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Suonare con un pianoforte d'epoca


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32 replies to this topic

#1 Malher1815

Malher1815

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Inviato 24 febbraio 2017 - 16:06

Ciao a tutti ,
Ho letto da qualche parte che per interpretare al meglio l'opera di un compositore romantico o di fine '700 occorre uno strumento dell'epoca. È vero ?
So bene che i primi esemplari di pianoforti erano diversi dai pianoforti moderni , ma per capire bene un pezzo di Beethoven si deve per forza suonare un pianoforte dei primi dell' 800?
Grazie

#2 TheSimon

TheSimon

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Inviato 24 febbraio 2017 - 17:03

Direi proprio che è una fesseria. Certamente sapere le capacità sonore di uno strumento dell'epoca aiuta a capire maggiormente le intenzioni dell'autore, ma da qui a dire che c'è bisogno del pianoforte dell'epoca di Beethoven ce ne passa. 


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#3 fabio73

fabio73

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Inviato 25 febbraio 2017 - 23:03

Trovo che la musica sia un linguaggio universale al di la delle mode, degli stili e di ogni altra prassi relativa ad un'epoca. La genialità di un interprete moderno starà proprio nel fatto di cogliere il messaggio e dargli nuova vita con quello che avrà tra le mani al momento. E' un fatto molto spinoso quello delle interpretazioni ma sono in accordo con Simone. Sicuramente, conoscere anche a fondo questi strumenti arricchirà l'idea che potrai farti su quella musica e sul perché sia stata composta in quel modo per quegli strumenti ma tutto poi tornerà ai giorni nostri e sarai tu a doverci fare i conti.

#4 Giovanni

Giovanni

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  • Città di residenzaTempio Pausania (OT)

Inviato 26 febbraio 2017 - 09:30

Se propio vuoi avere un'idea di come suonassero, hai sempre la possibilità di usare delle librerie di strumenti antichi.La Realsample propone un serie di strumenti antichi campionati in modo eccellente, e suonabili su player Kontakt.Non è come possederli per davvero, comunque sia molto realistici.

Questo è l'indirizzo.

http://www.realsamples.de/

Alcuni esempi:

 

Allega file  Grand_Piano_-_Ignaz_Moscheles_Charakteristic_Study_op95-7_18.mp3   4,14Mega Bytes   6 Numero di downloads

 

Allega file  Italian_Harpsichord_III_Demo_-_Al_Scarlatti_-_Toccata_in_D.m.mp3   6,01Mega Bytes   4 Numero di downloads

 

Allega file  Pianoforte_Carl_Reinecke_op_123-4_Praeludium_SF.mp3.mp3   2Mega Bytes   4 Numero di downloads

 

Allega file  Dulcitone_Celesta_Demo_-_Mozart_Zauberfloete_-_Ein_Maedchen_.mp3   1,2Mega Bytes   4 Numero di downloads

 

 



#5 antares86

antares86

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Inviato 26 febbraio 2017 - 14:46

Sarà Giovanni...Ma resto dell'idea che se vuoi farti veramente un'idea di come suonino CLA clavicembali e fortepiani, il modo migliore sia provarli.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#6 Giovanni

Giovanni

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Inviato 26 febbraio 2017 - 14:52

Be sicuramente se si ha la possibilità, non c'è dubbio che sia la cosa migliore.Poi chi meglio di te può dirlo...resta il fatto che non trovi un clavicembalo ,oppure un pianoforte Erard del 1873, come sentiamo nel primo mp3 in'alto in ogni negozio di strumenti musicali.



#7 antares86

antares86

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:01

No è vero, ma di artigiani che ne fanno ce ne sono, e di solito se chiedi di provarne uno non dicono di no ;)
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#8 LucaCavaliere

LucaCavaliere

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:02

Direi proprio che è una fesseria. Certamente sapere le capacità sonore di uno strumento dell'epoca aiuta a capire maggiormente le intenzioni dell'autore, ma da qui a dire che c'è bisogno del pianoforte dell'epoca di Beethoven ce ne passa. 

Anche secondo me. E' una fesseria.

Anzi : se ce uno a cui puoi far del male usando uno strumento della sua epoca quello è Beethoven.

Si è via via arrivati al pianoforte attuale (i migliori) proprio per rendere sempre più degnamente servizio alle sonorità insite nelle sue ultime sonate (ma anche nella stratosferica Waldstein).

Quindi . . . perchè volare basso quando si può volare alto?


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)


#9 antares86

antares86

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:06

Beh...Se per le ultime sonate suoni uno strumento viennesi di fine 700...Ok se suoni un Clementi o un Broadwood degli anni 20-30...O un Erard... Parliamone!
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#10 Giovanni

Giovanni

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:19

Certo che se Beethoven e company avessero avuto la possibilità di suonare su dei pianoforti moderni, chissà quale sarebbe stata la loro reazione.Da quel poco che ho letto Beethoven era sempre piuttosto entusiasta di provare dei nuovi strumenti.



#11 antares86

antares86

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:37

Beh Mozart era già tutto entusiasta degli strumenti degli anni 70-80 di Stein e Walter :D
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#12 fabio73

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Inviato 26 febbraio 2017 - 15:38

Si si...solito fatto spinoso.

#13 antares86

antares86

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Inviato 27 febbraio 2017 - 00:29

pianoforte Erard del 1873, come sentiamo nel primo mp3 in'alto in ogni negozio di strumenti musicali.

In realtà la differenza fra un Erard del 1873 e un pianoforte moderno è molto meno marcata, anche se gli strumenti del secondo '800 non sono il mio campo, già rispetto sempre a un Erard del 1837 per esempio, che l'ho sentito suonare su Schumann, lì la differenza è decisamente più marcata, ma sostanzialmente più si torna indietro nel tempo più differenze ci sono...Se non consideriamo gli strumenti di Silbermann e Cristofori, o strumenti comunque degli anni 40-50 del 1700 ma dagli strumenti viennesi di Stein e Walter, la grossa differenza la si nota già a partire da strumenti di 20-30 anni dopo, anche dello stesso Walter, un Walter del 1796 è quasi del.tutto diverso dal un Walter & Söhne del 1820, oppure fra uno Stein degli anni 70 del 1700 e uno Streicher degli anni 29-30 del 1800, e Nanette Streicher era la figlia di Stein!
L'altra grande differenza c'è quando Erard inizia a produrre i suoi strumenti attorno agli anni 30 del 1800, e poi Pleyel, adattando e perfezionando gli strumenti inglesi di John Broadwood & sons.
Ma a livello di timbro più andiamo avanti nel 1800 più gli strumenti assomigliano a quelli moderni, soprattutto dai Pleyel e Erard...E dal 1857 i primi Steinweg/Steinway.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#14 Francescopianist

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Inviato 15 marzo 2017 - 17:10

Se ragionassimo così, dovremmo eseguire solo musica composta dopo il 1950, periodo in cui sembra si sia stabilizzata e standardizzata la tecnologia e l'evoluzione del pianoforte. E se vogliamo essere ancora più pignoli, uno strumento degli anni 2010 non suona come uno strumento degli anni 1980, seppure costruiti entrambi con gli stessi criteri, più o meno. Vero è che bisogna adattarsi allo strumento che si suona e non essere troppo filologi. Per esempio un fortepiano dell'epoca di Beethoven ha un decadimento del suono più precoce rispetto a quello di un pianoforte moderno. Allora me ne infischio - con tutto il rispetto - se Beethoven ha scritto sullo spartito della sonata "Al chiaro di luna" che va suonata senza sordino (ovvero senza smorzatori, quindi col pedale di risonanza abbassato): io la suono cambiando il pedale come in qualsiasi altro pezzo altrimenti verrebbe una porcheria unica, di certo non quella voluta da Beethoven togliendo il sordino su uno strumento dell'epoca.
Francesco

#15 antares86

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Inviato 15 marzo 2017 - 19:44

Ma veramente il sordino è un pedale che metteva uno strato di feltro fra martelli e corde...
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#16 Francescopianist

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Inviato 15 marzo 2017 - 22:53

Grazie Antares86. Ero stato informato male da un mio maestro (come al solito).
Francesco

#17 antares86

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Inviato 15 marzo 2017 - 23:07

Considera che gli strumenti degli anni 20-30 soprattutto di fattura viennese avevano anche 6 pedali un esempio è: 1 corda, turcherie, fagotto, sordino, doppio sordino e risonanza
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#18 fabio73

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Inviato 16 marzo 2017 - 07:27

Questa è la miscela che mi piace!!..

#19 antares86

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Inviato 16 marzo 2017 - 10:18

La cosa curiosa è che se il pedale una corda viene principalmente usato per diminuire il volume sonoro (anche se in modo improprio), a parte le turcherie che sono una serie di piatti e tamburi turchi, tutti gli altri pedali compreso anche il pedale di liuto volendo (a differenza del sordino mette uno strato di pergamena) sono tutti effetti e non veniva usato per ridurre/aumentare il volume cosa che in realtà sarebbe fattibile sia con i sordini che con il liuto, immagino Beethoven abbia prescritto di non usare il sordino perché all'epoca era decisamente di moda, come anche le turcherie.
Giunge per me il momento ("nel mezzo del cammin di nostra vita"), di liberarmi della crisalide del virtuoso e di lasciare libero volo al mio pensiero... Lo scopo di cui m'importa innanzi tutto e soprattutto, in quest'ora, è di conquistarmi un teatro per il mio pensiero, come l'ho conquistato in questi ultimi anni per la mia personalità d'artista.

#20 LucaCavaliere

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Inviato 17 marzo 2017 - 00:56

Ma veramente il sordino è un pedale che metteva uno strato di feltro fra martelli e corde...

ma sei sicuro?... quella è la sordina, che io sappia.

Ho come il sentore che il maestro di Francescopianist abbia ragione.

 

Questa discussione sui sordini nell'adagio della Sonata al Chiaro di luna era già venuta fuori molti anni fa, nel vecchio forum di Armando; e anche allora un utente faceva notare che i 'sordini' sono gli smorzatori, non il feltro della 'sordina' (dei pf a muro)


«Dal cuore, possa giungere ai cuori»  (Ludwig Van Beethoven)





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