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Piano Concerto - Forum pianoforte

Liszt93

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  1. Alla ricerca di un buon coda usato

    Posso azzardare una descrizione personale, ma ripeto, può variare parecchio sulla diversa regolazione e intonazione e riuscita del singolo strumento. Per me tendenzialmente il Bechstein di quegli anni ha un suono rotondo e corposo, una tastiera sicuramente un po' più "callosa" degli Steinway, ma al contempo c'è un eccellente controllo sulle mezzetinte (sotto il mezzoforte), mentre la zona tra il forte e il fortissimo tende a esaurirsi più rapidamente con un tocco più intenso. La risonanza tende ad essere molto cantabile nel settore acuto e il prolungamento è nitido ma lo sprettro sonoro tende a oscillare di più nel prolungamento dopo la percussione, indipendentemente dall'accordatura, e questa diversa "caduta" del prolungarsi del suono dà un gusto particolare e caratteristico al suono Bechstein. Il Bosendorfer invece, come meccanica (dal punto di vista dinamico), tende ad essere a mio parere più simile allo Steinway, si controllano ugualmente i pianissimo sia prima della mezzaforza che oltre, fino al limite dello strumento, con la differenza che (dal punto di vista tattile) non si ha la sensazione di "tasto vuoto" sotto al dito come accade sullo Steinway, tutto è un po' più consistente e continuativo mentre si preme il tasto. E la risonanza invece, a differenza di Bechstein e Steinway, è in Bosendorfer completamente "dritta", pulita e omogenea in tutti i settori della tastiera. Di solito il suono è chiaro sui "piano" e rotondo e scuro sui "forte", da come si usa intonare rispetto mode attuali (e considerando le attuali scelte di fabbrica). Diciamo che sotto l'aspetto della risonanza la Bosendorfer mi è sembrata più simile a Schimmel. Il Bosendorfer secondo me è un bellissimo strumento per chi preferisce la purezza del suono e non gli piace la brillantezza.
  2. Alla ricerca di un buon coda usato

    dovresti pretendere che gli strumenti siano preparati come piace a te... a mio modesto parere è l'unico modo per andare a fondo alla questione
  3. Alla ricerca di un buon coda usato

    Per quanto riguarda i ricambi non dovrebbero esserci problemi, anche se i costi possono variare parecchio. Sulla scelta, l'unica cosa da fare è provarli, dipende dalla riuscita del singolo strumento anche a parità di modello, marca e periodo... le sensazioni sono molto difficili da descrivere a parole. E poi la preparazione influisce moltissimo sulla resa
  4. materiali placchette tastiera

    Non mi è mai capitato di suonare un pianoforte con la tasteria in osso, mi incuriosisce molto, tanto che l'altro giorno volevo ordinargliene qualche placchetta per sentirlo. Da come me lo immagino penso sia più adatto all'organo quel tocco...credo sia un po' più "ruvido" no? L'altro giorno ho suonato un vecchio coda R onìsch con la tastiera in avorio, era tanto tempo che non mi capitava. L'avorio è un altro mondo. Forse era meglio non farlo, ora il mio non mi piace più
  5. materiali placchette tastiera

    Non sono soddisfatto della tastiera, la trovo completamente liscia. Il materiale quindi dovrebbe essere resina (parlo dei tasti bianchi). Mi è balenata in testa l'idea di cambiarle prima o poi. Mi domando, esistono dei materiali reperibili che simulano l'avorio?
  6. Rumore metallico

    Potrebbe darsi che con il tempo si siano solcati alcuni martelli e ora producano un suono leggermente più brillante. A sentirlo così non capisco molto. Ma ti riferisci al momento dell' impatto oppure al prolungamento del suono? Nel secondo caso potrebbe dipendere anche dalla corda, magari ossidata in qualche punto oppure non più perfettamente aderente al ponticello (e quindi c'è da controllare anche l'accordatura). Inoltre noti che lo sia quel settore in generale oppure delle note in particolare?
  7. Avendo visto le foto, sono d'accordo in tutto e per tutto con Pianoexpert e Giovannig. Per me sono scene già viste e testate personalmente. Spero che non succeda la stessa cosa nel tuo caso, la solcatura col tempo non farà altro che incrementare le numerore divergenze foniche, che (almeno all'inizio) vengono attutite dal fatto che è nuova ed è stato fatto in modo che ci sia uno strato lanoso per "mascherare"...... ma poi con il tempo si cominciano a sentire. Purtroppo con questi "lavori" non ci si rende conto delle prestazioni che un pianoforte può in realtà dare, se non quando lo si suona dopo averle corrette.... a quel punto dici "ma fin'ora su cosa ho suonato?" Voglio specificare che per quanto riguarda i "solchi" parlavo di differenze minimali (del 5%), nel caso in cui un pianoforte è in perfetta regola, da non confondere con quanto dicono alcuni tecnici per sollevarsi da perdite di resa del 20% e anche più, che non riescono a colmare o che non possono perché bisognerebbe fare tutto il lavoro da capo, spesso quello che hanno appena consegnato... Ciao!
  8. STRANEZZA: 88 TASTI 89 NOTE

    Ciao. Proviamo per logica forse tenderei ad escludere sia stata cambiata la ghisa e il somiere, che infatti eccede di 3 caviglie.... posso fare due ipotesi: o è stato cambiato il blocco tastiera inseme al blocco meccanica, mettendogliene uno di 88 tasti anziché gli 89 iniziali, magari preso da un pianoforte con la tavola armonica scarica o crepata. O forse il costruttore ha lasciato volutamente tre corde affinché risuonino per simpatia e ci sia un po' più effetto di insieme. Questo è quello che penso.
  9. Secondo me è giusto poi se fosse un feltro poco compresso, allora la solcatura è più rapida e il cambiamento più evidente. In quel caso ancora di più.
  10. Suonare con un pianoforte d'epoca

    non c'è una registrazione dove si sente un pianoforte d'epoca che suona con le turcherie? l'altra volta cercavo qualcosa ma non ne ho trovate, sono curioso
  11. Impregnazione

    No certo, sul martello europeo non mi sembra il caso è un'idea a parte per dopo, USA....
  12. Impregnazione

    Buonasera a tutti, anche se non sono quasi mai attivo seguo spesso il forum con molto piacere e dire che mi è stato di enorme aiuto è quantomeno riduttivo, vorrei approfittarne per rinnovare i miei ringraziamenti a tutti voi. Avrei una domanda. Da qui a poco mi procurerò l'impregnante per martelli (per la precisione quello consigliato da steinway) e il mio desiderio sarebbe fare degli esperimenti su qualche serie di teste che prenderò appositamente. Per ora sto studiando e valutando le varie tecniche, cercando di approfondire e confrontare più che posso ciò che ho a disposizione, so bene che ce n'è di strada da fare per ottenere (o almeno solo avvicinarmi) a ciò che mi piacerebbe..nel frattempo mi limito a provarci Ecco la semplice questione, recentemente mi sono posto il problema della diluizione della "lacca" impregnante, quale sarebbe il prodotto più adatto? grazie in anticipo, un saluto!
  13. Celibidache Musica e verità

    Grazie a te invece, per l’impegno di mantenerci a disposizione questa community, mi spiace solo aver pochissimo tempo per intervenire. Ne voglio approfittare per ringraziare anche il Maestro degli indispensabili suggerimenti tecnici che mi ha dato in questi anni. Sono perfettamente d’accordo con te. La velocità, per quanto personale e soggettiva, ha sempre un coefficiente temporale abbastanza stretto nel quale si deve stare. Soprattutto su repertori che hanno una vasta discografia, altrimenti “il gioco non vale la candela”. Se poi si raddoppia come se fosse una rapsodia, non sono assolutamente di parte. Su questo argomento sono idealmente vicino a Celibidache, famosi i suoi tempi lenti, sempre leggermente sotto al coefficiente medio del pezzo. Non a torto lui diceva che la “lentezza è ricchezza”. Dico “non a torto” per un secondo motivo oltre all’acustica che spesso viene ignorato. Chi come te ha coltivato nel tempo un’ottima sensibilità e dei gusti sottili si è reso conto del magnifico “mondo” degli armonici della “nona ottava”, che si generano per simpatia a partire dalla cassa armonica dello strumento o dell’orchestra. Questo mondo in un tempo più veloce diventerebbe meno evidente e modulabile, quindi Celibidache ha capito che le composizioni di concezione palesemente lenta (come sono i Notturni) avrebbero avuto un vantaggio concreto sul risultato musicale se suonati un po’ più lenti (mi viene in mente la bellissima direzione del Requiem di Mozart). Ora alcuni, in maniera molto simile a quello che si è fatto con la linea, usano il nozionismo teorico arbitrariamente senza tenere in considerazione cosa succede alla resa artistica. Così non si tratta più di scelte sensate ma di un culto cieco. Sulla mia semplice tesi, nessun segreto, l’unico motivo per cui non mi espongo qui è un mio principio, perché dovrei fare una premessa sul contenuto di certi articoli pubblicati su giornali scientifici di rilievo che potrebbe indurre alcuni ad atteggiamenti troppo “liberali” nei confronti dell’opinione e potrebbero diventare soggetti a “credenze” personali, ed è quanto di meno io mi auguro (immagino tu mi possa capire). Non a caso ho usato le parole “azzardo” e “indizi”. Noi ci auguriamo che in questi casi si conservi il beneficio del dubbio. Magari ci sentiremo in privato.
  14. Celibidache Musica e verità

    @Tiger Hai sbagliato argomento....noi apprezziamo artisticamente le avanguardie! Forse non hai letto con attenzione o non mi sono espresso abbastanza chiaramente. Mi auto-cito. Mephistopheles: "Ora Celibidache non ha l’intento di andare contro la musica di avanguardia, ma di dire che la musica tonale non può essere trattata (interpretativamente) come quella di avanguardia." (nonostante la tecnica volutamente provocatoria del suo linguaggio, che può sicuramente portare fuori strada). L'errore delle persone che sgradiscono l'arte contemporanea qual è? Di andare davanti ad un dipinto di Pollock e guardarlo con i criteri con i quali guarderebbe un affresco di Michelangelo, o di ascoltare Stockhausen con i criteri con i quali ascolterebbero Chopin. Dal punto di vista interpretativo, da un certo momento in poi c'è stata una netta scissione del "mezzo": Musica tonale: musica che è progettata per avere delle interconnessioni logiche riconoscibili consequenzialmente (rette concretamente dalla tonalità), è la rappresentazione della ragione, dell’io (o coscienza umana che dir si voglia). Musica atonale: musica che è progettata appositamente per non avere dei punti di riferimento riconoscibili dalla mente dell'uomo, è la rappresentazione del caos (detto molto a grandi linee, la crisi dell' "io", il caos interiore, la frenesia della vita quotidiana, l'idea di trovarsi scaraventati casualmente sul pianeta terra), di fronte ai quali l'ascoltatore si trova spaesato per volontà diretta del compositore: non c'è una tonalità che lo orienta nell’interpretazione. Chi sono? Da dove vengo? Forse dal caos. Malattie, disastri naturali, attentati. E il seguito della mia esistenza sarà quindi abbastanza casuale, è molto difficile da prevedere (però mi ci vedo bene a intrecciare pomodori ). Lo "sbaglio" di cui parlava Celibidache, "il male dei nostri tempi", non riguarda i compositori, né è una critica alle filosofie, ma gli interpreti, i quali dinamicamente trattano la musica tonale, (nel dosare la tensione emotiva), come se queste interconnesioni logiche non esistessero. Celibidache ci fa capire che anche volendo, non si può suonare la musica atonale senza la "linea", se non seguendo "alla lettera" lo spartito del compositore. L'errore interpretativo quale è stato invece? Si era diffusa l'idea che il culto del testo alla lettera si doveva applicare anche sulla musica tonale la quale, poveretta, non aveva fatto nulla di male per essere trattata così. Per fare un esempio pratico, ignorare la struttura implicita nella musica tonale è un po’ come intaccare le fondamenta di una casa: tutto crolla su sé stesso. Difatti quando si fanno delle modifiche, gli ingegneri la prima cosa che fanno è dirci dove sono le travi portanti affinché non vadano assolutamente toccate. L’interprete dovrebbe fare questo: sapere dove sono le travi portanti della musica che deve fare sua
  15. Celibidache Musica e verità

    Riporterei ancora più precisamente l'affermazione "la musica si fa ad un certo momento", ossia dopo un lungo periodo di analisi ad un certo punto la coscienza (o a questo punto l'inconscio), potremmo tranquillamente dire che "si abitua" a correlazionare, viene preso da una "saggezza infinita" e, per coniare una sua espressione, la musica "si fa da sé". E' il momento in cui incalza la spontaneità, la teoria che si è dimenticata apparentemente ormai "appartiene al passato" perché passa nel subconscio....e la sensibilità da quell'istante in poi è in grado di fare tutto da sola grazie a quel meraviglioso strumento che è la mente
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