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Piano Concerto - Forum pianoforte

pianoexpert

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  1. Gli smorzatoi vanno controllati tutti, specie quelli dei bassi. Una prova che puoi fare è suonare forte una nota e smorzare con una mano altre zone delle corde. Individuerai così se qualche zona entra in risonanza. Se poi la risonanza o il prolungamento proviene dal tasto che viene "suonato" , assicurarsi che lo smorzatoio tocchi bene le tre o le due corde o anche la singola e che non parta troppo presto. Nel tuo caso sembrerebbe un caso di risonanza dovuta ai bassi. Tieni conto che i primi armonici sono costituiti dalla fondamentale che si ripresenta ben tre volte. Quindi a volte può sembrare che il suono relativo al tasto che si suona non si smorzi, ma potrebbe essere un armonico della nota fondamentale ( quella che si suona) che si produce pari pari su altra corda che lo contiene e che non è ben smorzata. Ci vuole un bravo tecnico. Una leggera coda generale di suono non è un problema. Spero di esserti stato utile. Fammi sapere P.S. Regolare bene gli smorzatoi è cosa difficile, un minimo discostamento del feltro può provocare un problema. <non ultimo, se i feltri delle testine sono molto vecchi, si potrebbero essere induriti e viziati e non appoggiarsi bene alle corde in posizione di riposo. <andrebbero sostituiti! Naturalmente quelli degli acuti si possono sostituire in laboratorio, ma quelli dei bassi ASSOLUTAMENTE in presenza dello strumento. Le stesse corde faranno da perfetta guida per l'incoraggio sulle testine, anche in presenza di un non perfetto allineamento delle stesse (riferito ai feltri a cuneo per le due corde. quelle a doppio cuneo all'inizio dei medi e a quelli ad una corda) Fammi sapere Paolo
  2. Sicuramente tutto è un po' consumato. Anche i feltri verdi dei paramartelli saranno induriti, Le noci dei martelli potrebbero far fatica ad "attrapparsi / da attrape termine francese/ nel ribattuto. Andrebbero sostituiti come pure osservate tutte le pelli e feltri della meccanica. Bisogna, dopo tanto tempo, controllare tutti i perni della meccanica e le guarnizioni della tastiera La martelliera, ache se negli anni non fosse stata rasata, sarà certamente indurita e non più capace di colpire le corde con una certa elasticità differenziata per far si che molti armonici vengano favorevolmente generati, . Buona Musica
  3. non ha importanza vedere i video. Poco si può indicare a distanza. Lo smorzatore si deve alzare a metà corsa del martello. Facendo dei campioni, poi si ripeterà sugli altri, a meccanica staccata, agendo sui cucchiaini.
  4. fornitore ok. per i diametri non si può dire a distanza. L'ideale è fare una prova. In genere è opportuno un feltro da mm 1,2-1,3. il caul deve essere un pelino più grande del perno. Capirai in via sperimentale di quanto a seconda del panno e della colla usata. Buon lavoro
  5. Per sostituire le guarnizioni delle mortase della tastiera bisogna misurare micrometricamente i perni( che non devono essere usurati) e usare i cauls calibrati corrispondenti. Ciò per avere quel giusto gioco e non piedi tasti. Anche lo spessore del cachemire è importante nella scelta. E' un lavoro da esperti. Lo scollamento delle vecchie guarnizioni deve avvenire senza danneggiare il legno. Sconsiglio,quindi, di eseguire il lavoro autonomamente. Tuttavia devi sincerarti che il "bravo"tecnico che eseguirà il lavoro valuti tutto questo. A volte si ricorre a semplici mollette o ad un panno di cattiva qualità e di non adeguato spessore. Non va bene. Se i perni sono ossidati devono essere sostituiti, sia quelli ovali anteriori che quelli centrali. Tutti della stessa lunghezza e diametro!!!!! La non sostituzione degli stessi potrebbe comportare la rapida consumazione del nuovo cachemire. I Cauls, meglio se metallici (ottone) . in tal caso di può applicare calore durante l'incollaggio, come avviene in fabbrica. Ciò favorisce il perfetto scorrimento seppur con minimo gioco laterale. Naturalmente ogni tasto, ultimato il lavoro, va verificato e calibrato con precisione con apposita pinza. Vanno controllate anche le perpendicolarità dei tasti dopo la sostituzione dei perni e delle guarnizioni centrali. Se il lavoro e la scelta dei cauls, dei perni e dello spessore del cachemire sono stati eseguiti con competenza, non dovrebbe essere necessario calibrare i tasti app. girare i perni ovali per eliminare l'eccessivo gioco anteriore( procedimento che accorcerebbe la vita del panno). P.S. Tecnicamente parlando dal punto di vista pianistico, il cattivo scorrimento dei tasti può comportare, per un piccolo inconveniente, un grosso problema pianistico. Quando le guarnizioni sono sporche o usurate o i perni ossidati e il pianista sollecita i tasti con una direzione obliqua, avverte sotto le dita un improvviso bloccarsi dei tasti stessi, causa l'improvviso e discontinuo aumento di attrito. I tasti, in questa situazione, potrebbero bloccarsi improvvisamente nella discesa. Evitare, su consiglio di qualche "buontempone" di LUBRIFICARE i perni. Ciò, a breve, comporterà un maggiore problema, sporcando le guarnizioni... che non scorreranno più!!!!!!!! Caso mai usare solo spray al TEFFLON.....senza esagerare.
  6. Non riesco a vedere la foto, comunque l'allineamento degli smorzatoi è cosa abbastanza difficile. Nei nuovi si consiglia di incollare i nuovi fiocchetti ( specie dei bassi) direttamente in presenza dello strumento cosicchè ogni minimo difetto di inclinazione possa essere compensato dalla aderenza alle corde. Nei vecchi, smontarli costringe a ritrovare la perfetta altezza degli stessi, uno per uno, pena leggeri discostamenti che potrebbero mettere i risonanza altri suoni. Poi bisogna intervenire sui cucchiaini per anticipare o ritardare lo stacco. Infine si agisce su qualche ferro che farebbe staccare troppo in ritardo agendo sul pedale. Lavoro difficile. Lubrificare i perni? non è un procedimento consigliabile. Neanche rasare i martelli, lo dico in numerosi post.
  7. benvenuto. Esponi i tuoi problemi nelle giuste sezioni. Ciao Paolo
  8. Buongiorno e Buon Natale. Nella sostituzione della martelliera bisogna valutare molte cose. Bisogna innanzi tutto capire se è stata rasata e ricavare la reale lunghezza dei martelli. Identico spessore dei bassi e degli acuti e giusta foratura. Il sottofeltro è solo un particolare visivo ( detto a me da Abel in persona).Quello che è importante è la compressione e il tipo di feltro. Il tecnico che valuta il lavoro dovrebbe avere la competenza per ricavare questi dati. Poi bisogna riprodurre la stessa foratura, sia come distanza dall'apice ( risalendo all'originaria) sia come inclinazione, sia come angolo rispetto all'astina ( in genere 91°). Una buona martelliera si deve ben prestare ad una intonazione, che il tecnico deve saper fare,sviluppando nei martelli la max qualità timbrica. Se però la martelliera è ridotta "ai minimi termini",come dici, allora bisogna verificare anche l'efficienza dei perni di tutta la meccanica ed eventualmente sostituirli, maggiorandoli ( perni delle noci dei martelli, perni dei montanti di scappamento, perno forcole cavalletti). Un controllo va fatto anche ai feltri dei talloni che vengono a contatto con i piloti della tastiera oppure ai bottoni feltrati se i piloti sono così progettati. Una attenzione va data anche alle guarnizioni anteriori e centrali della tastiera e ai relativi perni. Se il cachemire è vecchio e/o i perno ossidati, la tastiera scorre male e addirittura i tasti potrebbero bloccarsi nella discesa durante una sollecitazione non perpendicolare dei tasti stessi, generando una apparente durezza. Sicuramente avrai la competenza per valutare e realizzare tutte queste fasi che, nell'insieme, ridonano allo strumento un buona efficienza. Tali interventi sono interdipendenti tra loro, come molte volte ho detto, e quindi il tralasciarne una, potrebbe compromettere il pieno successo delle altre. Altrimenti un tecnico competente saprà consigliarti e aiutarti. Buon lavoro
  9. in questi casi conviene cambiare i feltri dei bassi, che DEVONO essere allineati durante l'incollaggio sullo strumento. Non conviene muovere troppo gli allineamenti...basta una minima imprecisione per creare risonanza anche negli acuti. ( entrano in risonanza gli armonici) P.S. I feltri devono essere della larghezza originaria ( in genere da 9mm opp.8mm. ) Il muovere adesso i vecchi smorzatoi con l'intenzione di centrare i feltri deformati, potrebbe creare un problema di distanza tra loro ( in genere è minima e nell'alzata si potrebbero incastrare. Attenzione!)
  10. Lo smorzatoio regolato in modo normale ( né anticipato, né ritardato) si dovrebbe alzare a metà corsa del martello. Prima di toccare le molle, bisogna verificare se i perni dalla meccanica degli smorzatoi hanno troppo attrito. Se così, tutto risulta duro e per vincere questo attrito, le molle sono costrette a lavorare di più. Alcune Case, poi, caricano un po più le molle per favorire lo smorzamento. La durezza di tutta la meccanica dipende dalla somma degli attriti dei perni, attriti che devono essere entro certi valori, né più né meno.
  11. e' molto difficile giudicare un pianoforte ascoltandolo a distanza peraltro registrato con mezzi poco professionali. Sembra uno strumento sonoro, ma va valutato da vicino. prima di tutto vanno verificate le caviglie e la loro tenuta. Poi va misurato l'angolo che le corde formano sui ponticelli. Le corde dei bassi, sono le più penalizzate dopo molti anni. Divengono abbastanza sorde e ciò si sente. Certo, ammesso che la tavola di risonanza abbia in corrispondenza dei ponticelli un discreto angolo di vibrazione, tutte le corde, non solo dei bassi( che vanno filate esattamente secondo i campioni)dovrebbero essere sostituite. Va controllata la tavola se presenta fessurazioni e, caso mai, vanno riparate. Cambiando le corde si maggiorano anche le caviglie per restituire alle stesse una buona tenuta nei fori ( una o due misure in più, forse). Quindi i martelli e il controllo di tutti i perni delle forcole della meccanica.
  12. Non riesco a vedere le foto, comunque. Cominciando dall'accordatura: 423 non è una accordatura. Il pianoforte si deve tentare di riportarlo a 440. Per quello che riguarda la meccanica, sicuramente ha bisogno di un profondo restauro. Sicuramente sarai intervenuto bene. i martelli "tondeggianti" sono un errore, specialmente nei medi e negli acuti. Se cerchi numero altri miei post, sostengo che va mantenuta la forma originaria del martello per non compromettere , specie negli acuti, il preciso punto di battuta.(Anzi, sconsiglio la rasatura) Inoltre martelli così vecchi risultano induriti e non possono più restituire il giusto tono. Però adesso che sono stati rasati ( e di quanto?) come farai a stabilire l'originaria lunghezza e la precisa foratura per montare i nuovi martelli? Anche il punto di battuta si è spostato, perchè il martello più corto va a battere poco più in basso. Insomma troppe variabili problematiche. Non è un fatto di regolazione che, peraltro viene falsata. Apparentemente la rasatura eseguita cambia apparentemente un poco il suono che presto, però, diverrà di nuovo duro e impreciso. La durezza dei martelli stessi e la vicinanza, ora, dell'apice all'anima di legno, non favorisce una nuova intonazione e rende il suono ancora più "legnoso". Ritornando sull'accordatura: pazienza se qualche corda si rompe ( si sostituisce), a va riportato a 440, altrimenti non ascolterai mai la sua vera timbrica. Molti accordatori per non rischiare l'insuccesso( eventuale) della rottura di alcune corde, consigliano di lasciare lo strumento più basso! Non è un buon consiglio. Si deve, con coraggio riportare, con un adeguato procedimento, anche sopra il 440. Attendere un assestamento della struttura e poi procedere ad una o più accordature di fissaggio. Una subito e un'altra o due dopo aver suonato alcuni giorni. Un'ultima cosa: L'indurimento e l'irrigidimento dei martelli possono provocare rottura di corde anche suonando. Spiego in alcuni miei video come le zone del martello devono reagire all'impatto. Con un vecchio martello irrigidito dal tempo e per di più rasato, la reazione non avviene. Il martello colpisce la corda come un corpo rigido e il subitaneo rilascio dalla stessa non permette agli armonici di svilupparsi.
  13. Purtroppo questo cane, Socrate, non c'è più da sei anni...ma c'ero particolarmente affezionato. Innanzi tutto il 180 è più recente e forse meno sfruttato. E' un modello che si è affermato di più rispetto al 170. Tutto da vedere. Quando si fanno questi acquisti bisogna vedere lo stato dello strumento e proiettare eventuali lavori nel tempo e i costi. Comprare un pianoforte del genere e non fare una manutenzione programmata è sbagliato. L'investimento non è solo il nome. Soprattutto la martelliera è di fondamentale importanza e ha una sua vita. Vale la pena ,in questi casi, farsi accompagnare da persona di fiducia veramente esperta e "disinteressata" e valutare il tutto. Uno Steinway, secondo la mia opinione, deve vivere nel tempo con una storia documentata anche negli interventi e nei lavori di mantenimento. Questa è la mia opinione. A distanza è difficile consigliare definitivamente. Bisognerebbe vederli.
  14. Beh... io preferirei il 180, se in buono stato: matricola più recente e di diversa concezione. Inoltre, dopo gli anni 60, Steinway ha modificato le martelliere e le ha impregnate differentemente. gli anni 80 segnano un altro cambiamento e anche altre fasce di annualità successive, fino ai giorni nostri. Gli anni 70 li vedo particolarmente felici. Naturalmente è una mia opinione personale. Spero sia in buono stato di conservazione. Auguri, qualunque sia la scelta! Saluti Paolo
  15. L'influenza degli smorzatoi sulla durezza è comunque complementare. Io credo che anche qui bisognerebbe ripristinare i perni della meccanica, lavoro che ridona la "giovinezza al pianoforte!!!! RIPETO: nessuna lubrificazione. Ciò renderebbe irreversibile "l'impasto" delle guarnizioni delle forcole che non scorrerebbero più sui perni. Bisogna anche iniziare a valutare le guarnizioni e i perni della tastiera. Il cattivo scorrimento, la guarnizione che non scorre, fa bloccare improvvisamente il tasto quando viene sollecitato lateralmente cioè con un abbassamento non perfettamente verticale, creando notevole discontinuità nello scorrimento di tutta la tastiera. Ciò, sommato alla inefficienza dei perni delle forcole, rende inservibile la meccanica. La regolazione viene dopo. Attenzione: i perni, senza uso di NESSUN lubrificante, devono essere sostituiti alesando in cachemire delle guarnizioni con alesatori DRITTI ! E vanno maggiorati di una misura, così da essere sicuri che nella parte in legno il perno sia ben fisso!!!!! Lavoro che deve essere fato da un esperto. Comporta lo smontaggio e il rimontaggio di tutta la meccanica. Nella sostituzione dei perni, si misura, con apposito apparecchio, il coefficiente di attrito espresso in gr.: Dai 3 ai 5. L'alesatura dritta del foro permette al pezzo, incernierato sulla forcola, di essere " ben fermo" nonostante il modesto attrito. P.S.Naturalmente vanno controllati anche i perni degli smorzatoi ....che, mi sembra di capire, cambino molto i pesi quando si alza il pedale. poi controllare anche l'eventuale eccessiva carica delle molle degli smorzatoi stessi. Fammi Sapere Paolo
  16. Non mi risulta esserci scuole o accademie sull'argomento in Europa. In America il PTG e in Europa EUROPIANO curano la formazione attraverso Corsi e Meeting. In Italia c'è l'AIARP che organizza annualmente dei raduni di una settimana riservata ad iscritti e simpatizzanti. Iniziare con un buon libro: Reblitz ( in inglese)
  17. Mi permetto di dire che 8000 euro mi sembra una cifra esagerata. Bisogna tuttavia valutare bene che tipo di martelliera scegliere. La scelta, oltre ad influire sul suono, la scelta influisce molto sul bilanciamento della tastiera che, comunque, deve essere eseguita di nuovo. Io ho constatato, ad esempio che martelliere in mogano o in noce, di un certo peso, possono favorire una minore piombatura e, conseguentemente, a parità di peso di abbassamento dei tasti, una maggiore dinamica. Maggiore dinamica significa maggiore facilità di tastiera. Cio' non sacrifica la dinamicità del suono e i vari livelli di potenza sonora. Naturalmente contro ogni buon senso, secondo me, è rasare i martelli esistenti perché, come detto in numerosi post, si viene a snaturare la geometria della meccanica e il suono si fa più duro e legnoso, avendo il martello perso le zone in cui reagisce positivamente e diversificatamente all'impatto con la corda. All'inizio sembra che i martelli suonino, ma in breve tempo, specie se negli acuti, spesso erroneamente troppo arrotondati, rendono il suono "piatto " e quasi privo di dinamica sonora. Non ultimo, diminuisce il peso di abbassamento dei tasti....ma , ancor più grave, diminuisce il peso di ritorno dei tasti stessi, alterando e rendendo difficile alcune dinamiche tecniche (note ribattute, ottave ecc...) In Europa la Ditta Renner è rispettabilissima e storica, ma altre Case costruiscono martelli eccezionali. Sta al tecnico decidere, ma non alla cieca ( martelliera per Schimmel e basta!), quale tipo di martelli montare. Gli stiletti devono essere di ottima qualità con rullini montati in vera pelle. Ogni stiletto deve essere comunque controllato prima di essere montato. L'inefficienza di qualche perno può esistere dato il magazzinaggio degli stessi. in questo caso, il perno deve essere cambiato per non favorire falsa discontinuità nella pesatura finale della tastiera. Anche tutti i perni della meccanica vanno controllati )perni forcole cavalletti e perni forcole montanti di scappamento) e va controllata ogni parte che genera attrito. Tutto deve essere nei valori e nelle tolleranze dettate dalla Casa prima di procedere alla pesatura definitiva. Una volta montata la martelliera, che deve essere pre- intonata, si procederà alla regolazione, riequilibratura, accordatura e intonazione definitiva! Questo procedimento deve essere attentamente valutato in presenza dello strumento . Tutto approssimativo. Bisogna vedere come si presenta, appunto lo stato degli attriti e lo stato delle altre parti meccaniche( ad esempio le guarnizioni in cachemire della tastiera, di fondamentale importanza per la scorrevolezza) Non sono molto favorevole alla rifeltratura, quando è possibile sostituire la martelliera. inoltre nella rifeltratura, vengono conservati i vecchi rullini e i vecchi perni di centro delle forcole. una ultima cosa che consiglio sempre caldamente: farsi restituire la vecchia martelliera montata sui vecchi stiletti e conservarla : E' IMPORTANTE!!!!!! Saluti e buon lavoro Paolo
  18. Le foto non sono visibili. Suppongo si tratti delle cordicelle di richiamo della forcola dei martelli di un pianoforte verticale . Se così, il prezzo mi pare proprio eccessivo. Se si tratta di una coda, cioè cordini di richiamo delle forcole dei cavalletti, la richiesta potrebbe essere un po' più giustificata dal fatto che la tensione di tali molle di richiamo influenza molto il peso della tastiera ( sia peso di abbassamento che peso di ritorno dei tasti) e quindi si deve ricontrollare tutte le tensioni delle molle rispetto alla lunghezza delle cappiole dei cordini. In tutti e due i casi, si deve usare un cordino speciale, che. appunto, nel tempo non è soggetto a facile usura. Sia nel caso del verticale che della coda, bisogna essere capaci di smontare, togliere i vecchi e sostituire i nuovi con lunghezza rigorosamente identica. Nel rimontare bisogna rispettare le centrature. Nel verticale, caricare un poco le molle non è male. Ciò contribuisce ad un maggiore e pronto ritorno dei martelli. In tutte e due i casi, i cordini sono fondamentali ( Si consiglia di usare cordino Renner di cotone verde e non sintetico. Altrimenti, nel tempo, a contatto con la tensione delle molle, quest'ultimo potrebbe produrre rumore di " fischietto").
  19. La regolazione degli smorzatoi è un lavoro "fastidioso" e che deve essere fatto con precisione. Le cause della risonanza possono essere causate da diversi disallineamenti, Bisogna anche controllare la partenza di ciascuno singolarmente e del pedale ( tutti gli smorzatoi insieme). Suppongo si tratti di verticale. E' la regolazione che mi da' sempre più da fare, ma , come dice Francesco, una minima imprecisione può causare un notevole problema sonoro.
  20. Il problema è che non sappiamo se c'è una corrispondenza tra i tipi di feltro del pianoforte acustico e quelli del pianoforte digitale. Se così fosse puoi cercare su internet qualcosa di simile. La tipologia dei feltri e delle pelli è molto varia. ciò dipende dalla sollecitazione che devono ricevere ed essere affidabili nel tempo. Tali sollecitazioni sono tuttavia diverse da caso a caso. Naturalmente puoi rivolgerti ad un tecnico consigliato dal negozio che ti ha venduto lo strumento. Mandami comunque una foto del tipo di feltro che è stato danneggiato o che è "saltato" dall'incollaggio. Potrò consigliarti più precisamente su che cosa, eventualmente, puoi utilizzare. Ciao Paolo
  21. Benvenuto tra noi , Mattew
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