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Piano Concerto - Forum pianoforte
Frank

Perchè un disco di Mozart pensato per i bambini?

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...perchè? non posso che condividere il suo punto di vista e me ne danno una dimostrazione i miei bambini che quando lo sentono si attivano molto e partecipano con molta allegria  :D  :D !! 

... sarà l'enorme  complessità dell'espressione musicale semplice e diretta che lo contraddistingue...

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Prosseda è stato sempre un pianista molto eclettico. Sembrerà una cattiveria quella sto per dire ma non lo è: secondo me ha attuato molti strani progetti solo in funzione di un ritorno d'immagine e di una pubblicità, ed è un ottimo pianista. Perché non è una cattiveria... Perché al suo posto l'avrei fatto anche io. Se per portare della buona musica al pubblico bisogna fare un concerto alle mucche, ben venga farlo. Il fine giustifica i mezzi. Che dire? Io amo Mozart e se la scelta di mercato ha dovuto giustificare questo trovata pubblicitaria di "musica selezionata per bambini" va benissimo così. È importante che i bambini comincino ad ascoltare musica classica sin da piccoli e se il trucco dev'essere quello di una trovata pubblicitaria mirata, ben venga questo discorso.

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Una mia amica usava mettere, in auto, un CD delle Nozze di Figaro di Mozart, e faceva ascoltare questa musica ai suoi due piccoli figli. Dopo poco tempo, quando i bambini entravano con lei in auto chiedevano alla mamma: "...Mamma, metti Figaro...?" e ...tutti a cantare insieme "Non più andrai farfallone amoroso...". Che bello! Ora quei bambini sono adulti e amano la Musica, la ascoltano, la praticano. Niente di più naturale, no?

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... e allora io farò la parte del guastafeste. :P

 

Io non amo Mozart e questo è sicuramente il punto.

 

Ciò detto mi rendo perfettamente conto che imbastire un cd con musiche di Beethoven o di Bach non avrebbe certo gli stessi risultati sui bambini di tre anni, ma se di anni ne anno qualcuno in più e magari sono portati per la musica forse ... le cose cambiano.

 

Ora, non me ne vogliate cari mozartiani, ma sul  così detto effetto Mozart io sono della stessa opinione di  Maximo Pradera  - che fra l'altro è nato tre giorni dopo di me, ma questo non ha nessuna importanza ovviamente - che nel suo libro "La decima sinfonia di Beethoven" così scrive: < Nel 1997 un musicologo americano di nome Campbell, ha pubblicato un libro controverso in cui espone la teoria secondo cui ascoltare Mozart aumenta temporaneamente il quoziente intellettivo. Siccome Beethoven è Mozart elevato al cubo, sostengo che ascoltare la sua musica sia altrettanto più efficace.> :D

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Mozart è per tutti bambini ed adulti. La sua disarmante complessa semplicità è il suo punto di forza! Piacerà ai bambini? Si' certo ma solo ad alcuni piacerà veramente e desidereranno ascoltarlo nuovamente, quindi non a tutti non facciamoci illusioni!

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Io non amo Mozart e questo è sicuramente il punto.

Ecco penso che il punto sia proprio questo... Un conto è dire: "A me non piace Mozart" un altro conto è dire "Beethoven = Mozart3".

Nel primo caso trattasi di un discorso soggettivo, che onestamente stento a capire visto che perfino Beethoven era innamorato di Mozart e ne riconosceva la grande genialità, il secondo caso è oggettivo in quanto addirittura misurato matematicamente ed è una condizione falsa

Io credo che la musica classica faccia bene allo spirito a tutte le età qualsiasi sia l'autore. A 8 anni ascoltavo con grande piacere e molto spesso due cassetta dove c'erano registrate rispettivamente la quinta sinfonia e la nona di LVB. Ovviamente non potevo capire cosa ci fosse dietro, molte cose sono sicuro che mi sfuggano anche adesso, ma ne godevo e passavo ore davanti allo stereo ad ascoltare quella musica restandone affascinato.

Educare i bambini all'ascolto già nella tenera età è molto importante e non importa che sia un ascolto guidato, basterebbe solo far conoscere un certo tipo di musica e farli crescere insieme. Poi faranno una scelta, ma certamente non schiveranno la musica classica da grandi e non diranno "che palle". Oggi al contrario succede proprio questo, perché una generazione nata, vissuta e cresciuta con il bum bum dentro le orecchie è automatico che non possa apprezzare nessun'altra cosa dal momento che la musica loro la identificano unicamente in quel tipo di musica. 

 

Tornando all'argomento del post, se per far arrivare la musica ai bambini c'è necessità di sfoggiare l'ennesima trovata pubblicitaria, ben venga! Il fine giustifica i mezzi...

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Nel primo caso trattasi di un discorso soggettivo, che onestamente stento a capire visto che perfino Beethoven era innamorato di Mozart e ne riconosceva la grande genialità, il secondo caso è oggettivo in quanto addirittura misurato matematicamente ed è una condizione falsa

Io credo che la musica classica faccia bene allo spirito a tutte le età qualsiasi sia l'autore. A 8 anni ascoltavo con grande piacere e molto spesso due cassetta dove c'erano registrate rispettivamente la quinta sinfonia e la nona di LVB. Ovviamente non potevo capire cosa ci fosse dietro, molte cose sono sicuro che mi sfuggano anche adesso, ma ne godevo e passavo ore davanti allo stereo ad ascoltare quella musica restandone affascinato.

Educare i bambini all'ascolto già nella tenera età è molto importante e non importa che sia un ascolto guidato, basterebbe solo far conoscere un certo tipo di musica e farli crescere insieme. Poi faranno una scelta, ma certamente non schiveranno la musica classica da grandi e non diranno "che palle". Oggi al contrario succede proprio questo, perché una generazione nata, vissuta e cresciuta con il bum bum dentro le orecchie è automatico che non possa apprezzare nessun'altra cosa dal momento che la musica loro la identificano unicamente in quel tipo di musica. 

 

Tornando all'argomento del post, se per far arrivare la musica ai bambini c'è necessità di sfoggiare l'ennesima trovata pubblicitaria, ben venga! Il fine giustifica i mezzi...

Il mio intervento era volutamente ironico e mi rendo conto della difficoltà che ci possa essere nel farlo scrivendo piuttosto che dirlo verbalmente a quattr'occhi. Ho messo due faccine per cercare di evidenziare il mio tono ma ero sicuro che non sarebbero stati sufficienti a trasmettere il mio spirito.

Allora dirò che tu Simone hai ragione in linea di massima ma quello che io ho voluto trasmettere è lo spirito di un ascoltatore di musica classica che non ne può più di sentire o leggere  che la musica di Mozart fa bene a questo e a quello, quasi la potessimo consigliare come prodotto omeopatico o da para-farmacia.

E dunque veniamo al punto: o mi si dice che ascoltare musica classica è un bene in generale: per il nostro cervello, per accrescere la nostra cultura e ... via dicendo e mi va benissimo ma quando si incentra il tutto su un unico compositore che è il viatico, il mezzo e il fine della musica ... - questa dicitura riferita alla musica di Mozart semplicità - complessa, per cui Mozart va bene per tutti quelli che vanno da 0 a 120 anni  la trovo molto discutibile - non mi va più bene.

 

Io ho iniziato ad ascoltare la musica classica perché mio padre mi raccontava le fiabe attraverso essa e, nel farlo, faceva riferimento soprattutto a Ciajkovskij: quello del Lago dei cigni in particolare. Ciajkovkij è stato il mio primo compositore amato e io riinizierei da lì.

 

Quanto a Mozart io non ne metto in discussione la genialità però mi piace fare le distinzioni nell'ambito dei vari generi da lui affrontati - praticamente tutti - e sul pianoforte solo ...bé ... permettimi di dirti che c'è ben  poco di geniale a parer mio e fra il Mozart solo pianistico e il Beethoven solo pianistico altro che cubo :.. 

Poi sarà un discorso mio soggettivo ma ... dimostratemi a parte la Sonata K 310 e la fantasia K 475 dov'è la genialità mozartiana nel resto suo repertorio pianistico solo!

Per un bambino potrà andare anche benissimo ed essere ad hoc... ma dopo  .... :rolleyes:? A me no sicuramente!

 

Quanto al fatto che io non amo Mozart, potrei dirti che non è così vero e assoluto come l'ho scritto precedentemente: in realtà c'è un Mozart che amo e un altro no. Quello che amo è quello dei suoi massimi Concerti per pianoforte, delle sue ultime Sinfonie, dei suoi massimi Quartetti, delle sue Serenate per fiatì, del Requiem, del Mottetto "Ave verum Corpus" e di due opere per il teatro: Don Giovanni e Flauto Magico. 

Poi però c'è tantissima sua musica che dopo un po' ... mi annoia e stanca. Che ci posso fare?

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Il mio intervento era volutamente ironico e mi rendo conto della difficoltà che ci possa essere nel farlo scrivendo piuttosto che dirlo verbalmente a quattr'occhi. Ho messo due faccine per cercare di evidenziare il mio tono ma ero sicuro che non sarebbero stati sufficienti a trasmettere il mio spirito.

Allora dirò che tu Simone hai ragione in linea di massima ma quello che io ho voluto trasmettere è lo spirito di un ascoltatore di musica classica che non ne può più di sentire o leggere  che la musica di Mozart fa bene a questo e a quello, quasi la potessimo consigliare come prodotto omeopatico o da para-farmacia.

E dunque veniamo al punto: o mi si dice che ascoltare musica classica è un bene in generale: per il nostro cervello, per accrescere la nostra cultura e ... via dicendo e mi va benissimo ma quando si incentra il tutto su un unico compositore che è il viatico, il mezzo e il fine della musica ... - questa dicitura riferita alla musica di Mozart semplicità - complessa, per cui Mozart va bene per tutti quelli che vanno da 0 a 120 anni  la trovo molto discutibile - non mi va più bene.

 

Su questo siamo perfettamente d'accordo. La musica fa bene tutta, alcune musiche possono aiutare a rilassare i nervi, altre a renderli più tesi. Anche tra la musica di Mozart esiste quella che distende e quella che turba quindi questi discorsi fatti alle mamme del tipo: "fai ascoltare la musica di Mozart al bambino che porti in grembo", secondo me lasciano un pochino il tempo che trovano. Anche se una volta su Mythbusters vidi una prova in cui si misero delle serre con all'interno piante e in una c'era la musica di Mozart. Quelle in cui c'era la musica di Mozart erano cresciute più vigorose... Bisognerebbe valutare le condizioni al contorno, ma sarebbe stato interessante vedere cosa fosse successo mettendo Bach o Beethoven. Secondo me il risultato sarebbe stato lo stesso. 

 

Sul resto delle opinioni personali non metto bocca. Sono tue idee che anche se non condivido in todos, rispetto. 

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Per quel che può valere, magari solo a fini statistici...i miei bimbi preferiscono Mozart a Beethoven.

 

E' una congiura :D

 

Fortuna che in catalogo hanno anche Bach ...hi hi hi hi

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Che ad un bambino possa piacere più Mozart non mi stupisce affatto. La sua musica è certamente più facilmente abbordabile a quell'età rispetto a quella di Beethoven o Bach.

Potrei dire che mi stupisce di più chi, avendo superato già l'età dell'infanzia e quella dell'adolescenza continui a preferire Mozart  questo sì.. :) !

Ma, d'altra parte, persone sicuramente molto più sapienti di me in termini non solo di musica, per giustificare questo hanno attribuito alle musiche di Mozart l'ossimoro semplicità-complessa.

 

Mah!!!!!

 

Dal mio punto di vista per certe sue musiche è vero, altre sono solo veramente solo  complesse e non piacerebbero neanche ai bimbi e tante altre sono legate ad un periodo storico-stilistico - quello galante - di cui chi mi ha già letto sa bene cosa penso.

 

Tanto parliamoci chiaro, le musiche che i bambini adorano di Mozart sono sempre quelle: la Marcia Turca, altri movimenti da Sonate pianistiche, la K 525 e via discorrendo.

Vorrei vederli ad affrontare il Quartetto delle dissonanze o certa musica per fiati ... ecco lì, li vedrei già un po' in difficoltà! No?

 

Comunque, sempre per quello che può valere mio figlio, dopo un iniziale infatuazione verso certe sonate di Mozart, non ha avuto più dubbi: Beethoven e Bach.

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Ma sì. ma sì, Daniele . . .  

«la Marcia Turca, altri movimenti da Sonate pianistiche, la K 525 e via discorrendo» sono deliziose come il prosciutto cotto: nella dieta dei bambini lo introduci presto. Le pietanze più toste le proponi quando sono un po' più grandicelli.

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Però Luca, ad onor del vero, i miei figli sfilano Beethoven (a parte Per Elisa...tanto per "cambiare") a favore di compositori tipo Bartok, Penderecki (altro che prosciutto cotto); notare che non ho citato  Vivaldi, Hans Zimmer o Carl Orff ...che comunque ascoltano. Evidentemente il tipo di elaborazione Beethoveniana è distante dal mondo infantile. Anche Gustav Holst si difende molto bene, dovrei sperimentare il secondo novecento o qualcosa di dodecafonico :D

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Ma tu sei un padre corruttore Daniele

 

Ma sì. ma sì, Daniele . . .  

«la Marcia Turca, altri movimenti da Sonate pianistiche, la K 525 e via discorrendo» sono deliziose come il prosciutto cotto: nella dieta dei bambini lo introduci presto. Le pietanze più toste le proponi quando sono un po' più grandicelli.

 

Però Luca, ad onor del vero, i miei figli sfilano Beethoven (a parte Per Elisa...tanto per "cambiare") a favore di compositori tipo Bartok, Penderecki (altro che prosciutto cotto); notare che non ho citato  Vivaldi, Hans Zimmer o Carl Orff ...che comunque ascoltano. Evidentemente il tipo di elaborazione Beethoveniana è distante dal mondo infantile. Anche Gustav Holst si difende molto bene, dovrei sperimentare il secondo novecento o qualcosa di dodecafonico :D

La domanda se io sia un padre corruttore o meno, in realtà, me la sono posto già rispetto a mio padre, quando a 9 anni, dopo avermi ben intortato con fiabe provenienti da Ciajkovskij, Prokofiev, Borodin e Musorskij, mi fece ascoltare la Quinta e mi disse : ascoltala questa è musica del più grande compositore di tutti i tempi.

Sta di fatto che l'ho ascoltata e da quel, momento, Beethoven non mi ha più abbandonato.

 

Ora, quanto quel giudizio così perentorio - e certamente discutibile - di mio padre abbia influito su di me e quanto, l'ascolto e la mia fame di conoscenza della musica beethoveniana - che, sia ben chiaro è venuta di pari passo con la scoperta di Brahms - importantissimo mio padre anche qui - Mozart, Bach - anche su Bach e in particolare la Passione di Matteo mio padre ha svolto un ruolo centrale - Chopin, Listz, Vivaldi, Verdi, Rossini, Puccini, - nel melodramma è centrale la figura di mio padre - Malher e.. a quel punto più adolescente non ero - abbia inciso, me lo pongo ancora oggi. Sicuramente è stato fondamentale, come penso possa essere stato importante per mio figlio il mio giudizio musicale.

 

Ma mio figlio è molto diverso da me. Lui oggi studia clarinetto e pianoforte e suona in due bande, quella del mio paese e quella di Imola. La sua intenzione - poi se saran rose fioriranno e intreccio le dita - è diplomarsi in entrambi gli strumenti e... chi vivrà vedrà.

Tutto questo per dire che lui ha già dei mezzi per "comprendere" la musica che vanno ben oltre le mie scarse capacità e dunque, suppongo che le sue scelte siano fondate da qualcosa che vada, di conseguenza, ben oltre al giudizio paterno.

 

E a proposito del giudizio paterno qui mi lego ai figli di Frank che anche loro - le loro preferenze parlano chiaro - sono comunque fortemente influenzati dai gusti paterni: mi riferisco in particolare a Vivaldi e la musica del Novecento. Mozart invece ci sta per i motivi che ho già detto e che prescindono i gusti del genitore.

 

E Beethoven?

 

Il rapporto di Frank con Beethoven è piuttosto contorto - correggimi se sbaglio, caro Frank - e va a corrente alterna, lo intuisco dagli interventi che ho sempre letto suoi, in questo forum e in un forum precedente dove ci siamo virtualmente conosciuti.

 

Ovvio, questa scostanza è percepita dai tuoi figli.

 

Il tipo di elaborazione Beethoveniana è distante dal mondo infantile? Sicuramente lo è di più rispetto a Mozart ma diventa difficile affermare questo rispetto a compositori del Novecento. Dunque i tuoi figli sfilano la musica di Beethoven perché sentono che il loro padre ... in un certo senso non la fila del tutto, quanto meno.

 

All'infante Daniele invece, la musica di Beethoven sembrava il massimo, così lo è stato per l'adolescente, il giovane, l'uomo di mezza età e ... se avrò una vecchiaia - a Dio piacendo - penso proprio che sarà ancora così.

 

Comunque sia, buona musica a tutti e che ognuno ascolti ciò che gli va più a genio. L'importante è ascoltare musica.

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Daniele... in parte mi hai rubato le parole di bocca.

 

ho aperto il forum per rispondere a Frank: per dirti che sono d'accordo con ciò che hai scritto

 

però penso che i tuoi figli Frank, ma anche quelli di Daniele e molti altri tra noi, abbiano stimoli e proposte un po' fuori dall'usuale rispetto a quelli che possono arrivare da una famiglia non particolarmente musicale (detto in parole molto povere). Per ciò penso sia meglio parlare di musica per neofiti più che di musica per bambini.

 

Se uno fino a 50, per assurdo, non ha mai ascoltato niente, possiamo dire che musicalmente è un bambino?

 

E se uno, all'età dei vostri figli, ha già avuto tutte quelle esperienze di ascolto, possiamo dire che musicalmente è più adulto di molti adulti all'anagrafe? (e che quindi del disco baby-mozart non sa tanto che farsene)

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Parafrasando il discorso di Daniele, dato che quando Prosseda suona Mozart si sente bene, automaticamente i figli ne resterebbero condizionati.

 

C'è da dire che Prosseda ne suona di roba, però. Mi sembra un contesto analogo a quello descritto da Frank...tante possiiblità ma scelte dei bimbi in un determinato senso.

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Vorrei mettere in risalto un altro luogo comune con cui ci si approccia parlando della musica di Mozat e che anche lo stesso Prosseda usa in questo suo video <La musica di Mozart parla al cuore:rolleyes:

 

La cosa mi è venuta in mente perché, oltre ad aver sentito frasi di questo genere - generalmente si alterna la parola cuore alla parola anima - proprio ieri l'ho sentita espressa dal violinista UTo Ughi nei confronti di Mozart  in un intervista al Tg regionale visto che suonava per beneficenza nella mia regione.

Va bé, aldilà del fatto il fatto che dopo poi ha eseguito però due Sonate per violino e pianoforte di Beethoven - fra cui la meravigliosa Opus 47 - penso che questa frase sulla musica di Mozart sia un vero e proprio non-senso rispetto a quella assai discutibile della "semplicità-complessa". Un vero e proprio tormentone ripetuto a pappagallo da tanti professionisti della musica, senza domandarsi se quello che si dice abbia una verità provata.

Ora, a parte il discorso che il cuore è un muscolo involontario e che l'anima esiste solo per chi ci crede, in realtà la frase giusta da dire semmai, dovrebbe essere che "la musica di Mozart parla al nostro cervello" e, in particolare a quella parte che ci rende più buoni e migliori verso il nostro prossimo o, parlando in senso psicologico che ci fa star meglio con noi stessi.

 

La verità è che non è Mozart e la sua musica ad operare questo ma è quello che noi personalmente, attraverso l'udito e la conseguente elaborazione del nostro cervello, sentiamo più consono alla nostro essere esseri umani.

Dunque ad un appassionato di musica Jazz, capiterà questo "miracolo" ascoltando il suo compositore preferito in quell'ambito musicale, così sarà per il rock ecc ecc.

 

Io ho scelto la musica classica per poi allargare il mio orizzonte d'ascolto  dalla musica antica fino a quella contemporanea "colta" - mi si passi l'aggettivo che non vuole essere assolutamente dispregiativo o minimizzante nei confronti del valore di altri generi musical -

Ho detto che però Beethoven è il compositore che fin dall'infanzia non mi ha più abbandonato, intendendo con questo che, da un lato non è passato giorno in cui io mi sia trovato a pensare a lui almeno alcune volte e che soprattutto ho trovato compagnia, parole, conforto, risposte sempre nella sua musica e questo nei momenti peggiori. Quindi Beethoven mi ha parlato sempre in tutti questi anni più di ogni altro compositore e se io non avessi avuto il sostegno della sua musica, sarebbe sicuramente stata più dura. A me Mozart, in realtà, non ha mai detto molto e quello che mi ha detto è legato ad alcuni momenti specifici della mia vita e ad alcune sue opere precise.

Con questo io non mi sognerei mai di affermare che universalmente e per tutti questo debba essere valido come molti lo fanno con Mozart perché non ha senso veramente questa frase.

 

In realtà è tutto molto soggettivo.

 

E' la nostra soggettività, il nostro modo di essere e di pensare che ci avvicinano o allontanano da un compositore e da un genere musicale. Quindi, smettiamola di dire cose di questo genere e limitiamoci a motivare le nostre preferenze con argomenti più oggettivi e pertinenti, tanto più se ad affermarle sono dei professionisti della musica perché, in quanto tali, hanno strumenti ben più validi per asserire le loro preferenze che non attaccarsi a cuore o anima.

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Beethoven mi ha parlato sempre in tutti questi anni più di ogni altro compositore e se io non avessi avuto il sostegno della sua musica, sarebbe sicuramente stata più dura. (...)

Con questo io non mi sognerei mai di affermare che universalmente e per tutti questo debba essere valido come molti lo fanno con Mozart perché non ha senso veramente questa frase.

 

In realtà è tutto molto soggettivo.

 

 

è già. Parole sante.

in realtà sembrano concetti semplici. Ma ci vuole poi così tanto?

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(...) professionisti della musica perché, in quanto tali, hanno strumenti ben più validi per asserire le loro preferenze che non attaccarsi a cuore o anima.

 

Ti dici ? . . . Forse - in alcuni casi - sei troppo buono

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Tralasciamo le frasi riempitive dei discorsi come "Musica che arriva al cuore". Se vogliamo parlare di cuore in senso lato del termine ognuno ha la sua e sono d'accordo con Daniele. Un brano Rock può arrivare al cuore di un amante di quel genere come una sonata di Beethoven può arrivare al cuore di chi è sensibile alla sua musica. Però sul discorso della semplicità-complessa in Mozart devo dire che lo ritengo giusto. Questo perché in realtà in Mozart sembra tutto estremamente semplice, poi quando ti misuri con le sue opere scopri che dietro quell'apparente semplicità c'è tutto un mondo da scoprire, sia sulle intenzioni che sulla tecnica. La pulizia dei fraseggi in Mozart è molto importante, basta in niente, anche una sola piccola imprecisione a rovinare l'atmosfera magica che si crea quando si è dentro al brano. 

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La pulizia dei fraseggi in Mozart è molto importante, basta in niente, anche una sola piccola imprecisione a rovinare l'atmosfera magica che si crea quando si è dentro al brano. 

 

Sono molto d'accordo. Questa è un'argomentazione seria che non tira in ballo ... 'o core.

 

Però io parlerei della difficoltà per l'esecutore di interpretare  al meglio i brani semplici, fatti con poco (ciò vale per tanta musica di Mozart, ma anche per brani incantevoli come il preludio in la maggiore di Chopin, o 'Prima disillusione' dall'Album della gioventù di Schumann).

 

Pensavo che semplicità-complessità fosse un binomio impossibile, ma ho cambiato idea.

Esiste la complessità di alcuni brani dal costrutto intricato di voci in cui però non avverto un'artificiosa forzatura: tutto fila via in maniera semplice (come se: 'così deve essere').

Penso a tanta musica 'densa' come molti cori iniziali delle cantate bachiane, o certi suoi duetti terzetti con accompagnamento obbligato. Sempre di Bach, l'Omnes generationem e il Sicut locutos del Magnificat. Altro esempio: la densità dei movimenti iniziali delle sinfonie Seconda e Quarta di Brahms.

 

Oddiò... Anche in Mozart ci sono momenti di semplicità-complessa, ma non in tutto tutto ciò che ha composto.

 

. . . Poi non so di preciso cosa intendesse Leporello con 'semplicità-complessità (in Mozart)

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Andiamo in Beethoven... Sapete qual è secondo me la parte più difficile della sonata Op. 110? L'adagio. A leggerlo sono 4 note ma entrarci dentro senza rischiare di romanzare, restando in Beethoven, è veramente difficile. Tornando in Mozart vogliamo parlare del secondo movimento della 488? Di esempi su questo discorso della semplicità-complessità ce ne sarebbero una miriade, ma Mozart è senza dubbio l'autore in cui questo discorso si trova con più facilità. 

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Andiamo in Beethoven... Sapete qual è secondo me la parte più difficile della sonata Op. 110? L'adagio. A leggerlo sono 4 note ma entrarci dentro senza rischiare di romanzare, restando in Beethoven, è veramente difficile. Tornando in Mozart vogliamo parlare del secondo movimento della 488? Di esempi su questo discorso della semplicità-complessità ce ne sarebbero una miriade, ma Mozart è senza dubbio l'autore in cui questo discorso si trova con più facilità. 

 

 

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