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Piano Concerto - Forum pianoforte

crystalpiano

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  1. Per rispondere a kklaus, infatti anch'io usavo un piccolo asciugamano bagnato ma il beneficio durava il tempo di un brano. l'altro giorno ho provato un metodo per la mano secca che consiste nel afferrare ogni singolo dito con la mano e strofinare il polpastrello con il pollice facendo pressione. Si forma sul polpastrello una umidità naturale abbastanza duratura, almeno sembra. Per rispondere a Magyar, penso che lavorare su se stessi sia fondamentale, ma tu stesso , se posso darti del tu, non sai esattamente cosa sia avvenuto, e quindi non puoi spiegarci come hai fatto. Credo che nessun uomo neppure il più scafato e disinibito del mondo sia immune dalle ansie da esibizione. Chi lo fa di mestiere possiede la sicurezza che gli deriva dalla consapevolezza dei propri mezzi ma anche e soprattutto dal essersi abituato gradualmente sin da piccolino con i saggi scolastici, gli esami e un pubblico via via più numeroso. La gradualità è importante. Anche una pop star come Michael jackson incominciò pian pianino a esibirsi con i suoi fratelli , i jackson 5 , fino ad arrivare alle folle oceaniche. C'è invece chi sa suonare ma lo ha fatto sempre da solo e non ha mai affrontato l'aspetto dell'esibizione. Per rispondere a Pianoexpert, io imparo i brani sempre a memoria, con metodo mi affido alla memoria cinestetica e visiva e so bene in quale tonalità mi trovo. I risultati sono molto buoni perchè mi ascolto dopo essermi registrato. Ma quando devo esibirmi, non dico davanti alle folle ma davanti alla zia al cugino all'amico, spesso mi è capitato di andare nel pallone e non ritrovare più il sentiero. Per non parlare del tremore che pregiudica inevitabilmente la fluidità dell'esecuzione. Per contrastare certe manifestazioni psicosomatiche , concentrazione forza di volontà e yoga non bastano. L'essere umano non è solo mente e spirito ma anche chimica, quindi per taluni casi limite non escluderei a priori soluzioni farmaceutiche con ricetta medica. Ma ovviamente tutti qui diranno che l'unica via è cambiare atteggiamento o lasciare perdere. Ma allora venisse qui qualcuno che ha avuto questo problema a raccontarci come lo ha risolto.
  2. Certamente la mano sudata e la mano fredda dipendono dal fattore emotivo ma la mano asciutta, almeno per me , si verifica nei momenti di relax , quando nessuno mi ascolta e sempre nei primi minuti, poi il polpastrello comincia piano piano a entrare in simbiosi con il tasto e fare presa. Ma certamente la mano asciutta è il minore dei problemi. La gestione dell'emotività per mezzo della ferrea autodisciplina immagino faccia parte del bagaglio del pianista maturo. Ma mi chiedevo se esistono e se qualcuno li ha trovati dei trucchetti banali, escamotage per contrastare i sintomi dell'ansia da palcoscenico come appunto la mano fredda la mano sudata la mano tremante la rigidità l'obnubilamento. Per fare un esempio che ne so... una passeggiata prima del concerto, oppure un caffè al ginseng, un panno umido per le mani, un gesto scaramantico, oppure rimedi farmaceutici con prescrizione medica, oppure pensare a una bella donna o pensare alle spiagge della polinesia, bere una tisana alla malva... che ne so... chi più ne ha più ne metta...
  3. In entrambi i casi di una mano troppo asciutta o di una mano sudata il polpastrello tende a scivolare sui tasti del pianoforte. Io ho il problema della mano asciutta e ci vuole un quarto d'ora prima che i polpastrelli aderiscano bene ai tasti. Come prepararsi a suonare con la giusta umidificazione dei polpastrelli ? Se volete divagare anche sulla mano fredda o sulla più problematica mano tremante...
  4. Ottimo, proprio quello che cercavo, grazie a tutti, alla prossima...
  5. La ringrazio, è un onore. Quindi mi sembra di capire che non è solo una questione di bagaglio tecnico-artigianale ma anche di affinamento dell'apparato uditivo-percettivo-mentale che si ottiene solo dopo anni di esperienza ? Peccato perchè mi sarebbe piaciuto imparare ad accordare il piano da solo. Però ho come l'impressione che si voglia tenere nascosti i segreti del mestiere. Mentre penso che bisognerebbe rendere disponibile a tutti queste conoscenze per preservarle poichè gli ultimi accordatori si stanno estinguendo come gli ultimi calzolai. Ad esempio, se cerco su amazon o ebay un manuale sull'accordatura del piano non trovo niente. C'è in rete solo qualche titolo del 1970 non più disponibile o disperso in qualche biblioteca comunale. Se qualcuno sa consigliarmi un manuale di facile comprensione e facile da reperire lo ringrazio perchè mi sento molto attirato da questo "passatempo".
  6. Madonna che figura... da sprofondare... fortuna che non ho messo il nome e cognome. Nella vita sono stato in compagnia di un solo pianoforte e pensavo fosse una versione economica con meno smorzatori. Se avessi saputo che tutti i pianoforti sono così non avrei passato la vita a desiderare altri pianoforti. Comunque la ringrazio, lo so bene che dietro ogni cosa c'è una scienza enorme ma il fatto è che non ho i soldi per un professionista e poi vorrei smanettare un pò da solo ripercorrendo la storia dei temperamenti. Dato che ho molto tempo a disposizione, questo pianoforte lo voglio distruggere con le mie mani. Da un pò mi sto documentando su internet. Comprerei anche un manuale se ce ne fossero in vendita. Ho anche installato Entropy che mi appresterò a provare quando avrò il microfono. Quindi ho trovato in rete la semplice guida del Villari sull'accordatura aurale. Non preoccupatevi dunque del mio pianoforte. Mi basta solo sciogliere alcuni nodi e poi ritorno ai miei esperimenti senza disturbare nessuno. Non pretendo che mi insegnate ad accordare. Mi sfugge il significato di calante e crescente. Conosco aumentato e diminuito ma calante e crescente mi sfugge. Si riferisce ad uno spostamento di pochi centesimi dallo zero matematico ? Questi battimenti si avvertono solo con la esatta calibrazione e spostandosi di poco svaniscono ? Grosso modo da F3 a F4 in seguito alla aurale che valori si ottengono? esempio: D4 +2 cent, Bb3 -5 cent... ecc ecc Grazie a chi saprà rispondere a queste tre piccole domandine.
  7. Buonasera a tutti, sono un quarantenne ex studente di pianoforte. Mi fermai alle soglie del 5° ma ora vorrei rispolverare lo strumento. Possiedo un piano Yamaha verticale degli anni'80 con meccanica in buone condizioni. La particolarità di questo Yamaha è che le ultime 23 note acute sono prive di smorzatori e quindi vibrano sempre liberamente e pur avendo le canoniche tre caviglie per l'accordatura c'è davvero poco spazio per infilarvi un cuneo tra le corde senza che il cuneo ostacoli i martelletti. Comunque misurando l'altezza delle note acute con un economico tuner digitale che misura i centesimi di tono, queste risultano impennarsi da 0 fino a +20 come vuole la curva di Railsback, quindi presumo che le ultime due ottave siano rimaste inalterate dall'ultima accordatura. Ho voluto prendere confidenza con le caviglie e quindi ho fatto una prima accordatura impostando l'ottava centrale su 0 cent a 440 per ogni nota e poi riportando per mezzo degli armonici su tutta la tastiera eccetto le ultime due ottave acute. Il risultato è che il piano è suonabile ma non entusiasma non convince non commuove e si sentono delle irregolarità soprattutto nella zona medio bassa. Quindi decido di provare un'accordatura aurale seguendo una guida trovata su internet. Qui mi nascono molteplici dubbi e domande che agli occhi di un esperto potrebbero sfiorare il demenziale ma che proverò comunque a esporvi in modo ordinato: 1) comincio dalla quarta LA3 - RE4. Leggo sulla guida: "Le quarte vanno accordate crescenti, con un battimento al secondo, facendo in modo che la nota più alta sia crescente e la più bassa calante" Che significa ??? che devo alzare di qualche centesimo il RE4 e abbassare il LA3 che avevo in precedenza perfettamente accordato con il diapason ? 2) mi sembra di sentire il battimento di un secondo ma è solo una vaga impressione. Illusione acustica ? come faccio a capire quando la quarta è regolata bene ? 3) passo alla quinta SOL3 - RE4. Leggo sulla guida: "Le quinte vanno accordate calanti, con 3 battimenti ogni 5 secondi, facendo in modo che la nota più alta sia calante e la più bassa crescente" Ma come ??? se la più alta è il RE4 che ho appena sistemato e non posso toccare, quindi che faccio ? alzo il SOL3 in misura più grande ? 4) i battimenti delle quarte e quinte si sentono solo a risultato raggiunto oppure si sentirebbero comunque anche se fossero regolate in modo matematico a -0+ centesimi ? 5) i battimenti della terza FA3 - LA3 dovrebbero essere 7 al secondo aumentando di 0,5 ogni semitono. Ma come si fa a misurare ad orecchio che sono 7 al secondo ? Questi comunque non li sento proprio, nemmeno l'impressione. Sento invece una vibrazione sulle dita se le tengo incollate ai tasti, soprattutto sulla terza SIb2 - RE3. 6) se misurassi con il tuner le note da FA3 a FA4 dopo l'accordatura aurale, consapevole che i pianoforti sono diversi tra loro, mediamente che scostamento avrebbero dallo -0+ le dodici note misurate in centesimi ? 7) Se invece accordassi per quinte servendomi del secondo armonico cosa succederebbe ? Ringrazio in anticipo chi saprà darmi qualche dritta su questa accordatura fai da me.
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