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Piano Concerto - Forum pianoforte
pianoexpert

Meglio Un Tristo Inquilino

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"...Meglio un tristo inquilino, che un sonator di piano o di violino". Questo mi disse una mia anziana vicina di casa, quando mi incontrò in ascensore. In quel tempo stavo per diplomarmi in pianoforte e studiavo un bel po'. Indubbiamente un pianista dovrebbe vivere in campagna, ma nessuno più impedirci di suonare, magari nelle ore lontane da quelle del riposo e magari non per molte ore di seguito. Ma allora? come farò a studiare nove ore al giorno? Sviatoslav Richter in un documentario girato su di lui negli ultimi anni di vita risponde alla domanda: "E' vero che Lei studiava 10 ore al giorno?" Risposta: "Niet", No! !io ho studiato sempre non più di tre ore!!!!" - E come studiava un pezzo? - "Niente.......imparavo una pagina e poi passavo alla successiva".....Meditate, gente....meditate.

 

 

Saluti da Pianoexpert

 

P.S. Tutto ciò può aprire una discussione sulla tecnica pianistica....che ne dite? ( Ma ovviamente nell'apposita sezione. )

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Sono stato uno studente di pianoforte che non ha mai dato troppi problemi ai vicini! E si, un po' per la scelta degli orari in cui mi esercitavo, un po' perchè stare seduto al pianoforte per più di due ore non era cosa frequente! :huh: Abbiate pietà, ero un bambino! ;)

Comunque sia, per la preparazione di un esame o per propria predisposizione personale, è facile che si stia per diverse ore allo strumento, e che si arrechi fastidio a chi ci vive attorno. Purtroppo è vero che si possa dare fastidio. C'è gente che ha bambini piccoli da far addormentare, gente che soffre di emicrania o semplicemente che (giustamente) dopo ore di "scale" ... non ce la fa più a sopportarci! :P

La fortuna di chi suona il pianoforte è quella di poter godere (per la natura dello stesso strumento) di una maggiore tolleranza da parte dei vicini. Avevo un amico che suonava il corno. Immaginatei! :P :P ;)

Una soluzione al problema non c'è! Purtroppo la convivenza ravvicinata è una delle costrizioni del nostro tempo.

Il problema per un musicista è duplice, poi, perchè a differenza del tipo "tamarro" che tiene lo stereo a "palla" tutto il giorno, egli ha pure la sensibilità per capire che effettivamente può dare fastidio ai vicini!!! Danno e beffa, insieme! ;)

 

Io ho risolto con il mio bel pianoforte digitale (uffa, torno a lodarlo ;) ) che posso suonare in cuffia a tutte le ore del giorno e della notte. Che bellezza poter suonare di notte!!! Ci si sente alla stregua di Chopin, avvolti nel silenzio e nella soltudine. Si capisce maggiormente come certe "situazioni" abbiano potuto ispirare certa musica ;)

 

Anzi, posso dire che adesso sono passato dalla parte di quello che il fastidio lo subisce! E si, perchè succede che, a volte, mentre sono al piano (in cuffia) la mia ragazza venga in salone ad accendere la TV!!!

Che strazio la convivenza!!! ;)

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Sono stato uno studente di pianoforte che non ha mai dato troppi problemi ai vicini! E si, un po' per la scelta degli orari in cui mi esercitavo, un po' perchè stare seduto al pianoforte per più di due ore non era cosa frequente! :huh: Abbiate pietà, ero un bambino! ;)

Comunque sia, per la preparazione di un esame o per propria predisposizione personale, è facile che si stia per diverse ore allo strumento, e che si arrechi fastidio a chi ci vive attorno. Purtroppo è vero che si possa dare fastidio. C'è gente che ha bambini piccoli da far addormentare, gente che soffre di emicrania o semplicemente che (giustamente) dopo ore di "scale" ... non ce la fa più a sopportarci! ;)

La fortuna di chi suona il pianoforte è quella di poter godere (per la natura dello stesso strumento) di una maggiore tolleranza da parte dei vicini. Avevo un amico che suonava il corno. Immaginatei! ;):P :P

Una soluzione al problema non c'è! Purtroppo la convivenza ravvicinata è una delle costrizioni del nostro tempo.

Il problema per un musicista è duplice, poi, perchè a differenza del tipo "tamarro" che tiene lo stereo a "palla" tutto il giorno, egli ha pure la sensibilità per capire che effettivamente può dare fastidio ai vicini!!! Danno e beffa, insieme! :P

 

Io ho risolto con il mio bel pianoforte digitale (uffa, torno a lodarlo ;) ) che posso suonare in cuffia a tutte le ore del giorno e della notte. Che bellezza poter suonare di notte!!! Ci si sente alla stregua di Chopin, avvolti nel silenzio e nella soltudine. Si capisce maggiormente come certe "situazioni" abbiano potuto ispirare certa musica ;)

 

Anzi, posso dire che adesso sono passato dalla parte di quello che il fastidio lo subisce! E si, perchè succede che, a volte, mentre sono al piano (in cuffia) la mia ragazza venga in salone ad accendere la TV!!!

Che strazio la convivenza!!!

Sai Michele, quando lamia tastiera funziona (un po' sì e un po' no... ;) ) anche a me piace suonare di sera o di notte ... tuttavia attribuisco sempre un punto in più al pianoforte vero ... mi sento più "a suo contatto" e più a mio agio ... e poi, il suono!!! Certamente, però anche il piano elettrico ha i suoi vantaggi ...

Ciao!!! Francesco 1797

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La mia opinione è che ci siano dei digitali veramente Ben Fatti sia dal punto di vista meccanico che dal punto di vista sonoro. Ma anche io sono sempre più incline verso il pianoforte acustico... Tutta un'altra storia.

Nel video corso di Logic Pro, alla prima lezione tratto l'argomento "suono" mettendo appunto in correlazione da un punto di vista matematico (ovviamente cercando di semplificare il più possibile e cercando di non essere rigorosissimo per non complicare troppo l'argomento e renderlo accessibile a tutti) ciò che è l'onda sonora e ciò che è la rappresentazione del suono analogico in digitale. E questo spiega già in gran parte perchè il suono digitale non potrà mai essere al pari dell'analogico. Ovviamente in tutto questo non vengono considerati (perchè altrimenti avremmo dovuto parlare ore ed il discorso si sarebbe fatto veramente difficile ed accessibile solo a matematici e fisici) tutte le altre caratteristiche del suono analogico ad esempio il campo infinito di sfumature dinamiche, la timbrica, la superficie della tavola armonica, il raggruppamento delle onde su di essa, la lunghezza e la sezione delle corde, gli armonici... Tutti argomenti che determinano profondamente la differenza abissale che esiste tra uno strumento analogico ed il campionamento digitale dello stesso. Forse tra 50 - 100 - 1000 anni, chi lo sa, il digitale continuerà ad avvicinarsi all'analogico, una cosa è certa... Ciò che è digitale non arriverà mai ad essere analogico. Questo mi fa tornare in mente un'intervista che feci in televisione con Arianna Ciampoli la quale mi chiese di definire se l'intelligenza artificiale fosse realmente intelligente. La risposta è più o meno la stessa... Risposi: "L'artificiale non potrà mai essere intelligente per definizione, un computer non può neanche generare numeri casuali, in quanto vengono detti pseudocasuali, quindi a monte c'è sempre l'intelligenza umana" (se volete l'intervista è visibile sul mio sito internet. Pertanto se ci compariamo con Dio, noi potremmo essere i suoi "robot", le sue creazioni, che anelano a conoscere il suo infinito, tramite la scienza, la religione, la filosofia ecc., pur sapendo che non arriveremo mai a Dio. Allo stesso modo le macchine e la robotica si perfezionano continuamente per assomigliare a ciò che è umano ma ciò che è robotico non sarà mai umano e naturale. Lo stesso discorso avviene nella musica, il digitale non potrà mai essere analogico.

Perdonate l'uscita di campo. Saluti

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bella "l'uscita di campo", Simone, ottimo esempio-paragone.

Anch'io sono incline al "Pianoforte vero" , poi, come sai, a volte suono sul gran coda della Bechstein che c'è a scuola ... e non si può nemmeno confrontare con un piano elettrico, specialmente con il mio, dell'era della pietra :huh: !

Per quanto riguarda i vicini, beh, direi che non sono nè troppo sfortunato nè troppo fortunato ... di certo non avrei lo spazio per un coda ;) , ma un verticale ... ci ho già fatto più di una volta un pensierino! ;)

Andrò a vedere molto volentieri l'intervista ... mi sembra interessante la definizione di "intelligenza artificiale non-intelligente" ... ;)

Per ora è tutto ... ciao!!! Francesco 1797

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La questione dell'intelligenza artificiale è molto complessa, e meriterebbe di essere discussa in un apposito thread!

 

Mi rendo conto che siamo un tantino OT rispetto al tristo inquilino, ma vorrei dire brevemente la mia sull'argomento.

Non sono molto d'accordo con Simone, e mi rendo conto che ciò sia dovuto proprio alla base di partenza dei nostri

ragionamenti. Simone parte (evidentemente) da una concezione religiosa della questione io ... no, in quanto agnostico.

Si tratta solo di complessità (secondo me), noi non siamo nè più nè meno che un processore complessissimo in cui le

scelte 1/0, SI/NO, sono tantissime.

Lo so che questo ragionamento potrebbe stonare in un forum come questo (votato all'arte) ... ma anche l'arte, e quindi

la musica, si riduce a 1/0 ed a Si e NO.

 

Il futuro ci riserverà grosse sorprese :huh:

 

Mi fermo qui ... per rispetto del tristo inquilino, ma sarebbe bello continuare la discussione in un altro thread! ;)

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La questione dell'intelligenza artificiale è molto complessa, e meriterebbe di essere discussa in un apposito thread!

 

Mi rendo conto che siamo un tantino OT rispetto al tristo inquilino, ma vorrei dire brevemente la mia sull'argomento.

Non sono molto d'accordo con Simone, e mi rendo conto che ciò sia dovuto proprio alla base di partenza dei nostri

ragionamenti. Simone parte (evidentemente) da una concezione religiosa della questione io ... no, in quanto agnostico.

Si tratta solo di complessità (secondo me), noi non siamo nè più nè meno che un processore complessissimo in cui le

scelte 1/0, SI/NO, sono tantissime.

Lo so che questo ragionamento potrebbe stonare in un forum come questo (votato all'arte) ... ma anche l'arte, e quindi

la musica, si riduce a 1/0 ed a Si e NO.

 

Il futuro ci riserverà grosse sorprese :huh:

 

Mi fermo qui ... per rispetto del tristo inquilino, ma sarebbe bello continuare la discussione in un altro thread! ;)

Mah... io invece credo che l'animo umano sia "un'infinita variazione, fatta di colori e sfumature" (o, se vi piace di più... "di toni e di semitoni, con scala maggiore e relativa minore..." ;) !) Non saprei...

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Bella questa discussione, infatti questo è un problema che va considerato, per chi, come noi, viviamo nei condomini. Io ho cominciato a studiare pianoforte da pochissimo tempo, e proprio da poche settimane ho cominciato a rendermi conto che suonare il pianoforte col tempo potrebbe cominciare ad infastidire i vicini, perchè il pianoforte si sente, per tutto il palazzo, e pure fuori casa, addirittura con le finestre chiuse: ho chiesto a una mia amica di suonare qualcosa mentre io sono uscito di casa, per fare una prova, e l'ho sentito dovunque, persino fuori del palazzo, come ho scritto, a diversi metri di distanza! Devo dire che i miei vicini sembrano molto tranquilli, ma lo saranno sempre, anche in futuro, oppure un giorno qualcuno mi busserà alla porta e mi dirà: "Basta!". E, anche se non lo diranno, perchè non tutti hanno il "coraggio" di parlare, pensare che mentre si suona c'è chi si sta scocciando non fa certamente piacere. E allora, cosa bisogna fare quando ci rendiamo conto di questo? L'ideale per chi suona il pianoforte, come ha scritto Pianoexpert, è di andare a vivere in campagna (i miei nonni vivevano in campagna. Beati loro!), ma purtroppo acquistare una casa in campagna costa un sacco di soldi, oppure bisognerebbe acquistare uno di quei rustici che la gente ha lasciato per venirsene a vivere in città, ce ne sono anche a pochi soldi, con incluso un terreno per un eventuale orticello, mantenendosi l'appartamento in città. In giro ce ne sono di case così, come quella della foto che ho allegato, che costa "solo" 25.000 euro, ma, sfortunatamente, sono tutte distanti dalla città, in paesini distanti parecchie ore di macchina. Oppure, restando nel palazzo, si potrebbe far insonorizzare una stanza, da ditta specializzata affinchè venga un efficace lavoro, ma l'insonorizzazione di una stanza 4x4 viene a costare di più di una casa tipo quella la cui foto ho allegato qui. Cosa quindi bisognerebbe fare per poter suonare tranquillamente senza disturbare nessuno? Voi che suonate il pianoforte da tanto tempo cosa consigliate di fare? Confesso che questo pensiero comincia a preoccuparmi, e ci sto pensando già da diverse settimane.

 

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Ma non ti preoccupare!!!!!!Rispetta i giusti intervalli del riposo e vedrai che nulla succederà. Se poi diverrai così bravo da dover studiare per concerti qualche ora al giorno ( non 10 ore, che non serve a niente...Richter studiava 3 ore al giorno) alora prenderai in considerazione un digitale.

 

Buona musica.

 

P.S.

Una buona cosa è pensare che gli altri ci ascoltano. Ciò ci induce a trovare subito la musica nel pezzo che ci accingiamo a studiare....anche a mani separate.......Lei ci suggerirà le soluzioni tecniche....Buon lavoro

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Ma non ti preoccupare!!!!!!Rispetta i giusti intervalli del riposo e vedrai che nulla succederà. Se poi diverrai così bravo da dover studiare per concerti qualche ora al giorno ( non 10 ore, che non serve a niente...Richter studiava 3 ore al giorno) alora prenderai in considerazione un digitale.

 

Buona musica.

 

P.S.

Una buona cosa è pensare che gli altri ci ascoltano. Ciò ci induce a trovare subito la musica nel pezzo che ci accingiamo a studiare....anche a mani separate.......Lei ci suggerirà le soluzioni tecniche....Buon lavoro

 

Siccome studio il pianoforte da pochissimo tempo, non so quindi suonare brani piacevoli all'ascolto, solo quelle noiose scale, quei noiosi esercizi (che francamente io non trovo noiosi. Anzi! Sarà forse perchè sono abituato ad ascoltare Cage? :lol: ), e siccome suono tre-quattro ore al giorno, ho paura di disturbare. Recentemente sto prendendo l'abitudine di usare la sordina, specialmente quando mi esercito con gli esercizi più difficili, che non vengono perciò sempre bene, o con gli esercizi più "brutti". Dimmi un po' Paolo, tu che sei un tecnico, usare la sordina, a lungo andare potrebbe arrecare danni a una "macchina" talmente complessa come è il pianoforte, danni al suo equilibrio? Mi fa piacere sapere che Richter studiava, e quindi anche suonava, solo tre ore al giorno; è certamente incoraggiante saperlo io che credevo che più ore si studia e meglio è (ti confesso che alcuni giorni ho studiato pure sei-sette ore).

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Ci sono metodi che ti invitano a suonare subito. Sono contrario a fare tre anni di scale ed esercizi per poi cominciare "a fare musica". Iniziare con Beyer e Microcosmos di Bartok. Si può cominciare a fare musica anche con un piccolo pezzo. Subito. Ti suggerisco "le cinque dita" di Strawinskj. Pensa! senza il passaggio del pollice...eppure c'è tanta musica. Cerchiamo di leggere subito una piccola frase o una melodia. L'album per la gioventù di Schumann è indicato. Facile.

 

Buona musica....anche per i vicini di casa!

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Ci sono metodi che ti invitano a suonare subito. Sono contrario a fare tre anni di scale ed esercizi per poi cominciare "a fare musica". Iniziare con Beyer e Microcosmos di Bartok. Si può cominciare a fare musica anche con un piccolo pezzo. Subito. Ti suggerisco "le cinque dita" di Strawinskj. Pensa! senza il passaggio del pollice...eppure c'è tanta musica. Cerchiamo di leggere subito una piccola frase o una melodia. L'album per la gioventù di Schumann è indicato. Facile.

 

Buona musica....anche per i vicini di casa!

Grazie Paolo, sei incoraggiante. Cominciare infatti a suonare subito pezzi musicali (oltre a studiare le scale, il passaggio del pollice e il resto) certamente dà una carica maggiore dando inoltre suppongo piacere ai vicini di casa che ascoltano. Anzi, qualcuno potrebbe forse pensare: "Hey, ma questo giovanotto studente quasi 60enne di pianoforte se la cava benino!". Con buona pace loro e anche mia.

Grazie mille Paolo, l'avevo pensato, e continuo a pensarlo, che è stata una benedizione per me iscrivermi al vostro sito, per i consigli preziosi, e l'incoraggiamento, che mi state dando.

 

P.S. Paolo, a proposito della signora che avrebbe preferito un tristo inquilino a un pianista o a un violinista, creandoti suppongo un po' di disagio vista la tua evidente sensibilità, avendoti lei parlato specificatamente di pianisti e violinisti, forse avrebbe gradito, o meglio meritato, non un vicino pianista educato come te, ma un chitarrista o un cantante come questi del video. :lol:

 

http://www.youtube.com/watch?v=fWErxVj93zo

 

Oppure questi.

 

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Sono totalmente d'accordo con Paolo!

Bisogna subito a fare musica, perchè c'è davvero della bella musica che non necessariamente è complessa e può essere fatta da coloro che approcciano il pianoforte. Quindi, in primis, il Mikrokosmos, ma anche il libro dei pezzi facili di Kabalevsky, che è poco suonato ma è proprio carino.Forza Gian che la Musica è in ognuno di noi!

A questo proposito, ad onor di aderenza alla discussione, posso raccontarvi che anch'io abito in condominio. Sotto di me ci sono dei barbari e di fianco a me ci sono dei barbari (per fortuna sono nell'attico, quindi almeno sopra di me nessuno rompe i cosiddetti!!) Normalmente non riesco a suonare per più di un'ora o due al giorno visto che faccio orari folli da pendolare con l'Università, però nei mesi prima dei vari esami (di passaggio ma soprattutto compimento inferiore e medio--per ora solo questi!--)suono svariate ore al giorno. Tuttavia, nonostante i primi tempi avevano qualcosa da ridire in merito, ormai si sono messi il cuore in pace e non mi dicono più niente. Questo risultato incredibile è stato possibile semplicemente dimostrando la mia buona volontà, come ha detto Paolo, a limitarsi a suonare fuori dagli orari di riposo. E la musica, alla fine, riesce a penetrare tutte le corazze, tutte le ignoranze, e chiama il rispetto.

 

E, se proprio ti ritrovassi dei vicini iper-super-ultr-mega scassa..., comincerei a considerare di fare un'opera nobile e regalargli sotto l'albero di Natale un bel paio di cuffie insonorizzanti :lol: :lol:

 

Un salutone!

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Sono totalmente d'accordo con Paolo!

Bisogna subito a fare musica, perchè c'è davvero della bella musica che non necessariamente è complessa e può essere fatta da coloro che approcciano il pianoforte. Quindi, in primis, il Mikrokosmos, ma anche il libro dei pezzi facili di Kabalevsky, che è poco suonato ma è proprio carino.Forza Gian che la Musica è in ognuno di noi!

A questo proposito, ad onor di aderenza alla discussione, posso raccontarvi che anch'io abito in condominio. Sotto di me ci sono dei barbari e di fianco a me ci sono dei barbari (per fortuna sono nell'attico, quindi almeno sopra di me nessuno rompe i cosiddetti!!) Normalmente non riesco a suonare per più di un'ora o due al giorno visto che faccio orari folli da pendolare con l'Università, però nei mesi prima dei vari esami (di passaggio ma soprattutto compimento inferiore e medio--per ora solo questi!--)suono svariate ore al giorno. Tuttavia, nonostante i primi tempi avevano qualcosa da ridire in merito, ormai si sono messi il cuore in pace e non mi dicono più niente. Questo risultato incredibile è stato possibile semplicemente dimostrando la mia buona volontà, come ha detto Paolo, a limitarsi a suonare fuori dagli orari di riposo. E la musica, alla fine, riesce a penetrare tutte le corazze, tutte le ignoranze, e chiama il rispetto.

 

E, se proprio ti ritrovassi dei vicini iper-super-ultr-mega scassa..., comincerei a considerare di fare un'opera nobile e regalargli sotto l'albero di Natale un bel paio di cuffie insonorizzanti :lol: :lol:

 

Un salutone!

Ciao Braket, grazie per le tue parole, anche le tue piacevolmente incoraggianti. Finora nessun mio vicino mi ha mai detto nulla, e probabilmente non lo faranno mai, i miei timori di disturbare è più che altro una mia fissazione, una paura immotivata di disturbare, però se smetto di fare solo scale, se evito soprattutto di suonarle per tante ore, e se inizio a suonare anche gradevoli melodie, alla mia portata di studente principiante, come consigliate Paolo e tu, potrei anzi conquistare la simpatia dei miei vicini. Comunque mi sto organizzando diversamente, perchè finora mi sono trovato un po' sfasato. Cioè io ho iniziato a studiare il pianoforte circa tre anni fa e l'ho studiato con un insegnante per un po' di mesi, poi ho avuto dei problemi ed ho dovuto fermarmi di suonare e di studiare restando fermo per un anno, e solo da pochi mesi ho ricominciato a studiare tornando a fare quegli esercizi che il mio vecchio insegnante aveva iniziato a farmi studiare. Nei scorsi mesi ho contattato una scuola civica per continuare gli studi con loro, vista però la vicinanza della chiusura dei corsi per il periodo estivo, mi hanno detto di ricontattarli a settembre per iscrivermi al corso che inizierà a ottobre. Quindi, quando ricomincerò ad ottobre a studiare con la guida di un insegnante, chiederò di farmi studiare contemporaneamente oltre ai consueti esercizi anche i libri che mi avete consigliato tu e Paolo: il Kabalevsky, il Microcosmos di Bartok, "le cinque dita" di Strawinskj, l'album della gioventù di Schumann... Grazie a tutti dell'incoraggiamento, della cortesia e dell'affetto: dice bene Paolo quando scrive che questo forum è una famiglia.

Un salutone anche da parte mia!

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Disturbare i vicini è anche un fattore di fortuna (nel mio caso di sfortuna e di fortuna)... Mi spiego meglio. Ho due case: una villa in campagna in provincia di Viterbo ed un appartamento qui a Roma. La sfortuna ha voluto che l'appartamento sia qui a Roma e non viceversa. Se avessi avuto una villa in campagna qui a Roma chi disturberei anche alle 5 di mattina ?

La fortuna ha voluto che nel mio condominio ci siano persone abbastanza di elité tranne un condomino. Spesso mia madre ha aperto la porta di casa per scendere, trovandosi qualche condomino fermo sulle scale per ascoltarmi suonare. Nella fortuna ho avuto la sfortuna che l'unico condomino che non sopporta il "suono eccessivo", così lo definisce, ce l'ho proprio sopra casa. Pensate che mi ha chiesto se si poteva "abbassare il pianoforte" per le rime gli ho risposto: "Certo se hai una sega posso tagliargli le gambe !". La cosa si è comunque risolta amichevolmente scegliendo di comune accordo degli orari in cui poter suonare. Ci sono delle leggi che tutelano noi musicisti, per fortuna ! L'emissione non deve superare una certa soglia di dB e si deve suonare entro orari ragionevoli. Paolo dovrebbe sapere le cifre esatte dal momento che ha fatto una perizia ad un nostro amico, di cui non faccio il nome, ma che se vuole potrà parlare egli stesso di questa faccenda. In altre parole, un minimo di tutela ce l'abbiamo. Ringraziassero il cielo piuttosto i nostri vicini che non suoniamo la batteria, allora sì che sarebbero cavoli amari !

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Disturbare i vicini è anche un fattore di fortuna (nel mio caso di sfortuna e di fortuna)... Mi spiego meglio. Ho due case: una villa in campagna in provincia di Viterbo ed un appartamento qui a Roma. La sfortuna ha voluto che l'appartamento sia qui a Roma e non viceversa. Se avessi avuto una villa in campagna qui a Roma chi disturberei anche alle 5 di mattina ?

La fortuna ha voluto che nel mio condominio ci siano persone abbastanza di elité tranne un condomino. Spesso mia madre ha aperto la porta di casa per scendere, trovandosi qualche condomino fermo sulle scale per ascoltarmi suonare. Nella fortuna ho avuto la sfortuna che l'unico condomino che non sopporta il "suono eccessivo", così lo definisce, ce l'ho proprio sopra casa. Pensate che mi ha chiesto se si poteva "abbassare il pianoforte" per le rime gli ho risposto: "Certo se hai una sega posso tagliargli le gambe !". La cosa si è comunque risolta amichevolmente scegliendo di comune accordo degli orari in cui poter suonare. Ci sono delle leggi che tutelano noi musicisti, per fortuna ! L'emissione non deve superare una certa soglia di dB e si deve suonare entro orari ragionevoli. Paolo dovrebbe sapere le cifre esatte dal momento che ha fatto una perizia ad un nostro amico, di cui non faccio il nome, ma che se vuole potrà parlare egli stesso di questa faccenda. In altre parole, un minimo di tutela ce l'abbiamo. Ringraziassero il cielo piuttosto i nostri vicini che non suoniamo la batteria, allora sì che sarebbero cavoli amari !

Dobbiamo comunque sempre augurarci di non ritrovarci mai vicini intolleranti perchè purtroppo dal punto di vista legale sembra che nella nostra Italia non sia garantito al musicista il diritto di suonare in condominio, stando almeno alla risposta dell'avvocato che ho trovato nel seguente link. Mi chiedo curiosamente cosa preveda la legislazione delle altre nazioni riguardo a gente che suona in condominio.

 

http://www.nienteansia.it/forum/l-avvocato-risponde/suonare-il-pianoforte-in-un-condominio/11647

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Proprio ora mi è capitato di leggere un articolo che non parla del nostro amato pianoforte, ma parla di condominio, del rapporto difficile tra condomini, cioè di chi si infastidisce di un altro condomino, in cui può rientrare il pianoforte, e quindi siamo in tema con il titolo di questa discussione. Il problema secondo me è che stiamo vivendo tempi difficili in cui sempre più persone tendono a perdere la sanità mentale se si arriva a provare fastidio persino per gli odori delle spezie usate in cucina.

 

http://www.unita.it/rubriche/italiarazzismo/la-tolleranza-tra-etnie-passa-anche-dal-condominio-1.311956

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proprio così. Però attenzione, per noi che siamo" dentro"alla nostra musica, quando studiamo, tutto ci sembra bello e tutto diventa una conquista, anche passaggi ripetuti in modo frammentario con molte fermate e a volte con qualche ostinata "impuntatura". Dal di fuori può diventare una tortura, perché chi ascolta non si aspetta quello che ci aspettiamo noi e non tollera quella "parzialità" continua della quale noi abbiamo forse bisogno in sede di studio. Spezziamo quindi una lancia a favore del povero inquilino......magari non molto amante della musica e forse troppo amante della musica!

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proprio così. Però attenzione, per noi che siamo" dentro"alla nostra musica, quando studiamo, tutto ci sembra bello e tutto diventa una conquista, anche passaggi ripetuti in modo frammentario con molte fermate e a volte con qualche ostinata "impuntatura". Dal di fuori può diventare una tortura, perché chi ascolta non si aspetta quello che ci aspettiamo noi e non tollera quella "parzialità" continua della quale noi abbiamo forse bisogno in sede di studio. Spezziamo quindi una lancia a favore del povero inquilino......magari non molto amante della musica e forse troppo amante della musica!

Appunto, Paolo! Queste considerazioni servono per riportare l'attenzione all'inizio della discussione, al tuo primo post, e più precisamente alle poche (ma sufficienti) ore che Richter dedicava giornalmente allo studio: un saggio modo (e saggio metodo di studio) per evitare di inimicarsi i vicini. :lol:

 

P.S. Ti ringrazio Paolo per questa tua discussione, è infatti utile e incoraggiante sapere che non è necessario dedicare mezza giornata allo studio: a lungo andare, a pensarci bene, stare troppo tempo al pianoforte (ma il discorso vale per tutte le cose piacevoli) potrebbe stancare non solo i vicini, non solo i familiari che vivono con noi, ma persino noi stessi (se ad esempio ci piace tanto un dolce, e non facciamo altro che nutrirci di esso, tutti i giorni, prima o poi quel dolce ci diventerà insopportabile, giusto?).

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Ci sono metodi che ti invitano a suonare subito. Sono contrario a fare tre anni di scale ed esercizi per poi cominciare "a fare musica". Iniziare con Beyer e Microcosmos di Bartok. Si può cominciare a fare musica anche con un piccolo pezzo. Subito. Ti suggerisco "le cinque dita" di Strawinskj. Pensa! senza il passaggio del pollice...eppure c'è tanta musica. Cerchiamo di leggere subito una piccola frase o una melodia. L'album per la gioventù di Schumann è indicato. Facile.

 

Buona musica....anche per i vicini di casa!

 

SOno d'accordo con te pianoexpert...La musica non puo' essere scissa dalla tecnica perche' sono un tutt'uno...mi fanno sorridere allievi di Conservatorio che studiano ripetutamente scale col massimo della forza o esercizi Hanon con lo stesso criterio. Cosi' si uccide l'anima...la musica e' un'altra cosa. Dalla prima lezione io invito gli allievi a suonare con le giuste dinamiche e i giusti equilibri anche i primi esercizi dl Rossomandi. Il segreto non sono gli esercizi tecnici e questo purtroppo in molti, anche insegnanti di COnservatorio, proprio non lo capiscono. Forse perche' siamo in una dimensione meno tangibile della tecnica e la nostra societa' e' fatta sempre di certezze materiali.

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