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Piano Concerto - Forum pianoforte
crystalpiano

Accordatura fai da me

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Buonasera a tutti, sono un quarantenne ex studente di pianoforte.
Mi fermai alle soglie del 5° ma ora vorrei rispolverare lo strumento.
Possiedo un piano Yamaha verticale degli anni'80 con meccanica in buone condizioni.
La particolarità di questo Yamaha è che le ultime 23 note acute sono prive di
smorzatori e quindi vibrano sempre liberamente e pur avendo le canoniche
tre caviglie per l'accordatura c'è davvero poco spazio per infilarvi un cuneo
tra le corde senza che il cuneo ostacoli i martelletti.
Comunque misurando l'altezza delle note acute con un economico tuner digitale
che misura i centesimi di tono, queste risultano impennarsi da 0 fino a +20
come vuole la curva di Railsback, quindi presumo che le ultime due ottave
siano rimaste inalterate dall'ultima accordatura.
Ho voluto prendere confidenza con le caviglie e quindi ho fatto una prima accordatura
impostando l'ottava centrale su 0 cent a 440 per ogni nota e poi riportando
per mezzo degli armonici su tutta la tastiera eccetto le ultime due ottave acute.
Il risultato è che il piano è suonabile ma non entusiasma non convince non commuove
e si sentono delle irregolarità soprattutto nella zona medio bassa.
Quindi decido di provare un'accordatura aurale seguendo una guida trovata su internet.
Qui mi nascono molteplici dubbi e domande che agli occhi di un esperto potrebbero
sfiorare il demenziale ma che proverò comunque a esporvi in modo ordinato:

1) comincio dalla quarta LA3 - RE4. Leggo sulla guida:
   "Le quarte vanno accordate crescenti, con un battimento al secondo, facendo in
   modo che la nota più alta sia crescente e la più bassa calante"
   Che significa ??? che devo alzare di qualche centesimo il RE4 e abbassare
   il LA3 che avevo in precedenza perfettamente accordato con il diapason ?

2) mi sembra di sentire il battimento di un secondo ma è solo
   una vaga impressione. Illusione acustica ? come faccio a capire
   quando la quarta è regolata bene ?

3) passo alla quinta SOL3 - RE4. Leggo sulla guida:
   "Le quinte vanno accordate calanti, con 3 battimenti ogni 5 secondi, facendo in
   modo che la nota più alta sia calante e la più bassa crescente"
   Ma come ??? se la più alta è il RE4 che ho appena sistemato e non posso toccare,
   quindi che faccio ? alzo il SOL3 in misura più grande ?

4) i battimenti delle quarte e quinte si sentono solo a risultato raggiunto oppure
   si sentirebbero comunque anche se fossero regolate in modo matematico a -0+ centesimi ?

5) i battimenti della terza FA3 - LA3 dovrebbero essere 7 al secondo aumentando
   di 0,5 ogni semitono. Ma come si fa a misurare ad orecchio che sono 7 al secondo ?
   Questi comunque non li sento proprio, nemmeno l'impressione. Sento invece una
   vibrazione sulle dita se le tengo incollate ai tasti, soprattutto sulla terza SIb2 - RE3.
 
6) se misurassi con il tuner le note da FA3 a FA4 dopo l'accordatura aurale,
   consapevole che i pianoforti sono diversi tra loro, mediamente che scostamento
   avrebbero dallo -0+ le dodici note misurate in centesimi ?
 
7) Se invece accordassi per quinte servendomi del secondo armonico cosa succederebbe ?

Ringrazio in anticipo chi saprà darmi qualche dritta su questa accordatura fai da me.

 

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Io credo che una delle poche cose che non si possa fare  da sé senza studio, esperienza ed applicazione di anni sia proprio l'accordatura; ma certamente è una mia idea.  Già soltanto lo stupirsi  dell'assenza di smorzatori sulle ultime ottave denota  "ignoranza" ( messo tra virgolette perchè non voglio assolutamente essere scortese o offensiva , uso il termine in stretto senso letterale di ignorare la materia ) della costruzione di un pianoforte . Io apprezzo il suo impegno che le fa onore ma le consiglierei di servirsi della professionalità di un buon accordatore che magari le consiglierà anche qualche intervento di messa in fase per ottimizzare il suo strumento. Poi potrà avere anche un proficuo scambio di conoscenza ed approfondimenti col suddetto professionista che potrà arricchire la sua cultura in materia . 

Comunque le faccio i miei complimenti per la dedizione e la giusta curiosità che ha messo in atto sul suo strumento, molti pianisti neanche lo hanno mai aperto .

 

 

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Madonna che figura...  da sprofondare...  fortuna che non ho messo il nome e cognome.
Nella vita sono stato in compagnia di un solo pianoforte e pensavo fosse una versione economica con meno smorzatori.
Se avessi saputo che tutti i pianoforti sono così non avrei passato la vita a desiderare altri pianoforti.
Comunque la ringrazio, lo so bene che dietro ogni cosa c'è una scienza enorme ma il fatto è che non ho i soldi
per un professionista e poi vorrei smanettare un pò da solo ripercorrendo la storia dei temperamenti.
Dato che ho molto tempo a disposizione, questo pianoforte lo voglio distruggere con le mie mani.
Da un pò mi sto documentando su internet. Comprerei anche un manuale se ce ne fossero in vendita.
Ho anche installato Entropy che mi appresterò a provare quando avrò il microfono.
Quindi ho trovato in rete la semplice guida del Villari sull'accordatura aurale.
Non preoccupatevi dunque del mio pianoforte. Mi basta solo sciogliere alcuni nodi e poi ritorno
ai miei esperimenti senza disturbare nessuno. Non pretendo che mi insegnate ad accordare.
Mi sfugge il significato di calante e crescente. Conosco aumentato e diminuito ma calante
e crescente mi sfugge. Si riferisce ad uno spostamento di pochi centesimi dallo zero matematico ?
Questi battimenti si avvertono solo con la esatta calibrazione e spostandosi di poco svaniscono ?
Grosso modo da F3 a F4 in seguito alla aurale che valori si ottengono? esempio: D4 +2 cent, Bb3 -5 cent... ecc ecc
Grazie a chi saprà rispondere a queste tre piccole domandine.

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Francesca interpreta il mio pensiero. Accordare bene è veramente difficile e ci vogliono anni di esperienza. Gli accordatori elettronici sono validi per alcuni lavori, ma, secondo me, l'orecchio in alcune zone dello strumento è superiore. Bisogna fare i conti con le disarmonicità. E lo strumento non ne tiene ben conto in tutte le zone della tastiera. Poi bisogna far girare e fissare bene le caviglie, altrimenti dopo poche battute del martello sulla corda, la scordatura è garantita!. Orecchio e manualità. non ultimo in gusto. Un intervallo calante si dice stretto. Crescente si dice largo. Non tutti ascoltiamo bene le quinte calanti e le quarte crescenti. E' più facile invece ascoltare la velocità dei battimenti delle terze maggiori e delle seste. Le verifiche da fare sugli intervalli sono molte.

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La ringrazio, è un onore. Quindi mi sembra di capire che non è solo una questione di bagaglio tecnico-artigianale ma anche di affinamento
dell'apparato uditivo-percettivo-mentale che si ottiene solo dopo anni di esperienza ? Peccato perchè mi sarebbe piaciuto
imparare ad accordare il piano da solo. Però ho come l'impressione che si voglia tenere nascosti i segreti del mestiere.
Mentre penso che bisognerebbe rendere disponibile a tutti queste conoscenze per preservarle poichè gli ultimi accordatori si stanno
estinguendo come gli ultimi calzolai. Ad esempio, se cerco su amazon o ebay un manuale sull'accordatura del piano non trovo niente.
C'è in rete solo qualche titolo del 1970 non più disponibile o disperso in qualche biblioteca comunale. Se qualcuno sa consigliarmi
un manuale di facile comprensione e facile da reperire lo ringrazio perchè mi sento molto attirato da questo "passatempo".

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Purtroppo c'è poco in rete ma se ne comprende anche la ragione proprio per le motivazioni già dette. Un libro interessante ma che presuppone già delle conoscenze è quello di Giovanni Bettin Il pianoforte da concerto Steinway & Sons. Manuale di regolazione, accordatura, intonazione e messa a punto 

Comunque la categoria degli accordatori non si sta estinguendo ma lei ha perfettamente ragione nell'osservare che c'è reticenza nel diffondere questa disciplina . In Francia ed in Germania ad esempio ci sono scuole professionali che danno una preparazione accurata ed un diploma , qui no. Esiste un solo corso extracurriculare al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma . 

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On 8/10/2019 at 00:36, crystalpiano ha detto:

La ringrazio, è un onore. Quindi mi sembra di capire che non è solo una questione di bagaglio tecnico-artigianale ma anche di affinamento
dell'apparato uditivo-percettivo-mentale che si ottiene solo dopo anni di esperienza ? Peccato perchè mi sarebbe piaciuto
imparare ad accordare il piano da solo. Però ho come l'impressione che si voglia tenere nascosti i segreti del mestiere.
Mentre penso che bisognerebbe rendere disponibile a tutti queste conoscenze per preservarle poichè gli ultimi accordatori si stanno
estinguendo come gli ultimi calzolai. Ad esempio, se cerco su amazon o ebay un manuale sull'accordatura del piano non trovo niente.
C'è in rete solo qualche titolo del 1970 non più disponibile o disperso in qualche biblioteca comunale. Se qualcuno sa consigliarmi
un manuale di facile comprensione e facile da reperire lo ringrazio perchè mi sento molto attirato da questo "passatempo".

Non credo che ci sia l'intenzione di nascondere i segreti del mestiere, altrimenti non avremmo aperto questo forum, dove abbiamo realizzato anche una serie di video discussioni su questi argomenti. 

Il problema è che ci sono cose che non si possono imparare tramite un video. Posso imparare a cambiare le pasticche freno della macchina guardando un video su youtube perché non sono coinvolti aspetti che hanno a che fare con la realtà percettiva. Non si può imparare ad accordare uno strumento online perché subentrano delle sensazioni che hanno a che fare con la realtà percettiva e se gli accordatori (che sono comunque persone comunque geneticamente portate per quel genere di mestiere e che hanno senz'altro un qualcosa in più a livello percettivo) ci mettono anni ad imparare un motivo c'è. Bisogna una volta per tutte eliminare questa convinzione che tutto sia facile e raggiungibile senza sforzi. Per fare le cose in una certa maniera ci vuole, tempo, dedizione e sacrificio. 

 

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