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Piano Concerto - Forum pianoforte

Esame compimento medio


Sammi
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Ciao a tutti, come da titolo sto preparando l'esame di Compimento medio v.o., che sosterrò tra qualche mese, nella sessione autunnale(per quell estiva è inconcepibile).

Vorrei provare a chiedere qui consigli per quanto concerne la prova di cultura (ho scelto il manuale di Botti, ovviamente sulla storia del pianoforte) e soprattutto di interpretazione. Consigliereste di affrontare questa preparazione dell'esame un mese prima della prova, nella fattispecie quindi ad agosto,oppure dovrei iniziare già adesso seriamente? Perché il ripasso di Bach e Clementi mi sta togliendo tantissimo tempo allo studio giornaliero, e arrivo al termine della giornata stremata, senza le forze per aprire anche quel manuale di 400 pagine e/o per allenarmi a leggere qualcosa di nuovo. Oppure sbaglio qualcosa io nella pianificazione.  Non so neppure se, articolandosi l'esame in 7prove complessive, possa avere un senso prepararmi un giorno a settimana per ogni singolo pezzo (es. Giorno 1 ripasso Beethoven, giorno 2 chopin, giorno 3 Bach, ecc).. voi come avete gestito il tutto? Grazie da una pianista in crisi.

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Credo che tu stia lavorando bene. La prova di cultura riguarda per prima cosa il proprio strumento e la letteratura dello strumento stesso. Altre lettura utili e piacevoli: Il pianoforte di A. Casella. Quello che ogni pianista deve sapere di Finizio. Anche l'Arte del pianoforte di Nehaus ( spero si scriva così....)( ma anche molti altri come il manualetto di G Sandor- come si suona il pianoforte ecc...).

Se mi posso permettere, poi, poiché la data non è così vicina, io farei 3 giorni Beethoven, 3 giorni Chopin ecc. Per Bach dividerei il lavoro impegnando almeno 3 giorni per un gruppo di 5 preludi e fughe, parallelamente ai pezzi e alla sonata di Beethoven. Così pure per Clementi.

Il principio che, a mio parere, governa lo studio è quello di insistere sugli stessi brani per alcuni giorni e non lasciarli prima che si instauri una ulteriore gradino di maturazione. Si pensi alla metafora dell'acqua sul fuoco: cerchiamo di farla bollire e non spegniamo sempre prima. Spegnere prima potrebbe significare dover rimandare l'acqua ad una nuova crescente temperatura per riavvicinarsi di nuovo all'ebollizione ...con evidente dispendio di energia.

Altra indicazione, da me suggerita in molti post, è quella di studiare vicini alle velocità di esecuzione. Capire subito quali saranno i gesti, i movimenti, in presenza del giusto tempo è fondamentale. Ci si può servire, in velocità, della fermata, con ripetizione o senza, sull'unità di tempo o sull'unità di battuta, al tempo giusto. Studiare   lentamente non è sempre buona cosa. Distingure poi da " lentamente" dal "rallentato". Bisogna anche, nel ripasso ad un tempo lento, ( magari per chiarirsi alcuni passaggi che "non ci entrano in testa")mantenere gli accenti e non aumentarli. Se un pezzo vivace è in 2, ripassandolo al "rallentatore" si devono conservare i due accenti e non trasformarlo in 4 o in 8!!!!

Buono studio

Paolo

 

 

 

 

 

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Grazie Maestro per le indicazioni, seguirò quanto suggerito, dividendo il lavoro in blocchi di 3 giorni, il che mi sembra la soluzione migliore per gestire un repertorio così vasto.

Mi è stato detto che giustamente non devo mai, a questo punto, lasciare a riposo i brani, anzi dovrei suonarli tutti i giorni (anche per sviluppare la memoria muscolare..). Il problema è che forse non ho capito io l'indicazione, perché se suono tutti i giorni anche solo la metà  dei 24 preludi e fughe del Clavicembalo e dei 23 studi del Geadus, più il resto, impiego quotidianamente 8 ore soltanto di ripasso! Oltre al fatto che non siano ancora pronti per l'esame, quindi è un ripasso per modo di dire. Forse sto perdendo il senno.

Grazie anche per i suggerimenti circa la prova di Cultura, ho letto anche casella e Sandor, belle letture!

Cordialmente 

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Ps- troppo perfetto lo studio sull'unità di tempo, che accorcia i tempi di apprendimento. Vorrei già memorizzare battuta per battuta in questa fase, invece con Bach e Clementi non ricordo alcunché, se non dopo mille ripetizioni. Grazie 

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Ripetere tutto  e non lasciare mai i brani per acquisire memoria muscolare... non lo trovo molto giusto. La memoria cinetica è quella della quale ci si deve fidare di meno. Le memorie sono tre: memoria cinetica, memoria conoscitiva e memoria uditiva. Della prima abbiamo già parlato, ma affidarsi solo a questa( seppur utile in brevi passaggi molto rapidi e di raccordo armonico)è però pericoloso. Ripetendo, ripetendo, si pensa di aver assimilato il pezzo, ma in una condizione emozionale diversa, la memoria del movimento potrebbe cambiare e non trovare più i riferimenti sicuri! Inoltre tale memoria fa i conti, cineticamente, con il tipo di strumento che incontriamo: un altro strumento più o meno "difficile" ci altera il movimento assimilato dalle tante ripetizioni. Anche quella uditiva ci può aiutare, ma non è sufficiente ad assicurare un buon risultato. Solo quella consapevole e conoscitiva è sicura. Sapere che cosa avviene armonicamente con punti di riferimento affidati alla conoscenza delle modulazioni. Questo ci fa percepire momento per momento "dove siamo" e in caso di incidente ci da' la sicurezza di aggrapparci al successivo passaggio "conosciuto". Per verificare se ciò esiste, bisogna essere capaci di riprendere il brano da qualsiasi inizio frase o frammento. Questa maturazione della conoscenza ci permette anche di non "ricominciare sempre da capo", perché "conosciamo" quello che suoniamo. Un'altra prova conoscitiva è studiare la sinistra da sola e anche a mani separate a memoria.Nel caso del Gradus. ad esempio, c'è tempo per ripetere e ripetere! Le 24 ore servono anche ad approfondire la fase finale dell'esecuzione, ma ciò avviene bene se il brano si conosce bene. Lo stesso per Bach, che va conosciuto non solo per come viene trattato il tema( specie nelle fughe), ma soprattutto per come si sviluppano le parti complementare ( controsoggetti...ecc..) ai quali bisognerebbe, in esecuzione, rivolgere ancora più attenzione del tema, ormai "scontato"

Insomma sapere come sono costruiti i brani e non "leggere per leggere".

Tu sicuramente sei in una situazione di mezzo e quindi prepara Bach e Clementi in modo da lavorare bene nelle 24 ore, mentre i brani, la sonata, gli studi di virtuosismo cerca di approfondirli, quasi come se li dovessi suonare a memoria. Lo studio con fermata ti fa contemporaneamente superare le difficoltà della velocità, il giusto movimento cinetico, la conoscenza dei frammenti....ma non ti fa perdere l'accentuazione del brano! Due tipi. Fermata con ripetizione alla partenza di ciò che sta sull'unità di tempo e/o di battuta e successivamente quella senza ripetizione. Quando si decide di andare da un accento all'altro, MAI fermarsi! Succeda quel che succeda! solo dopo si analizzeranno gli errori all'interno! E poi di nuovo in velocità e chiarezza tra una fermata e l'altra.

Buono studio

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Grazie molte per tutti i suggerimenti! Sto iniziando a studiare Beethoven ecc a tavolino, avevo già fatto l'analisi armonica dei pezzi ma adesso mi ci sto mettendo in maniera sistematica. Ho provato a suonare solo la sinistra senza spartito e sì, ne sto vedendo delle belle.  Tra l'altro ricordarla a memoria vedo che mi aiuta molto a non"perdermi". Incomincerò a lavorare bene su Bach e Clementi adesso che sto iniziando la fase di "ripasso" e per quanto ci possa riuscire.. Cordialmente 

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Lo studio con fermata confermo, è l'ideale, mi sta già risolvendo in una sola sessione di studio dei passaggi che non funzionavano. Magari dico una assurdità, ma trovo sia molto utile anche dal punto di vista interpretativo:per esempio, l'ho notato in Scarlatti con la K 113 su cui ho lavorato così , quando mi fermo all'inizio della battuta successiva sulla nota in levare, mi permette di concentrarmi bene su questa, dare il respiro giusto per poi ricominciare in battere. Non so se si sia capito qualcosa detto così,  comunque grazie moltissimo!

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Anche se c'è una legatura a cavallo battuta, ti devi fermare sul battere( nota muta legata...però pensata) e da quella ricominciale a contare ( questa per la fermata con ripetizione, ripetizione cioè degli accenti!)Poi senza ripetizione con arrivo sull'accento forte e ripartenza senza suonare l'accento forte. Questa seconda è più difficile da governare, ma veramente efficace.

Questo modo di studiare, proveniente dalla mia Scuola, era usato dal grande Francesco Bajardi, ultimo allievo di Listz. La mia insegnante Maria Pia Censi Gorini, alla quale devo tutto, era allieva di Bajardi e poi di Carlo Zecchi. Lei insisteva molto su questo modo di studio per arrivare facilmente alla velocità con controllo e chiarezza.

Buono studio

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