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V. HOROWITZ, esercizi, registrazione, esecuzione pubblica


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#1 Frank

Frank

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Inviato 07 agosto 2017 - 22:44

(stasera va così)

 

 

V. HOROWITZ, esercizi, registrazione, esecuzione pubblica

 

Dubal "H., pensi che sia necessario fare esercizi di scale e arpeggi?"
Horowitz "Beh, Rachmaninov vi ...dedicava due ore al giorno"
D "E anche tu hai quest'abitudine?"
H "Non più"
D "Non ne hai granché bisogno"
H "No, ne ho bisogno ma sono pigro. Ho cose più importanti da fare e non posso suonare più di due ore al giorno"
D "Tu suoni solo due ore al giorno"
H "Non di più".
D "E non è proprio necessario per te suonare di più"
H "Lo è, ma non mi va di stancarmi"
D "Pensi che ci siano troppi giovani pianisti che fanno troppo esercizio e pensano troppo poco?"
H "No, loro pensano molto, ma pensano male. Ognuno pensa, visto che ha un cervello; è necessario pensare per ricordarsi la musica, ecc. Non credo che siano stupidi. Nessun pianista è stupido. Loro fanno esercizi su esercizi, li senti che ripetono i passaggi... qualche volta escono bene e qualche volta no, ma bisogna rischiare, e bisogna avere qualcosa da dire. Non importa se ti dimentichi un passaggio, quella [comunicare qualcosa] è la cosa più importante. Suonare tutte le note potrà venire in una registrazione, perché le piccole imperfezioni che si sentono attraverso il microfono non si possono sentire da un palcoscenico. Nelle registrazioni si sente ogni più piccolo particolare"
D "Che cosa pensi del processo di registrazione? Tu hai sempre fatto registrazioni. Credi che sia un modo importante di trasmettere la musica?"
H "E' importante per la conoscenza della musica; a volte se non conosco un brano ma ho la registrazione, posso ascoltarlo, magari anche suonato male ma non ha importanza, in ogni caso conosco la musica. Quindi le registrazioni sono importanti per il pubblico. Ora temo che dirò qualcosa di anticommerciale. Quando vai da qualche parte e vedi un meraviglioso paesaggio, un tramonto che non hai mai visto prima, e poi compri una cartolina e te la porti a casa per ricordarti dove sei stato: questo è quello che accade a un concerto. Per quelli che erano al concerto, la registrazione è importante; ma per quelli che non c'erano la registrazione vale solo la metà. Di alcune storiche registrazioni che ho fatto suonando con l'orchestra sono contento; non importa se ho suonato bene o male, comunque sono un ricordo, come una cartolina. Probabilmente negli anni 40 e 50 grazie alle innovazioni tecnologiche che hanno permesso di vedere l'esecutore le registrazioni sono diventate ancora più veritiere. Chi ascolta deve poter vedere chi suona"
D "Può essere un pubblico in grado di eccitarti o deprimerti?"
H "Per me è il successo è il silenzio, non gli applausi"
D "Dopo la performance vuoi dire?"
H "No, durante. Se stanno in silenzio vuol dire che sono presi"
D "E niente tosse"
H "Niente tosse, e parlo di essere presi dall'impatto emotivo, non spirituale. Perché lo spirito riguarda alcune persone, mentre alla massa appartiene l'emozione. Se tu avessi 3000 persone, ce ne sarebbero 500 che verrebbero prese spiritualmente, e le altre 2500 solo emozionalmente perché non capiscono niente di musica e vengono al concerto solo perché è un evento sociale".


Noi, esseri finiti, personificazioni di uno spirito infinito, siamo nati per avere insieme gioie e dolori; e si potrebbe quasi dire che i migliori di noi raggiungono la gioia attraverso la sofferenza” (L.V. Beethoven)




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