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Piano Concerto - Forum pianoforte
Zedef

Livello Dei Conservatori Italiani

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Ultimamente leggo e sento molte opinioni in cui si sostiene la mediocrità generale dei Conservatori italiani. Ovviamente è difficile generalizzare però i casi pietosi vi sono e non c'è dubbio; il sistema poi non ha più quel pathos di qualche decennio fa in cui, se avevi doti e tenacia, potevi davvero ambire di diventare musicista a tutti gli effetti e per quel sogno ti giocavi tutto.

Oggi cosa non va? I docenti, gli studenti, il sistema?

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Penso che è stato puntato tutto sull'unico fattore che non hai citato (guarda caso), e cioè i programmi di studio.

 

Secondo me nel discorso era l'ultima cosa da toccare visto che a consuntivo ha sfornato nel tempo grandi artisti...il nuovo "sistema" ... chi lo sa...chi vivrà vedrà

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Io non so cosa intende Zedef con "sistema", resta il fatto che dove sto io, il 50% dei docenti è vicino alla soglia del cadavere, un altro 40% è abbastanza tiepido e solo il 10% effettivamente è musicista (intendo al di fuori delle 4 mura).

 

Forse il 100% di musicisti aiuterebbe...però a scuola servono anche dei bravi didatta ... questione difficile

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se avevi doti e tenacia, potevi davvero ambire di diventare musicista a tutti gli effetti e per quel sogno ti giocavi tutto.

 

Sulle nuove generazioni ho dei forti dubbi, Sogni? Tenacia?

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io condivido l'idea che la parte peggiore la facciano docenti e dirigenti, ovvero direttori e presidenti. Io ho avuto esperienza diretta di due conservatori, quello di Venezia e quello di Roma, ed esperienza indiretta dell'istituto musicale pareggiato di Caltanissetta. I difetti erano regionalizzati, ogni posto aveva i suoi, insomma, e come tutti ho visto solo le cose che mi riguardavano, ovvero classi di canti e di materie connesse al canto (storia, arte scenica, armonia complementare etc).

Roma è il peggiore dei tre. Docenti in gran parte con più di 60 anni di età, molti di loro letteralmente analfabeti, lotte tra classi e docenti, direttori impegnati nelle proprie carriere e del tutto disinteressati ai problemi (ai miei tempi c'erano molte denunce pendenti, per altro), e attorno un carrozzone tremendo in cui andare in segreteria era un'impresa.

A Venezia il peggior difetto era l'isolamento. Se la cantavano e se la suonavano da soli, i 10 fioccavano e solo dopo essere usciti ci si rendeva conto di cosa è in realtà il mondo musicale. In compenso, piccolo conservatorio, magnifica organizzazione.

Caltanissetta... è un diplomificio. Molti docenti sono imparentati fra di loro, quasi nessuno ha un curriculum degno di portare alla docenza in un conservatorio italiano... di contro, molti fiatisti sono ad un livello superiore, perchè ci sono molte bande musicali in cui la tecnica è prerequisito irrinunciabile (soprattutto per ottoni e clarinetti)

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Io concordo con Thallo e vorrei analizzare anche un tipo di discorso prettamente economico visto che alla fine gli enti e le organizzazioni perdono il loro controllo quando c'è crisi. Crisi significa non riuscire a trovare un posto di lavoro soddisfacente se non si è fortemente raccomandati, crisi significa tenere saldi i posti occupati cercando non solo di non perdere la poltrona ma provando a fare il possibile per migliorare la condizione e far sì che la poltrona venga inchiodata sui deretani di chi la detiene, salvo che questi cambiamenti non mettano a rischio l'esistenza dell'organizzazione stessa e sono sicuro che i conservatori abbracciando questa riforma prima o poi faranno crack e dovranno fare molti passi indietro per riprendersi... Ricordatevi questo post quando succederà... E' tutto scritto.

Diciamoci la verità, questa riforma dei conservatori nasce con questo scopo, uno scopo economico e basta. Chi è che ne soffre ? Ma ovviamente gli studenti motivati che seguendo questo panorama politico-economico si demotivano ed è per questo che nonostante la passione per la musica si cercano anche altre strade... Discorsi fatti e rifatti. Tornando ai conservatori. Cos'aveva il vecchio ordinamento che non andava ? Il vecchio ordinamento dei pianisti (prendo il mio come esempio) produceva pianisti, ed ha sempre fatto bene il suo lavoro. Alcuni di questi, quelli dotati, proseguivano con una carriera concertistica e magari insegnavano se capaci di farlo, quelli meno dotati si mettevano ad insegnare (non è detto che un pessimo pianista non debba essere un buon insegnante come non è detto che un buon pianista debba essere necessariamente un ottimo insegnante), quelli che non erano in grado di fare né una cosa né l'altra o non si diplomavano oppure una volta diplomati cambiavano strada perché su quella non riuscivano a mangiare. Era comunque un percorso che prometteva di trasformare adepti in ciò che avrebbero voluto essere: pianisti. Vogliamo fare una riforma ? Ok, togliamo la metà dei preludi e fughe dal clavicembalo ben temperato e mettiamo valzer e mazurche di Chopin tra i brani obbligatori visto che c'è chi si è diplomato senza suonare un brano di Chopin (tanto per dirne una)... La riforma dei conservatori per seguire il sistema universitario è solo una scelta politica e per rendere di elité un ente sul quale ultimamente si diceva di tutto; ritengo dunque che questa riforma sia solo uno scudo per cercare di non essere più attaccati; una cosa della serie: "Basta sparlare di noi ! Siamo il conservatorio di musica, la musica si fa qui dentro e basta !". In questo modo automaticamente insegnanti di conservatorio ora si ritrovano professori universitari ed ovviamente dovrebbero percepire anche gli stessi stipendi dei professori universitari.

La domanda ancora più interessante è che il 99% dei professori anziani ha lo stesso titolo che ho io: il diploma del vecchio ordinamento che vale come una laurea di primo livello, ma, correggetemi se sbaglio, alcuni di loro insegnano anche ai corsi biennali per la laurea di secondo livello :blink: . Con quale criterio ? Chiaro che hanno sicuramente molta più cultura di me in ambito musicale ma parlando di diritto pubblico, chi li investe di questo potere ?

Si presuppone poi che per entrare in conservatorio ci debba essere stata una preparazione sufficiente nei Licei musicali. Io non so se voi avete ascoltato il prodotto di questi licei musicali. Su youtube ce ne sono molti di video di saggi di fine anno di licei musicali. Non voglio postarli per una questione di delicatezza e di privacy ma andate ad ascoltarli. Una volta finito il liceo musicale dovranno entrare in conservatorio previo test di ammissione. Anche il conservatorio deve fare i suoi numeri quindi qualcuno di questi dovrà passare. Ora mi chiedo... In 3 anni, partendo da quelle condizioni come faranno ad arrivare a suonare i brani del diploma del vecchio ordinamento o anche uno studio di Chopin ??

 

Mi sembra dunque che si sia persa la voglia di fare veramente musica a favore della voglia di fare soldi e basta. La musica non cresce solo nei conservatori e per come la vedo io dopo questa riforma l'unica speranza era quella dello studio all'esterno dei conservatori (attenzione: non perché gli insegnanti privatisti sono meglio degli interni o viceversa gli insegnanti interni sono meglio dei privatisti; di insegnanti bravi ce ne possono essere dentro e fuori, semplicemente perché da privatista uno può scegliersi chi cavolo vuole... Ne provo uno, non mi piace come insegna ? Bene, lo cambio !), ma hanno pensato bene di tutelarsi bandendo la possibilità ai privatisti di sostenere esami al conservatorio... Bisognerebbe tornare indietro; se io fossi il direttore dei direttori, renderei obbligatorio almeno un concerto l'anno per ogni insegnante di conservatorio altrimenti a casa... E per una questione di DEMOCRAZIA, ognuno si sceglie l'insegnante che cacchio gli pare e l'istituzione verifica la preparazione a prescindere da chi è stato preparato, interno o esterno che sia... Idoneo ? Promosso, non idoneo ? Torni a studiare.

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La riforma è stata frutto di poca lungimiranza, senza dubbio. Il Conservatorio è sempre stata "Scuola" atipica in cui imparavi un mestiere (dico imparavi perché almeno qualche chances di lavoro all'epoca c'era) ma per motivi di vario ordine (in primis sindacali e di lusinghe verso i docenti innalzati allo status di universitari, a parole..) è stata scelta una strada a mio parere non adatta. Il vecchio ordinamento andava svecchiato nei programmi di studio e d'esame, e casomai per rendere spendibile il titolo anche a livello internazionale (motivo della riforma, vedi Processo di Bologna) si potevano aggiungere 1-2 anni di specializzazione. Vabbè, ormai è andata così e non torni certo indietro.

I principali problemi emergono dagli interventi precedenti:

- sistema ingessato, senza valutazione della qualità e del lavoro (ma arriverà.. l'Anvur è dietro l'angolo)

- studenti senza prospettive reali (salvo i casi più unici che rari).

I programmi di studio e d'esame sono una delle poche cose che salvo della riforma, a patto che il singolo istituto abbia fatto delle scelte intelligenti. Altro problema: l'autonomia delle scelte. Oggi nei trienni/bienni ogni conservatorio ha percorsi di studio, programmi ed esami diversi (problema già affrontato in un altro post, mi pare da Thallo): per me è assurdo. Prendo Composizione, come esempio: ammissione al triennio che varia dal corale bachiano alla fuga.. ha senso?

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D'accordo con tutti, con thesimon e Fedez. Soprattutto nei tempi anch'io mi sto rassegnando all'idea che molte delle riforme didattiche, non solo dei conservatori ma di tutta l'istruzione italiana, abbiano guardato troppo al lato economico. Questa cosa, però, ha portato, almeno nel mondo del canto, ad alcune strane conseguenze. In tempi di vacche magre per l'attività artistica, alcuni famosi cantanti hanno iniziato ad insegnare in conservatorio. Era quello che si chiedeva da decenni al conservatorio e che è successo naturalmente quando sono andati in pensione i vecchi bacucchi ed alcuni cantanti in carriera hanno deciso di farsi valutare i titoli.... sono ancora pochi e non tutti sono poi sto granché come didatti, eh, ma avere Gloria Scalchi come insegnante, o Monica Bacelli non è male. Di contro, qua un link al sito di Enrico Stinchelli, persona che mal sopporto ma che a volte c'azzecca... http://www.enricostinchelli.it/site/note/193-chi-insegna-il-canto-le-graduatorie.html

Il mondo della lirica è quello, i nomi girano e si riconoscono. Come dire, leggi il nome di un docente di contrabbasso e non sai chi sia, allora più o meno ti fidi. Ma in Italia abbiamo stagioni liriche a bizzeffe, è imbarazzante che i nomi sui cartelloni non coincidano quasi mai coi nomi tra l'elenco docenti.

Stessa cosa per le materie come storia della musica... quello è un mio cruccio personale, lo sapete. Considero scandaloso che non ci sia l'obbligo del dottorato per insegnare quelle materie.

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Sulle graduatorie, canto o altro che sia, il problema è molto semplice: l'arbitrarietà dei punteggi artistico-culturali delle commissioni dei singoli conservatori. Quello che per me vale 80 punti, in altro loco vale meno di 24 (il minimo). Probabilmente ciò verrà in parte superato con l'istituzione di una commissione unica nazionale che sancirà gli idonei triennio per triennio, e con la possibilità per i conservatori di chiamare alcuni docenti "per chiara (e motivata spero) fama", in particolare per i Bienni.

 

Sulla relazione capacità didattica-attività artistica non ho un'idea unica: vi sono ottimi docenti che non praticano il concertismo o comunque non fanno attività, altri che proprio per la loro enorme attività non sono docenti (nel senso che non vi sono quasi mai e/o non sono motivati a insegnare: "oggi suono (ndr. studio) io e tu mi giri le pagine, è importante per un musicista anche saper girare le pagine agli altri".. vero, ma lo fai una volta ogni tanto visto che ti pagano per insegnare a suonare..).

 

Una nota su quanto ha scritto TheSimon perché non ho capito se c'era ironia oppure è convinto di ciò quando scrive "In questo modo automaticamente insegnanti di conservatorio ora si ritrovano professori universitari ed ovviamente dovrebbero percepire anche gli stessi stipendi dei professori universitari".

Lo stipendio di un docente di conservatorio varia dai 1400 euro circa (iniziali) ai 2200 (fine carriera, 35 anni) in base all'anzianità di servizio, quello di un docente universitario di pari grado (sia per ruolo sia per numero di ore) è circa il doppio.

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Una nota su quanto ha scritto TheSimon perché non ho capito se c'era ironia oppure è convinto di ciò quando scrive "In questo modo automaticamente insegnanti di conservatorio ora si ritrovano professori universitari ed ovviamente dovrebbero percepire anche gli stessi stipendi dei professori universitari".

Lo stipendio di un docente di conservatorio varia dai 1400 euro circa (iniziali) ai 2200 (fine carriera, 35 anni) in base all'anzianità di servizio, quello di un docente universitario di pari grado (sia per ruolo sia per numero di ore) è circa il doppio.

 

No, non c'era affatto ironia. Un professore universitario prende il doppio ma sta praticamente tutti i giorni in università. Un insegnante di conservatorio lavora due giorni a settimana. I conti falli te...

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Uhm..

 

I professori universitari, a norma di quanto dispone l'articolo 6 della legge 18 marzo 1958, n. 311 hanno "l'obbligo di dedicare al proprio insegnamento, sotto forma sia di lezioni cattedratiche, sia di esercitazioni di seminario, di laboratorio o di clinica, tante ore settimanali quante la natura e la estensione dell'insegnamento richiedono e sono tenuti ad impartire le lezioni settimanali in non meno di tre giorni distinti". Il DPR 11 luglio 1980, n. 382, all'articolo 10 ha stabilito che, "fermi restando gli altri obblighi previsti dalle disposizioni in vigore, i professori devono assicurare la loro presenza per non meno di 250 ore annue. In tale monte ore si comprendono: a) l'insegnamento ufficiale; B) le attività complementari, come seminari, laboratori, esercitazioni e il ricevimento studenti; c) la partecipazione alle commissioni d'esame e di laurea. I professori a tempo pieno sono tenuti a garantire la loro presenza per non meno di altre 100 ore annue che comprendono sia le attività complementari allo svolgimento dell'insegnamento nelle varie forme previste, sia lo svolgimento, nell'ambito di appositi servizi predisposti dalle Facoltà, di «compiti di orientamento per gli studenti, con particolare riferimento alla predisposizione dei piani di studio, ai fini anche delle opportune modifiche ed integrazioni sulla base dei risultati conseguiti dagli studenti stessi e delle loro meglio individuate attitudini e sopravvenute esigenze.

 

Il nuovo contratto dei docenti di Conservatorio prevede 250 ore annue di lezione più 74 ore annue di altre attività didattiche, il tutto esclusi esami e commissioni varie. Non vedo la differenza. Se contasse solo stare nell'edificio qualche giorno in più, credo che molti lo farebbero (molti già lo fanno, tra parentesi..).

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Lascia stare le leggi entra in università e guarda. La maggioranza dei miei professori sono lì tutto il giorno, tutti i giorni escluso un giorno alla settimana. Alcuni di questi con contratto a tempo determinato da ricercatore (grazie a quella idiota della Gelmini) che guadagnano 600 euro al mese e devono fare ricerca e didattica, che non gli compete, perché non ci sono professori di prima fascia per coprire le cattedre ! E mi vieni a parlare di leggi ? Conosco moltissimi professori di conservatori. Vanno in conservatorio due giorni alla settimana, la mattina insegnano ed il pomeriggio studiano per i loro concerti, se ovviamente hanno una carriera concertistica. Non parliamo di leggi almeno in italia dove per la COSTITUZIONE ITALIANA dovrebbe esistere il DIRITTO AL LAVORO, il DIRITTO ALLO STUDIO ma per favore... Quando sento sparare leggi così a tabula rasa mi viene solo da ridere. Le leggi in Italia funzionano in modo pratico e veloce solo quando è lo stato a dover prendere i soldini, mai il contrario. Un mio amico ha dovuto chiudere l'attività perché dopo due anni lo stato ancora non gli pagava il lavoro fatto in una scuola. Ci rendiamo conto ? Se però tu non paghi una multa da 50€ dopo 60 giorni va in mano a equitalia e se non la paghi entro un anno c'è il rischio che ti mandano l'ufficiale giudiziario.

 

Bisogna entrare nei posti e guardare le cose, altrimenti si rischia di fare lo stesso errore che fanno tutti i politici presupponendo cose e leggiferando senza sapere un caxxo di come realmente stanno le istituzioni.

L'anno scorso ho avuto un professore di programmazione, che già lavorava al Centro Nazionale Ricerche, ma che è dovuto venire ad insegnare gratis in università per fare un favore a quelli della segreteria perché l'università non aveva soldi e noi non avevamo un professore di programmazione. Ripeto, SENZA STIPENDIO. Ce lo diceva sempre e quando noi gli chiedemmo il perché venisse a lavorare gratis lui ci disse: "Perché ho due figlie della vostra età e spero che nella vita troveranno delle persone come me", e se non ci credi lo faccio collegare e te lo faccio dire da lui in persona. E con questo ho detto tutto... Questo paese di m.... va avanti solo grazie al buonsenso delle persone che ancora non sono scese in piazza a prendere a calci nel di dietro questi politici corrotti che sono tutti uguali. E' solo per una sorta di bene comune latente che si va avanti altrimenti sarebbe già finito da un pezzo.

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Io separarei quello che uno DEVE fare per contratto e quello che uno in realtà FA. Ti posso portare molti casi reali di docenti di Conservatorio che stanno a scuola (la chiamo "scuola" non a caso) 3-4-5 giorni a settimana, come altri che stanno a casa 3-4-5 mesi, e prendono lo stesso stipendio facendo, i primi, molte ore gratis.

Se vogliamo parlare dei malcostumi e delle ingiustizie, nessun problema e sono pure d'accordo su molte cose. Ma non venirmi/ci a dire che i docenti universitari stanno 6 giorni in istituto perché è una chimera, specie quando il docente abita a centinaia di km dalla sede.

 

Il tutto è nato dal fatto che i docenti del cons non sono in realtà docenti universitari e che il cons non è in realtà un'università. Titoli a parte, hai visto conservatori che abbiano:

- mensa

- aule studio

- borse di studio (in qualche caso soltanto)

- studentati dove dormire

- laboratori accessibili

- possibilità di dottorato

- ecc..?

La mia "contestazione" nasce dall'inizio, NON siamo università.

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Ok questo è un discorso che mi piace di più rispetto a quello di prima. Ed è senz'altro più motivato. E' lo specchio di un'Italia che è proprio ridotta male. Che i professori di prima fascia non stanno molto in università è vero ma per fortuna o forse per sfortuna, dipende dai punti di vista, ce ne sono pochini. Ormai la fatica la fanno solamente i ricercatori, che non sono sotto pagati ma sono letteralmente sfruttati dalle istituzioni. Nel mio corso di laurea il personale docente è praticamente composto dai ricercatori. Circa l'80% sono ricercatori... Ripeto, non sono assolutamente tenuti ad insegnare, loro vengono pagati per la ricerca e basta. Lo fanno per noi e per l'università. Che bella Italia !

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Ho una domanda sui conservatori, per il livello d'insegnamento per il Pianoforte è meglio Padova o Bolzano?

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5 ore fa, ZioBoris ha detto:

Ho una domanda sui conservatori, per il livello d'insegnamento per il Pianoforte è meglio Padova o Bolzano?

E' un po' fuori tema ma forse posso risponderti restando in tema :)

Di fatto non esistono conservatori di serie A e di serie B, in Italia non è mai stato possibile farlo...per cui la differenza la fa il docente. Segui il maestro "più bravo" (con il quale ti trovi meglio e possa garantirti sbocchi professionali); personalmente parlando non garantirei neanche su Milano, sparando nel mucchio.

Non so quanti anni hai, ma sicuramente mediterei di entrare parallelamente in accademie come Imola o Pianofriends...così almeno ti trovi avviato alla professione. Cosa comunque preclusa al conservatorio, che può funzionare (poco e a gratis) finchè non resti "studente".

 

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