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Piano Concerto - Forum pianoforte

thesimon
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Buongiorno, 

 

personalmente ogni volta che mi metto seduto al pianoforte, devo iniziare con almeno una mezz'oretta di tecnica man mano più spinta ma solo dopo un'ora / un'ora e mezza, sento di aver raggiunto la "temperatura" ideale per iniziare a suonare. Dopo quell'ora di riscaldamento sento che le mani sono esattamente il prolungamento naturale della mia testa, devo solo pensare a come voglio far uscire una frase o come deve uscire un suono e le mani lo fanno in maniera automatica. Prima di quest'ora di riscaldamento non mi sento a mio agio, e devo esasperare dei movimenti per renderli perfettamente puliti.

Avete anche voi tempi di riscaldamento così lunghi?

 

C'è chi sostiene, come Paolo che prima di un concerto si debba suonare poco per non spendere inutilmente energie, ma se non suono almeno un'ora, anche un'ora e mezza prima dell'inizio del concerto, le mani non fanno ciò che ho in mente...

 

Quali sono i vostri tempi? Come vi comportate nel caso dei concerti?

 

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?

veramente?...parli proprio da un punto di vista muscolare?

io inizio direttamente a studiare. certo dopo qualche minuto  c'è maggiore fluidità e tutto il resto e le mani sembrano fare esattamente quello che voglio (come dici tu) però non sento l'esigenza di "scaldare" la mano. piuttosto a freddo certe volte ( per certi  pezzi) trovo difficile l'attacco del pezzo ma è una difficoltà di testa non muscolare....quando il pezzo non è ancora maturo l'attacco giusto può essere difficile per il tocco o per la limpidezza dei passaggi iniziali. ma ripeto questa è un'altra difficoltà. sono ancora molto "scolastica".....

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Beh io praticamente feci il concerto di Bach a freddo o quasi... Però c'è da dire che essendo tutto più leggero non ho bisogno di forza, mq di parecchia fluidità e "apertura di mano"

,,,mi hai fatto ricordare una cosa....quando ero al V° anno suonavo spesso sui gran coda (un bellissimo bosendorfer) dell'auditorium in conservatorio ed essendo moooolto pesante come tastiera mi ero fatta la falsa concezione che appunto servisse molta forza da ottenere con un riscaldamento massiccio e mi apprestavo a suonare come se dovessi fare una qualche prova di culturismo per le dita....giù di scale e hanon per almeno un'ora....

ma non penso sia la concezione di Simone....credo abbia superato da una vita queste false concezioni :D  :D  :D  e anzi forse non le ha mai avute.... :blink:

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Dovresti provare la tastiera del clavicordo allora, anche se senza corde e tangenti è di una leggerezza jncredibile, non ha nessun contrappeso è semplicemente una leva di legno sul fulcro, ne ho viste di lece anche piombate all'estremità ma queata che sto finendo no, per alleggerire tutto ha il tasti scavati sotto le placchette, ecco lì dimenticati il cultiriso proprio ahabah

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Non si parla di temperatura anche se "tempi di riscaldamento" lascerebbe pensare a quello, si parla di elasticità di mano. Dopo un'ora e mezza posso suonare qualsiasi cosa sia con la destra che con la sinistra semplicemente pensandola con pulizia estrema. E la qualità dell'esecuzione è certamente migliore. Tutto esce più pulito, nei passaggi veloci la durate delle note sono perfettamente identiche, tutto si sente. Prima di quest'ora di riscaldamento no. 

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:P sicuramente non è un discorso termico....

secondo me è un bisogno percettivo e di concentrazione...ma gli stessi obiettivi di precisione, pulizia e fluidità li puoi raggiungere iniziando direttamente sul repertorio senza il bisogno di tecnicizzare la prima fase di studio...IHMO!!! 

 

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Poi secondo me la capacità di eseguire pubblicamente un repertorio a freddo cioè senza riscaldarsi ed essere subito lucidi e precisi è un obiettivo relativo alla maturità artistica...e alla conoscenza dei pezzi. Quando il pezzo è pronto non ha bisogno di essere scaldato....giusto?

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Come suggerimento generale sono della stessa linea di Paolo ma è pur vero che essendo esseri viventi siamo tutti diversi, se ti sei accorto che "funzioni" meglio con un ora e mezzo di riscaldamento...fallo :)

 

In sostanza, non può esiste una regola valida per tutti.

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Io sono molto di più dalla parte di Nancy e di ttw. Non che quello che dice Simone non sia giusto. Infatti ognuno di noi ha i suoi tempi e le sue modalità. Mi fa pensare un po' all'approccio che i grandi oratori hanno quando vogliono far "presa" su chi ascolta. Alcuni politici e alcuni sindacalisti li ritengo grandi oratori. Non, naturalmente, per le corbellerie che dicono, ma per come sappiano arrivare progressivamente, iniziando "dal niente", al massimo dell'espressione e dell'intensità che sottolineano quello che vogliono affermare. Credo che nella Musica sia un po' la stessa cosa. Sedersi al pianoforte e suonare d'acchitto la polacca op. 44 di Chopin o un allegro barbaro di Bartok, non è "buona cosa" sia per chi suona, sia per chi ascolta. Forse iniziare con pezzo più tranquillo e cantabile potrebbe essere "una buona cosa". Invece di scaldare le mani al caminetto, contemporaneamente scaldare la nostra mente e il nostro cuore. Entrare "subito" nella Musica, in punta dei piedi, per poi chiedere a noi e ad Essa sempre di più. Tutto diviene naturale e niente è propedeudico. Tutto serve a tutto. Tecnica, Musica, Gesto, si compenetrano, senza peoccupazione di approccio. Se ci troveremo di fronte ad uno strumento che ci permetterà di esprimerci e di affidarci a lui, invece che sfidarlo, scopriremo forse che sin dall'inizio le nostre potenzialità muscolari sono addirittura esuberanti rispetto alle energie richieste. Via, via, come quell'oratore che vuole affermare ed interessare progressivamente chi ascolta, entreremo sempre di più nella Musica e tutto si farà sempre più intenso ed incisivo. 

Di converso, credo che "scaldarsi" una mezzoretta, possa "distaccarmi" da ciò che è l'inizio del "discorso", dal punto da cui devo muovere ...per arrivare .

 

Sedersi. Concentrarsi. Aprire la porta della Musica. Suonare.

 

Una "buona cosa" ritengo che sia ...pensare, prima dell'attacco del pezzo...alle prime note o alle prime battute del pezzo stesso. Ascoltarlo senza iniziare....come se iniziasse dentro di noi. Quando inizieremo..a suonare.......ci troveremo già nella Musica. Sicuramente molti di voi già fanno questo. Ma invito a farlo. I risultati saranno sorprendenti. Le prime volte passerà un po di tempo per .....aprire la porta, ma poi, in seguito, si potrà constatare che sono sufficienti pochi secondi di concentrazione per trovarsi già ..."dall'atra parte". Addirittura alcuni musicisti riescono ad attraversare questa "preparazione" prima di uscire in pubblico, così da iniziare appena seduti allo strumento.

 

 

Naturalmente tutto questo è ........"secondo me" e rispetto qualsiasi altra modalità.

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  • 2 years later...

Io sono d'accordo con Simone,....capita anche a me che appena mi siedo al pianoforte ho bisogno di un piccolo riscaldamento( non intendo per le mani fredde!)a me bastano 5 minuti di scale per poi iniziare con dei pezzi veloci in effetti la mano poi prende l'elasticità e la scioltezza e il tocco molto più pulito forse è una mia fissazione ma di solito inizio sempre così infatti questo è il mio problema se devo far sentire dei pezzi veloci così di botto mi prende quell'ansia di non eseguire al meglio.

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Il riscaldamento muscolare propriamente detto spesso non è necessario, a meno che non siamo a temperature gelide. Il sangue umano è caldo e le mani sono irrorate di sangue. In realtà le mani non hanno bisogno di essere riscaldate, così come la voce, se non in minima parte, non minimamente paragonabile al riscaldamento di un atleta. Personalmente ho bisogno di riscaldamento, sì, ma di riscaldamento "mentale". Si tratta di prendere confidenza con lo strumento, eseguire degli accordi, suonare pp (il nostro tocco si gioca tutto sullo scappamento! Il resto della corsa del tasto ci serve per gestire l'energia nelle dinamiche e nei vari approcci tecnici), assaporare l'accordatura (si spera!), come vibra lo strumento, come risponde la sala. Ma anche entrare in sintonia con gli autori che andremo a suonare ecc. A volte anche stare da solo, in silenzio, giova molto: almeno su di me! 

In pubblico (ma anche da solo) non faccio mai iniziare il brano dalla prima nota. Mi scelgo una frase musicale ben collegabile alla prima nota e.. la canto in mente! Mi aiuta anche dove occorre un attacco un po' più "sospeso". 

Altra cosa è capire come  reagiamo psicologicamente a una performance. Personalmente tendo ad avere un tocco più impastato, lento, contemplativo all'inizio per poi diventare spigliato, articolato, estroverso nel proseguo. Bene! Sceglierò la mia scaletta anche in base a questa caratteristica! 

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  • 3 weeks later...

Sì è vero concordo con Francesco.........,ma io intendevo un altra cosa che ora mi spiegherò più dettagliatamente, faccio un'esempio sullo studio di Chopin op 25 n° 2 è un presto (velocissimo) dovessi sedermi al piano e suonarlo come primo pezzo l'esecuzione sarebbe non bella pulita  con un tocco bello brillante e leggero, ma se lo dovessi suonare do po aver fatto qualche brano prima oppure anche delle scale mi risulterebbe molto più sciolto e con un tocco molto più bello.......E DICO è UN FATTORE DI TESTA?

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On 22/6/2020 at 06:10, francescochopin90 ha detto:

Il riscaldamento muscolare propriamente detto spesso non è necessario, a meno che non siamo a temperature gelide. Il sangue umano è caldo e le mani sono irrorate di sangue. In realtà le mani non hanno bisogno di essere riscaldate, così come la voce, se non in minima parte, non minimamente paragonabile al riscaldamento di un atleta. Personalmente ho bisogno di riscaldamento, sì, ma di riscaldamento "mentale". Si tratta di prendere confidenza con lo strumento, eseguire degli accordi, suonare pp (il nostro tocco si gioca tutto sullo scappamento! Il resto della corsa del tasto ci serve per gestire l'energia nelle dinamiche e nei vari approcci tecnici), assaporare l'accordatura (si spera!), come vibra lo strumento, come risponde la sala. Ma anche entrare in sintonia con gli autori che andremo a suonare ecc. A volte anche stare da solo, in silenzio, giova molto: almeno su di me! 

In pubblico (ma anche da solo) non faccio mai iniziare il brano dalla prima nota. Mi scelgo una frase musicale ben collegabile alla prima nota e.. la canto in mente! Mi aiuta anche dove occorre un attacco un po' più "sospeso". 

Altra cosa è capire come  reagiamo psicologicamente a una performance. Personalmente tendo ad avere un tocco più impastato, lento, contemplativo all'inizio per poi diventare spigliato, articolato, estroverso nel proseguo. Bene! Sceglierò la mia scaletta anche in base a questa caratteristica! 

Ogni individuo è a sé. Fisicamente, non esiste il freddo ma la quantità di calore. Se ci troviamo a spasso in una giornata fredda, il nostro corpo cede calore all'ambiente e dunque diciamo nel linguaggio comune che "si raffredda". Che il sangue sia caldo è un assunto che messo così significa poco. Se ci sono 0 gradi centigradi fuori ed hai le mani scoperte è molta più la quantità di calore ceduta all'ambiente che non il calore che riesce a restituire la circolazione del sangue alle mani (ecco perché si freddano le mani). Se fosse vero l'assunto che il sangue è caldo e quindi le mani sono calde nessuno di noi avrebbe mai le mani fredde perché il sangue riuscirebbe a restituire le calorie cedute all'ambiente in modo istantaneo. In quella zona che si "raffredda" invece, anche il sangue cede calore e si abbassa di temperatura. Ora ci sono persone che di base hanno un'ottima irrorazione degli estremi corporei, altri che ne hanno meno, così come ci sono persone che hanno la pressione sanguigna più alta e chi più bassa. Ne ricaviamo che con le mani fredde ognuno ha i suoi tempi affinché queste si scaldino. Io probabilmente soffro di scarsa irrorazione perché in giornate fredde le mie mani per ritornare a temperature che mi mettano in condizioni di suonare richiedono tempi biblici. Estremizzando, le mani congelate credo non permettano a chiunque di mettersi seduto e suonare lo studio op. 8 dell'Op. 10 di Chopin. 

Ricordo in particolare una serata (avevo 15 anni) e stavo facendo ritorno dagli allenamenti con il motorino. Era molto molto freddo, ricordo molto bene che dovevo stare attento perché qualche giorno prima aveva nevicato e c'erano ancora lastre di ghiaccio sulla strada. Dimenticai i guanti e quando arrivai a casa non riuscivo neanche ad aprire e chiudere la mano tanto era congelata. 

Come detto poi c'è chi supera questo Gap termico prima, chi dopo. Io appartengo ampiamente a questa seconda categoria e per me l'impedimento è proprio il contrario del tuo. 

Mentalmente, anche in concerto sono sempre molto rilassato ed ho ben chiaro il concerto in testa già prima di salire sul palco. Abbiamo suonato insieme in concerto con Paolo e mi ha visto più di una volta anche in concerti da solista potendo constatare il mio stato psicologico di assoluta serenità e rilassatezza. Ma questo avviene a patto che le mie mani possano fisicamente fare quello che mi dice la testa come se ci fosse un filo unico. Con le mani fredde io non riesco a suonare e questo sì mi genera ansia. Pertanto prima di un concerto preferisco sempre spendere un'oretta (che non mi costa nulla) per scaldare bene le mani così da non soffrire di paure durante il concerto per i brani o semplicemente le battute tecnicamente più difficili. 

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A volte (dico "a volte"!)  le due cose possono essere collegate, ma non è detto. L'eccesso di adrenalina potrebbe non far irrorare bene le estremità a favore degli organi "nobili" (preparazione al "lotta o fuggi"). D'accordo con te: ogni individuo è a sé. Per me per esempio è molto importante l'aspetto mentale: è quello che mi fa temere di più!!! Quando sono rilassato, il mio organismo reagisce in modo molto armonico; ma se mi manca questa predisposizione, per vari motivi, mi blocco, mi vengono tensioni assurde eccetera. 

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