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Piano Concerto - Forum pianoforte

La Germania censura anche Mozart per non indispettire Ankara: modificato il testo del Don Giovanni


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Si tratta di una bufala, come ben spiega un commento all'articolo del Fatto Quotidiano:

 

L'autore dell'articolo dovrebbe sapere che spesso alcune opere vengano cantate non con il libretto originale (specialmente se si parla di opera in lingua italiana) ma con traduzioni in inglese, francese e tedesco. Questa pratica si è andata perdendo nel tempo ma è comunque comune in determinati teatri (per esempio all'English National Opera di Londra e, per l'appunto, alla Komische Oper di Berlino). Si faceva in passato anche in Italia per opere cantate in lingua straniera come Carmen, Il flauto magico e quelle di Wagner.

 

Sono riuscito a trovare un libretto in tedesco per il Don Giovanni:
http://gutenberg.spiegel.de/bu...

 

La traduzione in tedesco, probabilmente per ragioni di metrica, è sempre stata Persia.

Ecco la prima parte di quest'aria stupenda (in tedesco):

 

Leporello:

Schöne Donna, dies genaue Register,

Es enthält seine Liebesaffären;
Der Verfasser des Werks steht vor Ihnen,
Wenn's gefällig, so gehn wir es durch.
In Italien sechshundertundvierzig,
Hier in Deutschland zweihundertunddreißig,
Hundert in Frankreich und neunzig in Persien,
Aber in Spanien, ja, in Spanien
Schon tausend und drei.

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A questo giro non mi basta mettere un Like a Red, vorrei darne le motivazioni perchè questo è il "classico" esempio tipo.

 

Uno scrive una qualsiasi idiozia e mediamente noi italiani (mi metto per primo anche io) ci "lamentiamo"; invece la strada maestra è quella che Red percorre sempre ed è quella di guardare con senso critico quello che si legge. Prima di lamentarsi, documentarsi.

 

Questo ci evita di essere strumentalizzati, fare disinformazione e saperne anche un po' di più. Per cui spero che tutti, io per primo, scavino più a fondo evitando di farsi soggiogare dalle logiche del Social. Facebook ha circa un miliardo di iscritti, probabilmente lo 0,1% sarà di musicisti e probabilmente solo pochissimi avranno un motore interiore come quello di Red. Davvero vogliamo credere cecamente a tutto quello che leggiamo?

 

E dimentichiamoci della musica per un attimo, si leggono articoli sulla salute, sulla politica, etc. ma scritti da chi? E con quali pretese?

 

Per cui grazie a Red per il post ma soprattutto per l'approccio, che devo riconoscere essere sempre costante nel tempo e che apprezzo sempre più.

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Troppo buono! :) In realtà, stavolta mi sono limitato a riportare l’impeccabile commento all’articolo. In ogni caso, il problema è una bufala del genere si fa in fretta a montarla, e altrettanto rapidamente si diffonde (è già stata ripresa da Il Giornale) … Smentirla, invece, può essere molto molto laborioso!

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Giusto e seguendo il ragionamento probabilmente "se ne sentono e  vedono di colori" ... di cazzate scritte ad hoc per creare confusione.

 

Anche io come Giovanni chiedo venia, il fatto è che uno non ha sempre voglia di spaccare il capello in 4, insomma, il succo è che bisogna avere sfiducia in quello che si legge.

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Francamente non so se il succo del discorso è che “bisogna avere sfiducia in quello che si legge”. Certo, tutti dovremmo tenere in allenamento il nostro spirito critico – ma non è cosa facile. Il fatto è che il mondo è complesso. Per quanto mi riguarda, posso tentare di esercitare spirito critico nelle cose musicali – si tratta del mondo che ho studiato e nel quale lavoro. Ma sicuramente non riuscirei a essere altrettanto attento e informato in campi dei quali non mi occupo direttamente – giusto per qualche esempio: l’economia, la chimica, l’ingegneria, la medicina… (eppure, anche se non me ne occupo direttamente, sono campi che hanno una ricaduta diretta nella mia vita quotidiana, e avrei quindi ragione ad essere più attento in proposito!). Non so francamente se esiste una soluzione. Eppure questo spirito critico è necessario – oggi soprattutto – perché, come giustamente scrive Giovanni, “l’ignoranza crea l’intolleranza”.

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Dici benissimo Red, "il mondo è complesso". 

Ricordiamoci sempre che appena 40 anni fa, che non sono nulla, nel mondo non esistevano i personal computer perché non c'era la loro necessità. Ogni nuova invenzione, soprattutto in quegli anni veniva fuori per una necessità, non come oggi... Oggi si inventano nuove cose solo per alimentare il consumismo. La nascita dal computer è nata dall'esigenza di elaborare grosse quantità di dati perché il mondo stava cambiando, la popolazione aumentando e l'offerta non riusciva più a stare al passo con la richiesta. Era necessario velocizzare i processi. Via via le tecnologie si sono sempre più raffinate allargando gli orizzonti delle varie scienze: la medicina, la chimica, l'ingegneria, l'economia. Tutto è più complesso perché abbiamo potuto sviluppare macchine in grado di risolvere complessità in modo automatico e veloce. Il problema è che le cose sono andate talmente tanto avanti che è diventato veramente difficile stare dietro a tutto. C'è un'enorme quantità di dati da gestire e ci siamo dovuti adattare alla settorializzazione. Prima bastava sapere un po' di tutto, oggi siamo costretti ad inseguire un settore perché le scoperte, grazie anche alla tecnologia, sono all'ordine del giorno. Basta pensare agli informatici di un tempo che una volta che avevano imparato fortran e basic avevano praticamente in pugno la conoscenza informatica. Oggi ci sono centinaia di linguaggi, ognuno adatto ad uno scopo con la propria sintassi e la propria semantica. C'è chi sviluppa per il web, chi plugin per l'audio, chi per le immagini, chi per il video, chi software gestionali e chi più ne ha più ne metta. Oggi più che mai è diventato difficile trovare uno sviluppatore Full Stack o meglio, trovare uno sviluppatore che riesca a programmare qualsiasi tipo di applicazione in autonomia, c'è sempre bisogno di affiancarlo con una persona o, più spesso, con un gruppo di persone, viste le complessità. Una volta il progetto più ambizioso era gestito da un'equipe di 10 persone. Oggi per un progetto ambizioso si deve richiedere la collaborazione di più società e dunque migliaia di persone che lavorano sullo stesso progetto. Sulla base di queste osservazioni, il web è diventato un'enorme fonte di informazioni ed è spesso difficile scegliere a chi credere. A volte dobbiamo fidarci perché se dovessimo ricercare la veridicità di ogni cosa che leggiamo dovremmo investire troppo tempo. Insomma questa tecnologia e queste complessità da essa derivanti possono essere lette come un bene e come un male. Ringraziando il cielo i punti a favore sono di una grandezza smisuratamente maggiore dei contro pertanto forse ogni tanto vale anche la pena cascarci, tanto prima o poi la verità viene sempre a galla grazie a chi si è settorializzato in quel contesto ed è in grado di portare alla luce la verità, così come ha fatto Red in questa discussione. 

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  • 4 weeks later...

poco da aggiungere, in Germania e in Inghilterra, come una volta in Italia, sono molto diffuse le traduzioni ritmiche. Oggi si fa soprattutto con l'operetta, ma il fenomeno meriterebbe studi più attenti in chiave storica ed estetica, poiché è stato di importanza fondamentale per la diffusione dell'opera (straniera in Italia e italiana all'estero).

Sono d'accordo come non mai con RedScharlach. Ormai abbiamo un vero e proprio bias cognitivo, ovvero un difetto che entra in automatico e che ci porta alla caciara quando salta fuori una notizia anche solo vagamente verosimile. Di qualsiasi cosa si parli ormai è uso aggiungere un legame accusatorio verso qualcuno. E l'accusa diventa subito apocalittica.

Voi avete presente quante censure ci sono state ai libretti d'opera nei secoli?! E credete che quelle censure abbiano influito in qualche modo sul peso artistico dell'opera in questione? Mettiamo che la notizia fosse stata vera. Secondo voi cosa sarebbe cambiato nel mondo? O nel mondo dell'arte? Sarebbe stata una notizia di secondo piano, assolutamente insulsa, forse persino creata ad arte per fare scandalo... di censure nel mondo dell'opera ce ne sono tutt'oggi a bizzeffe. Le opere di Mozart son piene di doppi sensi, spesso ignorati. Quante volte vi siete scandalizzati perché nel Così Fan Tutte non è stato reso chiaro che le arie di Despina hanno tutte riferimenti sessuali? Ne va di mezzo la poetica di Da Ponte e Mozart, direi, molto più di quanto ne vada di mezzo cambiando "Turche" con "Persiane"... 

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