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Piano Concerto - Forum pianoforte

Belmas

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  1. non ho dubbi, adesso faccio ciò che posso. tecnologicamente sono e rimango nel microclima di nicchia
  2. il motore per l'ascoltatore è avere amici/e abili a suonare, andare ai concerti, o accendere le macchine per ascoltare musica.
  3. può sembrare di minimizzare in maniera "riduttiva", però credo si debbano avere dei modelli. E il modello migliore, più ancora dell'ascolto estatico o la lettura analitica, è suonare per anni e seriamente musica di repertorio. A quel punto hai dei modelli e ci lavori, in orbita geostazionaria..
  4. Ricordo tra l'altro che molti anni fa fu proprio proponendosi come curatrice di un gruppo con questo nome, che mi contattò una signora al telefono. Forse con speranza ed emozione ascoltai vaghe ma neppure troppo misteriose promesse, circa il coinvolgimento a cui sarei andato incontro, se avessi accettato di partecipare. In quel tempo disponevo di una vettura, e certo avrei potuto avventurarmi nelle campagne attorno alla nostra metropoli. Per vari motivi non risposi fattivamente all'invito, procurandomi tuttavia molti anni dolorosi a seguire, afflitti da involontaria solitudine. Ebbene, ora farò in modo di coinvolgere altri e altre. Le case ci sono...
  5. so di sfidare risposte risentite e acide, accingendomi a commentare questo post. pertanto mi limito a ricordare che alcuni anni fa, quando la gente comune non conosceva l'uso e il significato delle app, era effettuabile la composizione autonoma di suoni, cosa che feci io stesso, nonostante l'occasione fosse negata ai più. scaricare app ricorda metafore naturalistiche che per buon gusto certo non intendo recuperare, tuttavia lamento sommessamente come l'evoluzione abbia dissolto le pur residue capacità d'autonomia, rimaste all'uomo moderno, atrofizzando in tal modo le sue tendenze a creare, arrangiarsi e inventare.
  6. Belmas

    Mirage

    cari amici.. a una certa età tanto vale appartarsi, in collocazione sperimentale e volti a registrare, con la penna e possibili congegni prodigiosi, alcuni segnali. con la penna forse o l'inchiostro elettronico, quantico e quello che è. Raccomando l'uso della grafite, quale materiale dall'effetto stabilito e nel contempo variabile, anche se ciò equivale esattamente alla nota metafora che sconsiglia d'insegnare ai gatti ciò che san fare già. Con ciò e deponendo l'enfasi sostanzialmente inutile, e scrivendo peraltro a titolo personale, sappiamoci appagati dalla circostanza stessa, peraltro semplice, di sentirci musici ancora. Perché volendo si può costruire brani, che quando iniziano bisogna completarli.
  7. Belmas

    Mirage

    Senza inutili premesse, pronte a somministrare cautela, significato e attribuzione di senso, osservo che oltre al complesso di riflessioni necessarie per comporre, va in seguito dedicato un parziale di tempo per decidere un titolo. Come insegnava Nietzsche, in particolare grazie ai suoi effetti istantanei e metafisici, la scelta del titolo è importante. Esso ha effetti sull'idea del brano, oltre a stabilire possibili accelerazioni o rallentamenti di senso nei tempi lunghi dell'operatività professionale. Intitolare per esempio un brano "Mirage", senza un'accurata per quanto breve ricerca sulla realtà o sul superamento dei suoi significati principali, avrebbe certamente una correlazione con l'ingenuità della musica corrispondente.
  8. era un'affermazione. Credo che la tecnica sia il saper fare, però nel mantenimento pluriennale di una relativa acutezza tecnica appare un problema: quanto, come e perché proseguire ancora. A quel punto la tecnica maturata nel tempo sembra sufficiente per svolgere attività simili e collaterali. tra l'altro sembra che con il tempo le ricerche di risultato tecnico, eccessive o semplicemente dispersive, sviluppano altre proprietà. anche creative.
  9. potendoselo permettere entra, considera che la musica non è necessariamente competizione. Tuttavia osserva i precoci e ricorda chi a trent'anni si dedicava ormai alla composizione, o all'insegnamento all'epoca privato.
  10. trovo molto utile scrivere, gli stati d'animo son più chiari con le parole e scrivendo si depositano all'esterno, sia i pensieri positivi sia altri negativi. suonare è bene, ora compongo e sto molto meglio.
  11. salve, senza escludere scambi e comunicazione, ascolti e svaghi in genere musicali, conversazioni e possibili contatti, apro questo gruppo. Dico Amanti della musica perché amatori e amatrici sono ormai termini per così dire sfilacciati in vari sensi. Amanti della musica nel senso intenzionati ad ascoltarla e suonarla (il mio strumento è il pianoforte) o metterla insieme, cioè comporla. Ingresso libero, non sono richieste esperienze precedenti in campo musicale, sebbene chiaramente ammesse. Possono bastare curiosità, buon senso e correttezza. Sede locale, Milano città.
  12. oltre a osservazioni possibili ed essenziali sulla sostenibilità e molto altro, l'apoteosi della tecnica è necessaria per chi vuole veramente essere e fare precisamente il concertista, non in senso definitivo per chi vuole più o meno semplicemente suonare il pianoforte..
  13. un'illustre violinista ci disse di considerarci fortunati se in futuro avremo l'occasione di suonare è fare concerti. Dopo che riconobbi la precisione delle sue parole, avevo 40/50 anni. Il futuro divenne diverso, come non lo avessi neppure immaginato. Con ciò era comunque importante studiare, perché trovarsi impreparato alle occasioni sarebbe parso sbagliato. Poi ho capito cosa mi occorreva, anzi il collettivo sopravanza l'efficacia del capire. Con ciò?
  14. dopo quindici anni d'esperienza son tornato a scrivere cose atonali, però ibridate come fanno ormai diversi autori veri. inizialmente pensavo alle consonanze, ora alle dissonanze. per cui.. almeno quello
  15. ne ho appena parlato nel blog, parlando della sovrappopolazione, tema caro e incontrastato negli anni '70 e '80, divenuto pressoché tabù oggi. Si aggiunge la comprensibile pretesa di garantire spazio, energia a tutti. Gli aggregati famigliari o collettivi sono in molti casi una soluzione, con afflizioni peraltro estese nella gamma del benessere disuguale. Sarà probabilmente necessario cambiare i modelli pervenuti dall'epoca della rivoluzione industriale. Nessun dubbio che tutto sia possibile, d'altra parte lo è già in altre regioni territoriali.
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