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Piano Concerto - Forum pianoforte

DrJellyfish

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Everything posted by DrJellyfish

  1. Ottimo Art Pepper, o anche Phil Woods.
  2. Assolutamente. La curiosità era per l'interpretazione del Ebdim D-7. Io sarei propenso a pensarlo come uno scivolamento cromatico, ma per esempio ho visto che in alcune scuole olandesi lo pensano come V/V; mi spiego: Ebdim = F#dim = D7b9 D-7 = G9sus4 A me personalmente sembra una spiegazione un po' contorta... Anche perché, come dici tu giustamente, il F#dim tende a risolvere su un Do in 46.
  3. Ciao Frank, io li intendo tutti in un contesto modale, forse giusto gli ultimi due hanno un colore un po' blues e possono essere considerati a sé stanti.
  4. D'accordo per il VI e il IV, ma come giustificheresti la settima minore? Nell'ultima sequenza anch'io avrei pensato a un V/V ma è curioso che risolva sul I
  5. Che funzioni armoniche attribuireste agli accordi in queste sequenze? in Do maggiore: E-7 Eb° D-7 C E° D-7 C C° C C7 C° C7 F F#° C C F#Ø F C F#Ø F- Bb7 C F-7 Bb7 C F Bb7 C C F D7 C C F7 C in Do minore: C- Ab7 C-
  6. Al momento non ho trovato una traduzione italiana, prova a chiedere a Modale.
  7. Ciao! Ho letto che su iReal è possibile sostituire l'accompagnamento di piano con la chitarra. Sapete come si fa?
  8. https://music.stackexchange.com/questions/56346/correct-process-for-deriving-the-mirror-or-negative-harmony-of-a-progression
  9. Sono assolutamente d'accordo, l'unico dubbio era sul come applicare il sistema modale ad un metodo di arrangiamento, non a caso tutto i libri che si occupano di arrangiamento glissano sull'argomento. L'altro dubbio era sul fatto che, una volta esposti i due sistemi (che poi non sono gli unici), fosse opportuno partire dal modale.
  10. Il punto è, per come la vedo io, che nel modale, relativo a questo contesto, è quasi tutto lecito. Mi spiego: una melodia può essere armonizzata con qualsiasi insieme di note appartenenti al modo stabilito; gli unici vincoli sono relativi a quanto vuoi mettere in evidenza il colore del modo stesso o quanto vuoi rimanere in un determinato stile. A parte questo non saprei che regole stabilire...
  11. … comunque è uno spunto interessante; direi che l’armonizzazione di un brano modale, in assenza di rapporti cadenzali, riduce le possibilità. Io propenderei per dei parallelismi. Con questo termine non intendo solo il movimento parallelo di tutte le parti, ma anche un tipo di armonizzazione (che Bill Russo chiama organum) in cui si stabilisce una scala di riferimento e un pattern intervallare, per esempio 4+4: si armonizza tutto per quarte senza tener conto del fatto che le quarte possano essere giuste o aumentate. Esempi: #1 armonizzazione di Impressions di John Coltrane 4+4 usando come base il modo dorico; vedete come a parità di intervalli (come valore numerico) troviamo sia quarte giuste che quarte aumentate. #2 armonizzazione della melodia su un pedale di Fa7sus4; qui non ho usato un sistema preciso, mi sono limitato a cercare delle sonorità che non avessero un chiaro connotato tonale, evitando disposizioni per terze (secondo il mio gusto). In tutta franchezza devo dire che non saprei come sviluppare ulteriormente questo argomento in modo organico. Qualche idea? (Egidio, ti sei messo il vino in fresco... )
  12. Anzi, lo dico in un'altra maniera: se doveste ridurre i tipi di accordo a quelli essenziali per definire inequivocabilmente la struttura armonica di un pezzo, quali salvereste
  13. In effetti... in genere parto dal tonale perché è più familiare ai miei allievi e perché nelle tecniche di armonizzazione l'approccio tonale è quello più praticato, nel jazz perlomeno.
  14. Se hanno più funzioni vale comunque la pena di considerarle, ma tra un C∆ e un C∆(#5)? Una settima di sesta specie la considererei in linea di massima un I grado minore.
  15. Sì, è quello che intendevo anch'io.
  16. qui https://www.dropbox.com/sh/97tt5puxfga51af/AABDRQTOuGar665dQBTD255La?dl=0
  17. Mostruoso. Anche se lo stile jarrettiano è ancora un po' acerbo è incredibile come sia capace di suonare in qualsiasi stile. C'è anche un'altra registrazione di quel periodo, anche se questa è la più impressionante.
  18. Alla fine forse ho capito qualcosa. Ci sono degli esempi interessanti nel libro di Persichetti. Si tratta di costruire armonie attraverso intervalli speculari, ad esempio a un Do maggiore si sovrappone un Fa minore: Do=Do, Do-Mi = Do-Lab (disc.), Do-Sol = Do-Fa (disc.). Il discorso si complica nel caso (come mi pare che faccia Collier) che gli intervalli inversi partano da due note differenti. Nell'esempio che fa costruisce un DØ speculare a un G7, ottenendo gli intervalli inversi a partire dal Sol; quindi ottiene 2M (Re), 4G (Fa), 5G (Sol), e 7M (Si) discendenti a partire dal Sol: Fa, Re, Do e Lab. Come vada interpretato il risultato dal punto di vista armonico resta un mistero A questo riguardo probabilmente dà dei chiarimenti il libro di Levy, che dovrei ancora leggere bene; mi sembra di capire che lui trovi una relazione armonica tra l'accordo e la sua inversione, ma dal punto di vista acustico non c'è più una relazione numerica. In altre parole, nell'armonia tonale gli accordi sono costruiti in base ad armonici (...), consonanze e dissonanze; se cerchiamo di ricreare questi rapporti su armonie inverse i principi dell'armonia tonale risultano stravolti, rimane solo il rapporto numerico tra intervalli e inversioni.
  19. P.S. il mitico Geppino è ancora dei nostri?
  20. Inizierei con un punto che mi lascia perplesso (paradossalmente, le nozioni di base sono le più difficili da esporre in maniera semplice): Classificazione degli accordi. Tetradi, le triadi mi sembrano abbordabili. I dubbi: 1. Classifichiamo in base alla funzione armonica o semplicemente in base alla costruzione? Nel primo caso trovo che le settime di settima specie non abbiano una loro funzione armonica peculiare. 2. Gli accordi di sesta. Sono assimilabili ai major7? Bill Russo aggira il problema classificando 6 tipi di accordo: i consueti 7, -7, -7b5, dim e le due triadi (maggiore e minore), per le quali considera indifferentemente tensioni sia la settima che la sesta maggiore. Che mi dite?
  21. Ripensandoci, aggiusto il tiro: non è il caso che stia a scrivere una serie di nozioni che probabilmente già conoscete; certo, se posso soddisfare una curiosità o chiarire qualcosa mi fa piacere, del resto lo scopo di chi si appassiona di didattica, come quasi tutti i presenti, è la condivisione di conoscenze. Ma forse sarebbe più produttiva una convergenza delle nostre conoscenze, al fine di trovare delle spiegazioni agili e accessibili.
  22. Sorvoliamo sulla parte in cui intona tranquillamente i microintervalli... lì è proprio da malumore
  23. In una recente intervista Jacob Collier parla di negative harmony o mirror harmony, ma gli esempi non mi risultano chiarissimi, sapreste darmi delucidazioni?
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