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Piano Concerto - Forum pianoforte

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Showing content with the highest reputation on 11/02/18 in all areas

  1. 1 point
    1.11.2018 Questi alcuni degli Uomini più affascinanti di Hollywood: http://www.youtube.com/watch?v=SCN78IaRCeM .. qual'è secondo voi il più bello? Rossa
  2. 1 point
    Trovo molto interessante e misurato l'intervento di Nancy. Personalmente vivo la musica come fosse un amico con il quale dialogare apertamente e senza filtri sulle mie emozioni più profonde e intime (una sorta di terapia d'urto nei momenti difficili e allo stesso modo un amico con cui gioire dei regali della vita). Uso più spesso il linguaggio verbale con l'unico scopo di esprimere concetti, talvolta dettati dall'altalenarsi degli stati d'animo. È chiaro che le finalità sono diverse...
  3. 1 point
    premesso che io di composizione non ne capisco niente (ho fatto solo il classico corso di armonia) secondo me dipende dall'interlocutore a cui vuoi far conoscere i tuoi sentimenti...... e dalla intensità degli stessi................. sentimenti semplici e immediati da comunicare (come la rabbia per es) ad un interlocutore che sai non essere comunicativo musicalmente mi verrebbe da usare la parola. se voglio "approfondire" ed esprimere sentimenti intensi e complessi mi rivolgo alla musica (io che non compongo uso l' empatia....interpreto pezzi scritti da altri)..... comunque la musica è un linguaggio molto più complesso rispetto alle parole.....per strutturarsi ha bisogno di riflessione e non penso che i grandi compositori fossero sempre puramente istintivi e che le loro opere nascessero con la stessa immediatezza che si può avere nel parlare.... per cui musica e linguaggio sono due forme di comunicazione diverse....per contenuti diversi.... e utilizzare la parola perchè più immediata e di più facile comprensione per gli altri che ci stanno intorno non vuol dire non essere compositori.... a volte come diceva Piccinesco sono necessarie entrambe...musica e parole...
  4. 1 point
    "Manca" una 3a "ipotesi": solitamente la musica arriva dove le parole non bastano, ma è altrettanto vero che le parole servono nel momento in cui chi fa musica, sente che quest'ultima non è altrettanto sufficiente ed è necessario qualcosa di più (sembra paradossale) diretto, ma che non viene percepito come "miglior" mezzo di comunicazione. Schumann era solito scrivere pensieri oltre a comporre musica ed oltre a questo, portava avanti un "ruolo" fondamentale nella rivista da lui fondata. Personalmente scrivere musica mi riesce più naturale ed immediato, però negli ultimi anni "ho scoperto" di essere più risoluto e (paradossalmente) di avere uno "stile" personale scrivendo (seppur dovendoli adattare per far si che risultassero più immediati) dei brevi testi, usando un linguaggio al tempo stesso ironico, sarcastico, ma sempre metaforico. Scrivevo a cadenza settimanale per un sito che si occupava di design casalingo, ma in ogni testo accompagnato da un'immagine, tranne uno o due casi su circa 50, non ho mai nominato l'oggetto di cui stavo parlando, ma ho usato appunto metafore e collegamenti non scontati. Tutto questo anche per una seconda motivazione e qui mi ricollego alle tue domande: anche per affrontare da un punto di vista differente alcuni miei stati d'animo, ma anche disagi ecc..in un certo senso sfruttando quella che poteva sembrare una descrizione onirica di un contesto o di un oggetto, facendo al tempo stesso una sorta di autoterapia mettendo assieme reale ed irreale, concretizzando tutto in un pensiero compiuto e funzionale, come un messaggio in codice destinato agli altri ma codificato per se stessi. Le parole come sai possono essere potenti, ed in alcuni casi possono sostituire anche la musica, perché in certi casi sono (si rendono) necessarie.
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