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Piano Concerto - Forum pianoforte
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Regolazione Pianoforte Verticale

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Un buono strumento elettronico deve saper misurare, "rilevare" il grado di disarmonicità dello strumento, altrimenti l'accordatura non risulterà buona. I suoni "parziali" del pianoforte ( così chiamati perché parti del suono fondamentale) non sono "esatti" cioè non coincidino con i multpli esatti del suono fondamentale stesso. Questo a causa della "fiisicità" delle corde, che non producono "perfetti armonici".

 

Diciamo che la tecnologia è andata molto in alto ( vedi VERITUNER e TUNELAB). Io preferisco l'orecchio. Forse è una mia "scelta" culturale. Comunque l'orecchio è un sapiente e severo giudice delle relazioni tra i suoni. E' invece, spesso, carente nel giudicare l'altezza dei suoni assoluti. Il discorso è più complesso e non me ne volere per averlo sintetizzato.

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Sono stato io che non mi sono spiegato e forse hai anticipato quello che pensavo, mi spiego: l'accordatura degli unisoni corda per corda è indubbiamente più precisa (azzarderei a dire fredda) con la rilevazione digitale, ma quando poi si suonano ad esempio le quinte o le quarte la diversa sovrapposizione dei parziali da sensazioni che non possono essere rilevate da nessun strumento elettronico perchè l'elaborazione orecchio-cervello preferisce diverse configurazioni di caricamento delle corde che producono di conseguenza accordature diverse. Ho detto una stupidata?

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Il problema sta proprio nei parziali. Comunque strumenti sofisticati rilevano la disarmonicità di questo o quel pianoforte. Devo dire che i risultati sono soddisfacenti. Anche gli unisoni a volte non devono essere "perfetti". Su di un buon pianoforte (coda) si cala minimamente la corda di sinistra. Ciò rende lo strumento più cantabile. Questa leggere "scordatura", quasi "oscillazione" è accettabile proprio in virtù del fatto che prevalgono, su tre corde, le altre due all'unisono perfetto. Quando il piano suona con il pedale "UNA CORDA" si va ad escludere proprio quella corda e si suona solo sulle due all'unisono perfetto. MAI fare ciò sulla corda di destra ( come ho purtroppo sentito dire!!!!). Infatti, suonando con pedale "una corda" si escluderebbe proprio una delle corde all'unisono perfetto e il gioco avverrebbe alla pari: una contro una. Fastidiosissimo e contro logica.

 

Con sofisticati strumenti digitali, anche le quinte, le quarte, le ottave funzionano. A volte, comunque, qualche pianista ha richiesto un intervento " a orecchio" ed è rimasto più soddisfatto. Forse per un mal uso dell'apparecchio o........Non so.

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Se permettete mi intrometto portando alla luce una problematica che non è stata considerata.

Negli accordatori digitali ricordiamoci che c'è un piccolo cavillo microfonico, ovvero la sua risposta in frequenza.

La perfetta fiducia nello strumento di accordatura digitale la si ottiene quando il microfono è totalmente flat e ci tengo a precisare che di microfoni flat non ne esistono, anche se ci sono molti che ci si avvicinano, ma non per meno di 2000 euro a microfono.

Bisognerebbe documentarsi per valutare se la frequenza viene comunque acquisita come la reale dal microfono anche se ne differisce il volume dalla fonte. Bisognerebbe chiedere ad un costruttore di microfoni. In ogni caso il punto è che se l'errore (o piccolo = |Hzreal - Hzperc|) visto come il modulo della differenza tra frequenza reale e frequenza percepita dal microfono è inferiore a 10^-2 Hz, in questo caso l'errore è trascurabile e dunque l'accordatore deve essere per forza di cose riconosciuto come preciso e dunque più affidabile dell'orecchio. Non dimentichiamoci che l'accordatura ad orecchio impone di contare i battimenti per chi accorda procedendo per quarte e quinte o chi per terze, dunque l'accordatura ad orecchio in questo caso potrebbe essere meno precisa. C'è da dire comunque a scapito della mia critica che io preferisco di gran lunga l'accordatura ad orecchio, per lo meno sul mio pianoforte. Che sia anche un discorso di timbro al di là della pura frequenza ?

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