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Piano Concerto - Forum pianoforte

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Showing content with the highest reputation since 10/22/18 in Posts

  1. 3 points
    In effetti Dante ho un po' "viziato il discorso"; Donatoni (ma anche Maderna) ha avuto l'intuizione tecnica che è stata poi usata anche dai suoi allievi come Solbiati e dagli allievi degli allievi come me Di fatto ogni generazione ha fatto un uso diverso delle intuizioni di Donatoni e con un senso estetico e senso compositivo diverso; per Donatoni non contava l'esito ma solo il viaggio per arrivare a quel risultato compositivo...spesso si addormentava alle sue prime; una forma di "disinteresse" indotto al risultato compositivo. Ben diversa è come il tutto è stato inteso e usato dai suoi allievi, non si tratta di veri automatismi ma di automatismi governati dagli obiettivi del compositore. Oggi come oggi, per me, questi "automatismi" possono esistere come tecniche finalizzate a processi musicali..che sono la parte più importante della questione
  2. 3 points
    Auguri a tutta la grande famiglia di Pianoconcerto.
  3. 2 points
    A distanza di diversi anni dalla pubblicazione del CD "Classiche Suggestioni" (Idyllium, Milano), nel canale "Roma Tre Orchestra" di YouTube è disponibile l'intero CD, contenente tra l'altro la prima (e per ora unica!) esecuzione del mio concerto per pianoforte e orchestra, eseguito da Vincenzo Oliva con la Roma Tre Orchestra diretta da Pietro Mianiti. Primo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=8LPh6il-JVs&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=2 Secondo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=ZdNjCBGLIY8&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=8 Terzo tempo: https://www.youtube.com/watch?v=Amp8lcBYN6c&list=PL-k0yn9aaeK6y6q7n2_Cj9GYbYFERed7X&index=4 Ciao a tutti Gino (da Roma)
  4. 2 points
    Gentili amici, Il tempo di internet non segue il tempo convenzionale, e anche con esso le dinamiche dei forum. Poiché in questo luogo, che tanto ha dato alle discussioni sul nostro amato compositore non si scrive più e i dibattiti sono passati su altre piattaforme, anche noi ci siamo adeguati ai tempi nuovi. Le novità del sito sono da tempo su Facebook o su Instagram, seguite dai coautori dei sito. Chi vuole ancora seguire o collaborare con www.lvbeethoven.it lo potrà fare in quegli spazi. A Simone Renzi e a tutto lo staff di Piano Concerto va la nostra riconoscenza per averci ospitato in questi anni. Grazie a tutti ed arrivederci a presto! Armando Orlandi - Graziano Denini - Luigi Bellofatto
  5. 2 points
    È sicuramente un problema di natura psicologica. Ti sei convinto di suonare male e inevitabilmente non puoi che suonare male. Ultimamente sto suonando pochissimo per questioni di lavoro. Ti sto rispondendo da Reggio Calabria, dove mi sono recato una settimana per lavorare. Ho un collega qui di Reggio che ha un pianoforte e proprio ieri ci ho perso una mezz'oretta a suonare prima di cena. Anche suonando poco so di non poter più eseguire una ballata di Chopin come la eseguivo suonando costantemente tutti i giorni quindi mi sono concentrato su brani sicuramente più facili da digerire, e li ho affrontati con la giusta sicurezza e cercando di godere della musica. Nonostante qualche piccola imprecisione non ho suonato affatto male. Cerca di pensare più alla musica e meno agli aspetti tecnici che anche per le condizioni climatiche molto calde, inevitabilmente tendono un po' a calare, specie se sei una persona che risente molto del caldo.
  6. 2 points
    Un altoparlante riceve in ingresso un segnale. Ponendo di inserire un segnale che contenga tutte le frequenze con la stessa ampiezza d'onda, come queste vengono riprodotte dall'altoparlante? Ci sono dei limiti fisici alla riproduzione dei suoni da parte degli altoparlanti. Ad esempio coni piccoli non possono scendere molto in frequenza pertanto significherà che la risposta in frequenza sulle basse frequenza non sarà congruo al segnale inviato in ingresso. L'altoparlante ideale è quello che mandando in ingresso un segnale con ampiezza costante per tutte le frequenze, riproponga in uscita una risposta in frequenza totalmente lineare e confrontabile a parità del fattore di amplificazione con il segnale in ingresso.
  7. 2 points
    Lo dico da ingegnere in tutt'altro campo, ma ci sono diversi studi di ingegeria ed arhitettura che hanno esperienza in isolamento acustico. Isolamento acustico e trattamento acustico di un ambiente sono cose completamente diverse. Mettendo dei pannelli fonoassorbenti è vero che si isola un po', ma non è il loro scopo. Paradossalmente se fai un pavimento flottante e sopra all'MDF metti delle lastre di marmo, otterresi una stanza con un discreto riverbero ma acusticamente isolata. Del resto ci sono in commercio altoparlanti fatti di pietra http://www.musicalstones.com/index.html
  8. 2 points
    premesso che io di composizione non ne capisco niente (ho fatto solo il classico corso di armonia) secondo me dipende dall'interlocutore a cui vuoi far conoscere i tuoi sentimenti...... e dalla intensità degli stessi................. sentimenti semplici e immediati da comunicare (come la rabbia per es) ad un interlocutore che sai non essere comunicativo musicalmente mi verrebbe da usare la parola. se voglio "approfondire" ed esprimere sentimenti intensi e complessi mi rivolgo alla musica (io che non compongo uso l' empatia....interpreto pezzi scritti da altri)..... comunque la musica è un linguaggio molto più complesso rispetto alle parole.....per strutturarsi ha bisogno di riflessione e non penso che i grandi compositori fossero sempre puramente istintivi e che le loro opere nascessero con la stessa immediatezza che si può avere nel parlare.... per cui musica e linguaggio sono due forme di comunicazione diverse....per contenuti diversi.... e utilizzare la parola perchè più immediata e di più facile comprensione per gli altri che ci stanno intorno non vuol dire non essere compositori.... a volte come diceva Piccinesco sono necessarie entrambe...musica e parole...
  9. 1 point
    Benvenuto Angelo, ...non è mai troppo tardi!!!!!
  10. 1 point
    So che dicendo ciò che sto per dire avrò addosso molti di voi. Tutto questo dipende dalla nostra emotività. Sia la sudorazione che la cattiva circolazione che provoca le meni fredde dipende da un fattore emotivo. Molti bravi e conosciuti pianisti indossano addirittura guanti di lana prima del concerto o devono "scaldarsi" su di un pianoforte dietro le quinte (ammesso che ci sia). Si provi a "saltare a pié pari" questa fase e ad entrare subito nella Musica, pensando a tutto ciò che dobbiamo e possiamo esprimere. Dolcemente e leggermente si prenda confidenza con la tastiera e si cerchi di non pensare assolutamente agli impedimenti che il meccanismo mette in atto frapponendosi tra noi e il suono. Denis Devallant dice nel suo meraviglioso libro LE PIANO di pensare direttamente di suonare sulle corde. Del resto è l'eterna dannazione del pianista essere "lontano" dalla produzione del suono. Bisogna, secondo me, e non solo, trovare subito il contatto sincero con lo strumento affidandosi ad esso piuttosto che sfidandolo! Ed ecco che ritorna sempre il concetto che crescere con un riferimento giusto sotto le dita, ci fa capire "dove siamo" e non ci fa smarrire nell'assortimento del "gesto pianistico". All'inizio di un concerto scegliere quindi un pezzo che ci fa prendere confidenza con la tastiera, senza richiedere troppe raffinatezze. Maurizio Pollini, nei suoi giovanili concerti, dopo già aver vinto il concorso Chopin di Varsavia, apriva spesso con la suite op. 14 di Bartok per poi affrontare un denso programma dedicato a Chopin. La suite, tutt'altro che facile, è però un buon pezzo di apertura, con un primo tempo di forti sonorità, dove si può ben provare anche gli effetti del pedale di risonanza. E' invece utile respirare profondamente e controllare che non aumentino i battiti cardiaci. Questo può influire nella alterazione della velocità dei tempi. Consiglio di leggere anche il bellissimo libro di Monique Dechsaussé ( spero si scriva così) " L' HOMME E LE PIANO" Ultimo suggerimento: pensare ,prima di inziare il pezzo, all'incipit...Quando inzieremo, saremo già "dentro la Musica"! Buono studio
  11. 1 point
    Salve a tutti mi chiamo Massimiliano, mi sono iscritto a questo forum perché sto restaurando un piano verticale che vorrei regalare a mia figlia una volta finito e questo forum sembra fare al caso mio.
  12. 1 point
    se non erro , il MI è 329,6 . Steinway consiglia questo perché a volte il la 440 è leggermente disarmonico......ma insomma.....
  13. 1 point
    in questo caso potrebbe dipendere dai rullini. Basta strofinare sugli stessi una bacchetta di grafite o, meglio ancora, passare una micropolvere di teflon.
  14. 1 point
    ... Poiché la musica esiste, esiste anche il tempo e il piano è la sua quintessenza :). L'avrete capito sono un'appassionata di musica... Scorre musica nel sangue, non so se ho più note che globuli rossi... Suono, suonicchio il piano come dilettante e vorrei inviarvelo perché siete esperti.... Era di mio marito quando era piccolo. L'accordatore dice che non vale nulla che devo acquistare uno Yamaha.. Ma il suono dei pianoforti giapponesi non è poco profondo pur se è molto solare?
  15. 1 point
    benvenuto tra noi
  16. 1 point
    ciao a tutti, nella mia scuola abbiamo pensato di rendere omaggio a Leonardo Da Vinci con una serie di eventi, attività, ecc. (Il 2019 è il 500 anniversario della sua morte). io curerò la parte musicale. come compito per le vacanze mi sono assegnato la lettura/studio di diversi testi (che non ho ancora iniziato a leggere), per individuare qualche aggancio e/o correlazione tra Leonardo e la Musica; so per certo che il legame ci sia (p.es. costruzione di macchine sonore, Leonardo è stato un dotato cantore e suonatore di lira). nel frattempo, per bruciare i tempi volevo chiedervi se per caso conoscesse qualche brano musicale che abbia a che fare con Leonardo. Sarebbe figo se ne esistesse qualcuno composto di suo pugno.... cmq.... attendo speranzoso suggerimenti e/o indicazioni! grazie a tutti e buona estate di fuoco!!!! ;-D
  17. 1 point
    Non conosco questo SIg. Mario Leone, ma , leggendo il suo articolo, mi da' l'impressione che emerga più il suo livore dell'invidia che una costruttiva critica. Non c'è una parola che circostanzi la sua demolizione della grande pianista. Che sia una bella ragazza non è cosa negativa. Se queste figure riescono ad interessare le nuove generazioni e non quelle dei "parrucconi", ben vengano. Inoltre sia la Wang che Lang sono due artisti eccellenti e a loro si perdona anche una marcia alla turca a 300 Km/h! Anche la Argerich, ricordate, era bellissima. Tutti l'aspettavamo che uscisse dalla quinta e rimanevamo estasiati dalla sua bellezza dietro i capelli corvini. Quando si metteva alla tastiera, i suoni uscivano facili e precisi e le frasi piene di espressione e pathos. Vorrei dire a questo signore, il cui curriculum mi sembra alquanto "fumoso", che bisogna donare delle critiche più costruttive e circostanziate senza abbandonarsi a consueti e gigioneschi sberleffi "dall'alto del monte". Il video postato da Simone ci da' le risposte! Scusate, ma non approvo! P.S. secondo me, e l'ho affermato in altri post, è errato separare la Tecnica dalla Musica. La Tecnica è la Musica. La tecnica non è puro meccanismo...ma Arte al servizio della Musica ( Techné = Arte del fare). A volte la Musica stessa suggerisce come risolvere l'aspetto tecnico. Nei grandi pianisti, tutto ci sembra facile perchè la "difficoltà", quella che chiamiamo "problema tecnico" è superato, sublimato,....non esiste..tanto grande è l'aspetto musicale! Quest'ultimo prevale su tutto e si tratta solo di raggiungere la scelta, esserne convinti. Colui che ci guida nell'ascolto della sua Musica senza continuamente sottolineare quello che sta facendo è, secondo me, un ottimo musicista, che sa comunicare la sua Arte. Quindi, quando ascoltiamo i Grandi della tastiera e non solo, non chiediamoci "ma come fa?"...ascoltiamo invece "quello che fa" e ci dice e interiorizziamolo. L' ascolto consapevole è un grande Maestro. Ascoltiamo anche noi, studiando, le nostre frasi, l'espressione, i primi piani e gli sfondi sonori..che forse ci suggeriranno veramente le "miracolose"soluzioni tecniche. Questo penso
  18. 1 point
    Vero, infatti uso lo spigolo e i miei martelli sono abbastanza nuovi. Con qualche adattamento di può usare comunque anche una riga sottile. Il mio tecnico si chiede sempre come faccio a fare gli scappamenti così precisi 😂
  19. 1 point
    Infatti. Probabilmente devi aumentare l'affondo. Prima di farlo in modo individuale, considera l'affondo generale che per il C3 di mm10 ( i neri qualcosa meno e devono avere lo stesso aftertouch di bianchi). Controlla prima il livello dei tasti, alcuni potrebbero essere più bassi e proprio quelli avrebbero meno affondo. Quindi: controllo, appoggiando una riga sulla tastiera, del livello generale dei tasti controllo generale dell'affondo controllo individuale dei tasti P.S. devi crearti una rondella di cartone spessa come il valore di aftertuoch che hai stabilito. Questa sarà la tua dima di controllo. Mettendola sotto il tasto e premendo il martello non deve "scappare" o, a limite deve scappare a fatica se fai una certa pressione. Aggiungerai o toglierai cartine a seconda del risultato di misurazione...ma questo solo dopo aver stabilito l'affondo generale. Devi quindi avere una dima di mm10 per i tasti bianchi e un misuratore, anche di cartone fatto da te, che ti possa far rilevare il livello dei nei e il loro affondo. Per l'affondo generale puoi servirti ( anche se non è un sistema molto ortodosso) delle viti dei supporti del telaio...ma solo per uno o due decimi. Naturalmente avvitando si aumenta l'affondo e viceversa. I blocchetti laterali devono essere fissati. Con il giusto affondo, il pianoforte diviene più espressivo e il pianista può usare diversi tipi di tocco senza che sia compromesso lo scappamento e la caduta del martello. Specie nel pianissimo ciò è fondamentale. E' anche importante nel "jeu perlee" che i Francesi spesso indicano e/o consigliano nella loro musica.
  20. 1 point
    Ciao a tutti, scrivo da Asti e sono una pianista e insegnante di musica. Ho sempre sognato di suonare con l'orchestra e....ho pensato bene di fondarne una, di sole donne, che si chiama Alma, a Natale ho realizzato il mio grande sogno di suonare il concerto di Schumann con l'orchestra. Adesso sto preparando un cd, da Beethoven a Debussy. Anche se insegnando in 2 scuole ho poco tempo...ma ora ci sono le vacanze estive fortunatamente! Mi piacerebbe entrare al liceo musicale o al Conservatorio, sogno...ho anche un'associazione musicale e organizzo eventi, buona giornata a tutti
  21. 1 point
    Premi l'icona a forma Freccia (Strumento selezione) Selezioni una battuta qualsiasi, tasto destro del mouse--> Stile Rigo --> Definisci gli stili rigo Nuovo (scegli il nome! Ad esempio "Senza linee") Dove c'è Aspetto-Rigo: scegli --> O-linee con stanghette complete ok Poi premi l'icona a forma di chiave di violino (Strumento rigo musicale) Evidenzi le battute o porzione delle stesse Tasto dx del mouse sulla selezione Scegli l'opzione "Senza linee"...che hai creato precedentemente
  22. 1 point
    ciao a tutti! tramite i social sono venuto a conoscenza di questa proposta commerciale: manuale FINALE (italiano) la presentazione (inserita nel libro) è a nome di Giovanni Acciai che mi pare sia un nome importante del panorama musicale accademico italiano. è possibile farsi inviare 2-3 pagine .pdf per sondare la qualità dei contenuti. a me pare ben fatto (anche se non l'ho letto approfonditamente) e avrei intenzione di acquistare la copia DELUXE. se del forum lo possiede potrebbe scrivere qui di seguito un suo parere personale, per favore? credo possa interessare a molti utenti del forum, oltre a me. grazie e buona musica ScalaQuaranta
  23. 1 point
    ...scusate, nn avevo visto ma è semplicissimo caricare i file. Intanto vi allego la documentazione fotografica del pianoforte: prima nello studio dove l'ho trovato, poi a casa mia dove sono in corso i lavori...
  24. 1 point
    La scuola di Notre Dame nasce nel XII secolo e si sviluppa fino alla metà del XIII secolo; legata alla cattedrale di Notre Dame di Parigi rappresenta la prima sintesi stilistica della Polifonia. Secondo un trattato anonimo del 1300 i maestri di cappella LEONINUS e PEROTINUS, attivi nella seconda metà del XII secolo, sono gli autori del “MAGNUS LIBER ORGANI DE GRADUALI ET CENTIFONARIO” ossia del repertorio polifonico liturgico realizzato dal coro di Notre Dame. La Scuola di No...tre Dame introduce a partire dal XII secolo un sistema pratico di notazione quadrata e dei suoi raggruppamenti da 2 a 5 note chiamate “LIGATURE”. I ritmi vengono ordinati secondo i vari raggruppamenti denominati modi e si basano sulla successione di valori lunghi e brevi, i raggruppamenti si evidenziano sei 6 modi ritmici: I°: TROCHEO II°: JAMBO III°: DATTILO IV°: ANAPESTO V°: MOLOSSO VI°: TRIBACO https://www.repubblica.it/…/incendio_notre_dame_parigi_cat…/ Adieu https://www.youtube.com/watch?v=8e6LZi5ysbY https://www.youtube.com/watch?v=9KGseW60oaA
  25. 1 point
    https://www.youtube.com/watch?v=THDHZlbxZPk Nel caso vi piaccia potete trovare il link agli spartiti nel testo di youtube. Grazie buona serata!
  26. 1 point
    Benvenuto. Brutto preconcetto quello di tua moglie, con tutto il rispetto possibile. La musica classica fa parte del patrimonio culturale dell'umanità, andrebbe preservato e coltivato. Fortunatamente la mia compagna mi spinge a suonare anche quando tornando da lavoro sono stanco morto.
  27. 1 point
  28. 1 point
    Buongiorno a tutti, sono Aletta, appena approdata in questa Comunità. "Strimpellavo" il piano una vita fa: lezioni da bambina e poi un hobby da autodidatta per riempire i momenti di relax o per sfogarmi ed esprimere le emozioni. Poi abbandonato perché legato a ricordo dolorosi, mi sono riavvicinata con grande desiderio ed emozione ora che le mani sullo strumento le stanno mettendo le mie bambine. Ed è un viaggio che, nonostante le dita ormai legnosette, fa tanto bene all'anima. Leggerò con piacere quanto scrivete e chiederò anche dei consigli. Ciao a tutti!
  29. 1 point
    Com'è andata? L'ho ascoltato e non mi sembra così orribile; ha la sua gradevolezza armonica ...effettivamente, anche all'ascolto, manca tutta la parte contrappuntistica.
  30. 1 point
    Salve a tutti, mi sono appena iscritto ma vi leggo da circa un anno. Infatti proprio a febbraio dello scorso anno, a 41 anni, dopo aver incoraggiato mio figlio di 8 anni a intraprendere lo studio del pianoforte, ho deciso di riprovare anch'io. Ho ripreso praticamente da zero, anche perché ero andato a scuola di musica solo per di anni da 14 a 16 anni. Avevo smesso al punto che strimpellavo malamente "per Elisa" ed ho ripreso da lì, prima con il prezioso aiuto di questo sito, poi del maestro. In un anno ho progredito molto più di quando avevo 15 anni: ho fatto 3 delle invenzioni a 2 voci (1, 4 e 8), il preludio della prima partita di Bach, l'allemanda della partita N 4, la k 545 di Mozart ed ora sto studiando il rondo' alla turca e la suite inglese in la minore. Il livello di esecuzione è, ovviamente, quello di un principiante, ma mi ha preso una passione tanto forte che nn pensavo fosse possibile. Praticamente da febbraio scorso nn ho più guardato la TV alla sera, il che nn è male, così suono tutte le sere circa 2 o 3 ore, salvo quando ho qualche impegno nel week end con la famiglia. Attualmente suono su un Kawai rx2 acquistato quest'estate che mi piace molto (ho sentito al telefono il gentilissimo maestro ferrarelli per una messa a punto, la tastiera è diretta) e, di recente, dopo aver ascoltato un vecchio bachstein b203 ho avuto una specie di colpo di fulmine per questo strumento dalla timbrica suadente e dalla meccanica agile e leggera. Vedremo se decido di avventurarmi, in ogni caso il Kawai lo terrei. Buona musica a tutti. Domenico
  31. 1 point
    Ciao, mi chiamo Ebe, e sono di Genova. Domani andrò a vedere uno Yamaha G2 un po’ vecchiotto, un ‘74. Chi mi dà qualche consiglio? Cosa devo verificare? Credo abbia suonato poco (cosi mi è stato detto) i feltri dei martelletti sembrano senza solchi. La tastiera è bianca sopra, mai frontoni sono ingialliti, è normale? Grazie guys! Ebe
  32. 1 point
    Buongiorno a tutti sono Simone e da poco mi è stato regalato un piano yamaha SU-118C piano piano lo sto sistemando perché ha la sua età ed è stato trascurato.
  33. 1 point
    Spero vada tutto bene e nn dover scoprire di nuovo sorprese. Non ho piu voglia di girare per privati. Se nn va bene con lui vado in negozio..gente che nn sa la storia dello strumento che vende, gente che banalizza sul problema, gente che vende un oggetto e che non è un musicista..mah, scusi lo sfogo ma sono allibita.
  34. 1 point
    Salve a tutti , mi chiamo Michele ho 45 anni e studio pianoforte classico anche se ho iniziato veramente in età adultissima...!!! Scrivevo oltre che per condividere ovviamente pareri , dubbi , passioni sul piano e sulla musica soprattutto per chiedere qualche consiglio , anche se so già che non è molto semplice , su alcune difficoltà che incontro sul mio pianoforte da studio che è uno Yamaha U1 con silent. Prima di spiegarvi un pò la cosa che è afferente principalmente alla "durezza marmorea" che incontro studiando sul "mio pianoforte" chiedevo se è la sezione corretta o ce nè una ad hoc per esplicitare un pò il tutto. Ringraziando tutti anticipatamente e vista il periodo colgo l 'occasione per farvi gli auguri per le festività. Michele Rossini
  35. 1 point
    Fai controllare gli attriti. Vanno controllari i perni delle forcole dei martelli, i perni delle forcole dei cavalletti, i perni delle forcole dei montanti di scappamento. Questo da un Tecnico competente
  36. 1 point
    Ciao Antonio, scusa la latenza nella risposta... Guarda, l'isolamento della stanza ha dei costi non indifferenti perché purtroppo l'isolamento tiene conto di alcuni accorgimenti ingegneristici che complicano di molto i lavori. Tanto per intenderci isolare una stanza non è come tirar su un muretto con i blocchetti. Innanzitutto bisogna capire che genere di abbattimento stai cercando, avere un'idea della pressione sonora prodotta dal pianoforte. Se uno volesse fare le cose come vanno fatte, andrebbe misurata la pressione sonora a un metro dal pianoforte e la pressione sonora nell'abitazione del tuo vicino. Da lì uno si può regolare per capire di quanto assorbimento c'è bisogno. Tieni anche conto che isolare completamente è quasi impossibile perché parte dell'energia acustica viene distribuita agli altri piani tramite le colonne portanti del palazzo e quindi tramite la sua struttura. Per isolare va creata una stanza in una stanza. La costruzione della stessa dipende dall'indice di abbattimento (RW) che si vuole avere, ecco perché torna importante capire quanto assorbono già le pareti dei piani per avere un'idea dell'indice di abbattimento da avere. Tieni conto poi che una struttura isolata deve avere il pavimento flottante, ovvero disaccoppiato dalla struttura del palazzo, così come il soffitto sospeso. Per darti un'idea su quanto si può abbattere e in che modo ti dico, avendo fatto dei conti per uno studio che stiamo costruendo al lavoro, che una struttura realizzata con doppio strato di cartongesso, 10 centimetri di lana di roccia con densità di 80 Kg per metro cubo e di nuovo doppio strato di cartongesso produce un indice di abbattimento nell'ordine dei 48/50 dB. Ovviamente anche eventuali porte e finestre devono avere lo stesso indice di assorbimento. Una finestra che assorbe 48/50 dB dev'essere realizzata con triplo vetro 6/7 - 30 - 6/7. Per le porte ci sono ditte specializzate che realizzano porte fonoisolanti con la stessa tecnologia vista nelle finestrature. Ovviamente dev'essere un sistema chiuso altrimenti le onde sonore, se trovano anche solo un piccolo buchino si riproducono all'esterno della struttura (certamente in modo meno energico) ma potrebbe andare a limitare l'indice di assorbimento appena descritto. Capisci bene che non si tratta di tirar su una struttura semplice con telaio e cartongesso, vanno utilizzati molti più accorgimenti e molto più materiale e tutto questo ha un costo. Una finestra come ti ho descritto per esempio costa circa 800 euro al metro quadro. Dal momento che non sai ancora cosa deciderà di fare tuo figlio, da quanto ho capito, allora io opterei per una soluzione sicuramente più economica. Proverei a comprargli un pianoforte digitale che può suonare in cuffia quando preferisce senza il rischio di disturbare nessuno, oppure, in alternativa, anche se lo sconsiglio, montare un sistema SIlent sul pianoforte. Se vorrà proseguire gli studi, solo allora si potrà optare per una soluzione di insonorizzazione che, anche se la stanza è piccola, tra materiali e lavori, credo che non costi meno di 10000 euro. Saluti
  37. 1 point
    In genere l'avvolgimento finale è quello che "chiude" la corda.... quindi se l'obiettivo é quello di stringere il rame per evitare che "scappi" provocando ronzii, mi pare scontata la risposta: bisogna stringere l'avvolgimento che tiene chiusa la corda, ovvero quello finale.
  38. 1 point
    grazie 1000, Frank! puntuale ed efficace come sempre!
  39. 1 point
    Ecco fatto... registrazione nuda e cruda. L'intonazione non è perfetta, deve essere rifinita (ma abbiamo fatto i calcoli e, almeno, sulla carta, le misure precise ci sono!) Tubofono .mp3
  40. 1 point
    Se mi è permesso vorrei riportare un poco la discussione su un altro piano. Premetto che non sono un compositore. Sono solo diplomato in pianoforte ( anzi oggi si direbbe laureato, secondo il vecchio ordinamento) e quindi ho sostenuto soltanto l'esame di armonia complementare, come tutti i pianisti. In seguito ho studiato un programma di 4° di armonia principale, che però non ho sostenuto. Sia nel corso complementare che principale è "cosa" abbastanza primitiva saper armonizzare una melodia o un basso, prima per iscritto e poi, magari al pianoforte, sempre osservando le principali, poche e "sane" regole che vanno a far parte del nostro DNA di musicisti( no quinte e ottave parallele, la terza non si omette e non si raddoppia, la quinta si può raddoppiare e si può omettere ecc..)Poi scopriamo che su ogni grado della scala può esserci un accordo e che con questo sufficiente "giochetto" possiamo usare la "scala armonizzata"....poi possiamo valutare e classificare gli accordi di settima, inquadrando tutto in una armonia più ricca ecc..Se sconfiniamo nelle sonorità del '900 ...addirittura tutto si frantuma, cadono le gerarchie armoniche e le Monarchìe....La tonica non è più il Re, la dominante non è più il primo ministro, la terza dell'accordo ( che decide il modo) non è più la regina e.....la sensibile ...non è più l'amante del Sovrano. Addirittura in altre modalità applicative dell'armonia moderna, nel jazz, compaiono none, tredicesime e via dicendo, che insaporiscono il piatto delle melodie datate e rivisitate per l'ennesima volta. Addirittura nel Blues qualche nota della melodia diventa incerta, oscillante, danzante, vibrante, specie nella voce umana e/o negli strumenti ad intonazione non fissa. La Musica, come ben metaforizza Massimo Mila, da ragazza tutte gambe e con poche forme, diviene una interessante donna matura, con grande fascino ed eleganza. Questa mia noiosa premessa per sostenere che siamo in un'era della Musica dove bisogna rinunciare al "banale" e davvero non confonderlo con la "semplicità". I vari Allevi ed Einaudi pensano di imporre una Musica semplice e alla portata di tutti e chi si affaccia ad assaggiare la loro musica finalmente la trova accessibile. Ovviamente si impara presto e si pensa che la banalità e la ripetizione esasperata delle figure musicali apra finalmente nuovi orizzonti. In aeroporto, in stazione, all Musikmesse di Francoforte...si sente provare a suonare spesso "le onde" di Einaudi...direi quasi, osservando il pianista, con un impegno e un "trasporto" simile a quello prodotto da una ballata di Chopin. Fenomeno dilagante e furbescamente commerciale, questo: far credere di dire qualcosa di facile e di interessante diretto principalmente chi si avvicina per la prima volta alla Musica. Io vedo in queste operazioni diversi svantaggi socio-culturali. Innanzitutto un allontanamento dalle vere conoscenze della Musica e dell'Arte. Una confusione seminata nelle nuove generazioni di aspiranti musicisti e nel pubblico. Una rinuncia a comprendere o almeno ad affacciarsi allo studio delle strutture musicali, in qualsiasi modalita esse si presentino, ( classica, pop, rock, jazz ecc..)per abbracciare proprio la " facile banalità" Bisogna considerare la necessità di avere a disposizione i "tools", gli arnesi e avere le conoscenze per usarli. Quindi è difficile o quasi impossibile suggerire ad un semplice "amante della musica" come concludere" una composizione"o come gestirla o come iniziarla ecc. Non basta applicare una ricetta o una sequenza di operazioni, come per pilotare un aereo non basta un pilota vicino a noi che ci dice quali bottoni e leve dobbiamo usare per tirare giù quel "bestione"....senza rischiare di farci male. Auspico invece un sempre maggiore avvicinamento allo studio e ai Maestri che possano trasmettere nozioni e conoscenze (anche non sempre strettamente accademiche) e soprattutto possano infondere e trasmettere, a dispetto del "fai da te", le loro preziose esperienze. Non me ne vogliate per queste mie "consolidate" convinzioni.Grazie di avermi letto così a lungo Buono studio a tutti
  41. 1 point
    Anche se non sono più attuali, riporto i vecchi programmi di studio della scuola di pianoforte principale: penso sia utile per chi volesse avere una traccia o rapportarsi con dei livelli di difficoltà comunemente riconosciuti. Anche se carenti in alcuni ambiti, sono vasti e variegati; in questa traccia ognuno può trovare una propria strada
  42. 1 point
    Ciao a tutti, sono un appassionato di pianoforte alle prime armi, sono anche chitarrista classico diplomato al conservatorio, vi posto questo mio brano melodico in cm. Buon ascolto, accetto volentieri critiche e consigli. Grazie
  43. 1 point
    Non toccare assolutamente le viti del telaio. il rumore può dipendere o da ungerei scollamento del ponticello in quel punto. Se così, prova a spingere sul ponticello mentre suoni la nota; se la vibrazione scompare, allora dipende da ciò. Potrebbe anche essere anche il risonatore. cioè la parte libera della corda che risuona per simpatia. Allora, se così, puoi provare a stoppare il suono con dei piccoli "cavalierini" di feltro per impedire la risonanza. Sono naturalmente ipotesi e un bravo Tecnico saprà fare una diagnosi esatta.
  44. 1 point
    "Manca" una 3a "ipotesi": solitamente la musica arriva dove le parole non bastano, ma è altrettanto vero che le parole servono nel momento in cui chi fa musica, sente che quest'ultima non è altrettanto sufficiente ed è necessario qualcosa di più (sembra paradossale) diretto, ma che non viene percepito come "miglior" mezzo di comunicazione. Schumann era solito scrivere pensieri oltre a comporre musica ed oltre a questo, portava avanti un "ruolo" fondamentale nella rivista da lui fondata. Personalmente scrivere musica mi riesce più naturale ed immediato, però negli ultimi anni "ho scoperto" di essere più risoluto e (paradossalmente) di avere uno "stile" personale scrivendo (seppur dovendoli adattare per far si che risultassero più immediati) dei brevi testi, usando un linguaggio al tempo stesso ironico, sarcastico, ma sempre metaforico. Scrivevo a cadenza settimanale per un sito che si occupava di design casalingo, ma in ogni testo accompagnato da un'immagine, tranne uno o due casi su circa 50, non ho mai nominato l'oggetto di cui stavo parlando, ma ho usato appunto metafore e collegamenti non scontati. Tutto questo anche per una seconda motivazione e qui mi ricollego alle tue domande: anche per affrontare da un punto di vista differente alcuni miei stati d'animo, ma anche disagi ecc..in un certo senso sfruttando quella che poteva sembrare una descrizione onirica di un contesto o di un oggetto, facendo al tempo stesso una sorta di autoterapia mettendo assieme reale ed irreale, concretizzando tutto in un pensiero compiuto e funzionale, come un messaggio in codice destinato agli altri ma codificato per se stessi. Le parole come sai possono essere potenti, ed in alcuni casi possono sostituire anche la musica, perché in certi casi sono (si rendono) necessarie.
  45. 1 point
    Con grande onore segnalo il seguente concerto: Venerdì 24 ottobre alle ore 17:45 presso l'Auditorium CASC della Banca d'Italia - Via del Mandrione, 190 - Roma L'associazione culturale "Musica e Scena" in collaborazione con la Sezione Canto e Musica del CASC - BI presentano il DUO PIANISTICO composto dai Maestri Simone Renzi e Paolo Ferrarelli. Programma del concerto: F. SCHUBERT - Fantasia in F min. op. 103 C. SAINT-SAENS - Danza Macabra (Trascrizione per pianoforte a 4 mani) W. A. Mozart - Sonata in C Maj. K. 521 (Cadenze inedite in anteprima mondiale) J. BRAHMS - 4 Danze Ungheresi Se interessati è gradita la conferma tramite SMS o WhatsApp al n. 347-37.56.896 Ingresso libero e parcheggio interno gratuito. GRAZIE RAGAZZI!
  46. 1 point
    Direi molto bene, allego un piccolo montaggio fatto dalla mia fidanzata... Ha messo dei brevi ritagli dei brani che abbiamo suonato essenzialmente per due motivi... Il primo è che avendo lavorato su un CD che dovrebbe uscire a dicembre non possiamo mettere on line le musiche integrali. Il secondo è che speriamo che, ammesso e non concesso che le nostre scelte piacciano agli iscritti, dando, così, un piccolo incipit, al prossimo concerto del 6 Dicembre partecipino anche altri utenti del forum. Fateci avere un feedback sulla base di questi piccoli ritagli, a presto !
  47. 1 point
    Vi segnalo questa: http://notes.tarakanov.net/ Lo so, è in russo però arrangiandosi un po' con wikipedia (nome del compositore in italiano e poi traslitterato in russo) e un po' andando col mouse sopra i link si possono trovare belle cose, specie del '900.
  48. 1 point
    D'accordo con tutti, con thesimon e Fedez. Soprattutto nei tempi anch'io mi sto rassegnando all'idea che molte delle riforme didattiche, non solo dei conservatori ma di tutta l'istruzione italiana, abbiano guardato troppo al lato economico. Questa cosa, però, ha portato, almeno nel mondo del canto, ad alcune strane conseguenze. In tempi di vacche magre per l'attività artistica, alcuni famosi cantanti hanno iniziato ad insegnare in conservatorio. Era quello che si chiedeva da decenni al conservatorio e che è successo naturalmente quando sono andati in pensione i vecchi bacucchi ed alcuni cantanti in carriera hanno deciso di farsi valutare i titoli.... sono ancora pochi e non tutti sono poi sto granché come didatti, eh, ma avere Gloria Scalchi come insegnante, o Monica Bacelli non è male. Di contro, qua un link al sito di Enrico Stinchelli, persona che mal sopporto ma che a volte c'azzecca... http://www.enricostinchelli.it/site/note/193-chi-insegna-il-canto-le-graduatorie.html Il mondo della lirica è quello, i nomi girano e si riconoscono. Come dire, leggi il nome di un docente di contrabbasso e non sai chi sia, allora più o meno ti fidi. Ma in Italia abbiamo stagioni liriche a bizzeffe, è imbarazzante che i nomi sui cartelloni non coincidano quasi mai coi nomi tra l'elenco docenti. Stessa cosa per le materie come storia della musica... quello è un mio cruccio personale, lo sapete. Considero scandaloso che non ci sia l'obbligo del dottorato per insegnare quelle materie.
  49. 1 point
    La riforma è stata frutto di poca lungimiranza, senza dubbio. Il Conservatorio è sempre stata "Scuola" atipica in cui imparavi un mestiere (dico imparavi perché almeno qualche chances di lavoro all'epoca c'era) ma per motivi di vario ordine (in primis sindacali e di lusinghe verso i docenti innalzati allo status di universitari, a parole..) è stata scelta una strada a mio parere non adatta. Il vecchio ordinamento andava svecchiato nei programmi di studio e d'esame, e casomai per rendere spendibile il titolo anche a livello internazionale (motivo della riforma, vedi Processo di Bologna) si potevano aggiungere 1-2 anni di specializzazione. Vabbè, ormai è andata così e non torni certo indietro. I principali problemi emergono dagli interventi precedenti: - sistema ingessato, senza valutazione della qualità e del lavoro (ma arriverà.. l'Anvur è dietro l'angolo) - studenti senza prospettive reali (salvo i casi più unici che rari). I programmi di studio e d'esame sono una delle poche cose che salvo della riforma, a patto che il singolo istituto abbia fatto delle scelte intelligenti. Altro problema: l'autonomia delle scelte. Oggi nei trienni/bienni ogni conservatorio ha percorsi di studio, programmi ed esami diversi (problema già affrontato in un altro post, mi pare da Thallo): per me è assurdo. Prendo Composizione, come esempio: ammissione al triennio che varia dal corale bachiano alla fuga.. ha senso?
  50. 1 point
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