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Piano Concerto - Forum pianoforte

L'intervallo più piccolo


Kappa
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Grazie TheSimon

 

Intervallo melodico o armonico?

 

Domanda interessante, effettivamente io immaginavo 2 suoni in successione, effettivamente probabilmente 2 suoni simultanei possono cambiare tante cose. Tu cosa ne dici?

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Perché se fosse armonico, con i battimenti si sentono intervalli davvero minimi (1 Hz di differenza, almeno nella zona "media" del campo di udibilità, comporta 1 oscillazione in ampiezza per secondo; 2 ogni mezzo secondo e via dicendo..)

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Dipende dall'altezza (e della caratteristiche uditive dei singoli). Le frequenze sono logaritmiche per cui 1 hz di differenza tra 2 suoni danno "intervalli" diversi. 440 hz è il La centrale, il Sib si trova a 466 circa (26 hz di differenza); all'ottava sotto la differenza è di 13, a quella sopra di 52. Viene da solo che più giù si va meno si sente, mentre verso l'acuto ad un certo punto non si distinguono più le altezze (diventano "fischi").

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Sempre per un discorso melodico si può anche applicare la legge di Weber che associa parametri del dominio fisico a parametri del dominio psicoacustico. Delta S = k*S. Il parametro k è circa 0,0023 per quello che riguarda l'altezza tonale di conseguenza per sapere il minimo differenziale percepibile conoscendo una frequenza di partenza bisogna moltiplicare la frequenza di riferimento per il k tonale. Nel caso di 440 Hz il differenziale è di 1,012 Hz, quindi riconoscerò un successivo suono con andamento melodico se la sua frequenza è maggiore o al limite uguale a 441,012 Hz. Ovviamente il differenziale varia a seconda della zona di frequenza che sto considerando. Per quanto riguarda l'andamento armonico ti ha già risposto in modo eccellente Zedef parlando dei rapporti armonici che si trovano al di sotto del limite di quella che viene definita come banda critica.

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Sempre per un discorso melodico si può anche applicare la legge di Weber che associa parametri del dominio fisico a parametri del dominio psicoacustico. Delta S = k*S. Il parametro k è circa 0,0023 per quello che riguarda l'altezza tonale di conseguenza per sapere il minimo differenziale percepibile conoscendo una frequenza di partenza bisogna moltiplicare la frequenza di riferimento per il k tonale. Nel caso di 440 Hz il differenziale è di 1,012 Hz, quindi riconoscerò un successivo suono con andamento melodico se la sua frequenza è maggiore o al limite uguale a 441,012 Hz. Ovviamente il differenziale varia a seconda della zona di frequenza che sto considerando. Per quanto riguarda l'andamento armonico ti ha già risposto in modo eccellente Zedef parlando dei rapporti armonici che si trovano al di sotto del limite di quella che viene definita come banda critica.

Pensa The Simon che gli organi si intonavano (e qualcuno ancora li intona) senza sapere nulla della legge di Weber! :D Anche i temperamenti (mesotonico docet) secoli fa li hanno scovati a orecchio: tot battimenti tra le note x-y = quarto di comma

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Pensa The Simon che gli organi si intonavano (e qualcuno ancora li intona) senza sapere nulla della legge di Weber! :D Anche i temperamenti (mesotonico docet) secoli fa li hanno scovati a orecchio: tot battimenti tra le note x-y = quarto di comma

 

E vorrei vedere ! :lol: Non mi è chiaro infatti perché hai mischiato l'intonazione degli organi con la legge di Weber. La legge di Weber associa a sensazioni soggettive una legge matematica basata comunque su risultati empirici. In altre parole cerca di motivare matematicamente le limitazioni dell'orecchio e non vuole essere utile ad adoperarsi nel campo dell'accordatura degli strumenti. Onestamente non conosco bene quale sia il modo per accordare gli organi, immagino comunque che ci si serva dei battimenti rapportandosi ad una frequenza di riferimento... (Diapason o non so quale altro strumento di riferimento).

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  • 2 months later...

Secondo voi qual'è l'intervallo più piccolo che l'orecchio unamo riesce a distinguere?

 

Premesso che La percezione uditiva gode dell’abilità a porre in successione d’ordine le altezze in relazione alle loro frequenze, la domanda dal punto di vista dell'acustica rientra nell'ambito è la risoluzione percettiva dell’orecchio nel dominio dell'altezza e in particolare è la differenza in frequenza fra due toni puri successivi tale che tali toni vengano percepiti distinti o diversi in altezza cioè quando ad una differenza quantitativa nello stimolo fisico viene avvertita una differenza nella percezione e che al di sotto di tale differenza i due stimoli fisici vengono percepiti uguali.

Ritengo che sia anche importante sapere che esiste il jnd (Just noticeable difference) che è la misura numericamente espressa della variazione fisica dello stimolo per avere una variazione di percezione.

La jnd nel dominio dell’altezza o risoluzione frequenziale della percezione uditiva, dipende dalla frequenza, dall’intensità, dalla durata e dalla velocità di transizione fra i due toni.

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Minimo, ma devi farci le tue famose torte !

 

sarebbe davvero carino organizzare un ritrovo, ma siamo tutti sparsi per l'Italia...

 

In effetti Simone, l’ultima volta che ne avevamo parlato avevo rinunciato alla mega Jam Session per mettermi dietro i fornelli con Thallo :D

Magari spunto qualche trucco del mestiere ;)

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