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Piano Concerto - Forum pianoforte
Bosendorfer1978

Calcolo del coefficiente di attrito

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Salve,

Gradirei delle corrette indicazioni riguardo il metodo di misurazione del peso di abbassamento e di ritorno per poterne poi calcorne il coefficiente di attrito. Pertanto, avrei alcuni dubbi da esaudire:

.La misurazione va effettuata a scorzatori alzati? Ovvero, con il pedale di risonanza abbassato?

.l'affondo va misurato fino al punto di scappamento?

.il coefficiente si ottiene sottraendo il peso di ritorno  al peso di abbassamento diviso due, giusto?

Grazie

 

 

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Ho letto in altra discussione del forum che lei sostiene che il ritorno del tasto non deve essere inferiore al 2,5 dell'affondo.

Es. Se l'affondo è di 64.84, dividendo questo per 2.5, quindi:

64.84 : 2,5 = 25,93  il ritorno non deve essere inferiore a quest'ultimo risultato, giusto?

Qualora questo risultato dovesse uscire inferiore, è conducibile sempre ad un problema di attriti?

Inoltre, una volta calcolato il coefficiente di attrito qual' è il limite di tollerabilità oltre il quale non dovrebbe andare?

Grazie per i preziosi suggerimenti...

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non affondo ma peso di abbassamento. Non facciamoci però intrappolare dai valori matematici. Ogni meccanica viene progettata con un suo peso di abbassamento e di ritorno. La constatazione successiva è il rapporto tra i due. Ma è pur vero che entra in gioco la massa normale delle parti e della piombatura della tastiera. Non basta aumentare  la piombatura, per es., per raggiungere certi valori. I valori potrebbero essere rispettati ma con eccessiva inerzia. Il problema degli attriti è riscontrabile osservando come le  forcole della meccanica cadono sotto il peso della propria vite. Una volta stabiliti i giusti attriti si osservirà se il peso di abbassamento è eccessivo ( per esempio per aver sostituito una martelliera con una più pesante) e quanto questo influisce sull'inerzia. Anche la prova di un pianista è importante per far descrivere a lui le sensazioni riguardo alla risposta della meccanica. 

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On 1/10/2018 at 23:56, pianoexpert ha detto:

 Il problema degli attriti è riscontrabile osservando come le  forcole della meccanica cadono sotto il peso della propria vite. Una volta stabiliti i giusti attriti si osservirà se il peso di abbassamento è eccessivo ( per esempio per aver sostituito una martelliera con una più pesante) e quanto questo influisce sull'inerzia. Anche la prova di un pianista è importante per far descrivere a lui le sensazioni riguardo alla risposta della meccanica. 

Ho sempre lamentato durezza e pesantezza della meccanica e, come suggerito da lei, ho messo due fogli bristol sotto il feltro giungendo ad un affondo di 9.8, adesso va assai meglio! Avendo cambiato da poco alcune coperture bianche dei tasti ho avuto modo di testare anche la caduta delle forcole  sulle mortase, non ho notato attriti.

Ho creduto che calcolare il peso di abbassamento e di ritorno mi avrebbe aiutato ad individuare i tasti con problemi di attrito dovuto da altre leve. 

Allego dati 

 

20181003_171303-01.jpeg

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PRIMO: bisogna vedere come sono stati misurati. Secondo: mi sembrano valori molto discontinui. Terzo: bisogna osservare l'uniformità della piombatura della tastiera e se possono esserci altri attriti eccessivi ( tipo tra pilota e tallone) Quarto: vedere se la martelliera ( magari se sostituita) è troppo pesante. Quet'ultima potrebbe essere perché vedo che gli abbassamenti sono piuttosto alti e anche i ritorni. Come va il ribattuto? dovrebbe essere difficile. Con che vivacità ritorna il tasto?

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Ho usato delle monetine da 20 lire e da 5 centesimi di euro.

Gli attriti tra pilota è tallone possono generare valori così alti?! Il feltri del talloni stanno bene. Su alcuni piloti c'è ancora della polvere bianca, credo talco o microteflon, non saprei.

Riguardo la martelliera, avendo acquistato il piano a suo tempo come nuovo, dubito che abbia subito sostituzioni, almeno è quello che spero!

C'è un modo per vedere se la martelliera è originale?

 

 

 

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Visivamente mi sembra un pianoforte in buono stato. L'unica cosa che vedo sono le guarnizioni dei perni delle forcole dei martelli che sono annerite. Potrebbe, in passato essere stato utilizzato liquido sbloccante tipo ballistol o altri falsi lubrificanti? Se così dopo un poco le cose peggiorano. Ma è solo un ipotesi. Bisogna smontare le tre forcole e verificare sotto quale peso cadano ( attriti). Poi riverificare talloni e guarnizioni tastiera, ( anteriori e di centro)che se sporche o usurate o falsamente lubrificate, possono impedire la discesa del tasto in modo molto discontinuo. Poi controllare la regolazione e la piombatura originale della tastiera. Pulizia e teflon ai rullini. Misurare di nuovo con appositi pesi. La martelliera mi sembra originale.

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Poi vedo lo spessore sul feltro di riposo dei tasti. Questo è un procedimento di emergenza, ma falsa la regolazione ( anche se prima di un concerto può facilitare la tastiera) Infatti noto che è molto falsato l'allineamento del montante di scappamento con l'anima in legno del rullino. Ciò inibisce il forte e da' un senso di poca potenza nel tasto. Insomma bisogna controllare molte cose e in modo interdipendente

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Che io sappia solo grafite, nessun lubrificante.

Mi rincuora che non ci sono problemi grossi se non di regolazione, o peggio di martelli sostituiti.

  Lei crede che si possa  procedere da soli allo  smontamento delle tre forcole  per verificarne gli attriti?

Come mi consiglia di procedere?

Crede che un tecnico possa risolvere tutti questi problemi in una giornata?

Oppure cosa potrei anticipare per facilitare il lavoro del tecnico?

 

 

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Le forcole devono cadere dolcemente sotto il peso della propria vite. Il montante di scappamento deve cadere da solo dopo essere sganciato dalla molla. Sostiyuire i perni di centro è cosa da esperti ed è necessario portar via la meccanica per qualche giorno.

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