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Piano Concerto - Forum pianoforte

Morto Frans Brüggen


Margherita1
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http://www.ilcorrieremusicale.it/2014/08/13/morto-frans-bruggen-1934-2014/

 

Enciclopedia Italiana - VI Appendice (2000)
di Marta Tedeschini Lalli
Brūggen, Frans
Flautista e direttore d'orchestra olandese, nato ad Amsterdam il 30 ottobre 1934. Presso il conservatorio della sua città natale è stato allievo, per il flauto dolce, di K. Otten e, per il flauto traverso, di H. Barwahser; ha studiato inoltre musicologia all'università. Con il sostegno e la collaborazione di G. Leonhardt e di altri musicisti, come il violoncellista A. Bylsma, è stato protagonista negli anni Cinquanta e Sessanta di un'importante opera di ricerca, volta alla ricostruzione delle prassi esecutive storiche e dell'organologia originale degli strumenti rinascimentali e barocchi. Specialista del flauto dolce, del quale è divenuto uno dei massimi virtuosi, ha contribuito in modo determinante a ristabilirne il repertorio e la tecnica esecutiva; su suo impulso, anche le avanguardie contemporanee sono tornate a interessarsi delle possibilità di questo strumento, dando l'avvio a un sostanziale rinnovo della letteratura a esso dedicata (ricordiamo, fra i primi, Gesti di L. Berio e Rara di S. Bussotti, ambedue del 1966, dedicati a B., così come lavori di L. Andriessen, R. Du Bois, e altri). All'impegno come esecutore ha sempre affiancato l'attività didattica, presso il conservatorio dell'Aia e quello di Amsterdam, nonché come professore ospite presso università europee e statunitensi. L'attività di direttore d'orchestra, avviata già negli anni Settanta, ha ricevuto un impulso decisivo con la creazione nel 1981 dell'Orchestra del Diciottesimo secolo, composta da musicisti di tutto il mondo con sede ad Amsterdam. Dopo il debutto con i Concerti brandeburghesi di Bach, questo complesso, che suona su strumenti originali, ha proposto dapprima il repertorio da camera e vocale barocco e del primo classicismo, per poi estenderlo ai primi anni dell'Ottocento, limite oltre il quale i mutamenti delle concezioni orchestrali, timbriche, strumentali non sono più conciliabili con le peculiarità e la vocazione specifica dell'orchestra. Negli anni successivi, B. ha decisamente spostato il baricentro del proprio impegno professionale verso la direzione, spesso come direttore ospite di altre orchestre, trasferendo in questa attività l'esperienza e la personalità artistica maturate come solista.

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