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Piano Concerto - Forum pianoforte

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  1. 2 points
    Ho cercato di dare una coerenza al ritmo, senza perdermi in troppi rubati. Però ho notato che dovevo curare di più il legato e la differenza dei vari colori...in ogni caso è un brano che mi è piaciuto nella sua semplicità, sembra una ninna nanna Spero vi piaccia!
  2. 2 points
    Chopin - Berceuse op. 57 Se deciderai di cimentarti in questo brano, ti lascio alcuni appunti avendolo approfondito negli anni. È un brano che si portava all'ottavo anno del vecchio ordinamento e che ho portato anche io all'esame di ottavo, ecco perché lo conosco molto bene. Il nome berceuse (alcune volte anche accompagnato dal suffisso "Cradle Song o Lullaby", ovvero ninna nanna) sono nomi ideati dall'editore. Il nome attribuito da Chopin a questo brano era "Variazioni". Suonarla come una ninna nanna è dunque un modo errato di interpretare il brano. Spesso si è inclini ad interpretare Chopin con estremo romanticismo. Il romanticismo di Chopin non è mai troppo accorato, è sempre molto misurato, soprattutto nel rubato. Prenditi i giusti respiri ad ogni inizio e termine di una variazione, non è un mero esercizio tecnico, non ti corre dietro nessuno ed hai tutto il tempo di poter iniziare e ragionare sulla nuova variazione ogni volta che si presenta. Negli accordi fai sempre uscire la nota di canto che è molto chiara e netta, riprendendo ogni volta il tema iniziale che rappresenta un po' il sommario di quello che accadrà all'interno del brano. La berceuse è un brano di grande effetto e non è affatto difficile una volta compresi i meccanismi di ogni variazione. È sicuramente un brano ritenuto più difficile sia del Claire de Lune che del Valzer op. 34 n. 2 ma che non ti impegnerà più di qualche settimana per lo studio delle note.
  3. 2 points
    Il 31 Ottobre ho sostenuto l'esame di laurea di primo livello e ho portato anche questo brano, era la prima volta che lo eseguivo in pubblico. Ho preso 110,sono contentissimo. E niente....volevo condividere con voi questo successo 💪
  4. 2 points
    Francesca interpreta il mio pensiero. Accordare bene è veramente difficile e ci vogliono anni di esperienza. Gli accordatori elettronici sono validi per alcuni lavori, ma, secondo me, l'orecchio in alcune zone dello strumento è superiore. Bisogna fare i conti con le disarmonicità. E lo strumento non ne tiene ben conto in tutte le zone della tastiera. Poi bisogna far girare e fissare bene le caviglie, altrimenti dopo poche battute del martello sulla corda, la scordatura è garantita!. Orecchio e manualità. non ultimo in gusto. Un intervallo calante si dice stretto. Crescente si dice largo. Non tutti ascoltiamo bene le quinte calanti e le quarte crescenti. E' più facile invece ascoltare la velocità dei battimenti delle terze maggiori e delle seste. Le verifiche da fare sugli intervalli sono molte.
  5. 2 points
    A distanza di diversi anni dalla pubblicazione del CD "Classiche Suggestioni" (Idyllium, Milano), nel canale "Roma Tre Orchestra" di YouTube è disponibile l'intero CD, contenente tra l'altro la prima (e per ora unica!) esecuzione del mio concerto per pianoforte e orchestra, eseguito da Vincenzo Oliva con la Roma Tre Orchestra diretta da Pietro Mianiti. Primo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=8LPh6il-JVs&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=2 Secondo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=ZdNjCBGLIY8&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=8 Terzo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=Amp8lcBYN6c&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=4 Ciao a tutti Gino (da Roma)
  6. 2 points
    Gentili amici, Il tempo di internet non segue il tempo convenzionale, e anche con esso le dinamiche dei forum. Poiché in questo luogo, che tanto ha dato alle discussioni sul nostro amato compositore non si scrive più e i dibattiti sono passati su altre piattaforme, anche noi ci siamo adeguati ai tempi nuovi. Le novità del sito sono da tempo su Facebook o su Instagram, seguite dai coautori dei sito. Chi vuole ancora seguire o collaborare con www.lvbeethoven.it lo potrà fare in quegli spazi. A Simone Renzi e a tutto lo staff di Piano Concerto va la nostra riconoscenza per averci ospitato in questi anni. Grazie a tutti ed arrivederci a presto! Armando Orlandi - Graziano Denini - Luigi Bellofatto
  7. 2 points
    È sicuramente un problema di natura psicologica. Ti sei convinto di suonare male e inevitabilmente non puoi che suonare male. Ultimamente sto suonando pochissimo per questioni di lavoro. Ti sto rispondendo da Reggio Calabria, dove mi sono recato una settimana per lavorare. Ho un collega qui di Reggio che ha un pianoforte e proprio ieri ci ho perso una mezz'oretta a suonare prima di cena. Anche suonando poco so di non poter più eseguire una ballata di Chopin come la eseguivo suonando costantemente tutti i giorni quindi mi sono concentrato su brani sicuramente più facili da digerire, e li ho affrontati con la giusta sicurezza e cercando di godere della musica. Nonostante qualche piccola imprecisione non ho suonato affatto male. Cerca di pensare più alla musica e meno agli aspetti tecnici che anche per le condizioni climatiche molto calde, inevitabilmente tendono un po' a calare, specie se sei una persona che risente molto del caldo.
  8. 1 point
    Complimenti. Beh, devo dire che il 211 che possiedo è un pianoforte di grande prestigio, Ma anche il 188 non è da meno. Un 211 scelto bene un grande strumento. Certo in 20 mq potrebbe soffrire un po' il poco spazio. ma anche il 188. Tutti gli Steinway hanno una grande timbrica e non va sacrificata. Magari è meglio suonarlo chiuso che esagerare sull'intonazione dei martelli. L'usato potrebbe decidere, perché dipende molto dallo stato degli strumenti e da chi è stato assistito. Questa indagine potrebbe dirigere la scelta in modo più sicuro tra uno strumento o l'altro. Anche l'assistenza nel tempo, specie dello Steinway, è importante.
  9. 1 point
    Quello che dici mi fa pensare che la martelliera sia stata rasata e quindi, se mal fatta e/o non intonata, può risultare molto aspra. E' naturalmente una ipotesi. Se è così, bisogna vedere il tipo di martello e approdare ad una sostituzione adeguata della martelliera. Capisco poco la frase circa le corde, la qualità delle quali, non può essere riconosciuteaad occhio nudo. Non sappiamo neanche cosa sia stato sostituito nella "rigenerazione", parola del tutto altisonante e poco convicente, se non in una accattivante prospettiva commerciale! "rigenerare un pianoforte" cosa significa? Significa, spesso, come vedo, rasare i martelli, sostituire le corde( magari), feltri della tastiera( forse)...e il pianoforte si mostra molto elegante e "rigenerato" A volte, magari non sarà il tuo caso, i martelli vengono rasati senza una forma adeguata e arrivando troppo vicini all'anima in legno ( da cui, suono duro, legnoso, privo di timbrica..) . All'occhio, sembrano nuovi , ma dopo poco tempo il suono peggiora inevitabilmente. Ciò anche perchè il punto di battuta sulle corde si modifica, come si viene a modificare tutta la "geometria della meccanica. Le corde, se sostituite, vanno scelte nel loro preciso diametro e ciò non può assolutamente essere valutato ad occhio nudo. La qualità : ROSLAU BLEU e PAULELLO , le migliori usate...e non possono essere riconosciute ad occhio nudo. Abel fa ottimi martelli, come pure Renner, ma l'importante è inquadrare l'anno di costruzione e sostituire la martelliera adatta a quel pianoforte. Magari si possono richiedere diversi gradi di compressione del feltro in modo da ottenere un suono più vicino possibile a quello che il pianista richiede. Quindi molte scelte da fare. Il tecnico deve sapere queste cose e non baypassarle!!!!! Se la martelliera è ancora buona, puoi richiedere al tecnico, competente, di eseguire una intonazione dei martelli. Intervento di molta competenza, che deve essere eseguito con perizia, pena il danno irreversibile del feltro e della timbrica generale della martelliera. Spero di esserti stato utile
  10. 1 point
    Il tempo metronometrico è sempre relativo. Sappi che Bach nei suo 24 preludi e fughe non ha mai indicato la velocità del tempo. Comunque non è veloce. L'indicazione suggerisce che non devi, in esecuzione, intenderlo in 3 bensì in 1. Differenza? Un solo accento ogni inizio battuta. Quando studi, studia a "rallentatore" e non "lento" cioè : suonando lento si pensa in 3! A rallentatore si pensa, come in esecuzione, in 1, con un accento!!!! Questo renderà le cose più facili e ti farà acquisire un importante principio musicale. In quanto agli staccati, di queste soluzioni ne troverai molte nella letteratura pianistica. Lo staccato si riferisce al gesto della mano e non all'effetto che è sotto pedale. Vai a vedere l'inizio dello Scherzo in si b minore 0p. 31 di Chopin che ho eseguito molte volte: dopo le interrogative terzine c'è una nota staccata e un accordo nella parte opposta della tastiera. Tutto sotto pedale ( scritto da Chopin!).Significa " lascia subito la nota per portarti verso l'accordo" (gesto). Sotto pedale (deve risultare legato). Qui non so, inoltre se il pedale è di Beethoven o di Pozzoli ( che comunque era un grande didatta!)
  11. 1 point
    Auguri con un 2020 pieno di buona musica.
  12. 1 point
    Salve a tutti! Apro questa nuova discussione,perchè oggi con la mia professoressa di matematica,stavo parlando delle mie attività fuori dalle aule,e fra queste è spuntata la musica...Ella sostiene che la matematica c'entra molto con la musica e sostiene che chi è musicista è anche un pò matematico,e chi è matematico è anche un pò musicista...Io all'inizio ho dato ragione alla mia insegnante,ma poi sono rimasto nel dubbio...Esiste o non esiste il legame fra musica e matematica?E se esiste in che modo si manifesta?In questa discussione invito tutti gli utenti più esperti a rispondermi...Grazie dell'attenzione e mi raccomando rispondete!!!!!!!!!!
  13. 1 point
    Salve a tutti, ho sempre suonato svariati strumenti in vita mia, sempre o quasi sempre però a vista/orecchio/imitazione, cosa che mi riesce abbastanza bene. A 34 anni suonati ho deciso di apprendere come si deve la "teoria musicale" e ho trovato i vostri video didattici su youtube molto interessanti. grazie a tutti in anticipo.
  14. 1 point
    Eccomi qui, pronto ad affrontare forse l’ultima avventura della mia vita. ho superato i sessant’anni e la musica mi ha accompagnato già da prima che venissi alla luce. Dopo un inizio sulle ginocchia di mamma al pianoforte mi sono appassionato alla chitarra classica e ho portato avanti gli studi con grande piacere e anche con qualche buon risultato. Ma la musica non è stato il mio mestiere. Adesso sono in pensione con qualche acciacco ma con un immutato amore per la musica e la pratica strumentale. E così mi avventuro ad imparare a suonare il pianoforte. Vedremo.
  15. 1 point
  16. 1 point
    CriytalPiano, temo che la domanda iniziale: "Come prepararsi a suonare con la giusta umidificazione dei polpastrelli ?" abbia un po' depistato; alludi alla "preparazione", per cui nessuno si è orientato alla "novità scientifica". La questione posta in questi termini richiede sicuramente una specializzazione medica in quanto la richiesta sembra più orientarsi alla risoluzione di una patologia che a qualcosa di superabile in altro modo. Premesso che non sono un medico, sicuramente ci sono rimedi della nonna per mano fredda. La mano tremante potrebbe essere legata alla sfera emotiva...che può anche portare ad eccessiva sudorazione. Sulla mano troppa asciutta, la classica crema idratante (usata costantemente) può aiutare...non prima di suonare, altrimenti senti le dita impastate.
  17. 1 point
    già.. e che dire del coretto finale ollellè facciela vedè facciela toccà...??? 😂
  18. 1 point
    Benvenuto Angelo, ...non è mai troppo tardi!!!!!
  19. 1 point
    Purtroppo c'è poco in rete ma se ne comprende anche la ragione proprio per le motivazioni già dette. Un libro interessante ma che presuppone già delle conoscenze è quello di Giovanni Bettin : Il pianoforte da concerto Steinway & Sons. Manuale di regolazione, accordatura, intonazione e messa a punto Comunque la categoria degli accordatori non si sta estinguendo ma lei ha perfettamente ragione nell'osservare che c'è reticenza nel diffondere questa disciplina . In Francia ed in Germania ad esempio ci sono scuole professionali che danno una preparazione accurata ed un diploma , qui no. Esiste un solo corso extracurriculare al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma .
  20. 1 point
    Io credo che una delle poche cose che non si possa fare da sé senza studio, esperienza ed applicazione di anni sia proprio l'accordatura; ma certamente è una mia idea. Già soltanto lo stupirsi dell'assenza di smorzatori sulle ultime ottave denota "ignoranza" ( messo tra virgolette perchè non voglio assolutamente essere scortese o offensiva , uso il termine in stretto senso letterale di ignorare la materia ) della costruzione di un pianoforte . Io apprezzo il suo impegno che le fa onore ma le consiglierei di servirsi della professionalità di un buon accordatore che magari le consiglierà anche qualche intervento di messa in fase per ottimizzare il suo strumento. Poi potrà avere anche un proficuo scambio di conoscenza ed approfondimenti col suddetto professionista che potrà arricchire la sua cultura in materia . Comunque le faccio i miei complimenti per la dedizione e la giusta curiosità che ha messo in atto sul suo strumento, molti pianisti neanche lo hanno mai aperto .
  21. 1 point
  22. 1 point
    Salve a tutti mi chiamo Massimiliano, mi sono iscritto a questo forum perché sto restaurando un piano verticale che vorrei regalare a mia figlia una volta finito e questo forum sembra fare al caso mio.
  23. 1 point
    Sono Alberto ho 29 anni e sono un laureando in infermieristica che lavora come operatore di stazione, vorrei iniziare ad imparare a suonare il piano, spero possa trovare spunti e consigli su questo forum. Un saluto a tutti
  24. 1 point
    in questo caso potrebbe dipendere dai rullini. Basta strofinare sugli stessi una bacchetta di grafite o, meglio ancora, passare una micropolvere di teflon.
  25. 1 point
    Girovagando tra i forum ho visto un grande assente, Schubert! Shubert infonde al pianoforte quello che Michelangelo infonde al marmo un'anima inquieta, mai paga sempre oltre sé stessa... Il piano diventa come diceva Heidegger a proposito della nostalgia 'il dolore della vicinanza del lontano' . è un peccato non vederlo tra i grandi compositori.
  26. 1 point
    Topic "surreale" (JamieD domanda e si risponde) anche se interessante. Può essere utile la lettura del libro "Come si suona il pianoforte" di Gregor Sandor Tornando alla domanda iniziale, come sempre la risposta potrebbe stare nel mezzo. I movienti non vanno mai presi in modo "atomico": solo polso o solo avambraccio; il ribattuto invelocità si realizza armonizzando una serie di movimenti che richiedono un buon coordinamento di base fra poloso, avambraccio, etc. Importante è anche l'assetto dinamico, pensa a come cambierebbe un ribattuto nel ppp rispetto allo stesso ribattuto nel fff
  27. 1 point
    Salve a tutti sono Franco ho 30 anni è purtroppo non sono per niente un pianista, purtroppo. Ho l’attrazione dei pianoforti fin da piccolo ma sfortunatamente non ho mai avuto la possibilità di imparare presso una scuola privata o un conservatorio, i miei genitori non potevano permetterselo, ma la mia attrazione a quel suono stupendo cresceva sempre più, andavo in giro per le vetrine del mio paese e mentre i miei amici guardavano roba, giochi e scarpe io sbavavo sulla vetrina dell’unico negozio nel mio paese che vendeva pianoforti, ci passavo ogni giorno ogni giorno sentivo un richiamo per quei tasti, ricordo che con il mio primo lavoro all’età di 14 anni mi riuscii a comprare una bontempi a 32 tasti circa, ho sempre solo abbozzato qualche canzoncina ma mai nulla di concreto. Purtroppo questa storia non ha un lieto fine sono arrivato a 30 anni è l’attrazione è ancora viva ma sono sempre allo stesso livello, sto pian piano arrendendomi, vedo tanti video tutorial ma nulla riesce realmente a farmi comprendere il tutto, purtroppo ora non avrei tempo per seguire dei corsi lavoro e tra un po’ inizierò a mettere su una famiglia. Ho comprato anche delle guide online ma con pessimi risultati. Ora vorrei affidarmi a questo forum vedo in parecchi argomenti che siete molto legati tipo una grande famiglia il che è un ottima cosa. Sono nelle vostre mani ragazzi spero qualche buon anima possa almeno qui ben indirizzarmi, non voglio arrivare a suonare Chopin (magari), ma magari ad alzare il mio livello potendo usare entrambe le mani sulla tastiera sarebbe già una bella soddisfazione.
  28. 1 point
    benvenuto tra noi
  29. 1 point
    ciao a tutti, nella mia scuola abbiamo pensato di rendere omaggio a Leonardo Da Vinci con una serie di eventi, attività, ecc. (Il 2019 è il 500 anniversario della sua morte). io curerò la parte musicale. come compito per le vacanze mi sono assegnato la lettura/studio di diversi testi (che non ho ancora iniziato a leggere), per individuare qualche aggancio e/o correlazione tra Leonardo e la Musica; so per certo che il legame ci sia (p.es. costruzione di macchine sonore, Leonardo è stato un dotato cantore e suonatore di lira). nel frattempo, per bruciare i tempi volevo chiedervi se per caso conoscesse qualche brano musicale che abbia a che fare con Leonardo. Sarebbe figo se ne esistesse qualcuno composto di suo pugno.... cmq.... attendo speranzoso suggerimenti e/o indicazioni! grazie a tutti e buona estate di fuoco!!!! ;-D
  30. 1 point
    Non conosco questo SIg. Mario Leone, ma , leggendo il suo articolo, mi da' l'impressione che emerga più il suo livore dell'invidia che una costruttiva critica. Non c'è una parola che circostanzi la sua demolizione della grande pianista. Che sia una bella ragazza non è cosa negativa. Se queste figure riescono ad interessare le nuove generazioni e non quelle dei "parrucconi", ben vengano. Inoltre sia la Wang che Lang sono due artisti eccellenti e a loro si perdona anche una marcia alla turca a 300 Km/h! Anche la Argerich, ricordate, era bellissima. Tutti l'aspettavamo che uscisse dalla quinta e rimanevamo estasiati dalla sua bellezza dietro i capelli corvini. Quando si metteva alla tastiera, i suoni uscivano facili e precisi e le frasi piene di espressione e pathos. Vorrei dire a questo signore, il cui curriculum mi sembra alquanto "fumoso", che bisogna donare delle critiche più costruttive e circostanziate senza abbandonarsi a consueti e gigioneschi sberleffi "dall'alto del monte". Il video postato da Simone ci da' le risposte! Scusate, ma non approvo! P.S. secondo me, e l'ho affermato in altri post, è errato separare la Tecnica dalla Musica. La Tecnica è la Musica. La tecnica non è puro meccanismo...ma Arte al servizio della Musica ( Techné = Arte del fare). A volte la Musica stessa suggerisce come risolvere l'aspetto tecnico. Nei grandi pianisti, tutto ci sembra facile perchè la "difficoltà", quella che chiamiamo "problema tecnico" è superato, sublimato,....non esiste..tanto grande è l'aspetto musicale! Quest'ultimo prevale su tutto e si tratta solo di raggiungere la scelta, esserne convinti. Colui che ci guida nell'ascolto della sua Musica senza continuamente sottolineare quello che sta facendo è, secondo me, un ottimo musicista, che sa comunicare la sua Arte. Quindi, quando ascoltiamo i Grandi della tastiera e non solo, non chiediamoci "ma come fa?"...ascoltiamo invece "quello che fa" e ci dice e interiorizziamolo. L' ascolto consapevole è un grande Maestro. Ascoltiamo anche noi, studiando, le nostre frasi, l'espressione, i primi piani e gli sfondi sonori..che forse ci suggeriranno veramente le "miracolose"soluzioni tecniche. Questo penso
  31. 1 point
    Vero, infatti uso lo spigolo e i miei martelli sono abbastanza nuovi. Con qualche adattamento di può usare comunque anche una riga sottile. Il mio tecnico si chiede sempre come faccio a fare gli scappamenti così precisi 😂
  32. 1 point
    Infatti. Probabilmente devi aumentare l'affondo. Prima di farlo in modo individuale, considera l'affondo generale che per il C3 di mm10 ( i neri qualcosa meno e devono avere lo stesso aftertouch di bianchi). Controlla prima il livello dei tasti, alcuni potrebbero essere più bassi e proprio quelli avrebbero meno affondo. Quindi: controllo, appoggiando una riga sulla tastiera, del livello generale dei tasti controllo generale dell'affondo controllo individuale dei tasti P.S. devi crearti una rondella di cartone spessa come il valore di aftertuoch che hai stabilito. Questa sarà la tua dima di controllo. Mettendola sotto il tasto e premendo il martello non deve "scappare" o, a limite deve scappare a fatica se fai una certa pressione. Aggiungerai o toglierai cartine a seconda del risultato di misurazione...ma questo solo dopo aver stabilito l'affondo generale. Devi quindi avere una dima di mm10 per i tasti bianchi e un misuratore, anche di cartone fatto da te, che ti possa far rilevare il livello dei nei e il loro affondo. Per l'affondo generale puoi servirti ( anche se non è un sistema molto ortodosso) delle viti dei supporti del telaio...ma solo per uno o due decimi. Naturalmente avvitando si aumenta l'affondo e viceversa. I blocchetti laterali devono essere fissati. Con il giusto affondo, il pianoforte diviene più espressivo e il pianista può usare diversi tipi di tocco senza che sia compromesso lo scappamento e la caduta del martello. Specie nel pianissimo ciò è fondamentale. E' anche importante nel "jeu perlee" che i Francesi spesso indicano e/o consigliano nella loro musica.
  33. 1 point
    Ciao a tutti, scrivo da Asti e sono una pianista e insegnante di musica. Ho sempre sognato di suonare con l'orchestra e....ho pensato bene di fondarne una, di sole donne, che si chiama Alma, a Natale ho realizzato il mio grande sogno di suonare il concerto di Schumann con l'orchestra. Adesso sto preparando un cd, da Beethoven a Debussy. Anche se insegnando in 2 scuole ho poco tempo...ma ora ci sono le vacanze estive fortunatamente! Mi piacerebbe entrare al liceo musicale o al Conservatorio, sogno...ho anche un'associazione musicale e organizzo eventi, buona giornata a tutti
  34. 1 point
    Ecco fatto... registrazione nuda e cruda. L'intonazione non è perfetta, deve essere rifinita (ma abbiamo fatto i calcoli e, almeno, sulla carta, le misure precise ci sono!) Tubofono .mp3
  35. 1 point
    Ciao! Oggi ispirato, ho deciso di registrare questo valzer, anche se forse doveva, soprattutto nella parte centrale, essere studiato un po' più! Spero vi piaccia comunque^^
  36. 1 point
    Discussione vasta come l'Africa!!!! Forse è meglio trattare l'argomento....a puntate !!! Allora .io vorrei cominciare riflettendo sul fatto che gli strumenti moderni non sono affatto uguali a quelli d'Epoca. Scarlatti suonava sul gravicembalo e oggi noi ci troviamo ad eseguire le sue sonate ( ammesso di non scegliere uno strumento simile a quello d'Epoca, per esempio un semplice clavicembalo) su di uno Steinway, magari grancoda. Che fare? Dobbiamo fare una scelta interpretativa. Alcuni pianisti inorridiscono nel sentire le sonate di scarlatti eseguite con il pedale di risonanza. Escono dalla sala e hanno a disposizione tutte le facili "cattiverie" per poter criticare una esecuzione magari interessante. Si lasciano ascoltare , pronunciando a voce alta la frase: "...e poi tutto quel pedale..." Il pianista protagonista del concerto potrebbe rispondere: "...Secondo me, suonando su di un moderno strumento non si deve rinunciare e/o sacrificare il suo suono e la mia interpretazione diviene attuale, destinata ad un ascolto e ad una estetica interpretativa contemporanea"....Mah.... Altri insegnano o insistono che converrebbe suonare i classici e, figuriamoci, i clavicembalisti senza pedale. Suono asciutto e tecnica quasi poco legata, imitando il suono dell'Epoca. Lascio a voi l'ardua sentenza. Dico solo che troppo spesso si demonizza il pedale di risonanza e piuttosto, come ha sostenuto Marcy63 bisognerebbe insegnare ad usarlo meglio, magari anche quello in battere, molto poco usato, e sentire bene il cambio di armonia. Fine della prima puntata...già troppe cose P.S. Proprio Mozart usando i primi Stein con pedale a ginocchio implementò la sua "espressione". Che dire del mondo in la minore, eseguito con generoso pedale ?( ascoltare Serkin nella raccolta Philips dei concerti per pianoforte e orchestra, probabilmente un bis dal vivo)
  37. 1 point
    Ciao a tutti, sono un appassionato di pianoforte alle prime armi, sono anche chitarrista classico diplomato al conservatorio, vi posto questo mio brano melodico in cm. Buon ascolto, accetto volentieri critiche e consigli. Grazie
  38. 1 point
  39. 1 point
    LIBRERIE ON LINE Petrucci (IMSLP) http://imslp.org/wik...egory:Composers Altre http://classical-music-online.net/ http://vkgfx.com/scores/ ‘900 http://www.atonality.net/ http://notes.tarakanov.net/ MUSICA CORALE Choral Public Domain Library http://www.cpdl.org/ MUSICA E TESTI The Lied, Art Song, And Choral Texts Archive http://www.recmusic.org/lieder/ COMPOSITORI Chopin http://chopin.lib.uchicago.edu/ http://www.audacter.it/indexi.html http://www.chopinonline.ac.uk/cfeo/ Mozart http://dme.mozarteum.at/DME/main/index.php?l= eBook gratuiti http://www.writingshome.com/
  40. 1 point
    Vi posto questo link di Wikipedia... http://it.wikipedia.org/wiki/Quoziente_d%27intelligenza#Ereditariet.C3.A0 Resta comunque da certificare che il talento sia correlato all'intelligenza. Certamente un grande musicista avrà sviluppato un'intelligenza particolarmente evoluta in quell'ambito dell'esperienza umana pertanto sotto questo punto di vista sembra che il quoziente intellettivo ed il talento possano essere in qualche modo correlati. Il quoziente d'intelligenza non deve essere scambiato per una misura sull'intelligenza totale di un'individuo in quanto questa dipende da diversi fattori. Il quoziente d'intelligenza da comunque alcune indicazioni sulla capacità di un'individuo di risolvere dei problemi, specialmente logici, che sollecitano l'uso della corteccia Prefrontale del nostro cervello. Chi ha un alto quoziente intellettivo sarebbe pertanto una persona che meglio degli altri riesce a risolvere problemi ed in modo più veloce rispetto alla norma. Si è anche dimostrato che la musica ed in particolare saper suonare uno strumento incrementa il QI. Di enorme importanza sono i fattori ambientali. Nel link viene trattato anche l'argomento dell'ereditarietà. Per ulteriori informazioni potete far riferimento al link del Mensa Italia in cui vengono trattati alcuni temi riguardanti l'intelligenza e la sua misurazione. http://www.mensa.it/cos-e-il-mensa
  41. 1 point
    Direi molto bene, allego un piccolo montaggio fatto dalla mia fidanzata... Ha messo dei brevi ritagli dei brani che abbiamo suonato essenzialmente per due motivi... Il primo è che avendo lavorato su un CD che dovrebbe uscire a dicembre non possiamo mettere on line le musiche integrali. Il secondo è che speriamo che, ammesso e non concesso che le nostre scelte piacciano agli iscritti, dando, così, un piccolo incipit, al prossimo concerto del 6 Dicembre partecipino anche altri utenti del forum. Fateci avere un feedback sulla base di questi piccoli ritagli, a presto !
  42. 1 point
    Mi associo ai ringraziamenti pubblici di Paolo. Credo che abbia già detto tutto, non aggiungo altro. Di nuovo grazie a Thallo e Frank per la disponibilità !
  43. 1 point
    Grazie a tutti, quelli che posso e quelli che non possono intervenire. Approfitto per ringraziare pubblicamente Frank per aver composto due brevi cadenze, che esprimono modernamente la sintesi dei temi dell'allegretto della sonata mozartiana K521. Saranno quindi da noi presentate venerdì prossimo, al nostro concerto in prima esecuzione assoluta. Ringrazio anche Thallo per aver scritto un articolo sulle stesse cadenze, contributo prezioso che, per ragioni di spazio, uscirà in versione integrale sul libretto del disco che comprenderà tutto il programma del concerto. Grazie ancora
  44. 1 point
    Ok questo è un discorso che mi piace di più rispetto a quello di prima. Ed è senz'altro più motivato. E' lo specchio di un'Italia che è proprio ridotta male. Che i professori di prima fascia non stanno molto in università è vero ma per fortuna o forse per sfortuna, dipende dai punti di vista, ce ne sono pochini. Ormai la fatica la fanno solamente i ricercatori, che non sono sotto pagati ma sono letteralmente sfruttati dalle istituzioni. Nel mio corso di laurea il personale docente è praticamente composto dai ricercatori. Circa l'80% sono ricercatori... Ripeto, non sono assolutamente tenuti ad insegnare, loro vengono pagati per la ricerca e basta. Lo fanno per noi e per l'università. Che bella Italia !
  45. 1 point
    Io separarei quello che uno DEVE fare per contratto e quello che uno in realtà FA. Ti posso portare molti casi reali di docenti di Conservatorio che stanno a scuola (la chiamo "scuola" non a caso) 3-4-5 giorni a settimana, come altri che stanno a casa 3-4-5 mesi, e prendono lo stesso stipendio facendo, i primi, molte ore gratis. Se vogliamo parlare dei malcostumi e delle ingiustizie, nessun problema e sono pure d'accordo su molte cose. Ma non venirmi/ci a dire che i docenti universitari stanno 6 giorni in istituto perché è una chimera, specie quando il docente abita a centinaia di km dalla sede. Il tutto è nato dal fatto che i docenti del cons non sono in realtà docenti universitari e che il cons non è in realtà un'università. Titoli a parte, hai visto conservatori che abbiano: - mensa - aule studio - borse di studio (in qualche caso soltanto) - studentati dove dormire - laboratori accessibili - possibilità di dottorato - ecc..? La mia "contestazione" nasce dall'inizio, NON siamo università.
  46. 1 point
    Lascia stare le leggi entra in università e guarda. La maggioranza dei miei professori sono lì tutto il giorno, tutti i giorni escluso un giorno alla settimana. Alcuni di questi con contratto a tempo determinato da ricercatore (grazie a quella idiota della Gelmini) che guadagnano 600 euro al mese e devono fare ricerca e didattica, che non gli compete, perché non ci sono professori di prima fascia per coprire le cattedre ! E mi vieni a parlare di leggi ? Conosco moltissimi professori di conservatori. Vanno in conservatorio due giorni alla settimana, la mattina insegnano ed il pomeriggio studiano per i loro concerti, se ovviamente hanno una carriera concertistica. Non parliamo di leggi almeno in italia dove per la COSTITUZIONE ITALIANA dovrebbe esistere il DIRITTO AL LAVORO, il DIRITTO ALLO STUDIO ma per favore... Quando sento sparare leggi così a tabula rasa mi viene solo da ridere. Le leggi in Italia funzionano in modo pratico e veloce solo quando è lo stato a dover prendere i soldini, mai il contrario. Un mio amico ha dovuto chiudere l'attività perché dopo due anni lo stato ancora non gli pagava il lavoro fatto in una scuola. Ci rendiamo conto ? Se però tu non paghi una multa da 50€ dopo 60 giorni va in mano a equitalia e se non la paghi entro un anno c'è il rischio che ti mandano l'ufficiale giudiziario. Bisogna entrare nei posti e guardare le cose, altrimenti si rischia di fare lo stesso errore che fanno tutti i politici presupponendo cose e leggiferando senza sapere un caxxo di come realmente stanno le istituzioni. L'anno scorso ho avuto un professore di programmazione, che già lavorava al Centro Nazionale Ricerche, ma che è dovuto venire ad insegnare gratis in università per fare un favore a quelli della segreteria perché l'università non aveva soldi e noi non avevamo un professore di programmazione. Ripeto, SENZA STIPENDIO. Ce lo diceva sempre e quando noi gli chiedemmo il perché venisse a lavorare gratis lui ci disse: "Perché ho due figlie della vostra età e spero che nella vita troveranno delle persone come me", e se non ci credi lo faccio collegare e te lo faccio dire da lui in persona. E con questo ho detto tutto... Questo paese di m.... va avanti solo grazie al buonsenso delle persone che ancora non sono scese in piazza a prendere a calci nel di dietro questi politici corrotti che sono tutti uguali. E' solo per una sorta di bene comune latente che si va avanti altrimenti sarebbe già finito da un pezzo.
  47. 1 point
    No, non c'era affatto ironia. Un professore universitario prende il doppio ma sta praticamente tutti i giorni in università. Un insegnante di conservatorio lavora due giorni a settimana. I conti falli te...
  48. 1 point
    D'accordo con tutti, con thesimon e Fedez. Soprattutto nei tempi anch'io mi sto rassegnando all'idea che molte delle riforme didattiche, non solo dei conservatori ma di tutta l'istruzione italiana, abbiano guardato troppo al lato economico. Questa cosa, però, ha portato, almeno nel mondo del canto, ad alcune strane conseguenze. In tempi di vacche magre per l'attività artistica, alcuni famosi cantanti hanno iniziato ad insegnare in conservatorio. Era quello che si chiedeva da decenni al conservatorio e che è successo naturalmente quando sono andati in pensione i vecchi bacucchi ed alcuni cantanti in carriera hanno deciso di farsi valutare i titoli.... sono ancora pochi e non tutti sono poi sto granché come didatti, eh, ma avere Gloria Scalchi come insegnante, o Monica Bacelli non è male. Di contro, qua un link al sito di Enrico Stinchelli, persona che mal sopporto ma che a volte c'azzecca... http://www.enricostinchelli.it/site/note/193-chi-insegna-il-canto-le-graduatorie.html Il mondo della lirica è quello, i nomi girano e si riconoscono. Come dire, leggi il nome di un docente di contrabbasso e non sai chi sia, allora più o meno ti fidi. Ma in Italia abbiamo stagioni liriche a bizzeffe, è imbarazzante che i nomi sui cartelloni non coincidano quasi mai coi nomi tra l'elenco docenti. Stessa cosa per le materie come storia della musica... quello è un mio cruccio personale, lo sapete. Considero scandaloso che non ci sia l'obbligo del dottorato per insegnare quelle materie.
  49. 1 point
    La riforma è stata frutto di poca lungimiranza, senza dubbio. Il Conservatorio è sempre stata "Scuola" atipica in cui imparavi un mestiere (dico imparavi perché almeno qualche chances di lavoro all'epoca c'era) ma per motivi di vario ordine (in primis sindacali e di lusinghe verso i docenti innalzati allo status di universitari, a parole..) è stata scelta una strada a mio parere non adatta. Il vecchio ordinamento andava svecchiato nei programmi di studio e d'esame, e casomai per rendere spendibile il titolo anche a livello internazionale (motivo della riforma, vedi Processo di Bologna) si potevano aggiungere 1-2 anni di specializzazione. Vabbè, ormai è andata così e non torni certo indietro. I principali problemi emergono dagli interventi precedenti: - sistema ingessato, senza valutazione della qualità e del lavoro (ma arriverà.. l'Anvur è dietro l'angolo) - studenti senza prospettive reali (salvo i casi più unici che rari). I programmi di studio e d'esame sono una delle poche cose che salvo della riforma, a patto che il singolo istituto abbia fatto delle scelte intelligenti. Altro problema: l'autonomia delle scelte. Oggi nei trienni/bienni ogni conservatorio ha percorsi di studio, programmi ed esami diversi (problema già affrontato in un altro post, mi pare da Thallo): per me è assurdo. Prendo Composizione, come esempio: ammissione al triennio che varia dal corale bachiano alla fuga.. ha senso?
  50. 1 point
    Sono certo che ci siano, io avevo letto qualcosa sui legami tra "talento musicale" (che comunque è un concetto che non mi sento di definire...) e tratti sessuali (definiti in modo molto preciso e scientifico, quindi con valutazioni di tipo ormonale e genetico). Le persone con tratti androgini, ovvero con rilevabili caratteristiche del sesso opposto al proprio (ma non si parla di omosessualità o intersessualità, si parla di caratteristiche anche meno rilevanti, tipo la struttura fisica, i tratti somatici etc), avevano intrapreso più spesso e con più successo studi e carriere musicali. Magari a prima vista questa non sembrerebbe una ricerca sull'ereditarietà e sulla genetica, ma il problema principale di ricerche simili è distinguere caratteristiche squisitamente genetiche da elementi "esterni". Non ha senso fare una ricerca sulla figlia di Muti, perchè non riuscirei a capire se i risultati sono legati a fattori genetici-fisiologici o al semplice fatto che è stata allevata in un contesto favorevole al talento musicale. E poi entra in gioco quel tabù che eviterei di superare fino in fondo, ovvero la definizione di talento musicale. Jovanotti probabilmente sarebbe stato cacciato da qualsiasi scuola di canto esistente sul globo terracqueo, ma attualmente ha più successo di me e di voi messi insieme. Come valuto il "talento" mio e di Jovanotti? Chi fa musica "brutta", o comunque non opere d'arte della madonna, ma la fa bene (Allevi, per esempio, o un qualsivoglia neo-melodico napoletano), ha talento o no? Il problema di queste ricerche è che spesso sono direzionate a scoprire caratteristiche di cui non conosciamo niente. Ahimè gli studi genetici non hanno senso se non c'è una base psicologica, analitica. Prima psicanalizzi mezzo mondo per capire COSA E' il talento musicale, e poi cerchi di trovare degli ipotetici "correlati genetici" o comunque fisiologici. E poi ti scervelli per trovare una metodologia di studio che ti permette di distinguere cos'è genetica da cos'è istruzione, società etc. Ci sono molti studi sull'orecchio assoluto, per esempio, e molti sono stati fatti su bambini in fase pre-linguistica, quindi anche con meno di un anno. Ecco, pare che un numero spropositato di bambini abbia dato prova di avere l'orecchio assoluto... ma visto che l'orecchio assoluto è raro per tutti le altre età, allora probabilmente l'evoluzione di questa caratteristica (e probabilmente di altri "talenti") segue criteri che ancora non conosciamo. Se domani scopro che tutti abbiamo l'orecchio assoluto appena nati ma che, non so, lo sviluppo del linguaggio interferisce e solo pochi riescono a mantenere l'orecchio assoluto, allora ho elementi maggiori per indirizzare la mia ricerca, anche genetica. E una delle ragioni per cui queste ricerche vengono affrontate con successo negli USA e non in Italia, è che lì si possono permettere di fare un gruppo di ricerca formato non solo da genetisti ma anche da musicologi, pediatri, psicologi, pedagogisti etc etc Perchè qui il problema non è scoprire qualcosa, ma intuire cosa c'è da scoprire. Non so se mi sono spiegato...
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