Jump to content
Piano Concerto - Forum pianoforte

GIUSEPPEPIANO

Membro
  • Content Count

    49
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    1

GIUSEPPEPIANO last won the day on March 6

GIUSEPPEPIANO had the most liked content!

Community Reputation

2 Neutrale

About GIUSEPPEPIANO

  • Rank
    Membro

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Città di residenza
    COSENZA

Recent Profile Visitors

391 profile views
  1. Già, molto utile. Comunque, avendoci riflettuto un po’ , ho pensato che forse sarebbe ancora più conveniente utilizzare direttamente la barra alzatutto per la regolazione dei cavalletti...cioè, una volta preso il campione su qualche nota, sollevare la barra con una dima fino all’altezza desiderata, svitare le viti dei cavalletti e poi riavvitare...in questo modo lo stacco terrebbe anche conto dell’usura del feltro in corrispondenza di ciascun cavalletto, agevolando il lavoro... dico bene? È forse preferibile?
  2. Beh si, molti gadget me li produco da me, non si trovano nei cataloghi dei distributori. Però devo ammettere che questo giravite a taglio con la bussola attorno mi ha dato non poche soddisfazioni, permettendomi di guadagnare un mondo di tempo nella regolazione dei cavalletti degli smorzi...lo vidi alla schimmel la prima volta e me ne innamorai!
  3. Salve amici del forum, mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze circa la messa a punto degli smorzatori tipo Steinway e Yamaha, quindi senza cucchiaino e pilota. Per quanto mi riguarda, procedo così: inizio dallo stabilire la partenza a metà corsa di 2 cavalletti campione alle estremità di ogni sezione(sempre togliendo e rimettendo la meccanica, con pazienza). Dopodichè, per una prima sgrossatura, mi servo di un regolo lungo(qui allegato) che imposto all’altezza desiderata. Fatto ciò, procedo con un regolo singolo. È un lavoro che richiede molta perizia in quanto, anche a parità di altezza di tutti i cavalletti, può spesso verificarsi una partenza diversificata azionando la barra alzatutto, in quanto il feltro di quest’ultima può essere appiattito e consumato in maniera disomogenea. Qualche suggerimento? Voi come procedete?
  4. Salve a tutti gli amici del forum Non di rado mi capita di trovare pianoforti molto lavorati o datati che in passato hanno avuto qualche martello scollato, poi reincollato malamente. Per malamente intendo il fatto che si presentino più alti dei vicini; palesemente scollati, applicata la colla e reincollati, non considerando il fatto che la stessa colla fresca crea spessore di per sè. Oltre al fattore estetico, ne deriva un punto di battuta spostato inevitabilmente più in alto. Personalmente, quando trovo una testa del martello in procinto di scollarsi, prima di reincollare(personalmente uso la colla bianca), trapano leggermente con una punta il foro del martello nel quale andrà lo stiletto, in modo da compensare lo spessore creato dalla colla fresca. È buona prassi?
  5. Salve a tutti, sono qui per porvi una domanda che potrebbe sembrare banale. Tuttavia sono curioso di sentire le vostre esperienze. Per accordare uso la classica chiave della Yamaha, manico piuttosto corto e massiccio. Quando arrivo all’ultima ottava degli estremi acuti, adotto l’espediente di girare intorno al pianoforte con la panca per avere una posizione più comoda...tuttavia capita che in alcuni modelli(tipo Yamaha C3), il manico della chiave urti al sostegno del coperchio, per cui sono costretto a ruotare ulteriormente la posizione della chiave sulla caviglia e far passare il braccio destro al di là del sostegno del coperchio...tutto ciò è scomodo, specialmente se si deve prendere l’ottava con la mano sinistra...beh nulla di trascendentale, basta avere un po’ più di pazienza.....ma volevo chiedere se qualche accordatore adottasse una soluzione più pratica, tipo usare in quella sezione una chiave con manico molto corto...
  6. Risolto, grazie dei suggerimenti. Guardate questi rullini. Sono di 2 qualità diverse. Può essere già uscito di fabbrica in questo modo? Inoltre ho notato che i rullini con pelle marrone sono più rumorosi in caduta, anche avendoli spazzolati con apposita spazzola...
  7. Le guarnizioni del centro tastiera le ho sostituite in quanto erano consumate su un lato...nel sostituirle ho tolto il castello, i tasti e soffiato il tutto...forse non sono stato abbastanza accurato nel pulire i mollettoni anteriori, ma lo farò. Di solito seguo il procedimento che mi è stato insegnato in laboratorio e successivamente in fabbrica.. borchie, livellatura tastiera, centratura dei martelli sulle corde, cartinatura, correzione con fiammella, centratura della tangente sotto i rullini, regolazione spingitore, altezza tangente etc... Ma ammetto che in casi del genere in cui si sospetta un disallineamento delle punte del bilanciere, sia più saggio partire dal centrare i martelli sulle corde(così da avere il giusto riferimento), poi centrare la tangente sotto i rullini e infine aggiustare le punte affinché i tasti siano spaziati tra di loro e i piloti sotto i talloni...che ne pensi? e solo dopo livellare la tastiera...
  8. Ho risolto poi limando leggermente la coda dei martelli degli estremi bassi...erano gli unici a toccare la molla in caduta, in quanto più pesanti. Un’altra questione per me interessante è la seguente: come risolvete il problema di qualche tasto leggermente inclinato sul proprio asse? Mi capita spesso di lavorare su pianoforti di 30/40 anni in cui non riesco mai a raggiungere un perfetto livellamento della tastiera, ma devo procedere per compensazione. La foto in questione immortala una zona centrale della tastiera del Krauss (è il tasto messo peggio)...da premettere che ho già sostituito le guide di kasimir del bilanciere in quanto usurate, ma un pó di inclinazione laterale rimane sempre in alcuni tasti... c’è una soluzione a questo?
  9. Ho notato che in effetti, smontando il castello, quasi tutti i cavalletti rimangono su(solo 3/4 rimangono abbassati), facendo aderire il “naso” del montante al bottoncino di scappamento...questo dovrebbe essere un evidente segno che le mollette sono troppo cariche, ma ciò non toglie che sul primo tasto, senza molletta innescata, ho rilevato un peso di abbassamento di 73/74gr...con attriti idonei e nessuna modifica della piombatura di base... Per cui una riflessione mi sorge spontanea ...e se le mollette fossero state caricate di proposito così tanto per far arrivare il peso a 54/55? Non mi spiego altrimenti il perché di un peso così elevato di fabbrica... Comunque domani controllo gli altri, solo il primo tasto non fa granché testo immagino...
  10. Ecco alcune foto frontali...è tutto originale come immaginavo, ho anche trovato la data su un martelli dei bassi. Preciso che ho dovuto rasare la martelliera, ma non ho tolto più di 1mm di feltro circa(devo ancora rifinire gli apici). Per quanto riguarda il peso di abbassamento, ho preso come campione il primo tasto dei bassi...con molla inserita, peso di 54/55gr(misurato a banco)...sganciandola, il peso sale a 73/74(ho già controllato gli attriti). Ma a questo punto se decidessi di scaricare le molle facendo in modo che non tolgano più di 6gr, arriverei comunque a 67/68gr come peso di affondo sul primo tasto...forse troppi vero? Mmm qualcosa non quadra... Mi sono accorto inoltre che alcune volte la coda del martello tocca le molle anche a quest’altezza...ho simulato anche un’asola più stretta e non vedo grandi miglioramenti, alcune volte tocca comunque... optando per tenere le molle...un modo per evitare questa fastidiosa situazione potrebbe essere quella di avvicinare ulteriormente il feltro di riposo?magari attutisce in caduta... grazie dell’aiuto Giovanni, è la prima volta che mi trovo a lavorare su una meccanica con molla di ritorno...ho a che fare prevalentemente con meccaniche Yamaha, e le Renner che mi sono capitate erano senza mollette
  11. Ecco le foto, Giovanni...la martelliera mi pare originale dell’epoca. Se abbassi ulteriormente il pilota, lo stiletto non tocca il feltro di riposo(che comunque ho dovuto abbassare per far raggiungere al martello la distanza di 46mm con 4/5mm di margine dal feltro) ma la parte finale della coda del martello tocca la molla di richiamo della forcola(in caduta), producendo un rumore fastidioso. Così è al limite, ed anche il feltro di riposo è parecchio basso...ma con questa configurazione la meccanica sembra avere una buona geometria. se alzo pilota, martelli e feltro di riposo...la distanza martello corda si accorcia ma forse tutto lavorerebbe in un range intermedio. Il mollettone di riposo dei tasti è 7mm...penso anch’esso originale. inoltre nella terzultima foto è messo in evidenza di quanto sporge la punta del bilanciere rispetto alla guida di scorrimento. ah, fate caso solo al primo martello/tasto, i neri devo ancora livellarli...
  12. Esatto, qui sta il problema. Ho sospettato in quanto, specie nella zona centrale della tastiera, il mollettone dello sfondo era solo senza nemmeno una cartina ad accompagnarlo(e l’affondo era ~8mm!), mentre nelle regioni basse e acute ho trovato molte Rosette in kasimir senza alcuna cartina abbinata( e ,di contro, una pila di cartine in corrispondenza del relativo mollettone dello sfondo)...di solito le fabbriche danno un margine di cartine proprio per permettere eventuali aggiustamenti.È come se qualcuno avesse cercato di compensare non so cosa. Inoltre la distanza di 42mm...con l’usura la distanza dovrebbe aumentare, non diminuire. Oltretutto i martelli quasi poggiavano sul feltro di riposo, e con una distanza di 42mm significa che anche il feltro di riposo sia stato portato in sù...mah.... comunque hai ragione Giovanni, passo oltre con le regolazioni...ora sembra funzionare. ho controllato, niente appunti nel vano...
  13. Salve amici, vi aggiorno sulla situazione. tornato dalla Schimmel mi sono messo a regolare questo Krauss 182, partendo ovviamente dal livellamento della tastiera . Mi è parso evidente che sia stato manomesso da qualche luminare in quanto riscontro troppe anomalie nella progressione delle cartine affondo e bilanciere, inoltre la distanza martello-corda era di circa 42mm. Non conosco per il momento nessuna specifica di fabbrica (non mi hanno ancora risposto), per cui mi sono ingegnato e dopo un’attenta analisi e diverse prove su tasti campione sono riuscito ad arrivare ad un buon risultato. Le misure raggiunte sono le seguenti: distanza martello corda ~ 46mm, affondo 10mm, distanza dal tavolaccio alla parte inferiore della placca di rivestimento ~66mm. per verificare il lavoro dell’azione, di solito faccio cadere il martello sulla leva di ripetizione premendo lentamente, poi applico un’ulteriore leggera pressione e verifico che il montante riesca a distanziarsi di circa 1mm dal rullino, non arrivando a toccare comunque il feltro paramontante. E fin qui ci siamo. Il mio cruccio comunque riguarda la distanza tasto-tavolaccio. Con la prova citata poc’anzi, si può rilevare un errore generico...nel senso che, qualora il montante non si comporti nel modo descritto, ci può essere un errore nell’affondo, nella livellatura generale, nella distanza martello corda, nello spessoramento del mollettone di riposo dei tasti(ovviamente può verificarsi anche tutto assieme). Ma esiste un modo preciso ed empirico per determinare se la distanza dal tasto al tavolaccio sia esatta? Io di solito verifico che montante e anima del rullino siano allineati, e che la punta anteriore sia inserito nella relativa guida di scorrimento almeno di 5mm(con tasto a riposo). Solo ad occhio, mi risulta difficile per esempio verificare se il pilota si muova solo in verticale o se ci sia scorrimento sul tallone. che ne dite? mi interessa sapere il vostro parere, in quanto la livellatura generale(quindi inclinazione del tasto) è di cruciale importanza a mio avviso, pena uno stravolgimento della geometria della meccanica. È ovviamente apprezzato e gradito il parere di tutti, solo così ci si può arricchire a dovere.
  14. Si, è un tasto degli estremi acuti, mi pare fosse il penultimo o qualcosa del genere. Sono anch’io totalmente d’accordo su quello che avete scritto. Per rispondere alla domanda di Giovanni, è stata sicuramente un’esperienza molto edificante... a parte tutto, mi ha colpito molto la sezione in cui producono le loro tastiere...la Schimmel è l’unico costruttore in Europa che si fa le tastiere da sè e la qualità con cui curano i dettagli(anche estetici) di queste ultime è impressionante. Purtroppo non ho ancora provato un Bechstein serie 8(in Calabria ne girano pochi, e noi in negozio abbiamo ci occupiamo prevalentemente di altri marchi) ma spero presto di averne l’occasione:)
  15. Già, lui faceva prevalentemente questo... Per quanto riguarda i pianoforti, ho provato in fabbrica quasi tutti i modelli...devo dire che mi hanno lasciato un’ottima impressione i coda, ma quello che veramente mi ha estasiato è il verticale konzert 132, il loro modello di punta per quanto riguarda i verticali. Ho parlato con un giovane italiano( io di anni ne ho 28, in confronto a lui mi sentivo anziano 😆) che lavora alla Schimmel e si occupa prevalentemente di pre regolazione, per sentire la sua... Dice che a livello di meccanica I coda sono migliorati rispetto al passato, ma gli manca ancora uno step per raggiungere la perfezione...in effetti, secondo me la ripetizione non è ancora impeccabile in passaggi intricati... ovviamente le meccaniche sono Renner, ma su misure e specifiche Schimmel... per quanto riguarda il suono...nulla da dire, caldo e rotondo come piace a me
×
×
  • Create New...