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Piano Concerto - Forum pianoforte
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giangi

velocità sullo studio di Chopin

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Ciao a tutti, ho appena finito di studiare lo studio di Chopin il n° 2 dall'opera 25 (è un presto) l'ho studiato come da regola molto lentamente alcune volte mi prende la voglia di velocizzarlo subito ma so' che è sbagliato come metodo......, secondo voi è giusto andare gradatamente con l'uso del metronomo (in questo caso non è per tenere il tempo) aumentando la velocità una tacca poco per volta? In che modo posso aumentare dopo averlo ripetuto più volte oppure con il passare dei giorni? Questo è anche un mio difetto di dover provare subito e pasticciare quindi penso che sia utile anche su qualsiasi altro studio o sonata che sia.....Voi che ne dite?

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Cerca i miei post sullo studio veloce con fermata. Ne riassumo il concetto. Accelerare poco a poco il tempo metronometrico equivale a modificare continuamente i micro movimenti che portano dal lento alla velocità (completamente diversi!!). Studiare invece con una certa velocità ,con fermata ogni unità di tempo ( nel tua caso ogni metà battuta) equivale ad osservare già i micromovimenti giusti in esecuzione senza pretendere la continuità subito e senza alterare il ritmo e il senso musicale del pezzo. In questo caso suonare due terzine complete sino alla nota inizio della terza che costituirà la fermata da dove ripartire  per le seconde due e così via. Partire da un accento per arrivare all'altro senza assolutamente fermarsi! solo in seguito, dopo una frase, valutare gli errori, correggerli e ricominciare imponendosi di arrivare "puliti" da un accento all'altro. Le note di fermata e di ripartenza non devono essere molto marcate. Sorvegliare il sincronismo della destra con la sinistra! Sorvegliare il "fuori tensione" degli apparati muscolari con concentrazione. fare pause ogni 15 minuti di concentrato studio. Se la lettura del pezzo è stata assimilata bene, con questo metodo si porterà facilmente a velocità il pezzo  in pochi giorni.

Buono studio

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Grazie Paolo...se ti posso dare del tu...., accetterò il tuo consiglio! Ti chiedevo un'aiuto sullo studio. Come avevo già detto in questo forum che ho ripreso a suonare il pianoforte dopo un fermo di 23 anni e volevo un tuo consiglio come dividere nei giorni tutto il mio programma di studio visto che lavorando posso solo dedicare 2 ore al giorno, il mio livello di 23 anni fa' era sull'esame dell'8° anno. Ora giornalmente suono: Scherzo di Martucci, Children's Corner (Debussy) Chopin studio n° 2 op.25 Clementi 23 studi dal Gradus ad parnassum (ripresi il numero 16 e 17 (scale destra e sinistra) numero 2 e n.5) per ora ho ripreso questi studi e pian piano aggiungerò i successivi che mi porteranno via tempo per la prima lettura, tutto questo al giorno mi porta via un tempo di 3 ore e 15 min. senza mai alzarmi dallo sgabello perché se mi dovessi alzare a fare qualche pausa penso che arriverei a 4 ore , mi consiglieresti come dividere il tutto in modo che riesco a suonare per 2 ore? Non avendo più un'insegnante non saprei come possa essere utile saper dividere in modo giusto lo studio.

grazie

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In genere lo studio si divide in mezzore. vedi te quanto riposare. Più che un riposo, è un "distogliersi" dalla ripetitività e dalla perdita di concentrazione. Sapere costantemente quello che si sta facendo è fondamentale. Mai mandare avanti le "cose" ..intanto poi vengono! Meglio studiare piccole frasi complete per poi cucirle assieme. E' come sapere di percorrere molti chilometri in un sentiero. Intanto incamminiamoci senza la frenesia di arrivare. E soprattutto senza avere l'impressione che capire con consapevolezza è "perdere tempo". In un mondo accelerato come quello di oggi, dove "tutto è subito", si può soffrire questo. Capire bene quello che si sta facendo è un buon investimento. Lo studio con fermata ci permette di osservare, senza perdere la continuità, quello che facciamo IN VELOCITA' tra un accento e l'altro. Richiede appunto molta concentrazione ed è stancante. Dopo una mezzora fatta bene, una pausa. E poi non c'è una regola precisa. ognuno troverà i giusti tempi. Se dopo poco tempo non ci sono risultati vuol dire che qualcosa non è stato osservato male

 

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