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Cavalleria Rusticana

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Torno dopo lunga assenza con l'opera suggeritami da Frank, "Cavalleria Rusticana" di Pietro Mascagni.

E' famosissima, stra-rappresentata, piace un po' a tutti, è relativamente breve, quindi va bene per il nostro spazio.

 

Link di Wikipedia per un'introduzione

http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalleria_rusticana_(opera)

L'opera viene scritta da Mascagni negli anni '80 del '900 e vince nel 1890 il primo premio di una rassegna per Sonzogno, l'editore musicale italiano.

Notate come wikipedia non parli minimamente della musica... il valore "storico" di Cavalleria Rusticana è sempre stato limitato al fatto che sia considerata la prima opera di genere "verista". Il libretto, com'è noto, è basato su una novella di Verga. Ma musicalmente, cos'è il verismo?

In realtà, non lo so, e i musicologi non si sono mai ammazzati particolarmente per spiegarselo...

L'idea di base di un'opera verista dovrebbe essere quella di dare una visione "aperta", non formalizzata di un tema "popolare". Come dire, meno arie chiuse, più scene libere. In queste scene dovrebbe riconoscersi una vena melodica popolare, irruente, che però, soprattutto nelle opere veriste più famose italiane, è sorretta da un'armonia piena di dissonanze, di modulazioni prese dal nulla, ed in generale da una tensione drammatica pesantissima.

Cavalleria è un atto unico, ambientato in paesino sicilano (forse Vizzini in prov. di Catania). Turiddu (tenore) torna dal militare. Era fidanzato con Lola (mezzosoprano), ma la ritrova sposata con Alfio (baritono), un "carrettiere", ovvero un venditore. Allora, tanto per non rimanere scapolo, si mette con Santuzza (soprano), però continua a flirtare con Lola. Santuzza si arrabbia ma non ci può fare niente, Turiddu fa lo spaccone con Alfio ed è costretto a "duellarci" a pistolettate. Prima di farlo, dice addio alla madre Lucia (contralto) e, dietro l'orto, viene ammazzato da Alfio... e noi lo sappiamo dal famoso urlo "AAAHH! Hanno ammazzato cumpari Turiddu!".

http://www.youtube.com/watch?v=eFn8Eio_oZc

 

All'inizio c'è il famosissimo preludio, diviso a metà dalla "siciliana", una romanza in siciliano cantata normalmente da un palco da Turiddu ("O Lola ch'hai di latti la cammisa"). Più o meno rivoluzionaria come cosa.

Altri pezzi famosi: "Il cavallo scalpita", aria con coro di Alfio, a minuto 21.30 circa; tutta la scena del Regina Coeli da 24.30; la struggentissima aria di Santuzza "Voi lo sapete, o Mamma", cantata alla madre di Turiddu, a minuto 31.30; a 37 e qualcosa entra Turiddu e inizia una lunga scena, con in mezzo la canzonetta "Fior di giaggiolo" cantata da Lola (minuto 41); a minuto 44 inizia la parte finale del duetto, quella famosa, "No, Turiddu, rimani, rimani ancora"; a 54.30, il famosissimo intermezzo orchestrale; un'ora e un minuto, la scena d'assieme "Viva il vino spumeggiante"; a un'ora e 18, l'aria finale di Turiddu, "Mamma, quel vino è generoso", cavallo di battaglia di tutti i tenori drammatici italiani...

 

Che dire, guardatela, in genere piglia molto. A me non fa proprio impazzire...

qui un link al libretto

http://opera.stanford.edu/Mascagni/Cavalleria/libretto.html

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Notate come wikipedia non parli minimamente della musica... il valore "storico" di Cavalleria Rusticana è sempre stato limitato al fatto che sia considerata la prima opera di genere "verista". Il libretto, com'è noto, è basato su una novella di Verga. Ma musicalmente, cos'è il verismo?

In realtà, non lo so, e i musicologi non si sono mai ammazzati particolarmente per spiegarselo...

... ma tu devi elevarti :D

 

Scherzi a parte, anche se a te non piace, parlerei almeno del passaggio dalla novella al dramma e all'abile trascodificazione scenica elaborata per il "nuovo pubblico".

A proposito di quest ultima cosa ricordo che confluiscono in questa novella elementi antropologici e di costume di sicuro interesse per il pubblico non siciliano garantendo a Verga l’opportunità di proseguire nella sua opera di divulgazione della cultura siciliana.

 

Detto ciò, nella novella la vita dei personaggi e gli episodi rientravano in una logica ferrea e congenita alla mentalità collettiva, regolata da leggi economiche che determinavano attegiamenti dei protagonisti e il flusso delle vicende:

-l’abbandono di Turiddu da parte di Lola per Alfio era motivato dall’agiatezza di questi, e la realazione si trasformava nella lotta del povero contro il possidente

-la gna’ Lola, che amava mostrare le mani adornate da “grossi anelli doro” avuti in regalo dal marito, innescava la rivalsa di Turiddu che pretendeva a corteggiare Santuzza, figlia del “massaro Cola […] ricco come un maiale”

 

Praticamente le sorti erano condizionate dalla “roba”

 

Il dramma invece:

- mette in ombra alcuni elementi e in primo piano altri che nella forma narrativa risultavano solo accessori

- ritrae una situazione tipica vissuta dai personaggi delle classi più umili ma con tutti quei comportamenti della classi borghesi

 

A regolare i rapporti non è più l’economia ma l’amore e la gelosia, le passioni ardenti che incuriosivano maggiormente

 

Sostanzialmente il passaggio da narrativa al teatro aveva mutato la “connotazione economica” in una di tipo “psicologico-sentimentale” più rispondente alle aspettataive del pubblico.

 

Nella novella il motivo conduttore era dato dalla storia di Turiddu e le cose erano osservate dal suo punto di vista, nel dramma tutto declina a favore di Santuzza, che riempie la scena della sua presenza che Verga dipinge come una creatura patetica, vittima delle situazioni di capriccio procurate da altri e che contribuisce ad attrarre le simpatie verso di lei (complice anche la maestria e il protagonismo della Duse, anche se quasi esordiente, attrice di grande prestigio).

 

Anche se a giudizio del Capuana (sappiamo tutti chi è?), confrontando l’interpretazione della Duse con quella di un’improvvisata attrice di una compagnia di girovaghi, la Santuzza della Duse era meno autentica, “falsata nei gesti , nella espressione della voce”; l’interpretazione dell’attrice girovaga invece forniva l’immagine di una Santuzza autentica, con un linguaggio veritiero, senza sbavature e intonazioni fuori luogo.

 

 

So che non è tanto, ma spero un buon punto di partenza.

 

Sarebbe carino parlare del Melodramma verista in relazione ai Cori, ai Dialoghi drammatici e le Arie....

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Ci sono altri che nel periodo verista hanno scritto delle opere liriche "Veriste". Chiaramente si conosce solo questa , ma sotto le ceneri ci sono moltissime Opere dimenticate o addirittura infangate. Un giorno forse si avranno notizie anche di altri musicisti contemporanei di Puccini o Mascagni, dello stesso calibro o forse meglio. Intanto Tutto è dipeso dall'attività promulgativa delle case editrici...Noi conosciamo ciò che ci vollero far conoscere.

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Ci sono altri che nel periodo verista hanno scritto delle opere liriche "Veriste". Chiaramente si conosce solo questa , ma sotto le ceneri ci sono moltissime

 

... allora penso sia venuto il momento di citare qualcosa e qualcuno, graditi link visivi e sonori ;)

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Sostanzialmente il passaggio da narrativa al teatro aveva mutato la “connotazione economica” in una di tipo “psicologico-sentimentale” più rispondente alle aspettataive del pubblico.

 

che poi è la ragione per cui ho molti dubbi sulla definizione di "opera verista"... o meglio, sulla definizione che normalmente si da di opera verista, ovvero di un'opera di... tema verista. Il tema verista è solo uno spunto, nell'opera lirica verista. Il linguaggio cambia radicalmente (il libretto di Cavalleria come quello di Pigliacci, per esempio, è quanto di più lontano ci sia dal verismo....), i temi sociali materialisti non esistono, le forme non vengono toccate quasi mai (arie, cori, duetti, è tutto intatto), rimane solo un'estremizzazione di alcuni elementi che erano già ampiamente presenti in Verdi.

 

Sarebbe carino parlare del Melodramma verista in relazione ai Cori, ai Dialoghi drammatici e le Arie....

 

in quest'ottica, vi rilinko "Il cavallo scalpita", l'aria con coro di Alfio

si inizia a sentire una cosa che Mascagni usa per tutta l'opera. Il coro nelle sue prime entrate canta più o meno a sezioni, gli uomini cantano "oh che bel mestiere" e le donne fanno vocalizzi rispondendo ad Alfio. Quando il climax aumenta, entrano tutti, ma in una sorta di struttura canonica, a entrate sfasate. Non sarebbe nulla di nuovo, se non fosse che alcuni cantano lo stesso testo (oh che bel mestiere fare il carrettiere), e quindi c'è una specie di effetto eco. Lo stesso effetto si ha in molti momenti del Regina Coeli, che poi continua con l'aria di Santuzza "inneggiamo, il Signor non è morto"

 

... vi metto link diversi anche per farvi conoscere interpretazioni diverse...

Questo effetto eco io l'ho sempre preso come un'ironia di un popolo "verista" che non è in grado sempre di andare a tempo :-) chi ha mai partecipato a una processione di paese sa che un effetto simile capita abbastanza spesso...

 

Ma voglio tirare acqua al mio mulino dicendovi una cosa.

Questo è uno dei pezzi più apprezzati dell'opera, forse anche uno di quelli più coinvolgenti. La storia dell'opera italiana è stracolma di preghiere, ma normalmente la preghiera di gruppo viene "usata" dal soprano di turno per parlare dei suoi problemi, come momento lirico-mistico, diciamo. Qui Santuzza ha solo il ruolo di solista, non fa niente di più, non cambia neppure il testo...

Sentite piuttosto La Forza del Destino...

... uno degli esempi che fa anche capire come la Tebaldi REGGEVA il confronto con la Callas

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Altre opere veriste...

"I Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo sono praticamente l'unica altra opera verista in repertorio.

Qualcuno sostiene che "Andrea Chenier" e "Fedora" di Giordano siano opere veriste, ma è una stupidaggine.

Ci sono altre opere veriste di Mascagni ("Silvano") e di Leoncavallo ("Gli zingari"), di Umberto Giordano ("Mala vita") e del quasi sconosciuto oggi Antonio Smareglia ("Nozze istriane"). Tutte introvabili sulle scene italiane.

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Appunto essendo sconosciuti sono rimasti ormai sulla carta.

Nella Bliblioteca del mio paese tempo fa ho trovato una riduzione per pianoforte e cantanti di un'opera edita dalla ricordi.

"Sembrava un cerino e invece era una bomba atomica", così mi disse l'esperto di questo musicista che ha dedicato la sua vita a scavare fra le tante biblioteche di milano e venezia trovando del materiale che farebbe rabbrividire. ma vi linko il sito.

Come vi dicevo a questo compositore meridionale è stata buttata molta più m...a rispetto a Leoncavallo. Solo che leoncavallo scappò in francia e poi tornò, mentre lui scappò in america e ci rimase.

http://imslp.org/wiki/Category:Floridia,_Pietro

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Andiamoci sempre piano con queste cose, eh :-) è giusto diffidare delle scoperte sensazionali. Nel primo '900 c'è stata moltissima musica ben fatta e di successo, ma è normale che alcune cose rimangano e altre vengano scordate. Non sono le multinazionali o i politici a deciderlo, ecco, è sbagliato prendersela con chi getta m***a. Ricordiamoci anche che in quel periodo qualcuno scriveva La sagra della primavera, qualcun altro Pelleas et Melisande, qualcun altro ancora Wozzeck...

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Comunque hai ragione ci sono musicisti di serie A e di serie B . Forse magari quel periodo era la "fine del campionato" e dunque diciamo che l'ultimo giocatore alla fine è stato colui che ha causato la fine dell'opera Verista..ovvero dell'opera italiana.

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Ho un po' di domande:

 

Mascagni era un grande compositore o il compositore di una sola " grande opera "... appunto Cavalleria Rusticana?

 

Possiamo considerarlo un compositore di rilievo internazionale o la sua opera la confiniamo come espressione del "Verismo in musica"?

 

E' vero che ci sono ipotesi sul fatto che il suo "oblio" (di Mascagni) dopo Cavalleria Rusticana può essere legato al fatto che non l'avesse realmente scritta lui?

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Scusate le lunghe assenze...

rispondo velocemente, senza troppe ricerche, quindi se sgarro ditemelo, così riaggiusto il tiro.

Mascagni è stato un compositore di successo. E' andato ovunque, ha fatto famose tournée negli Stati Uniti, ha scritto molte altre opere, anche operette, musica per cinema e arie da camera, tutto materiale che gli ha fruttato un mucchio di soldi. Questo vuol dire che storicamente il suo ruolo è stato FONDAMENTALE. Il problema è che i musicologi sono di base storici della musica ma tendono ad essere soprattutto critici... questo vuol dire che tendi a valutare il ruolo storico ASSIEME al valore estetico delle opere. E messa così, ci sono contemporanei di Mascagni che hanno scritto opere ben più interessanti e problematiche. E' difficile valutare il ruolo del tempo sull'arte, ma è un fatto che Berg OGGI ha molti pezzi in repertorio, nonostante fosse poco considerato ai suoi tempi, e che di Mascagni si faccia solo Cavalleria. Chi pensa che la musica "piacevole" abbia più successo di quella "problematica", vada ad assistere ad un L'Amico Fritz, opera noiosissima di Mascagni, rappresentata praticamente solo in Italia oggi.

Questa divisione tra arte e storia non semplifica le cose ma le complica. Perchè Mascagni, come molti altri compositori di quel periodo, ha sicuramente lati oscuri che noi non conosciamo. Ti faccio un esempio lampante: Liszt fino a 20 anni fa veniva considerato un virtuoso e basta; oggi è considerato un genio della composizione, perchè qualcuno è andato ad analizzare le opere non pianistiche... E' possibile che Mascagni abbia scritto cose molto interessanti che noi oggi consideriamo secondarie, perchè, giocoforza, non vengono rappresentate o suonate. Solo il tempo e gli studi potranno farci capire se Mascagni era uomo da un'opera o qualcosa in più (artisticamente, perchè storicamente è fondamentale)

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En passant...

 

che poi è la ragione per cui ho molti dubbi sulla definizione di "opera verista"... o meglio, sulla definizione che normalmente si da di opera verista, 

Io penso che sia - o resti - estremamente difficile dare una definizione di questa estetica musicale. Penso che la risposta più sensata sia stata data da Réné Leibowitz: è soprattutto una scelta di soggetti. Si può definire Opera Verista in quanto creata su un libretto che tratta di avvenimenti "di tutti i giorni" (preferibilmente contemporanei), e cioè avvenimenti semplici e "veri" senza che vi intervenga la minima volontà di stilizzazione.

E proprio per questa difficoltà nel definire un'opera verista trovo che questa tua affermazione, Claudio:

 

Qualcuno sostiene che "Andrea Chenier" e "Fedora" di Giordano siano opere veriste, ma è una stupidaggine.
 

sia condivisibile e non lo sia allo stesso tempo, anche se sono più per la condivisione. 

Provo a spiegarmi, non posso pensare che tante penne importantissime della critica e storiografia musicale - a cominciare da Rubens Tedeschi che fra l'altro non ama assolutamente l'opera verista, tutt'ora che ha compiuto i 100 anni: auguri mio amato critico musicale - abbiano detto e scritto stupidaggini, penso invece che ci sia stata, più probabilmente una mancata analisi più approfondita delle opere post-verdiane: Il che ha fatto sì che se ne sia fatto po' tutto un calderone, questo sì, da cui emerge, - e giustamente - solo la figura gigantesca di Puccini.

 

E' possibile che Mascagni abbia scritto cose molto interessanti che noi oggi consideriamo secondarie, perchè, giocoforza, non vengono rappresentate o suonate. Solo il tempo e gli studi potranno farci capire se Mascagni era uomo da un'opera o qualcosa in più (artisticamente, perchè storicamente è fondamentale)

Ecco su questo ci metterei tranquillamente le mani sul fuoco: Mascagni fu un compositore da un'opera e... qualche pezzo e aria in qua e là. Ma non di più!

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Non so sel'ho detto esplicitamente nei commenti precedenti, ma a me Cavalleria non piace... La considero squilibrata... In questi giorni sto preparando Les Contes d'Hoffmann col coro e c'è una sapienza compositiva impressionante. Sarà sicuramente anche una questione di scelte estetiche, ma Mascagni, qualitativamente parlando, per me è un compositore di secondo piano...

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Ieri sera alla Scala Cavalleria rusticana oltraggiata. Inimmaginabile. E francamente mi sembra che il forfait di Kaufmann sia stato il problema minore, visto quel genio del male che teneva in mano la bacchetta. Qualunque cosa uno pensi dell'opera, per rovinare pure l'Intermezzo servono doti direttoriali e musicali del tutto fuori dal comune

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