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Piano Concerto - Forum pianoforte
camillapiano

Tunelab

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Buonasera, vorrei sapere, gentilmente, come usare TUNELAB, app. per Android.

Le istruzioni scaricate sono in inglese e non credo si trovino in italiano; come si può ovviare ? 

Grazie   Camillapiano

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Io uso Tunelab sul portatile, non so le differenze con Tunelab per android..... Se dici cosa vuoi sapere potrei dirti come farlo sul versione che uso io, potrebbe essere utile. Comunque non è complicato usandolo solo per accordare.

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la differenza suppongo sia la praticità di usare uno smartphone al posto di un pc.

comunque sarei curioso di conoscere il funzionamento di Tunelab.

1- è possibile scaricare una versione free per prova?

2- esiste un manuale italiano?

Grazie  

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On ‎14‎/‎11‎/‎2016 at 17:18, HansElzinga ha detto:

Io uso Tunelab sul portatile, non so le differenze con Tunelab per android..... Se dici cosa vuoi sapere potrei dirti come farlo sul versione che uso io, potrebbe essere utile. Comunque non è complicato usandolo solo per accordare.

ciao, ho visto che utilizzi tunelab… volevo chiederti se è proprio necessario misurare l' inarmonicità del pianoforte prima di accordarlo oppur esistono già delle curve di frequenza già impostate? inoltre non capisco come possa il software calcolare l' inarmonicità di un pianoforte facendogli sentire qualche nota, nel momento in cui il pianofort fosse totalmente scordato (disegualmente)… grazie molto 

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La disarmonicità è definita come il discostamento frequenziale delle parziali reali dalle armoniche teoriche. Pertanto entro certi limiti anche con pianoforte scordato lo scarto è trascurabile. Uso volutamente la dicitura "entro certi limiti" perché se il pianoforte è un tono sotto in quel caso non è trascurabile, ma quando si tratta di riaccordare un pianoforte che è stato seguito, ovvero che ha perso qualche hertz rispetto alla frequenza di riferimento in questo caso non ci sono problemi. 

Da questa definizione dovrebbero esserti chiari anche i miei dubbi nell'altro post che hai pubblicato...

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23 ore fa, thesimon ha detto:

La disarmonicità è definita come il discostamento frequenziale delle parziali reali dalle armoniche teoriche. Pertanto entro certi limiti anche con pianoforte scordato lo scarto è trascurabile. Uso volutamente la dicitura "entro certi limiti" perché se il pianoforte è un tono sotto in quel caso non è trascurabile, ma quando si tratta di riaccordare un pianoforte che è stato seguito, ovvero che ha perso qualche hertz rispetto alla frequenza di riferimento in questo caso non ci sono problemi. 

Da questa definizione dovrebbero esserti chiari anche i miei dubbi nell'altro post che hai pubblicato...

molto gentile… il problema è proprio questo.. mi capita spesso di accordare dei pianoforti molto scordati, ma il problema non è che siano sotto di 1/2 tono o di un tono, cosa che a livello di disarmonicità non credo comporti particolari problemi per un software, in quanto il rapporto tra i suoni rimane regolare… il problema è quando tra le note viene perso proprio il rapporto, a  livello che le stesse ottave sono tra di loro calanti fino ad un quarto di tono. è questo il caso in cui non capisco come possa un software regolarsi facendogli a priori  sentire alcune note di riferimento.. 

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Forse in questo caso è sufficiente accordare preventivamente a 440 Hz con un accordatore elettronico, misurare la disarmonicità col software e successivamente accordare di precisione

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Provo a rispondere senza entrare nel merito delle prestazioni di Tunelab. 

Se ci troviamo con uno strumento che sta 1/2 tono sotto, innanzitutto debbiamo verificare la tenuta delle caviglie, poi lo stato delle corde e procedere come segue: 

Si cercherà di portare, anche se in modo grossolano, lo strumento almeno un quarto di tono sopra il 440 ( per pianoforti con corde in ottimo stato, anche 1/2 tono sopra) e si attenderà qualche giorno. Questo procedimento, come pure riportarlo a 440 , comporta un rischio, specie se è molto tempo che si trova sotto in diapason. Nei punti in corrispondenza del compressore, delle agraffes, del capo bar, si forma una "piega di livellamento ", piega che costituisce, qualora la piega venga cambiata notevolmente di posizione, un punto di debolezza. Per ciò, in qualche caso, qualche corda potrebbe rompersi. E' opportuno accordare riportando subito per ogni nota il tiraggio in tutte le regioni della tastiera. ( tutti i La, tutti i Re, tutti i SOl ecc..)

In un secondo momento si riporterà l'accordatura, sempre in modo grossolano a 440..o qualcosa di più.

In modo definitivo si procederà ad una accordatura fine.

Come ha già ben argomentato Simone, molti o quasi tutti gli strumenti per accordare leggono male le disarmonicità, specie nei bassi e negli acuti. 

C'è da considerare la natura fisica dei suoni. Negli acuti  ascoltiamo di impatto il suono fondamentale e non riusciamo a percepire gli armonici che si trovano deboli e in una gamma non udibile all'orecchio umano. Nei bassi, di converso, Il suono fondamentale quasi non esiste e viene ricostruito dal nostro orecchio attraverso quei suoni armonici ( o meglio parziali) che sono molto ricchi. Per usare un esempio simpatico, il suono basso è come "l'uomo invisibile", che per riconoscersi allo specchio deve indossare tutti i suoi abiti. Negli acuti abbiamo esseri umani in costume da bagno....o a volte senza!!!!

In questo complesso scenario, l'orecchio sa il fatto suo! Lui non è proprio bravo a valutare i suoni assoluti, ma sulle relazioni tra i suoni non lo batte nessuno.

A lui interessa proprio che gli armonici, che poi sarebbero parziali più o meno imprecisi, combinino tra loro nelle diverse regioni della tastiera. Pre questo sceglie dove accettare quei battimenti, cioè quelle differenze calanti e crescenti , che vengono arbitrariamente spartite nel sistema temperato equabile. A lui piace molto sentire la terza e la decima crescente e sopporta le quinte leggermente calanti ecc..Naturalmente tali battimenti eccedenti o "scarsi" sono di velocità diversa a seconda delle zone della tastiera.

Quindi è molto difficile per uno strumento programmato assecondare le compensazioni dovute alla disarmonicità, che ovviamente cambia notevolmente da strumento a strumento. L'orecchio ha invece uno strumento particolare, e non solo: "il gusto" 

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