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Piano Concerto - Forum pianoforte

Fulvio

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  1. Riprendo questa vecchia discussione perchè vorrei capire che differenza c'è fra i materiali plastici che vengono oggi utilizzati nelle tastiere dei pianoforti, anche sui coda di fascia alta. In particolare fra il Neotex (Kawai) e l'Ivorite (Yamaha). Per vostra esperienza quale dei due restituisce una sensazione più simile a una tastiera in avorio? Possiedo un digitale Kawai (CA 97) con superficie definita "Ivory & Ebony Touch", e la trovo alquanto scivolosa. Probabilmente è mancanza di tecnica, ma i ribattuti sui tasti neri del walzer op. 69 n. 2 di Chopin li trovo davvero ostici. Grazie
  2. Per mia esperienza, tuttavia, suonando nelle ore notturne col digitale, non si disturbano i vicini forse ma i familiari si. E' strano a credersi ma il rumore dei tasti (o forse i martelli visto che il mio digitale dovrebbe essere un ibrido - kawai CA 97) si avverte chiaramente da un piano all'altro di una casa di campagna. E infatti oltre una certa ora non suono più. Anche perchè il cigolio della panchetta di notte è amplificato anch'esso 😀.
  3. rapido OT: Mi sapete dire, gentilmente, che operazione fa il tecnico dal min. 21:24 al min. 21:46 del seguente video?: Grazie.
  4. @Salvatore71: Ero convinto che i pianoforti nuovi fossero sottoposti ad un definitivo "controllo qualità" da parte del venditore. Nel caso mi farò assistere dal mio maestro (anche se al momento mi sono preso una pausa dalle lezioni). @pianoexpert: Uno Steinway (da Lei ottimizzato e consigliato) merita attenzione. Se dovessi trovarmi a Roma in un prossimo futuro mi permetterò di contattarla privatamente per potere visionare lo strumento nel caso ancora disponibile. Anch'io, come l'utente kklaus, gradirei conoscere, se possibile, modello e anno!
  5. Grazie. Ho visionato i tutorial sull'acquisto di un pianoforte usato e quello relativo alla nomenclatura delle parti (...mi riservo di visionare con calma tutti gli altri). Che dire, davvero molto istruttivi! Il pianoforte è uno strumento davvero complesso e, accingendosi all'acquisto di un usato, tale complessità esigerebbe la valutazione di una persona esperta e competente (possibilmente terza). Come in tutte le cose della vita l'improvvisazione è foriera di grossolani abbagli. Informarsi richiede però tempo, studio, applicazione. L'alternativa sarebbe fidarsi del consiglio del venditore, ciò che potrebbe rivelarsi scelta improvvida. Un bel rompicapo! Il parere di un esperto del settore (come dicevo, persona possibilmente terza) sarebbe la soluzione più ragionevole. Ma nelle piccole realtà come quella in cui vivo, venditore e persona esperta coincidono. Non si scappa. Io penso che un pianoforte "di pregio" andrebbe acquistato solo se in possesso della maturità tecnico/artistica per poterlo scegliere consapevolmente. Nella fattispecie mi sono però ritrovato difronte ad una richiesta di un consiglio di acquisto (...io che studio pianoforte solo da un paio d'anni e possiedo un digitale 😂!). Per farla breve, mio nipote, adolescente, frequenta un'accademia musicale (non ancora il conservatorio) e mia sorella ha deciso di investire in un coda. Ho visitato i vari punti vendita della mia città e ho "provato" un pò di strumenti. Per lo più C3... te li tirano dietro. Alla luce di quanto appreso nei tutorial, alcuni erano davvero messi male, sebbene ricondizionati. Ma sarà poi vero? E, ripeto, con tutta l'attenzione che si può prestare, se non si è un tecnico tante cose forse non si possono capire. E' vero, si possono verificare il suono, la meccanica, i martelli, l'eventuale presenza di ruggine sulle corde ed eventuali crepe evidenti sulla tavola armonica e sui ponticelli. Ma come si fa a capire se la tavola armonica è "davvero" a posto, se il pianoforte non ha preso troppa umidità, se il somière (credo si scriva cosi) e la caviglie siano in ordine? Mica si può andare in negozio con una chiave e provare una ad una... E poi la meccanica... da profano credo che un'analisi rigorosa richiederebbe lo "smontaggio" del tavolaccio e la verifica della meccanica dei tasti, uno per uno. Fra i tanti Yamaha, in questi giorni ho provato un mezza coda (187 cm mi pare) Krauss del '94. Suono davvero bello, rotondo! Ma prezzo troppo impegnativo (15K €) per un acquisto "non consapevole". In definitiva, il mio consiglio è stato di aspettare il tempo necessario per poter acquistare un coda nuovo. Un buon giapponese più in la sarebbe fattibile. Penso che sul nuovo (che non sia un entry level) non si dovrebbero avere brutte sorprese. A parte la svalutazione rapida dello strumento. Mi riservo di provare Il Kawai GX-2 (magari 3) e la serie CX della Yamaha (C2X e C3X nel caso il prezzo diminuisca). In verità la meccanica e il suono Kawai li preferisco (per il poco che ho potuto provare), ma tutti i coda Kawai montano meccaniche con componenti in carbonio, credo. Ciò che, se ho ben capito, è ad oggi un'incognita. Se poteste consigliarmi qualche alternativa agli strumenti indicati e su questo ordine di investimento (20K €), o magari se qualche "serie" è meglio riuscita... ve ne sarei grato. Avrei una rosa più ampia di strumenti su cui lavorare, in prospettiva. Certo è che continuerò ad informarmi....
  6. Buonasera, volevo sapere, gentilmente, come si può risalire all'anno di fabbricazione di un pianoforte a coda Yamaha C3 dal numero di serie. Ho visionato oggi lo strumento, ricondizionato, ma il venditore non ha saputo darmi l'informazione. Il costo era di € 9.500,00 e mi è parso abbastanza vecchiotto. Grazie
  7. Fulvio

    Chopin op. 69 n.2

    Grazie Marcello, Il dubbio è questo. Se devo passare da DO a RE, lascio il DO e trasferisco il peso al RE. In questo caso non capisco se le due note "precedenti" devono essere lasciate contemporaneamente.
  8. Fulvio

    Chopin op. 69 n.2

    Buonasera, ho un dubbio su come ottenere il legato alla battuta 121 del valzer in oggetto:. Come si passa da SI-RE# a DO#-MI? Rilascio contemporaneamente SI-RE# e vado su DO#-MI, oppure rilascio un pò prima il SI e con il solo RE# premuto passo a DO#-MI? Per il resto della battuta suppongo che il principio sia lo stesso. Grazie PS. Non riesco ad eliminare la seconda immagine (senza il rettangolo giallo).
  9. Volevo domandare agli esperti se la corretta posizione che il pianista deve assumere sedendo sulla panchetta è esattamente in corrispondenza della "meta" del pianoforte, oppure può essere leggermente decentrata in base al brano da eseguire. Nella fattispecie, sto studiando Chopin (op 69 n 2) e posizionandomi sulla panchetta "leggermente" a destra rispetto al centro dello strumento ottengo un beneficio in termini di affaticamento del braccio sinistro. Ringrazio anticipatamente.
  10. Auguri di un sereno Natale e di un felice anno nuovo
  11. Grazie a tutti per i suggerimenti. In effetti il tipo di memoria che utilizzo credo sia quella che definite "cinetica". Bisogna lavorare...
  12. Dopo aver studiato un brano riesco a suonarlo a memoria (quella che viene indicata come memoria di mano). Ma a volte ho come dei vuoti di memoria e mi perdo. Ed ecco la necessità dello spartito. E qui il dubbio: lo spartito va letto nota per nota mentre si suona oppure va seguito come un aiuto, magari "a battute" ... giusto per non perdersi?
  13. Vorrei avere qualche esperienza riguardo l'esecuzione di un brano con lettura dello spartito. Intendo, il pianista (voi tutti) "legge" con consapevolezza la musica che sta suonando, nota per nota, oppure lo spartito e' piu' che altro un aiuto nel caso di vuoti di memoria cui dare un'occhiata di tanto in tanto? In tal caso, per chi e' ancora agli inizi a vostro parere e' consigliabile leggere comunque pedissequamente lo spartito durante l'esecuzione, dopo averlo studiato, anche se cio'implica un rallentamento dell'esecuzione stessa? Grazie
  14. Beh, immagino che volendo investire quelle cifre per uno strumento, opzionare una tastiera in avorio naturale sia la soluzione piu' logica.
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