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Piano Concerto - Forum pianoforte

Klavier2017

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  1. Ho avuto modo di imbattermi in uno splendido C.Bechstein degli anni '70, un C220 costruito nella vecchia fabbrica di Berlino che non esiste più. Ora il modello C misura 234 cm. Mi chiedo perché mai ci sia stato questo cambio di misura e se ci sono differenze costruttive sostanziali tra il il "vecchio" e il "nuovo" modello". Ho cercato su Internet ma purtroppo non ho trovato nulla.
  2. SI, sicuro, ognuno riadatta la diteggiatura a seconda della propria mano, delle proprie abitudini. Non volevo citare Mugellini come "la diteggiatura" per Bach migliore in assoluto ma solamente come un punto di riferimento molto importante. Qualcun'altro ha da suggerire altri buoni revisori (per la diteggiatura) per J.S.Bach?
  3. Dopo molto tempo che non affrontavo più J.S.Bach mi sono ricordato quello che mi suggeriva la mia insegnante di pianoforte la quale riteneva, e anche io lo ritengo tutt'ora, Bruno Mugellini come il migliore curatore riguardo la diteggiatura delle opere di Bach. Del "Clavicembalo ben temperato" ho una edizione della Breitkopf curata proprio da Mugellini che ho comparato con altre edizioni di altri curatori e che trovo, per quello che conosco, insuperabile. Mi piacerebbe discutere su questo argomento o se qualcuno può suggerire edizioni delle opere di Bach dove la diteggiatura è ben curata.
  4. Ho trovato molto utile il libro di Nino Gardi "Il Bianco e il Nero" (Zecchini Editore) perché è forse l'unico libro in lingua italiana, e forse tra i pochi anche in altre lingue, dove viene affrontata una vera e propria comparazione tra le varie dinamiche e le varie tecniche pianistiche. Peccato che sia privo di figure o di foto dimostrative. Spesso è difficile descrivere l'impostazione della mano e di tutte le sue parti, oltre che alla posizione di tutto l'arto, attraverso le parole, tant'è che sono stato costretto a rileggere più volte alcuni passaggi dell'autore per capire meglio cosa intendeva dire. Ma nonostante ciò trovo questo libro indispensabile sia per il giovane pianista e sia per coloro che già sono avviati alla professione. Mi chiedo se qualcuno di voi conosce questo testo e se può suggerire altri testi simili.
  5. Chiedo scusa, sono nuovo qui e non mi ero accorto che il mio post forse era meglio inserirlo nel Forum "mercatino": acquisto pianoforte nuovo/usato. Posso ripostarlo in quella sezione?
  6. Grazie MephistoWaltz, mi hai dato degli spunti molto interessanti. Ma cosa intendi per tastiera più "callosa" nei Bechstein rispetto agli Steinway? Da quello che ho capito, semplificando: Bechstein suono rotondo e corposo, Steinway suono brillante, Bosendorfer suono puro tra il chiaro del piano e il rotondo/scuro del forte. Ma è per questo, leggendo in altri forum, che alcuni ritengono il Bosendorfer anche un poco difficile da "domare". Inoltre è vero che i C.Bechstein degli anni 70/80 sono migliori come suono rispetto agli attuali, nel senso come caratteristica e personalizzazione del suono che oggi è più "standardizzata"?
  7. Grazie per le prime risposte! Ma a livello generale che differenza può esserci, ovvero quali sono le caratteristiche che differenziano un C.Bechstein da un Bosendorfer visto che quest'ultimo non l'ho mai suonato e dalle mie parti nessuno lo ha?
  8. Salve, dopo tanti anni in cui ho "trascurato" il mio vecchio amore, il pianoforte, mi piacerebbe riprendere e approfondire alcune questioni sia sulle tecniche pianistiche e sia sulle caratteristiche dei marchi e dei modelli a coda. Volendo cambiare il mio coda, guardando un poco cosa offre il mercato, escludo di avvicinarmi ad uno Steinway poiché anche quelli usati hanno prezzi molto alti, almeno per le mie tasche, e mi sto riferendo ai modelli A188 e B211 (per questi modelli sull'usato risalente agli anni 70/80 si va dai 30.000 euro in su). E a dire il vero, come qualità di suono, non tutti gli Steinway meritano, ma forse questo dipende dalla loro "messa a punto". Più abbordabili mi sembrano i C.Bechstein (sempre delle stesse annate, personalmente più datati non mi interessano) dei quali sono stato sempre affascinato per la tipologia del loro suono caldo e "rotondo". Quelli degli anni 70/80 costruiti nella vecchia fabbrica di Berlino che ora non esiste più, montano una meccanica Renner, che già dovrebbe essere una garanzia. Il mio accordatore mi dice comunque che la Renner modificata per gli Steinway è ineguagliabile. Sarà pure vero, ma ripeto il prezzo che hanno raggiunto sia nell'usato che nel nuovo mi sembra un po' troppo esagerato. Ritornando ai C.Bechstein mi sono imbattuto in un B212 e in un C220 della fine anni 70 che non è più in produzione poiché ora esiste il C234. Mi chiedo se vale la pena prenderlo in considerazione (il C220) , nel senso se ha bisogno di qualche parte di ricambio avrei dei problemi? Inoltre un mio carissimo amico, anche lui musicista, mi ha detto di non trascurare nella ricerca anche i Bosendorfer, magari il modello 200, che sul mercato, sempre per le stesse annate che sopra ho citato, si aggira sugli stessi prezzi dei C.Bechstein. Ma purtroppo non ho mai potuto provare un Bosendorfer e mi chiedo che differenza possa avere con un C.Bechstein. Chiedo lumi !!! Grazie Marco
  9. Mi presento, mi chiamo Marco, sono diplomato in pianoforte e in composizione. Dopo il diploma in pianoforte ho fatto diversi concerti, un poco come solista e molto in formazioni di musica da camera, ma questo risale all'era preistorica perché poi mi sono dedicato alla composizione e alla didattica. Ora che ho una cinquantina d'anni mi piacerebbe riprendere sul serio il mio vecchio amore, il pianoforte. Non che lo abbia mai abbandonato del tutto, visto che ho continuato sempre in ambito musicale pur non facendo più il pianista, ma mi piacerebbe approfondire molte cose che da giovane non ho avuto modo di affrontare come la tecnica pianistica, o meglio le tecniche! E anche conoscere le qualità dei diversi marchi e modelli di pianoforte a coda visto che mi piacerebbe cambiare il mio. Un saluto a tutti Marco
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