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thesimon

Chopin - Ballata N.4 In F Min

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Ciao a tutti, mi sono rimesso a vedere la Ballata n° 4 in Fa min che non facevo ormai da anni, l'ultima volta l'ho suonata in un concerto, mi sa che avevo 16 o 17 anni, vatti a ricordare. E' dura mettersi a rispolverare !

Veniamo al dunque, per questo diploma la ballata deve essere rispolverata assolutamente e questa volta non ci farò più posare polvere sopra perché ritengo che sia veramente lo Chopin maturo, un brano UNICO nel suo genere. Ne ho registrato un pezzo (quello che finora ho rispolverato) piano piano procederò, da qui a settembre c'è tempo per sistemarla come si deve, considerato che queste pagine che ho registrato le ho guardate in un'oretta circa. Intanto la incollo in questo post, chiunque volesse può intervenire e dare i suoi consigli e/o critiche che sono sempre ben accetti. Daltronde all'esame sarò pesantemente criticato quindi meglio raccogliere i pareri di tutti gli interessati.

 

Qui c'è il formato in streaming.

http://www.pianoconcerto.it/condivisione/ballata4.mp3

 

Qui il link per chi la volesse scaricare. Per scaricare (in windows) cliccare sul link con il tasto destro e selezionare Salva oggetto con nome... (in mac) ctrl + click e selezionare salva il documento collegato con il nome...

Simone Renzi - Chopin, Ballade n°4 in F min (Part)

 

Grazie a quanti vorranno commentare.

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Ciao theSimon,

questo pezzo è qualcosa di adorabile,indescrivibile come l'emozione che suscita in chi l'ascolta e immagino in chi la suona!! Avrei voluto portarla al mio diploma , ma alla fine ho deciso di studiare la ballata n2 op. 38 e di riservarmi questa meraviglia in un altro momento della mia vita. Confesso che è uno dei brani che ascolto di più, ce l'ho praticamente salvato ovunque dal telefonino al lettore mp3 fino ai predefiniti di youtube:-) Ritengo che sia un vero prestigio per te portare questa ballata al tuo diploma....e ancor più rispolverarla dopo in un periodo di maturità per ritrovarla in un momento importante! Ho ascoltato il file audio e ciò che ho colto di più è stata l'intenzione ed anche la naturale 'timidezza' che si prova quando si riprende contatto con il passato, specie se si era bambini. Non mi sento all'altezza di dare particolari consigli, tra musicisti ci si ascolta e si dovrebbe cercare di scoprire tutti i punti di forza che in ciascun esecutore restano un pò più nascosti per poter far venir fuori la vera essenza della musica nonchè di chi sta suonando, animando così il godimento dell'anima e dei sensi di tutti i presenti. In questo caso ciò che potrebbe renderti piacevole questa fantastica rispolverata è il ricordo del passato , il pensiero di ciò che eri quando avevi 16 anni e di ciò che sei ora immaginando un pò di doverti raccontare , di dover dire qualcosa a te stesso e di dover aggiungere qualcosa in più che ora puoi esprimere meglio. E poi di lì verranno tutti i passaggi tecnici e le sfumature che non saranno altro che parte del racconto, del tuo racconto. Questa ballata mi fa immergere molto dentro me stessa...buon viaggio anche a te!

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Caro Simone,

 

Ottimo lavoro, soprattutto interpretativo. Ecco un esempio di ricerca del suono e del tocco. Del giusto peso nelle parti dualizzate affidate ad una sola mano. Insomma ricerca di soluzioni tecniche....suggerite dalla musica! Evviva.

 

Potrebbero solo obiettare, ad un esame, le sapienti e giuste libertà dal tempo e di alcune figurazioni ritmiche, ma a me piacciono.

 

Come dice Cortot nel suo libro "Alcuni aspetti di Chopin", in Chopin si riscontrano due elementi irrinunciabili: Il rubato e la "vena classicheggiante". Incredibile!!!Chopin era molto rigoroso sul tempo e sul ritmo, ma.....tutto inserito nel suo "rubato".

 

Il suono è bellissimo e bellissimo è l'equilibrio tra destra e sinistra.

 

Come rispondevo a Saverio, il possedere e lo sviluppare capacità tecnica e musicale, significa essere costantemente attenti alle proporzioni di piani sonori e ai movimenti "pesati" delle nostre dita, del polso, del braccio, della spalla. Il controllo ritmico, sì, certo, seppur nella libertà e nella flessibilità, purché si tenga presente sempre non la semplice "variazione" di velocità delle cellule melodiche e ritmiche, ma la variazione di esse all'interno del tempo base. Si pensi alla differenza che si avverte sedendo al posto del passeggero, in una automobile. Sappiamo percepire benissimo quando il pilota rallenti la sua marcia servendosi del freno- pedale e quando del freno-motore......con la relativa sensazione di "sicurezza".

 

Complimenti A Simone, giovane di talento e promettente interprete chopiniano.

 

Paolo

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Grazie ad entrambi per l'intervento. La ballata n° 4 di Chopin non si finisce mai di scoprire. Trovo molto utile registrarmi mentre studio perché riascoltandomi ho sempre modo di scoprire cose nuove oppure modificare alcune cellule interpretative che non mi convincono. Grande scoperta la tecnologia ! :huh:

Non vedo l'ora di finire lo spolveramento, non mi stanco mai di studiarla e di suonarla, secondo me uno dei brani più belli che Chopin abbia mai composto. Onore al grande maestro che non avrebbe mai dovuto morire...

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Ciao a tutti, mi sono rimesso a vedere la Ballata n° 4 in Fa min che non facevo ormai da anni, l'ultima volta l'ho suonata in un concerto, mi sa che avevo 16 o 17 anni, vatti a ricordare. E' dura mettersi a rispolverare !

Veniamo al dunque, per questo diploma la ballata deve essere rispolverata assolutamente e questa volta non ci farò più posare polvere sopra perché ritengo che sia veramente lo Chopin maturo, un brano UNICO nel suo genere. Ne ho registrato un pezzo (quello che finora ho rispolverato) piano piano procederò, da qui a settembre c'è tempo per sistemarla come si deve, considerato che queste pagine che ho registrato le ho guardate in un'oretta circa. Intanto la incollo in questo post, chiunque volesse può intervenire e dare i suoi consigli e/o critiche che sono sempre ben accetti. Daltronde all'esame sarò pesantemente criticato quindi meglio raccogliere i pareri di tutti gli interessati.

 

Qui c'è il formato in streaming.

http://www.pianoconcerto.it/condivisione/ballata4.mp3

 

Qui il link per chi la volesse scaricare. Per scaricare (in windows) cliccare sul link con il tasto destro e selezionare Salva oggetto con nome... (in mac) ctrl + click e selezionare salva il documento collegato con il nome...

Simone Renzi - Chopin, Ballade n°4 in F min (Part)

 

Grazie a quanti vorranno commentare.

 

 

Complimenti Simone sei veramente bravissimo! ;)

 

Non conoscevo questa composizione di Chopin è assolutamente delicata e trasporta l'ascoltatore poi ha il sapore di malinconia unita a un pò di rabbia. Stupenda.

Simone ma come fai a registrarti se posso chiedere?

 

PS: Intato la scarico e la salvo su iPad. :huh:

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Potrebbero solo obiettare, ad un esame, le sapienti e giuste libertà dal tempo e di alcune figurazioni ritmiche, ma a me piacciono.

 

 

Spero che non si "permettano", e sono sicuro che non lo vorrebbe nemmeno Chopin in persona! :huh:

 

Altrimenti ... dovrebbero avere da ridire sulle interpretazioni dei vari Yundi Li, Igoshina, ecc. ;)

 

A me l'interpretazione di Simone è piaciuta moltissimo ;)

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Grazie per il complimento. La ballata che sta qui è solo un pezzettino, intera dura una 15ina di minuti circa.

Per la registrazione ci sono due metodi, uno parecchio complesso, l'altro semplice ma noi analizzeremo l'uno e l'altro in alcuni video dedicati proprio alla registrazione del pianoforte.

Il primo, quello semplice consiste nell'illusione. Mi spiego meglio... Si registra tramite una tastiera midi (ormai tutti i pianoforti digitali 88 tasti pesati hanno un'uscita MIDI). Praticamente si collega un'interfaccia MIDI tra tastiera e computer e si registra la performance in Logic o altri software equivalenti. Su logic viene creata una traccia MIDI, quella su cui andiamo a registrare, e su questa traccia MIDI si montano dei virtual instrument (nel nostro caso un pianoforte campionato). Il risultato è quello che senti in questa ballata, ovvero un pianoforte registrato in studio con le migliori attrezzature.

 

Il secondo metodo, quello complesso, oserei dire professionistico, comporta la registrazione in studio dello strumento acustico. E' molto difficile per una serie di motivi. Il primo è il fatto che richiede la conoscenza di particolari componenti hardware con i quali effettuare la registrazione, la conoscenza del loro assemblaggio e del loro settaggio ottimale per il tipo di registrazione che andiamo a fare, la conoscenza approfondita dei sequencer software con i quali si effettua la cattura e per ultimo il prezzo dal momento che sono componenti che costano parecchio.

I componenti hardware richiesti sono i seguenti:

- Un ottimo preamplificatore microfonico almeno a 2 canali per il pianoforte (Dai 700 ai 4500 euro, dipende dalla qualità).

- Un ottimo convertitore AD/DA (Dai 500 ai 3500 euro dipende dalla qualità).

- Due microfoni da studio a condensatore (I migliori per pianoforte sono gli Shoeps - intorno ai 1000 euro l'uno, ne servono 2. Ci sono anche microfoni di costo inferiore con i quali si riesce comunque ad ottenere un ottimo risultato).

- Un mixer analogico o digitale.

- Una buona scheda audio (Se lavori con mixer analogico, in quello digitale solitamente è compresa con interfaccia Firewire 400 o 800).

- Un computer abbastanza recente (Importantissimo è l'hard disk che deve avere una velocità di rotazione di almeno 7200 RPM).

- Un software per il sequencing. Ce ne sono molti, dipende poi da come una persona si trova meglio (Logic, Nuendo, Cubase ecc.).

- Aste per i microfoni

- Cavi XLR schermati di quelli buoni con cablaggi placcati in oro.

 

Si può optare per microfoni leggermente meno costosi e su computer meno performanti ma ciò su cui non si può risparmiare sono il convertitore ed i preamplificatori (Sono questi due componenti che costruiscono il suono digitale).

 

Una volta che uno ha deciso di spendere, alla buona, tenendosi bassi questi 2000/3000 euro arriva la teoria.

C'è da sapere come posizionare i microfoni, per il pianoforte e generalmente salvo eccezioni per tutti gli strumenti acustici, occorre utilizzare delle tecniche di registrazione stereo (Stereo Imaging). Faremo un tutorial sulle varie tecniche di microfonaggio per i vari strumenti acustici. Ce ne sono molte di queste tecniche per la registrazione del pianoforte e si ricorre ad una piuttosto che ad un'altra in relazione all'acustica della sala, allo spazio a disposizione, al numero dei canali disponibili sul preamplificatore ed a tante altre variabili che poi vedremo sui video.

 

Una volta sistemato tutto, si procede con il check audio ovvero si effettuano delle piccole modifiche alla posizione dei microfoni, al volume di ingresso del segnale ecc.

Tali accorgimenti sono tanto più piccoli quanto più è qualitativamente alta l'attrezzatura che abbiamo a disposizione. Con un preamplificatore HR-3V ed un buon convertitore AD/DA spesso non c'è bisogno di toccare nulla o comunque bisogna toccare veramente poco.

Il pianoforte essendo uno strumento che ha un ampissimo range dinamico è molto difficile da microfonare, in quanto con i microfoni troppo vicino alle corde dentro alla cassa armonica per far sentire bene i "pianissimo", si rischia di andare in clipping quando il pianista esegue uno sforzato. Pertanto si cerca di aggiustare utilizzando dei pad a 10 o 20 dB oppure allontanando leggermente i microfoni dalla cassa armonica o addirittura cambiando la tecnica di microfonaggio.

 

Si parte dunque con la registrazione. Il pianista eseguirà i suoi brani dopodiché non finisce qui... Si procede con la post-produzione. Con il computer si equalizza il suono eliminando tutte quelle eventuali impurità sonore (Suono troppo cupo o troppo squillante, suono troppo secco oppure troppo bagnato, amiente, riverbero, compressione -> poco sul piano). Effettuata la post produzione avremo finalmente il file finale che si chiama Mastering della produzione. Col mastering si procederà poi alla normalizzazione del file su picco massimo di -1.0dB ed alla scrittura su disco o la pubblicazione in internet.

 

Come vedi registrare un pianoforte acustico è veramente molto difficile e richiede un orecchio molto allenato ma soprattutto uno studio maniacale su una serie di argomenti non del tutto semplici come ad esempio l'acustica (matematica).

Allora in te nascerà spontanea una domanda, ma allora utilizziamo tutti il primo metodo ed il risultato è garantito ! Ma purtroppo non è così semplice. Utilizzando il primo metodo il risultato è sicuramente buono ma non come registrare un pianoforte acustico dal vivo... Perchè ?

 

Ecco le motivazioni:

 

1. La maggior parte delle librerie sonore di pianoforte in circolazione hanno massimo 16 livelli dinamici, fa eccezione se non ricordo male la garritan Steinway che è riconosciuta da Steinway (l'unica libreria che ha 127 livelli sonori per un totale di circa 320Gb di campioni, ma non prendere troppo sul serio le cifre perché non ricordo benissimo, dovrei andare a ricontrollare le specifiche). In sostanza dunque i livelli dinamici di tali librerie sono di 16 livelli che arrivano a 127 in modo software aumentando e abbassando il volume a partire dai 16 campioni registrati per farne 127. Capisci bene che registrare un pianissimo ed alzarlo di volume per farlo sembrare un mezzo piano non è timbricamente la stessa cosa che registrare direttamente un mezzo piano, quindi si perdono molte sfumature dinamiche che nel pianoforte acustico sono pressoché infinite mentre nel digitale arrivano ad un massimo di 127.

 

2. I rapporti armonici di un accordo registrato da un piano acustico non producono lo stesso effetto dello stesso accordo creato dalla registrazione di tre o più note registrate separatamente e poi messe insieme.

 

3. Registrare da un pianoforte acustico ti da modo di ricercare il suono che più ti gratifica nella registrazione, cosa che non puoi fare, o che comunque puoi fare sommariamente con una post produzione su campioni audio che sono stati registrati a gusto di un ingegnere del suono ma che potrebbero non rispettare il tuo gusto del suono.

 

4. Registrare un piano acustico dal vivo è un'esperienza sonora sempre nuova, utilizzare dei campioni significa sempre la stessa esperienza.

 

5. Eventuali imperfezioni sonore secondo la mia filosofia del suono arricchiscono la performance pianistica rendendola reale.

 

Ci sono chiaramente anche dei pregi per la registrazione MIDI a discapito di quella acustica, ad esempio la possibilità di tagliare ed incollare con molta più facilità rispetto al taglia incolla di onde sonore. Oppure la possibilità di correggere eventuali "stecche" commesse durante l'esecuzione in post produzione senza dover necessariamente registrare nuovamente la frase in cui si è verificato l'errore.

 

Insomma ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro ma il mio senso estetico mi impone di dire che le performance acustiche conservano sempre quel carattere personale e reale dell'interpretazione e del suono pianistico.

 

Spero di essere stato esaustivo, per qualsiasi altra domanda, non esitare a chiedere...

Un saluto,

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Grazie per il complimento. La ballata che sta qui è solo un pezzettino, intera dura una 15ina di minuti circa.

Per la registrazione ci sono due metodi, uno parecchio complesso, l'altro semplice ma noi analizzeremo l'uno e l'altro in alcuni video dedicati proprio alla registrazione del pianoforte.

Il primo, quello semplice consiste nell'illusione. Mi spiego meglio... Si registra tramite una tastiera midi (ormai tutti i pianoforti digitali 88 tasti pesati hanno un'uscita MIDI). Praticamente si collega un'interfaccia MIDI tra tastiera e computer e si registra la performance in Logic o altri software equivalenti. Su logic viene creata una traccia MIDI, quella su cui andiamo a registrare, e su questa traccia MIDI si montano dei virtual instrument (nel nostro caso un pianoforte campionato). Il risultato è quello che senti in questa ballata, ovvero un pianoforte registrato in studio con le migliori attrezzature.

 

Il secondo metodo, quello complesso, oserei dire professionistico, comporta la registrazione in studio dello strumento acustico. E' molto difficile per una serie di motivi. Il primo è il fatto che richiede la conoscenza di particolari componenti hardware con i quali effettuare la registrazione, la conoscenza del loro assemblaggio e del loro settaggio ottimale per il tipo di registrazione che andiamo a fare, la conoscenza approfondita dei sequencer software con i quali si effettua la cattura e per ultimo il prezzo dal momento che sono componenti che costano parecchio.

I componenti hardware richiesti sono i seguenti:

- Un ottimo preamplificatore microfonico almeno a 2 canali per il pianoforte (Dai 700 ai 4500 euro, dipende dalla qualità).

- Un ottimo convertitore AD/DA (Dai 500 ai 3500 euro dipende dalla qualità).

- Due microfoni da studio a condensatore (I migliori per pianoforte sono gli Shoeps - intorno ai 1000 euro l'uno, ne servono 2. Ci sono anche microfoni di costo inferiore con i quali si riesce comunque ad ottenere un ottimo risultato).

- Un mixer analogico o digitale.

- Una buona scheda audio (Se lavori con mixer analogico, in quello digitale solitamente è compresa con interfaccia Firewire 400 o 800).

- Un computer abbastanza recente (Importantissimo è l'hard disk che deve avere una velocità di rotazione di almeno 7200 RPM).

- Un software per il sequencing. Ce ne sono molti, dipende poi da come una persona si trova meglio (Logic, Nuendo, Cubase ecc.).

- Aste per i microfoni

- Cavi XLR schermati di quelli buoni con cablaggi placcati in oro.

 

Si può optare per microfoni leggermente meno costosi e su computer meno performanti ma ciò su cui non si può risparmiare sono il convertitore ed i preamplificatori (Sono questi due componenti che costruiscono il suono digitale).

 

Una volta che uno ha deciso di spendere, alla buona, tenendosi bassi questi 2000/3000 euro arriva la teoria.

C'è da sapere come posizionare i microfoni, per il pianoforte e generalmente salvo eccezioni per tutti gli strumenti acustici, occorre utilizzare delle tecniche di registrazione stereo (Stereo Imaging). Faremo un tutorial sulle varie tecniche di microfonaggio per i vari strumenti acustici. Ce ne sono molte di queste tecniche per la registrazione del pianoforte e si ricorre ad una piuttosto che ad un'altra in relazione all'acustica della sala, allo spazio a disposizione, al numero dei canali disponibili sul preamplificatore ed a tante altre variabili che poi vedremo sui video.

 

Una volta sistemato tutto, si procede con il check audio ovvero si effettuano delle piccole modifiche alla posizione dei microfoni, al volume di ingresso del segnale ecc.

Tali accorgimenti sono tanto più piccoli quanto più è qualitativamente alta l'attrezzatura che abbiamo a disposizione. Con un preamplificatore HR-3V ed un buon convertitore AD/DA spesso non c'è bisogno di toccare nulla o comunque bisogna toccare veramente poco.

Il pianoforte essendo uno strumento che ha un ampissimo range dinamico è molto difficile da microfonare, in quanto con i microfoni troppo vicino alle corde dentro alla cassa armonica per far sentire bene i "pianissimo", si rischia di andare in clipping quando il pianista esegue uno sforzato. Pertanto si cerca di aggiustare utilizzando dei pad a 10 o 20 dB oppure allontanando leggermente i microfoni dalla cassa armonica o addirittura cambiando la tecnica di microfonaggio.

 

Si parte dunque con la registrazione. Il pianista eseguirà i suoi brani dopodiché non finisce qui... Si procede con la post-produzione. Con il computer si equalizza il suono eliminando tutte quelle eventuali impurità sonore (Suono troppo cupo o troppo squillante, suono troppo secco oppure troppo bagnato, amiente, riverbero, compressione -> poco sul piano). Effettuata la post produzione avremo finalmente il file finale che si chiama Mastering della produzione. Col mastering si procederà poi alla normalizzazione del file su picco massimo di -1.0dB ed alla scrittura su disco o la pubblicazione in internet.

 

Come vedi registrare un pianoforte acustico è veramente molto difficile e richiede un orecchio molto allenato ma soprattutto uno studio maniacale su una serie di argomenti non del tutto semplici come ad esempio l'acustica (matematica).

Allora in te nascerà spontanea una domanda, ma allora utilizziamo tutti il primo metodo ed il risultato è garantito ! Ma purtroppo non è così semplice. Utilizzando il primo metodo il risultato è sicuramente buono ma non come registrare un pianoforte acustico dal vivo... Perchè ?

 

Ecco le motivazioni:

 

1. La maggior parte delle librerie sonore di pianoforte in circolazione hanno massimo 16 livelli dinamici, fa eccezione se non ricordo male la garritan Steinway che è riconosciuta da Steinway (l'unica libreria che ha 127 livelli sonori per un totale di circa 320Gb di campioni, ma non prendere troppo sul serio le cifre perché non ricordo benissimo, dovrei andare a ricontrollare le specifiche). In sostanza dunque i livelli dinamici di tali librerie sono di 16 livelli che arrivano a 127 in modo software aumentando e abbassando il volume a partire dai 16 campioni registrati per farne 127. Capisci bene che registrare un pianissimo ed alzarlo di volume per farlo sembrare un mezzo piano non è timbricamente la stessa cosa che registrare direttamente un mezzo piano, quindi si perdono molte sfumature dinamiche che nel pianoforte acustico sono pressoché infinite mentre nel digitale arrivano ad un massimo di 127.

 

2. I rapporti armonici di un accordo registrato da un piano acustico non producono lo stesso effetto dello stesso accordo creato dalla registrazione di tre o più note registrate separatamente e poi messe insieme.

 

3. Registrare da un pianoforte acustico ti da modo di ricercare il suono che più ti gratifica nella registrazione, cosa che non puoi fare, o che comunque puoi fare sommariamente con una post produzione su campioni audio che sono stati registrati a gusto di un ingegnere del suono ma che potrebbero non rispettare il tuo gusto del suono.

 

4. Registrare un piano acustico dal vivo è un'esperienza sonora sempre nuova, utilizzare dei campioni significa sempre la stessa esperienza.

 

5. Eventuali imperfezioni sonore secondo la mia filosofia del suono arricchiscono la performance pianistica rendendola reale.

 

Ci sono chiaramente anche dei pregi per la registrazione MIDI a discapito di quella acustica, ad esempio la possibilità di tagliare ed incollare con molta più facilità rispetto al taglia incolla di onde sonore. Oppure la possibilità di correggere eventuali "stecche" commesse durante l'esecuzione in post produzione senza dover necessariamente registrare nuovamente la frase in cui si è verificato l'errore.

 

Insomma ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro ma il mio senso estetico mi impone di dire che le performance acustiche conservano sempre quel carattere personale e reale dell'interpretazione e del suono pianistico.

 

Spero di essere stato esaustivo, per qualsiasi altra domanda, non esitare a chiedere...

Un saluto,

 

 

 

Grazie Simone sei gentilissimo a condividere tutte queste tue competenze e conoscenze! :huh:

 

Ma quindi se posso chiederti, io ho un YAMAHA P-85, che tipo di cavo dovrei acquistare per collegarlo al mio computer, tenendo conto che io ho un iMac?

E posso utilizzarlo usando come MIDi MuseScore il software di notazione freeware?

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Grazie Simone sei gentilissimo a condividere tutte queste tue competenze e conoscenze! :huh:

 

Ma quindi se posso chiederti, io ho un YAMAHA P-85, che tipo di cavo dovrei acquistare per collegarlo al mio computer, tenendo conto che io ho un iMac?

E posso utilizzarlo usando come MIDi MuseScore il software di notazione freeware?

 

Figurati, ci mancherebbe, faremo video corsi su tutto non appena mi libererò un pochino degli impegni che sembrano non terminare mai.

 

Lo Yamaha P-85 va benissimo. 88 tasti pesati e MIDI in/out. Benissimo anche l'iMac, ottima scelta. Più che utilizzarlo con MIDI MuseScore visto che hai un Mac lo utilizzerei con Garage Band o ancora meglio con Logic se ci riesci. Sto facendo dei video corsi di logic e seguendo già i primi video corsi puoi facilmente capire come utilizzarlo per suonare con una tastiera MIDI dal vivo.

Per collegarlo al pc ti serve un'interfaccia MIDI. Se non hai una scheda audio professionale che abbia un MIDI in puoi utilizzare quella dell'iMac comprando un'interfaccia MIDI USB.

La puoi trovare a questo indirizzo su eBay a 35 euro circa + spese di spedizione. Una volta che hai l'interfaccia ti basta collegare il cavo MIDI all'out della tastiera ed ovviamente l'USB al Mac. Dentro Logic è automaticamente riconosciuta. Crei una traccia midi, monti sul VST un campione di pianoforte acustico e suoni oppure suoni e ti registri. Come vedi è molto semplice. Anche se come ti ripeto, io preferisco la registrazione acustica che purtroppo richiede molti accorgimenti in più.

 

Per qualsiasi altra domanda sono qui...

 

Un saluto

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