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Piano Concerto - Forum pianoforte
maquieto

B.Bartok, da mikrokosmos, Melody With Interruption

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Mikrokosmos terzo volume pag 31.

Allego partitura.

Sono brani bellissimi anche quelli del 1o volume. Poi ti puoi divertire nella ricerca delle sonorità, del ritmo etc...

Bartok su questo indica anche i tempi 45 secondi...io ho sforato di un pò.

Vorrei infatti riuscire a stare nel tempo.

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Riprendo questo vecchio thread perchè pensavo di cominciare il mikrokosmos (vol. 1) per migliorare (più correttamente iniziare quasi da zero) la capacità di lettura dello spartito ed esecuzione al pianoforte. Dalle vostre considerazioni, in varie discussioni, mi sono convinto che l'opera di Bartok sia didatticamente molto valida, per diversi aspetti inerenti l'interpretazione. 

Volevo chiedere agli esperti se esistono dei metodi più "mirati" per questo genere di finalità.

Per qualche tempo (circa un anno) ho preso lezioni di pianoforte. E "suonicchio" alcuni brani di Mozart e Chopin. Ma è più che altro per mio diletto.

Parallelamente all'aspetto "ludico", che non voglio comunque reprimere visto che non dovrò fare il pianista di professione, avverto ora il bisogno di ricominciare da zero con solfeggio, teoria, armonia ed esercizi e studi progressivi.

Vorrei capire, inoltre, la differenza fra esercizi di tecnica pianistica e i cosiddetti "studi".

Grazie 

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Mikrocosmos è un ottima raccolta. Là puoi applicare tutti i principi di tecnica, solfeggio ecc. senza sopprimere l'aspetto ludico di cui parli. Già i primi tre volumi offrono al pianista ampio materiale.

Un Maestro che ti segue è importante, almeno per riprendere le fila del discorso di studio. Secondo me nessun esercizio o  studio  che sia dovrebbe essere "avulso" dall'aspetto musicale. Fare Musica è l'obiettivo finale e tutto ciò che viene inaridito dal solo ed inutile "addestramento non fa parte del "gioco" . Maria Callas diceva ai cantanti: "anche quando fai un semplice vocalizzo, pensa ad una frase d'Amore". Bellissimo! E' ovvio che alcune ripetitive formule di uno studietto ci allontanano dall'aspetto musicale e che dobbiamo prediligere Autori che hanno saputo scrivere Musica, seppur insegnando qualcosa o molto.Bartok è uno di questi. Ne è esempio la mirabile raccolta "Le cinq doit" ( le cinque dita), nientemeno di Igor Stawinsky! Semplicissimi pezzi che si possono suonare anche al primo anno, senza conoscere il passaggio del pollice ( unico difetto: Mano destra e mano sinistra in chiave di violino!! RImanda l'allievo alla acquisizione della lettura della chiave di basso!)

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Grazie Paolo,

in questo momento prendere lezioni da un maestro non è proprio possibile.

Potresti gentilmente dirmi la differenza che c'è fra gli "esercizi di tecnica pianistica" (Hanon, Rossomandi...etc) e gli "studi" (Czerny, Chopin...etc).

Come mai viene fatta questa distinzione? Gli esercizi sono forse solo meccanici, mentre gli studi hanno invece una loro musicalità e sono quindi da preferirsi? 

Se volessi invece approcciare Bach, quali sarebbero i brani/studi più elementari?

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I libri di tecnica  fanno conoscere tutte le difficoltà tecniche "estrapolate" dal repertorio delle composizioni pianistiche. E propongono degli esercizi che abituano al giusto complesso movimento, che chiamo "gesto di base", gesto che ci fa capire come superare la difficoltà. Cioè ci suggerisce il tipo di "abilità". Tali libri vengono, a volte, fraintesi e vengono ripetuti all'infinito, credendo che il progredire della tecnica pianistica dipenda da un "addestramento" muscolare. Al di là del fatto che via via il principiante diventi sempre più abile , anche sviluppando un certo coordinamento muscolare, la crescita della tecnica è soprattutto è un processo di comprensione di come si deve superare la difficoltà. Oltre che un fatto "cinetico", è un fatto mentale. Alcuni insigni Autori ( Sandor, Casella) sostengono appunto che, per esempio, l'uguaglianza delle dita non viene raggiunta sviluppando la forza uniforme delle dita stesse bensì acquisendo la capacità cerebrale, mentale, di supportare di più le dita più deboli rispetto a quelle più robuste. E così per tante altri obiettivi tecnici. Quindi il libro di tecnica, non è un libro di ginnastica, ma un "formulario" che propone tipo di difficoltà( che naturalmente viene ripetuta ed esercitata fino al superamento della formula proposta). 

Gli studi, scritti da compositori didatti, propongono per tutta la durata del pezzo una certa difficoltà, offrendo però un pezzo musicale vero e proprio( ad es. studio sull'arpeggio, studio sulle note ribattute ecc.). Per esempio i mirabili 50 studi di Czerny op. 740( mi sembra) sono dei bellissimi pezzi, anche da eseguire con soddisfazione. Per arrivare poi agli studi di Chopin o di Listz, che costituiscono veri pezzi da concerto di grande effetto.

E' difficile suggerire da lontano un percorso da seguire. Potrei dirti di iniziare con piccoli studi di Duvernoy e Pozzoli per poi proseguire con Czerny. Circa al terzo anno si propongono i preludi ed esercizi di Clementi. Dello stesso Autore sono bellissime le sei sonatine. Studi di Heller "per il ritmo l'espressione". Di Bach, prima il libro di Maddalena  Bach e poi i 23 pezzi facili ( che facili non sono per niente!).

Di studi esistono raccolte : La "Czernyana" è una raccolta di studi scelti che partono dal primo volume fino, credo al quarto o sesto.

Di Bartok consiglio almeno i primi tre volumi di Microkosmos.

Però, in seguito tieni in considerazione una guida di un Maestro. E' fondamentale.

Buono studio

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