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Piano Concerto - Forum pianoforte
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Jack2000

Corretta posizione delle dita

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Buonasera! Faccio questo tentativo disperato cercando di risolvere una paranoia che non mi lascia più suonare tranquillamente. Chiedo soprattutto agli esperti e professionisti se ci sono, quanto è importante la corretta posizione delle dita mentre si suona? Tutto nasce da quando ho scoperto che il mio mignolo sinistro è l'unico dito che quando suona non rimane inarcato come dovrebbe, ma tra la prima e la seconda falange affonda, che è risaputo essere scorretto. Ora, suono brani difficili, veloci, con ottave e tutto il resto e l'esecuzione è sempre andata abbastanza bene, sia con l'insegnante sia ora che faccio da solo. Vorrei altri pareri, sapere se è necessario corregge con esercizi o magari non sono l'unico ad avere questo difetto. Ovviamente riesco a inarcare il dito in questione correttamente ma durante le esecuzioni, non avendoci mai dato peso, affonda sempre.

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Spesso fate domande molto ampie, alle quali è difficile dare una risposta se non si vede e si ascolta. Provero' a rispondere secondo la mia opinione.

Mi dici che suoni brani difficili con successo e anche , per esempio, successioni di ottave, ottave spezzate ecc..Bene!

Io, personalmente, credo che la posizione delle dita e della mano dovrebbe assumere una configurazione naturale, senza costringersi ad osservare regole costrittive o ad osservare altre mani che hanno altre configurazioni. Rubinstein aveva un 5° dito robusto e lungo , beato lui, e non aveva affatto bisogno di pensare di aiutarlo mentalmente. E' infatti opinione dei grandi insegnanti, non solo mia, che quando raggiungiamo una certa padronanza, specie nella uguaglianza e nella robustezza delle dita, in realtà abbiamo imparato ad aiutare, a "compensare" anche con l'aiuto dei grandi muscoli, le dita fisionomicamente più deboli. Questo anche assumendo posizioni naturalmente particolari. Sandor, nel suo libro, suggerisce di assecondare per es. un quinto dito corto ruotando di poco la mano per renderlo parallelo alla tastiera. Tutte osservazioni e constatazioni più o meno teoriche, che, però, non devono diventare assolutamente una "paranoia", come tu dici.

La mia insegnante, allieva di Carlo Zecchi , di Alfredo Casella e prima ancora del grande Francesco Bajardi, sosteneva, con molta convinzione che bisogna ascoltare  il suono, specie nel cantabile,   anche, come sosteneva Rubinstein con esempi fisici, gravitando con grande peso sulle dita e "cavare" un bel suono "pieno e sincero". Se ascoltiamo ed osserviamo questo grande pianista, ci accorgiamo che anche il suo "piano" è corposo e quasi forte, almeno solo con la destra. Casella stesso nel suo libro "il pianoforte" afferma che non si può suonare "legato" se non con una certa forza. Tutto ciò vorrebbe affermare che deve sempre esistere sulla tastiera, nota dopo nota, un giusto rapporto tra intensità e durata del suono. E' la cosa più difficile che dobbiamo ottenere sul nostro strumento: il "legato cantabile". Ascoltando e cercando il giusto suono, la mano assumerà una certa posizione ( non certo fuori da una corretta impostazione di "impianto") che sarà quella giusta. Lo so che sembra un percorso a rovescio, ma, altra frase appartenuta al Bajardi, la mano ( intesa in senso lato, come apparato muscolare complesso) deve essere un mezzo e non un fine.

Quindi dopo queste troppe parole, mi permetto di esortarti ed incoraggiarti ad  abbandonare questi infondati timori, che potrebbero proprio focalizzare la tua attenzione, anche durante l'esecuzione, sulla posizione "corretta" o "scorretta" della tua mano ed invertire il percorso. Abbiamo altro a cui pensare, mentre suoniamo. Quindi : non "mano corretta posizione=giusto suono" MA "giusto suono=mano corretta posizione".

In ultimo, osserva La Grande Marta Argerich come tratta la sua mano, con quale naturalezza..e lo faceva anche da giovane già virtuosissima pianista! Osserva anche , in un ultimo video delle ballate di Brahms, il grande Michelangeli.

Buona Musica 

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Caspita, grazie mille per il suo tempo, mi ha fatto riflettere parecchio. Mi informerò sicuramente seguendo i suoi consigli e cercherò di focalizzarmi sull'esecuzione complessiva e meno sulla postura di singole dita 

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