti gli spessori e possono essere sostituite se non hai spazio per lo sfondo. Anzi una maggiore rigidità potrebbe portare dei benefici. i 5 mm a riposo sono teorici, quasi mai funzionano su una martelliera che non ha perso molto feltro nella fase di preparazione: fossero 3 mm non ci sarebbe da scandalizzarsi. Considera che lo stiletto nel ricadere fa i solchi col tempo sul cuscinetto e si sistema tutto. Le mollette se toccano la coda potrebbe essere per via del laccetto che ha l’asola troppo larga, oppure a volte capita di dover spuntare il “becco” delle mollette per evitare che le tocchino. Quelle mollette sono un mezzo disastro perché se troppo cariche mantengono il cavalletto in sospensione, quando dovrebbe sempre essere aderente al pilota: è una forza “artificiale” la molla, passami il termine, e non un piombino che funge da peso (naturale, per gravità). Controlla che non agisca sottraendo più di 6 grammi al peso totale, sganciandola e ripetendo la misura. Se non è così scaricale; io le toglierei e ri-peserei la tastiera, anche incollando un piombino piatto rettangolare sotto il tasto nella parte anteriore, che comunque non si vede. Senza necessità di bucare nulla. Ho delle strisce di piombo adatte allo scopo, di spessore 2 mm che larghe 1 cm per 3 cm pesano 10 grammi e si tagliano con le forbici
  15. I 42 millimetri mi erano sfuggiti, in effetti sembrano un po’ scarsi. Però se sono stati sostituiti i martelli e oltre alla loro dimensiona la foratura è stata cannata c’è poco da fare: anzi una foratura bassa (cioè più verso la coda che verso la testa per capirci) comporta un assetto meccanico che poi risulterà sempre “gnucco” a prescindere da regolazioni e pesi. Se abbassi ancora il pilota cosa succede? Lo stiletto ticcail cuscinetto di riposo? È stato sostituito per caso? E nel retro tasto il mollettone dove poggiano i tasti com’è? Che cosa abbiamo? (Spessore) comunque fai delle foto, vedendo le cose come stanno ci saranno maggiori spunti
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