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Piano Concerto - Forum pianoforte

"A Midsummer Night's Dream" Benjamin Britten


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Ho una mattina libera e volevo ripercorrere con voi questo sogno che sta capitando a me...

In questi giorni sono al Ponchielli a Cremona a provare "A Midsummer Night's Dream" di Britten, un'opera lirica del 1960 che sarà una delle mie prime serie produzioni come solista. A prescindere dal momento professionale, dal fatto che spero questo significhi una svolta nella mia personale carriera, Britten è un autore che ho cercato e trovato con caparbietà nella mia vita. Dovevo cantarlo durante il diploma (poi non è successo), è stato argomento della mia tesi triennale in musicologia, è stato argomento di un mio articoletto sui gender studies (mai pubblicato...), e ho studiato una lunga serie di arie e pezzi suoi (mai cantati). In questo continuo inseguirci, alla fine l'ho trovato. E allora volevo condividere un po' la cosa.

 

Il libretto dell'opera è costituito da un testo ampiamente tagliato della commedia shakespeariana. Nessuna aggiunta, solo tagli, quindi tutto quello che si canta è inglese seicentesco. Normalmente questo tipo di opera viene denominata "Literatur Oper", ovvero una messa in musica di un testo autoriale originale e originalmente non concepito come libretto musicale. Ci sono conseguenze interessanti dal punto di vista musicale, spesso conseguenti al fatto che le parole di Shakespeare sono super musicali e la loro messa in musica si relazione in modi diversi con esse. Non sempre c'è fusione, è come un Corale di Bach in cui la musica ha un ruolo ermeneutico verso il testo preesistente.

Non voglio comunque analizzare tutta l'opera, non finirei più. Voglio soprattutto ingolosire con l'ascolto di alcuni momenti affascinanti.

La trama è un po' labirintica.

Oberon (controtenore), Re delle fate, è adirato con Tytania (soprano), Regina delle fate, per avergli sottratto un bambino, che lui voleva rendere suo paggio (...). Per progettare una vendetta, Oberon sguinzaglia Puck (attore) alla ricerca di un fiore magico.

Nel bosco di Oberon ci sono anche due coppie: Lysander (tenore) ed Hermia (mezzosoprano), innamorati in fuga per sposarsi. Ma anche Demetrius (baritono), legittimo promesso sposo di Hermia, e Helena (soprano), ex fidanzata di Demetrius, ripudiata da lui e ancora innamoratissima. Tutti e quattro si mettono a dormire nel bosco. Oberon vuole risolvere la situazione, facendo innamorare Demetrius di Helena, ma Puck combina un casino e fa il contrario, ovvero fa innamorare Lysander di Helena... con conseguente mega rissa.

Parallelamente, nel bosco si riunisce un gruppo di artigiani per provare una piéce teatrale :-) Peter Quince (basso) gestisce la cosa, Bottom (baritono) e Flute (tenore) saranno rispettivamente Piramo e Tisbe (quindi Flute canterà come una donna), e gli altri tre, Snout (tenore), Starveling (baritono) e Snug (basso) faranno degli assurdi ruoli di contorno (Snout il muro, Starveling il chiaro di luna e Snug il leone). Mentre provano, Puck decide per scherzo di far spuntare una testa d'asino sul collo di Bottom e di utilizzare questo nuovo strano mostro per vendicare il proprio Re contro la Regina. Col fiore magico famoso, farà innamorare Tytania di Bottom-testa-d'asino. Dopo un bel po' di cose carine, Tytania ridarà il bambino sottratto a Oberon e Puck risolverà tutti i problemi, svegliando la Regina delle fate dal suo sogno d'amore bestiale, riuscendo a far innamorare Demetrius di Helena e riportando Lysander all'amore per Hermia. E togliendo la testa d'asino a Bottom, che così tornerà a fare il ruolo di Piramo nella tragedia con gli artigiani.

La messa in scena della tragedia-commedia prenderà luogo davanti ai regnanti di Atene, Theseus (basso) e Hyppolita (contralto), in una serie continua di gag che racchiudono questa stupenda morale meta-teatrale per cui ogni tragedia è commedia e ogni commedia tragedia, il teatro è un sogno magico. Alla fine tutti a letto cullati dalle note del coro di fate (voci bianche, ci sono per tutta l'opera).

 

Alcune caratteristiche musicali notevoli: l'opera è non tonale, anche se molto melodica, in alcuni punti (e molto poco, in altri).

Il ruolo di Oberon fu scritto per il primo e più famoso controtenore della storia, Alfred Deller, ed è il primo ruolo d'opera esplicitamente scritto per controtenore della storia (ma il discorso potrebbe essere più complicato di così). L'orchestrazione è particolare, ci sono molti strumenti "fatati" come arpe e celesta che escono fuori soprattutto con Oberon e le fate, gli artigiani, invece, sono caratterizzati da ottoni e fagotto.

 

Iniziamo con gli ascolti.

L'aria di Oberon, è una delle cose più belle scritte da Britten. La tromba all'inizio è il richiamo di Puck. Da lì in poi l'accompagnamento richiama l'accompagnamento per liuto delle arie di Purcell 

 

 

 

E l'aria di Tytania "Come on a roundel", in cui sentite anche il coro di voci bianche e la sua scala modale che rimane continua per tutta l'opera. Sotto si sentono anche i glissati degli archi, altro elemento sempre presente nella partitura.

 

 

Saltiamo tutte le parti in mezzo, e andiamo al magnifico quartetto di fine secondo atto, quando i quattro amanti si svegliano e scoprono di essere stati liberati dai vari incantesimi (solo uno, in effetti). Gli ottoni in fanfara ci dicono che fra poco tutti andranno alla corte di Theseus e Hippolyta ad Atene, ma prima viene messo in musica un bellissimo verso shakespeariano che parla dell'inafferrabilità dell'amore: "And I have found Demetrius, like a jewel. Mine own and not mine own", "And I have found fair Helen like a jewel, Mine own and not mine own", e così via in una continua progressione.

 

 

e il ritorno di Bottom nella sua compagnia, così sentite quanto è impestata la parte degli artigiani, con il suo accompagnamento strambo e il fugato finale (ahimé niente video, solo audio, ma quello della versione diretta da Britten). La parte degli artigiani è concepita come un ensemble di voci maschili, tipo King's Singers, quasi sempre cantano assieme in polifonia, con Flute a fare ornamentazioni insensate in acuto, Snug a fare il basso a note lunghe e gli altri le parti interne imitative.

 

 

la tragedia di Piramo e Tisbe è tutta bella. Per me i due momenti migliori sono la parte del muro (... che è la mia ...) e l'aria finale di Flute-Thisbe. Ma non sto trovando dei video che mi soddisfino, quindi vi metto solo l'aria di Thisbe, presa in giro delle grandi arie in cui le eroine dell'opera si suicidano.

 

 

 

 

 

 

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Non conosco (non ancora) A Midsummer Night’s Dream, ma sono assolutamente interessato a Benjamin Britten: un autore che trovo “difficile” (non dico solo “difficile da valutare”, perché la sua grandezza è in effetti inestimabile, bensì “difficile da abbracciare con lo sguardo”).

Innanzitutto trovo la sua musica pienamente comprensibile solo eseguendola. Dall’esterno tende un po’ a sfuggirmi (ho la stessa impressione, sebbene meno accentuata, con Monteverdi). In secondo luogo, forse la cosa più banale è anche la più indiscutibile: Britten è un compositore inglese, ed inglese è la sua musica, che passa così facilmente e inspiegabilmente da un’ingenuità infantile a un tragico disfacimento, dal preraffaelita al gotico, dallo sbocciare all’appassire, dal sogno all’incubo.

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Red, penso sia un'ottima chiave di lettura quella della inglesità di Britten. Ci sono piccole cose che vanno sottolineate di questa inglesità: Britten è sempre molto espressivo, ma come lo sarebbe Purcell cantato da un italiano, cioè un po' meno esagerato di Puccini e Verdi ma con quel tipo di profondità emotiva. L'aria di Oberon lo dimostra bene: io vi ho linkato un controtenore che la canta operisticamente, ed è stupenda, ma online si trova Deller nella prima incisione, e Deller sembra che canti proprio Purcell. Anche per questo secondo me ti è venuto da unire Monteverdi. Britten predilige certe dinamiche modali che smorzano di molto le relazioni tensive, cadenze non ce ne sono ma è tutto un cromatismo, statico ma insinuante, come l'Orfeo o il Vespro, e ogni tanto ci mette la canzoncina tipica o la danza elisabettiana.

Rimangono ostici entrambi, soprattutto se non li leggi in un contesto che unisca parole ed eventuale drammaturgia.

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Non voglio comunque analizzare tutta l'opera, non finirei più. Voglio soprattutto ingolosire con l'ascolto di alcuni momenti affascinanti.

Sei riuscito a ingolosirmi perché, in effetti, è molto bella. Ora me l'ascolto tutta, peccato che spesso venga interrotta dalla pubblicità che mi rovina l'ascolto.

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peccato che spesso venga interrotta dalla pubblicità che mi rovina l'ascolto.

... posso ancora tollerare il prima, ma qualdo rovinano un idilio per pubblicizzare una stupidata qualsiasi mi fanno schifare certe dinamiche create dal genere umano. E' proprio una violenza, scusate!

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  • 2 months later...

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