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Piano Concerto - Forum pianoforte

Società estere di tutela del diritto d'autore per compositori


mathisdermaler
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Buongiorno a tutti voi.

Ho in mente di iscrivermi ad una società di tutela del diritto d'autore ma, navigado su internet, non ho letto molti commenti positivi sulla nostrana SIAE. Avevo quindi optato per l'estero, devo dire che, a fronte delle cifre esorbitanti ed inspiegabili richieste dalla SIAE, c'è l'imbarazzo della scelta! Ero orientate verso la SGAE spagnola, che chiede soltanto 15€ per l'iscrizione e nient'altro, senza nemmeno quote annuali (delle quali devo comunque ancora comprendere l'utilità). Però ho dei dubbi, anche perché non mastico bene lo spagnolo e dal sito non ho capito molto. Quello che mi preme sapere (magari se qualcuno di voi ci è iscritto) è come funziona il pagamento dei diritti d'autore se la mia musica, per il momento, viene eseguita solo in territorio italiano e non spagnolo. Io cosa devo fare? Dovrò comunicare io alla SGAE che un mio brano, tutelato presso la loro società, è stato usato in Italia o se la vedono loro? E come fanno nell'eventualità?

Sono ben accette anche altre opinioni su altre società (la SACEM mi sembra conveniente se non fosse per il fatto che richiede che un proprio brano venga commercializzato entro sei mesi se non sbaglio...La SGAE non pone questa condizione).

Vi ringrazio in anticipo!

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Le Creative commons non le ho mai prese in considerazione. Quando dici che la SIAE è meglio, intendi propriamente la SIAE o qualsiasi società che svolge la stessa funzione della SIAE? No, perché, non mi va proprio giù pagare cifre così smodate quando la "concorrenza" mi permette di avere le stesse cose senza sborsare quote annuali. Che sanassero il loro deficit in altra maniera e non a scapito degli associati.

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Dipende se il motivo principale riguarda il deposito con conseguente prova di paternità, oppure i potenziali guadagni derivanti da esecuzioni live, vendita di file on line, cd ecc.. Io uso SafeCreative per il momento, le licenze che mettono a disposizione sono le più diffuse, ma mi serve esclusivamente per depositare ogni volta che voglio, senza per questo dover andare a Roma ogni 2 giorni e pagare la somma che la Siae richiede (pago 40 euro all'anno, ma ci sono diversi profili cui poter scegliere, inoltre si può depositare un qualsiasi numero di versioni di un pezzo, anche se rimane sempre copia e tracciatura dei precedenti depositi, cosa molto comoda, solitamente mi stampo la prima e l'ultima versione con annessi certificati elettronici,; viene, se non ricordo male, contemplata anche la possibilità di modifica riguardo la licenza per un pezzo in caso di vendita dello stesso, ma non ricordo bene questo punto, dovrei rileggerlo). Inoltre in questi anni (è già un miracolo) ho avuto la piccola soddisfazione di venire a sapere che l'estratto di un pezzo è stato usato da qualcuno in Polonia, ma non so per quale specifico utilizzo. Il guadagno? 42 centesimi.

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42 centesimi??? Ma questa è un'offesa! Io comunque so che con la SGAE il deposito si può fare online, caricando il pdf della partitura. Mi sembra abbastanza comodo. Comunque, Piccinesco, dalla tua esperienza polacca, mi sembra di capire che se un proprio brano venisse eseguito all'estero, è la società estera che invia i "proventi" (sigh!) a quella della nazione cui è iscritto il compositore. Quindi, in definitiva, se io mi iscrivessi alla SGAE, risulterei essere "spagnolo"? E allora visto che vengo eseguito qui in Italia, dovrei considerare l'italia come "estero"? E' questo che non mi è chiaro...

Grazie comunque!

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Dipende se il motivo principale riguarda il deposito con conseguente prova di paternità

Certo Piccinesco, ma se hai la paternità e guadagnano gli altri perchè possono demandare a terzi l'incasso degli stessi...?! Ci sono stati casi eclatanti con Creative commons. Suggerisco di contattare il Maestro Lorenzo Ferrero, che sarà disponibilissimo a dare le giuste dritte sull'argomento.

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Si, dovrebbe essere il contrario, ricevere direttamente il compenso, su questo sono d'accordo.

Ho trovato questa pagina su SafeCreative, ho chiesto loro (sempre se riescono a comprendere il mio più che pessimo inglese di base, anzi direi peggio) se si riferisce a possibili entrate inerenti al pagamento dei diritti d'autore.

Dalle pagina che allego sembrerebbe di si, perchè è indicata la possibilità di ricevere soldi specificando la modalità e la valuta.

 

http://www.scribd.com/fullscreen/60322872?access_key=key-2l75gctcoexdlb3ghkwm&allow_share=true&escape=false&show_recommendations=false&view_mode=slideshow

 

Come aprite il link, andate sulle 2a e 3a pagina, nella 3a sembra più chiaro il procedimento e a cosa si riferisce.

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Queste due risposte ricevute dalla Sgae in relazione a due questioni che ho posto in merito alla procedura di iscrizione e deposito:

 

Estimado Maurizio:

Muchas gracias por tu interés en hacerte socio de SGAE. Lo primero que debes haces, es pedir la baja en tu Sociedad, en SIAE. Si no, no te podemos administrar tu repertorio.

Una vez hayas conseguido la baja, puedes registrarte con una obra en papel (partitura), y a partir de allí puedes registrar online con un fichero sonoro (mp3).

 

Da quello che posso capire, "ringraziano" per l'interesse da me mostrato nel voler (potenziale che ancora è presente) aderire ai loro servizi di tutela.

Prima di tutto richiedono la documentazione che certifichi la mia cancellazione della Siae (ormai avvenuta), per poter amministrare il mio repertorio.

Poi dopo aver effettuato l'iscrizione inviando una partitura (immagino per posta anche se non è specificato), a seguire posso effettuarla anche on line con inviando un file audio.

 

Se qualcuno comprende meglio lo spagnolo mi corregga.

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Secondo me la SGAE conviene perchè, a parte una quota di iscrizione bassisima (una tantum), protegge il diritto d'autore in tutto il mondo. In effetti non sono previste cifre aggiuntive la copertura dei diritti è worldwide.

Inoltre alla SGAE non è previsto alcun costo per il deposito di un’opera inedita; intendo anche se non soci.
C'è da precisare che trattengono una percentuale in fase di liquidazione sul totale dei diritti ma solo se si matura una cifra pari o superiore a quella che uno definisce in fase di registrazione.

Inoltre è tutto online, attraverso l’area SGAE RESPONDE.  Risposte celeri e area specifica per le domande (che restano memorizzate in un archivio consultabile nel caso in cui dovessi dimenticare una riposta data mesi prima) a cui è stata data una risposta.

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Confermo che, anche se per e mail, mi hanno risposto subito. La Siae spesso ha impiegato giorni o settimane, delegando la risposta ad altri uffici rispetto a quello a cui avevo scritto. Ottima la soluzione del deposito inediti senza l'obbligo di iscrizione, certamente la differenza (non da poco sta nel fatto che si può inviare il materiale on line, come è stato scritto da DiesIrae e questa è un'opzione che la Siae non permette).

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Non vorrei fare la parte dell'avvocato del diavolo, ma...

 

C'è da precisare che trattengono una percentuale in fase di liquidazione sul totale dei diritti ma solo se si matura una cifra pari o superiore a quella che uno definisce in fase di registrazione.

...questa cifra è rinegozialbile nel tempo?

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Io ho scaricato i moduli di iscrizione alla SGAE, giusto per capire un po' cosa chiedono, però non ho visto nessuna voce da compilare che faccia riferimento ad un massimale che, se superato, è oggetto di tassazione. Credo che le trattenute le facciano automaticamente su ogni cifra, solo che le loro percentuali, a detta di quello che scrivono sul loro sito, sono molto più basse della media europea.

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Domande in libertà.

 

Ma i brani scritti al 50 e 50 con altri compositori (o varianti)?

 

Nel caso di testo (anche di terzi) come si comportano?

 

Nel caso delle elaborazioni di frammenti di brani di altri?

 

Gli arrangiamenti come vengono trattati?

 

...e le trascrizioni? Hanno previsto qualcosa?

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