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Piano Concerto - Forum pianoforte
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Regolazione Pianoforte Verticale

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Ciao a tutti, mi iscrivo solo ora al forum dopo aver visto il video sulla regolazione del pianoforte verticale. Bellissimo, complimenti!

 

Mi sono ritrovato in questo video in quanto ho avuto parecchi problemi dovuti ad insoddisfazione con un mio verticale, uno strumento dannato che mi affascinava nel suono ma aveva una tastiera ingestibile...

 

Dopo l'acquisto, una volta a casa, ho scoperto haimé tutte le magagne (si trattava di un usato di 20 anni, poco usato e non accordato da tanto tempo) allora da subito, non trovando riscontro dei miei problemi nelle varie consulenze tecniche, iniziai ad aprire lo strumento per capire cosa non andava e a mie spese dopo aver osservato attentamente la meccanica lavorare ho scoperto che:

 

- con pedale del forte premuto gli smorzatori continuavano ad arretrare, creando un effetto "gradino" fastidiosissimo a fondo tasto.

- le mollette erano per loro natura parecchio dure e inoltre i cucchiaini erano piegati in maniera tale che da far intervenire subito gli smorzatori dopo aver premuto il tasto...

- gli scappamenti erano messi a punto a 3 mm, (il pianoforte ha la sordina)

- la corsa del tasto era di 11 mm, troppo elevata insieme alla distanza martello corda pari a 50 mm (feltro della barra di riposo segnato dagli stiletti).

 

Piano piano e con pazienza, grazie anche ai consigli di un accordatore anziano della provincia di Monza che ho avuto modo di conoscere (il carissimo Sig. Sangalli che oggi non lavora più per problemi di salute) sono riuscito a correggere la distanza martello-corda (46 mm), la misura di affondo dei tasti (10 mm), i cucchiaini in maniera tale da far intervenire gli smorzi appena dopo mezza corsa del martello e ovviamente ho regolato tutti gli scappamenti ad 1/ 1,5 mm - tutto questo andando per tentativi (dopo aver osservato il sig. Sangalli lavorare nel suo laboratorio) acquistando io stesso del materiale e degli attrezzi...ultimo dei quali uno "spoon bender" da utilizzare senza estrarre la meccanica, per un lavoro di precisione.

 

Insomma una odissea, nel frattempo ho risolto molti problemi, la tastiera è molto piacevole (seppur pesantuccia di natura - 56 grammi come peso di affondo, 28 grammi come peso di risalita sul la centrale).

 

Ho trovato anche (su consiglio sempre del Sig. Sangalli) un bravissimo tecnico (sempre qui a Monza) che ha accordato lo strumento finalmente ad orecchio oltre ad aver controllato la meccanica, facendomi anche i complimenti per la buona regolazione :-D

 

Avrei preferito però una risoluzione dei problemi da parte dei tecnici intervenuti prima a casa mia, oppure dal tecnico del negozio dove ho acquistatolo strumento il quale affermava che "andava bene così". Molti tecnici purtroppo volevano portar via la meccanica a priori, io ero però consapevole che non c'era nulla da fare a banco e non mi sono mai fidato (non vedo come si possano fare queste regolazioni senza avere tutto lo strumento davanti a sè.)...altri dicevano invece che "lo strumento era concepito così e che le regolazioni di fabbrica non si toccano".

 

Sicuramente potrei fare anche meglio, se solo conoscessi con certezza le misure di fabbrica!!!!

 

(Si tratta di uno Schulze Pollmann 126, di quelli costruiti ancora a Laives)

 

Qualche consiglio in più?? Non ditemi di buttarlo via perchè ci sono affezionato ormai...

 

Il consiglio del mio tecnico è stato quello di mettere in futuro dei martelli Abel in acero al posto dei Renner impregnati in Mogano (e già segnati!!) per perdere qualche grammo e per avere degli "unisoni migliori" .... è un buon consiglio secondo voi?? Andrei a squilibrare il rapporto dei pesi?

 

Grazie,

 

Francesco.

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Ciao Francesco, ma quale buttare via scherzi ? I pianoforti si sistemano sempre, non esiste che si debbano buttare ! Credo che in alcuni casi (ad esempio nei pianoforti da studio) se ci sono troppi lavori da fare e quindi molto denaro da spendere sia più pratico comprarne un altro da studio ma non credo che ci siano problemi irrisolvibili, specialmente se hai un certo legame "spirituale" con il tuo strumento. Pensa che io ho un pianoforte che ha 110 anni. Un verticale Krauss. E' stato il mio primo pianoforte e non esiste cosa al mondo che mi farà vendere quel pianoforte. Nonostante ci sia da rifare quasi tutto ci sono troppo legato, ho tanti ricordi su quello strumento, quindi ti capisco bene ! Sono sicuro che Paolo potrà darti le misure di fabbrica senza problemi e tutti i consigli che vuoi per riportare il tuo pianoforte in uno stato pari al nuovo.

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Ciao Francesco, ma quale buttare via scherzi ? I pianoforti si sistemano sempre, non esiste che si debbano buttare ! Credo che in alcuni casi (ad esempio nei pianoforti da studio) se ci sono troppi lavori da fare e quindi molto denaro da spendere sia più pratico comprarne un altro da studio ma non credo che ci siano problemi irrisolvibili, specialmente se hai un certo legame "spirituale" con il tuo strumento. Pensa che io ho un pianoforte che ha 110 anni. Un verticale Krauss. E' stato il mio primo pianoforte e non esiste cosa al mondo che mi farà vendere quel pianoforte. Nonostante ci sia da rifare quasi tutto ci sono troppo legato, ho tanti ricordi su quello strumento, quindi ti capisco bene ! Sono sicuro che Paolo potrà darti le misure di fabbrica senza problemi e tutti i consigli che vuoi per riportare il tuo pianoforte in uno stato pari al nuovo.

 

Ciao Simone, complimenti ancora per l'idea...meritate di crescere in fretta!! Sarei curioso di conoscerle queste misure, anche se credo di non essere andato lontano!! Bello il krauss verticale, anche io ho un vecchietto restaurato della vecchia "Anelli" di Cremona che ha circa 80 anni!

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Ciao Simone, complimenti ancora per l'idea...meritate di crescere in fretta!! Sarei curioso di conoscerle queste misure, anche se credo di non essere andato lontano!! Bello il krauss verticale, anche io ho un vecchietto restaurato della vecchia "Anelli" di Cremona che ha circa 80 anni!

 

Grazie, cerchiamo di darci da fare. Qui in Italia la cultura, specialmente musicale, si sta facendo friggere, per usare un'allegoria culinaria, nel nostro piccolo facciamo il possibile per riportare l'interesse verso l'arte musicale.

Il krauss ha un buon suono ma c'è da rifare gran parte della meccanica, martelliera ecc. ecc. Momentaneamente non ho tempo per pensare al mio vecchio verticale ma Paolo mi ha spinto a sistemarlo quindi gira gira ci faremo un viaggetto nella mia villa a Viterbo e si porterà via la meccanica. Saranno da rifare di certo le corde (tutte), le mortase le guide, i fulcri... L'unica cosa che si salva sono forse i piloti. Spero solo che non ci sia bisogno di sostituire il somiere, spero che regga con caviglie un pochino più grandi. Insomma è ridotto abbastanza male il pupo, ma tutto si sistema. Poi Paolo conosce il suo mestiere e lo fa con passione quindi non nutro dubbi in merito. Credo che ora non si connetta più perché è abbastanza tardi e sono tornato poco fa da casa sua (lo vedevo un po' assonnato), in ogni caso domani mattina appena leggerà il tuo messaggio sono sicuro che risponderà alla tua domanda fornendoti i dati che cerchi.

Un saluto

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Grazie, cerchiamo di darci da fare. Qui in Italia la cultura, specialmente musicale, si sta facendo friggere, per usare un'allegoria culinaria, nel nostro piccolo facciamo il possibile per riportare l'interesse verso l'arte musicale.

Il krauss ha un buon suono ma c'è da rifare gran parte della meccanica, martelliera ecc. ecc. Momentaneamente non ho tempo per pensare al mio vecchio verticale ma Paolo mi ha spinto a sistemarlo quindi gira gira ci faremo un viaggetto nella mia villa a Viterbo e si porterà via la meccanica. Saranno da rifare di certo le corde (tutte), le mortase le guide, i fulcri... L'unica cosa che si salva sono forse i piloti. Spero solo che non ci sia bisogno di sostituire il somiere, spero che regga con caviglie un pochino più grandi. Insomma è ridotto abbastanza male il pupo, ma tutto si sistema. Poi Paolo conosce il suo mestiere e lo fa con passione quindi non nutro dubbi in merito. Credo che ora non si connetta più perché è abbastanza tardi e sono tornato poco fa da casa sua (lo vedevo un po' assonnato), in ogni caso domani mattina appena leggerà il tuo messaggio sono sicuro che risponderà alla tua domanda fornendoti i dati che cerchi.

Un saluto

Ma non c'è nessuna fretta, ci mancherebbe!!

 

anche io in questi casi propendo per una riparazione completa, uno strumento seppur storico deve essere affidabile e restituire una sensazione di precisione quando lo si suona....l'importante è mantenere le sue caratteristiche! Se le corde sono afone c'è poco da fare, vanno cambiate...rifare il somiere non sarebbe male! Si tratta già di un somiere inglobato nel telaio giusto? (Così è più semplice).

 

Quel che forse è meglio non fare a mio gusto sono gli interventi di abbellimento come la riverniciatura del telaio, trovo che mantenere i segni del tempo equivalga a conservare il fascino dello strumento....

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Caro Francesco,

Complimenti! Sono in presenza di un tecnico e comunque di una persona attenta che vuole "capire" il proprio strumento. Bene. Lo scopo di questo sito e di questo forum è anche questo.

 

Non ti dannare se senti opinioni lontane da "quello che hai ben capito"...segui il tuo discernimento.

 

Ok.

 

Hai detto cose molto giuste. La proporzione distanza martello corda, affondo del tasto, parata, punto di scappamento è FONDAMENTALE. Hai scoperto il "segreto dei cucchiaini!!!! Maledetti!!!!! Qualche volta danno problemi anche sui pianoforti nuovi. Quello scalino che senti petrebbe essere il cucchiaino che alza lo smorzatoio e che però ha scavato una "Buchetta" nel feltro bianco su ciascun smorzatoio. Non si può far altro che sostituirli. Il lavoro degli smorzatoi è difficile e ingrato. La loro regolazione deve essere fatta sullo strumento e basta un "niente" per mandare a pallino la generale capacità perfetta di smorzare il suono: ci vuole molta pazienza.

 

Lo strumento è ottimo e glorioso. I verticali buoni, le code..così e così. Le mollette nel Pollmann, è vero, sono un po' robusti (ti sei accorto pure di questo), ma ciò è a vantaggio del ritorno dello scappamento. Certo anche questo contribuisce a farti sentire lo "scalino". Sulla martelliera: Forse l'originale è proprio in mogano. La sua sostituzione gioverebbe non soltanto per il peso, ma per la qualità del suono. Dopo tanti anni il feltro, oltre a segnarsi molto, e là si potrebbe rasarla, si indurisce e non si lascia ben intonare. La sua sostituzione e intonazione è difficile. devi trovare un bravo tecnico. Va bene qualche grammo in meno, ma bisognerebbe vedere. In genere il mogano è più leggero rispetto al carpino.

 

Misure della Casa ( non rigorosissime!!) : martello a 45 cm dalla corda. affondo tasto 10 mm- 10,3. scappamento 2 nei bassi e 1,5 medi e acuti. Parata a 1,5 cm. Lo smorzatoio forse si alza troppo presto. Ritardalo un po'. Sarà meglio per la differenza legato staccato. Deve lasciare la corda quando il martello è a 2 cm circa dalla corda. Quell'attrezzo per la regolazione dei cucchiaini è geniale, ma a me rimane di difficile uso. Anche il pedale non deve avere molta corsa. Frà meno comfusione.

 

Guarda che hai u n buon pianoforte. !!!!Sono sicuro che per successive approssimazioni arriverai ad essere soddisfatto!!! Fammi sapere

 

Saluti Paolo

 

P. S. Se vuoi mandami una foto della martelliera (Sia bassi che acuti)

P.P.S. l'eccessivo peso di affondo potrebbe, dico potrebbe, dipendere dai perni di centro dei martelli, da quelli dei cavalletti e da quelli degli scappamenti.

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Caro Francesco,

Complimenti! Sono in presenza di un tecnico e comunque di una persona attenta che vuole "capire" il proprio strumento. Bene. Lo scopo di questo sito e di questo forum è anche questo.

 

Non ti dannare se senti opinioni lontane da "quello che hai ben capito"...segui il tuo discernimento.

 

Ok.

 

Hai detto cose molto giuste. La proporzione distanza martello corda, affondo del tasto, parata, punto di scappamento è FONDAMENTALE. Hai scoperto il "segreto dei cucchiaini!!!! Maledetti!!!!! Qualche volta danno problemi anche sui pianoforti nuovi. Quello scalino che senti petrebbe essere il cucchiaino che alza lo smorzatoio e che però ha scavato una "Buchetta" nel feltro bianco su ciascun smorzatoio. Non si può far altro che sostituirli. Il lavoro degli smorzatoi è difficile e ingrato. La loro regolazione deve essere fatta sullo strumento e basta un "niente" per mandare a pallino la generale capacità perfetta di smorzare il suono: ci vuole molta pazienza.

 

Lo strumento è ottimo e glorioso. I verticali buoni, le code..così e così. Le mollette nel Pollmann, è vero, sono un po' robusti (ti sei accorto pure di questo), ma ciò è a vantaggio del ritorno dello scappamento. Certo anche questo contribuisce a farti sentire lo "scalino". Sulla martelliera: Forse l'originale è proprio in mogano. La sua sostituzione gioverebbe non soltanto per il peso, ma per la qualità del suono. Dopo tanti anni il feltro, oltre a segnarsi molto, e là si potrebbe rasarla, si indurisce e non si lascia ben intonare. La sua sostituzione e intonazione è difficile. devi trovare un bravo tecnico. Va bene qualche grammo in meno, ma bisognerebbe vedere. In genere il mogano è più leggero rispetto al carpino.

 

Misure della Casa ( non rigorosissime!!) : martello a 45 cm dalla corda. affondo tasto 10 mm- 10,3. scappamento 2 nei bassi e 1,5 medi e acuti. Parata a 1,5 cm. Lo smorzatoio forse si alza troppo presto. Ritardalo un po'. Sarà meglio per la differenza legato staccato. Deve lasciare la corda quando il martello è a 2 cm circa dalla corda. Quell'attrezzo per la regolazione dei cucchiaini è geniale, ma a me rimane di difficile uso. Anche il pedale non deve avere molta corsa. Frà meno comfusione.

 

Guarda che hai u n buon pianoforte. !!!!Sono sicuro che per successive approssimazioni arriverai ad essere soddisfatto!!! Fammi sapere

 

Saluti Paolo

 

P. S. Se vuoi mandami una foto della martelliera (Sia bassi che acuti)

P.P.S. l'eccessivo peso di affondo potrebbe, dico potrebbe, dipendere dai perni di centro dei martelli, da quelli dei cavalletti e da quelli degli scappamenti.

 

 

Grazie per la risposta, finalmente un addetto ai lavori col quale si può scambiare qualche opinione con serenità!!

 

La regolazione che ho fatto io è in linea con quanto ha esposto, l'unico parametro differente è la distanza martello-corda che ho misurato di nuovo poco fa: l'ho tenuta a 47 mm!! Ho fatto qualche prova con i 45 mm ma i martelli iniziavano a rimbalzare sul pianissimo nonostante i 2 mm di scappamento.

 

L'effetto gradino a 3/4 dell'affondo del tasto oggi non si verifica più in quanto avevo già provveduto a posticipare gli smorzi (cucchiaini) facendoli intervenire quando la testa del martello ha superato di poco la "mezza corsa". Ne risulta una distanza dalle corde di 2 cm al punto di intervento come ha detto lei. Si verificava comunque solo col pedale destro premuto perché nonostante il completo affondo del pedale i cucchiaini intervenivano comunque a 3/4 circa dell'affondo del tasto facendo arretrare ancora di qualche millimetro lo smorzo! La resistenza della molletta che compariva ad un tratto prima dello scappamento dava un gran fastidio sul pianissimo!!!!! Ora i cucchiaini a pedale di risonanza tutto premuto quando si affondano i tasti "sfiorano" solamente le lame degli smorzi!!!

 

(questo per spiegare meglio a quale scalino mi riferivo).

 

Tornando ai martelli invece mi è stata consigliata una martelliera Abel con i legnetti in acero! Non conosco il carpino invece, si tratta dei comuni martelli con il legno più chiaro?

 

Per quanto riguarda le foto provo subito a postarne qualcuna qui, così possiamo coinvolgere gli utenti!!

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Iniziamo con la sezione del cantabile:

 

img1580s.jpg

 

Per poi passare ai bassi (cori a due corde)

 

img1582qk.jpg

 

Questo è invece l'istante in cui il cucchiaino inizia a far presa sulla lama dello smorzatore, il martello ha già percorso un pò di "strada" ma lo smorzo non si è ancora sollevato...la testa del martello si trova a circa 2 cm dalla propria corda, la prospettiva inganna!!!

 

img1578c.jpg

 

qui si vede invece l'istante in cui il martello sta per scappare dalla corda (punto di scappamento a 2 mm dalla corda):

 

img1588n.jpg

 

e infine la parata del martello da parte del freno con lo smorzo che ha liberato completamente la corda e il martello distante 1 cm dalla corda:

 

img1591jr.jpg

 

Arresto del martello da un'altra prospettiva:

 

img1574e.jpg

 

img1575hb.jpg

 

sempre arresto, ma visto sotto :-D Si vede anche il freno delle leve di scappamento, interessante sarebbe discutere sulla sua regolazione...

molti lo tengono in una maniera tale che non entra mai in funzione!!! A me personalmente non piace trovarmi in condizioni in cui il martello cade troppo indietro a tasto premuto per poi magari non riuscire a ribattere!!

 

img1586m.jpg

 

Questi sono invece gli spessori di feltro che ho incollato tra la barra fissa e quella di avvicinamento, uno in corrispondenza di ciascun sostegno della meccanica, per ridurre la distanza martello-corda da 50 mm a 47 mm

 

img1585da.jpg

 

Attrezzo miracoloso che mi ha aiutato nel fare una regolazione uniforme:

 

imag0213m.jpg

 

Che fatica caricarle tutte. Ora non prendete per buone queste regolazioni, io non sono un tecnico di pianoforti ma un ingegnere industriale!!! Posso dire però che l'assetto funziona e che la meccanica Renner, questa meccanica, permette tanti assetti differenti se uno ha fantasia....

 

Maestro, ci dica!!

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Caro ingegnere, sei scrupolosissimo.

 

1) La martelliera va benissimo...lasciamo perdere l'acero...il carpino. Sul verticale il peso dei martelli non è molto determinante ( almeno per quelle piccole differenze). Sul coda invece UN GRAMMO SUL MERTELLO EQUIVALE A CIRCA SEI GRAMMI SUL TASTO. La martelliera mi sembra buona. Ho solo qualche sospetto che sugli acuti sia stata rasata...e in modo tondeggiante. Dimmi.

 

Il resto tutto bene.

 

Tutto ciò che sentiamo sul verticale e che vorremmo migliorare (scalini, molle troppo robuste...ecc.) a volte dipende anche dal progetto, specialmente dalla lunghezza del tasto. Un tasto più lungo, mi insegni, Ingegnere, ha una dinamica, un'inerzia diversa. Quando tutto è corto, come nel verticale, un po' gli attriti si accentuano e noi, se siamo sensibili a questo, avvertiamo poca uniformità,.....la cerchiamo. Ti ho detto che è tipico di questo strumento la robustezza delle molle e questo aumenta le sensazioni di attrito. Tu hai migliorato, direi, al massimo le cose e ti vedo molto attento a questi sensibili cambiamenti. Bene. Complimenti. Lo scopo del nostro sito è proprio, e non solo, ripeto, quello di trasmettere, infondere, sviluppare l'interesse e far capire che cosa bisogna fare o richiedere per far funzionare bene i nostri strumenti.

 

Direi che non potresti agire meglio.

Attenzione che questa voglia di migliorare sempre lo strumento non diventi comunque un'ossessione. ogni strumento ha i suoi limiti, anche uno Steinway. Il tuo strumento è veramente buono. La sua martelliera è del tipo impregnato in mogano e qualsiasi costruttore di martelliere ti consiglierebbe di rifarla uguale. L'importante è la sua "forma"....speriamo non sia stata rasata, appiattendo specialmente gli acuti. Là il punto di battuta deve essere preciso e, oltre a spostarsi quando si leva feltro, diverrebbe più indeterminato quando la forma del martello fosse resa tondeggiante (mai!), generando strani armonici. Controlla...ma ricorda che quando la sostituirai, dovrà essere identica!!!!( Non credo sia ora di farlo)

 

Spero di aver detto cose giuste, basandomi solo su foto e indicazioni. Se mai ci dovessimo incontrare, parleremo più a fondo proprio davanti al tuo strumento...dico TUO... non è il caso di darci del LEI!!!!

 

Ciao, caro amico Ingegnere e sensibile e attento pianista- tecnico

 

Paolo

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Caro ingegnere, sei scrupolosissimo.

 

1) La martelliera va benissimo...lasciamo perdere l'acero...il carpino. Sul verticale il peso dei martelli non è molto determinante ( almeno per quelle piccole differenze). Sul coda invece UN GRAMMO SUL MERTELLO EQUIVALE A CIRCA SEI GRAMMI SUL TASTO. La martelliera mi sembra buona. Ho solo qualche sospetto che sugli acuti sia stata rasata...e in modo tondeggiante. Dimmi.

 

Il resto tutto bene.

 

Ciao, sei gentilissimo a rispondere. Ragionando in maniera razionale è naturale che la differenza di peso sia poco influente sul verticale in quanto la componente di peso è quasi tutta vincolata (in verticale appunto) dalla meccanica. Solo all'attacco c'è una componente resistente dovuta al martello, complice l'inclinazione iniziale oltre la verticale. Quel che mi preoccuperebbe di più nel cambiare tipologia di martello sarebbe il dover modificare l'inerzia del sistema, alla fine di tutto così regolato i pochi grammi in più non danno tanto fastidio. Riguardo invece alla lubrificazione (a secco e dei perni) della meccanica cosa mi puoi dire?

 

Tutto ciò che sentiamo sul verticale e che vorremmo migliorare (scalini, molle troppo robuste...ecc.) a volte dipende anche dal progetto, specialmente dalla lunghezza del tasto. Un tasto più lungo, mi insegni, Ingegnere, ha una dinamica, un'inerzia diversa. Quando tutto è corto, come nel verticale, un po' gli attriti si accentuano e noi, se siamo sensibili a questo, avvertiamo poca uniformità,.....la cerchiamo. Ti ho detto che è tipico di questo strumento la robustezza delle molle e questo aumenta le sensazioni di attrito. Tu hai migliorato, direi, al massimo le cose e ti vedo molto attento a questi sensibili cambiamenti. Bene. Complimenti. Lo scopo del nostro sito è proprio, e non solo, ripeto, quello di trasmettere, infondere, sviluppare l'interesse e far capire che cosa bisogna fare o richiedere per far funzionare bene i nostri strumenti.

 

Il buon sig. Sangalli, lo cito sempre, posto davanti al problema mi parlò subito dell'importanza della lunghezza del tasto! Mi disse che i risultati migliori si ottengono su strumenti con leve lunghe, questo è comprensibile fisicamente.

Mi mostrò un verticale teutonico degli anni '30 con i tasti lunghi e mi chiese di provare. Molto piacevole!

 

Il mio strumento purtroppo non è tra quelli che nella sua categoria ha i tasti più lunghi e questo in effetti è un limite.

 

Direi che non potresti agire meglio.

Attenzione che questa voglia di migliorare sempre lo strumento non diventi comunque un'ossessione. ogni strumento ha i suoi limiti, anche uno Steinway. Il tuo strumento è veramente buono. La sua martelliera è del tipo impregnato in mogano e qualsiasi costruttore di martelliere ti consiglierebbe di rifarla uguale. L'importante è la sua "forma"....speriamo non sia stata rasata, appiattendo specialmente gli acuti. Là il punto di battuta deve essere preciso e, oltre a spostarsi quando si leva feltro, diverrebbe più indeterminato quando la forma del martello fosse resa tondeggiante (mai!), generando strani armonici. Controlla...ma ricorda che quando la sostituirai, dovrà essere identica!!!!( Non credo sia ora di farlo)

 

Credo anche io di aver trovato finalmente un equilibrio corretto delle parti. Per quanto riguarda la forma dei martelli sulla sezione centrale sembrano, è vero, un poco schiacciati ma non credo che siano stai mai rasati. E' probabile che siano stati spazzolati...una volta venne un tecnico ad accordarlo mentre ero in vacanza, non ero in casa ma avevo già preso appuntamento. Quel giorno c'era n casa un amico che doveva dare da mangiare al gatto e così mi fidai...

Cercherò di caricare una foto più chiara, probabilmente sono solo appiattiti dall'uso.

 

Spero di aver detto cose giuste, basandomi solo su foto e indicazioni. Se mai ci dovessimo incontrare, parleremo più a fondo proprio davanti al tuo strumento...dico TUO... non è il caso di darci del LEI!!!!

 

 

Ciao, caro amico Ingegnere e sensibile e attento pianista- tecnico

 

Paolo

 

 

Benissimo, quando vuoi magari con la scusa di una accordatura...se passi per Milano!!

 

ciao, continuate così!!

 

P.S. pianista e tecnico sono parole grosse!!!

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Riguardo ai perni di centro: NESSUNA LUBRIFICAZIONE!!!!! Caso mai vanno sostituiti , maggiorandoli sempre. Attenzione devono essere usati alesatori colindrici e non CONICI, come quelli per alesare i fori delle macchine del gas. Così si otterrà la perfetta aderenza al Cachemire, da parte del perno. Lavoro molto delicato, ma con risultati eccezionali. Dovresti smontare un cavalletto e poi un martello e vedere gli attriti dei perni. Come? Bhe, se non hai l'apposito strumento di misura...allora le forcole devono "cadere" uniformemente e dolcemente sotto il peso della propria vite. Il solo scappamento, liberato della molla deve cadere da solo.

 

Buon lavoro

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Farò la prova dei perni che mi hai suggerito, sua quale settore è conveniente valutare il campione???

 

intanto ho fatto delle foto più chiare ad un martello della regione centrale...

 

imag0237z.jpg

 

imag0238k.jpg

 

se poi non vi spaventate della pietosa qualità audio vi faccio sentire anche un accordo fatto sulla stessa sezione (sul forte):

 

http://www.youtube.com/watch?v=Bhb-YCAbBxk

 

va anche in risonanza il microfono ad un certo punto....

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Il pianoforte mi sembra molto scordato...non so se può essere l'effetto del microfono non eccellente. Vorrei vedere una foto dei mertelli ACUTI. Pertestare i perni : due per ogni sezione. Si possono smontare il primo e l'ultimo di ogni sezione è abbastanza facile.

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Ecco una foto di un martello degli acuti:

 

martelloacuti.jpg

 

ho eseguito anche alcune prove sui perni. I maledetti sono questi qui:

 

pernoei.jpg

 

riporto le misure di resistenza dagli acuti verso i bassi (come mi hai suggerito ho smontato gli estremi di ogni sezione):

 

5 g, 5 g, 22 g(!!), 1 g (!!!), 5 g, 8 g (!!!)

 

non so che dire...

 

ho notato anche che i feltri bianchi a contatto con i cucchiaini sono in buono stato sugli acuti e sui bassi estremi mentre nella regione centrale la situazione è questa:

 

imag0243os.jpg

 

c'è una fossetta...

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Per quanto riguarda l'accordatura prova a sentir qui se la sensazione è la stessa (è registrato con un altro supporto)....è anche grazie alla continua insoddisfazione nell'accordatura che sarei tentato ad acquistare una chiave.... mi capita ad accordatura appena fatta di trovare intervalli (esempio le decime) inascoltabili con note che si scontrano....altro che armonia...

 

http://www.youtube.com/watch?v=k-7AQfxLfj8

 

 

Ciao

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Caro Francesco.......mi riporti indietro nel tempo...accidenti, allora comincio a diventare vecchio e pieno di ricordi.

 

Ero ragazzo e avevo, con grande entusiasmo, comprato un nuovo Petrof verticale da Ciampi.

 

Venivo da un pianoforte di Famiglia, un Feurich di Berlino, ottimo suono, ma meccanica a baionetta ....non funzionava.

 

Arrivò l'accordatore a casa e si mise a lavorare un'oretta. Quando andò via....secondo me...il pianoforte era scordato. Ma...come può essere, pensavo...Provavo proprio....LE DECIME . In quel tempo studiavo il secondo scherzo di Chopin, che ho anche suonato nel mio ultimo concerto.....per me l'accordatura non ci stava.

 

Insomma andai al negozio. Il Comm. Mario Ciampi, che ricordo con stima e molto affetto, mi accolse col suo consueto sorriso. Mi chiese come andasse il pianoforte. Io risposi che ero perplesso. "Che succede?- mi chiese-" Risposi che non sapevo...forse avevo il sospetto che non "reggesse l'accordatura"

 

"Ma che scherziamo?" - disse lui. Pausa. Poi sorrise di nuovo e mi disse :"Ho capito, adesso ti mando Orsini"

 

Orsini venne con il suo andamento ondeggiante e quella voce un po' rauca, segnata da un sincero accento Romanesco. "Che succede, Mae'?"

 

"Sente le decime?" e lui: "AH....ho capito" e si mise a lavorare.( mi domandò chi fosse venuto rpima di lui)

 

Quando Orsini lasciò quella casa il pianoforte era un altro strumento!!!!Porca miseria!!!!! che era successo??

 

Andai subito da Ciampi e lo ringraziai di avermi mandato quel tizio. Grande soddisfazione del Commendatore.

 

Non vedevo lora che il pianoforte si scordasse per richamare Orsini....Quel tipo mi interessava molto e avevo deciso di capire quali erano i suoi segreti.

 

Quando "il tempo" venne, ritornò Orsini.

 

Siamo diventati grandi amici e ora lo ricordo con grande affetto.

 

Mi raccontò molte cose, tra le quali l'episodio di aver salvato l'incisione a Rubinstein delle Mazurche di Chopin all'RCA di via Tiburtina. In seguito mi fece conoscere il grande Maestro.

 

Da quel giorno..mi insegnò anche molte cose!

 

LE DECIME!!!!!!!

 

Carissimo, le decime sono la cartina di tornasole, la prova del nove, dell'accordatura. Sul mio video c'è solo un accenno, ma ci sarebbe molto da dire.

 

 

 

E' molto difficile realizzare una accordatura "brillante". E' anche importante poi intonare bene i martelli, ...hai scoperto anche qualcosa sugli attriti, mi sembra anche che gli acuti e non solo siano stati rasati ( non molto a punta). La buchetta degli smorzatoi, può essere lubrificata con Spry al Teflon SECCO ( nessuna lubrificazione grassa).Naturalmente la buchetta è quella più bassa. Attenzione che i cucchiaini siano "puliti" I perni di centro andrebbero controllati, se sono così discontinui....andrebbero uniformemente sostituiti.

 

Sconsiglio di intervenire personalmente sull'accordatura, se non hai pratica.

 

Insoma mi sono dilungato troppo. Scusa del mio raccontino del passato!

 

A presto

Paolo

 

P.S. Se vuoi, inviami il tuo numero di telefono, così ti chiamo e facciamo una chiaccherata.

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Certo che te lo lascio il numero!

 

Interessante che si vada a finire sempre a valutare gli stessi aspetti da osservatori esterni...oggi tutti ci vedono molto bene ma pare che ci sentano male...

 

i diversi accordatori che ho avuto modo di conoscere hanno cannato almeno una nota, senza considerare poi il contesto (battimenti, addolcimento degli intervalli etc..) e quindi non li ho più richiamati, ho preferito cambiare...ad un certo punto mi viene da pensare che il problema sia mio. Non so se sia meglio andare avanti con il "migliore dei tanti" per poi metterlo davanti alle mie perplessità. Sempre che il professionista non sia permaloso.

 

Devo però ancora capire come mai nei negozi i pianoforti sembrano sempre bellissimi e una volta portati a casa diventano un cumulo di difetti :-D

 

Comunque ora mi rendo conto di riuscire a valutare meglio. Qualche settimana fa mi trovavo in un negozio e provavo un C5 nuovo di pacca (sto pensando di acquistarne uno...mi piace nel complesso, questo è curioso perché sono sempre stato un anti-Yamaha). La tastiera mi sembrava strana, non riuscivo a legare ..facevo molta fatica!

 

 

Per fortuna era presente il tecnico del negozio a cui chiedo se aveva con sè i pesetti, volevo fare una verifica!! Arriva al pianoforte e mi dice con aria seccata: "senta, io adesso dovrei sfilare la meccanica per valutare il peso!" e io rispondo: "ma abbia pazienza, se preme il pedale gli smorzatori vengono esclusi no?" E lui: "ah si, bravo...me lo preme lei il pedale?". Prima di effettuare la misurazione sentenzia: "comunque i pianoforti hanno tutti 52 grammi di affondo alla prima ottava". E io rispondo: "ma scusi, io non ne ho trovato mai uno uguale ad un altro". Lui risponde: "qualunque pianoforte!".

 

Lo osservo perplesso e manco a farlo apposta il tasto scese con 56 grammi! Dico che non mi spaventava tanto quello e volevo valutare più che altro la risalita. E qui altra sentenza: "deve salire con 26 grammi!!". Questa volta non dico nulla e lo osservo nel suo imbarazzo una volta arrivato a 22 grammi senza che il tasto riesca a ritornare su: "qui stiamo sui 20 grammi", afferma infastidito...allora la proprietaria del negozio che ha assistito a tutta la scena chiede al tecnico: "ma questo lo abbiamo regolato?" lui farfuglia qualcosa e va via.

 

Non è semplice acquistare un pianoforte.

 

Paolo, hai mai spiegato in uno dei tuoi video come valutare la carica della tavola armonica??? (Mi riferisco al controllo del dislivello sulla corda da rilevare a cavallo del ponte).

 

Sarebbe interessante, è uno degli aspetti che i clienti dei giapponesi rigenerati chissà dove spesso ignorano!!!

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Azz mi ricorda l'accordatura su Werckmeister III che ascoltai in un'esecuzione di un preludio di Bach anziché sul temperamento equabile. Per caso ti hanno accordato il pianoforte con uno strumento elettronico ?

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Caro Fra,

 

Non dobbiamo esagerare sulle misure e sui numeri!!

 

Quando un pianoforte è in negozio, non viene molto seguito, anzi, per niente. Pensano che quando arriverà l'acquirente ...allora sarà il caso di metterlo a punto.

A volte, all'inizio, essendo stato fermo per molto, può essere che ci sia qualche resistenza di troppo tra le parti. Ma poi si vedrà. Uno strumento è vivo e cambia a seconda di temperatura e umidità relativa.

 

Il C5 è un ottimo, dico ottimo! Bisogna però vedere dove lo colloca in casa. Recentemente ho fatto cambiare posizione del suo steinway ad un pianista. Ci ho messo molto a convincerlo. Ora nella nuova posizione ha cambiato suono! E lui lo sente meglio. E' contentissimo e io non ho fatto nulla sul pianoforte.....

 

Tutto cambia, cambiando una piccola cosa. Sono convinto che anche il tuo bel Schulze Polmann può suonare meglio.

 

Io ricordo di averci studiato molto a casa di una insegnante di Roma dove da ragazzo andavo a lezione. Avvertivo questa robustezza delle molle, ma a volte mi facevani piacere.

 

E' compito...e dannazione del pianista trovarsi davanti sempre strumenti diversi!!! Come diceva Peppino De Filippo nell'atto unico "Don Raffaele e il trombone": ".....La prossima volta che rinasco suono il clarinetto"........Naturalmente si riferiva ala fatica antinapoletana di portarsi dietro uno strumento di quel peso. Entrava in scena completamente coperto dal "fardello" dell'ottone. Ovviamente quando con somma fatica lo posava a terra e si voltava al pubblico, asciugandosi il sudore col fazzoletto...se ne careva 'o teatro!!( dagli applausi)

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Hai sempre qualche aneddoto da raccontarci :-D

 

No Paolo, non sono fissato con i numeri, tutt'altro...la misura è il riscontro oggettivo di un fenomeno mentre le nostre sensazioni sono soggettive e legate ad un detrminato scenario. Quindi è vero che anche l'acustica, l'allocazione dello strumento etc. sono elementi di primaria importanza.

 

Per esempio io questo Schulze Pollman lo tengo nell'ingresso di casa in uno spazio limitato da tre pareti di 3 mq dove ovviamente non può dare il meglio di se essendo anche strumento abbastanza sonoro e con un timbro non proprio pulito...

Questo è anche il motivo per cui sembra sempre scordato...a breve cambierò abitazione e si vedrà.

 

Rispondo a Simone. L'accordatura è stata fatta ad orecchio e devo dire che tra tutte è quella che più mi ha soddisfatto, le decime finalmente suonano come ci si aspetta e nel complesso non ci si può certamente lamentare. Forse dai filmati fatti con una videocamera non si può valutare bene.

 

Mi ha incuriosito il tuo riferimento ai temperamenti inequabili...pensa che l'accordatore me ne parlava mentre lavorava perché avrebbe dovuto poco tempo dopo parlare di temperamenti inequabili da relatore in un incontro che si è tenuto al Santa Cecilia, nell'ambito di un corso.

 

Riguardo alle mie esigenze invece dico che lo S-P mi sta dando comunque delle soddisfazioni: io non sono un pianista, le mie esperienze musicali sono legate alla direzione corale, in particolare nell'ambito della musica popolare in sardegna: Sono infatti di Oristano ma per questioni di lavoro abito a Milano da circa tre anni, ho dovuto quindi abbandonare il mio coro, gli amici, i miei interessi e non solo...

 

Avevo quindi tralasciato completamente il discorso musicale quando ad un certo punto mi è venuto in mente di acquistare un pianoforte per colmare questo vuoto (il primo fu un Anelli restaurato)....da qualche mese ho deciso anche di prendere delle lezioni (si può iniziare a studiare il pianoforte a 30 anni???) e Bach con i preludietti rientra proprio del mio percorso di studi, chiamiamolo così. Ho un preludietto suonato male sullo Schulze Pollman da farvi sentire....non mi vergogno solo perchè sono abituato a sentirmi dire dal mio maestro che la mia esecuzione fa un pò schifo, che le mani non vanno assieme, che non sono preciso col tempo, che non emerge la voce che si deve sentire e anche io ne sono ben consapevole (ovviamente)!!! Comunque gli ricordo sempre che non è il mio mestiere e che sono decisamente più bravo a progettare impianti termici, per quanto sia più triste...

 

per la serie "dilettanti allo sbaraglio" ecco il video:

 

http://www.youtube.com/watch?v=JNv0hdER3W8

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Caro Fra,

Scusate,se mi intrometto,ma rimango sempre affascinato da discussioni squisitamente tecniche tra il nostro pianoexpert e fra che lo seguo anche in altri forum della concorrenza..io che sono un ignorantone della meccanica del pianoforte

ma che non disdegno di aprire orecchie ed aprire gli occhi quando c'è da apprendere da persone come voi incluso thesimon..alla matura età di 54 anni,sono un macchinista,dico sempre ai miei colleghi che c'è SEMPRE da imparare ed essere UMILI...almeno per quanto mi riguarda..grazie

salutissimi

saverio

 

 

Non dobbiamo esagerare sulle misure e sui numeri!!

 

Quando un pianoforte è in negozio, non viene molto seguito, anzi, per niente. Pensano che quando arriverà l'acquirente ...allora sarà il caso di metterlo a punto.

A volte, all'inizio, essendo stato fermo per molto, può essere che ci sia qualche resistenza di troppo tra le parti. Ma poi si vedrà. Uno strumento è vivo e cambia a seconda di temperatura e umidità relativa.

 

Il C5 è un ottimo, dico ottimo! Bisogna però vedere dove lo colloca in casa. Recentemente ho fatto cambiare posizione del suo steinway ad un pianista. Ci ho messo molto a convincerlo. Ora nella nuova posizione ha cambiato suono! E lui lo sente meglio. E' contentissimo e io non ho fatto nulla sul pianoforte.....

 

Tutto cambia, cambiando una piccola cosa. Sono convinto che anche il tuo bel Schulze Polmann può suonare meglio.

 

Io ricordo di averci studiato molto a casa di una insegnante di Roma dove da ragazzo andavo a lezione. Avvertivo questa robustezza delle molle, ma a volte mi facevani piacere.

 

E' compito...e dannazione del pianista trovarsi davanti sempre strumenti diversi!!! Come diceva Peppino De Filippo nell'atto unico "Don Raffaele e il trombone": ".....La prossima volta che rinasco suono il clarinetto"........Naturalmente si riferiva ala fatica antinapoletana di portarsi dietro uno strumento di quel peso. Entrava in scena completamente coperto dal "fardello" dell'ottone. Ovviamente quando con somma fatica lo posava a terra e si voltava al pubblico, asciugandosi il sudore col fazzoletto...se ne careva 'o teatro!!( dagli applausi)

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Ciao Paolo. T i invio come ti avevo accennato tempo fa alcune foto della mia martelliera: Pianoforte U 3 Yamaha verticale che dopo essere stata rasata ha perso alcune delle sua caratteristche. Ad esempio nel cantabile non si riesce a raggiungere quella bellezza di suono " bucato" che un tempo aveva. Sembra un pò grigio per così dire e meno dinamico nel senso del peso sui tasti che tu vai a dare per ottenere più sonorità. Fammi sapere se vedi qualcosa che non và. Ti ringrazio in anticipo.

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Parli degli acuti, ma non me li fai vedere. Comunque dai medio-acuti mi sembra che sia stata rasata alterando un poco la forma. Poi bisognerebbe vedere e sentire come è stata intonata. Bisognerebbe anche controllare la planearità delle corde e il parallelismo delle facce dei martelli. Inoltre, quando si rasano i martelli bisogna controllare il punto di battuta. Con i martelli rasati (nel verticale) il punto di battuta si abbassa rispetto al capotasto.

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Scusate l'ignoranza: da quello che ho capito accordare ad orecchio rispetto ad uno strumento elettronico è preferibile, perchè?

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