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un grande pianista / tastierista rock


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#1 iliade

iliade

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Inviato 18 novembre 2016 - 14:28

Per me il piu grande.Come ho scritto nella mia presentazione ho una passione per KEITH EMERSON che ritengo un genio ,pazzo ,innovatore .è vero ,era anche eccessivo ,egocentrico,presuntuoso ma a me ,come suonava , fa impazzire ,soprattutto nelle sue performance pianistiche  piu che in quelle troppo elettroniche A parte l'eccellente tecnica che possedeva ,nelle sue creazioni ci trovo una sottile raffinatezza che non le rende mai banali specialmente agli esordi ( se penso che nel live in svizzera aveva solo 20 anni ......),poi purtroppo la vena creativa si è un po spenta. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi di questo artista ed intanto vi dedico questo pezzo pianistico del 1992 ( che sto studiando  :D ) CLOSE TO HOME sperando vi sia gradito Allega file  Keith Emerson - Close to Home (1).mp3   6,16Mega Bytes   6 Numero di downloads

 

 



#2 PPF

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Inviato 12 aprile 2017 - 14:26

Emerson è una figura unica nell'ambito dei suonatori di tastiere in ambito rock e pop. Non riuscendo a scostarsi dalla mentalità da musicista classico che la sua educazione musicale gli aveva inculcato, per adattarsi al livello delle canzoni strofa/ritornello/ponte/assolo/finale necessarie per definirsi musicista rock, ha inteso bene di appoggiarsi a musicisti formatisi più o meno direttamente in quell'ambito.

Finché lo ha fatto con musicisti mediocri (il Lee Jackson dei Nice: bassista decoroso, compositore ordinario e cantante pessimo) la sua carriera non è decollata; quando è passato alle persone giuste (in particolare Greg Lake, bassista interessante, molto melodico, compositore notevole seppur pigro e poco prolifico, cantante potente ed emozionante finché stravizi ed incuria non ne hanno precocemente intaccato le corde vocali) tutto è andato alla grande.

Emerson quindi era un musicista progressive non... autonomo, nel senso che aveva bisogno di una base rock, di un melodista pop, di colleghi intorno a lui che creassero l'ordinario ambiente della musica popolare più in voga, per poi innestarci le sue conoscenze, il suo virtuosismo, i suoi esperimenti coi primi sintetizzatori, all'orecchio di oggi quasi ingenui ma al tempo conturbanti.

Il progressive degli ELP era un patchwork, una semi-osmosi non del tutto evolutasi fra musica classica e pop. Tipicamente nei loro dischi, ad una sonata con fuga centrale di pianoforte (90% Emerson, 10% gli altri due), seguiva una ballata con la chitarra acustica (90% Lake, 10% gli altri due), una toccata all'organo liturgico sul quale a fatica Lake adattava una melodia vocale operistica si avvicendava con uno scherzo barrelhouse di pianetto scordato e così via. Le suite erano veramente tali, nel senso di strutturate in veri movimenti, totalmente diversi in genere, atmosfera, complessità se provenivano da uno o dall'altro dei due compositori del gruppo.

Pianisticamente ho sempre ammirato il lavoro della mano sinistra di Emerson: sicura, agile, velocissima, indipendente, virtuosa. Era sul pianoforte, il suo autentico strumento, che questo musicista dava il meglio e metteva più passione. Ciò non toglie che la figura di Keith faccia la parte del leone anche nella storia dell'organo Hammond, in particolare per il suono: la sua scelta nella regolazione dei drawbars era sempre eccellente, lo sfruttamento della mirabile percussione in dote allo strumento per caricare le rapidissime scale di presenza e incisività dava a certi passaggi della musica di ELP una forza ed una pericolosità bestiale.

Si è ammazzato perché non reggeva il fatto che l'artrosi s'era mangiato la sua mano destra, impedendogli di performare decentemente. I video dei suoi ultimi concerti sono da lacrimoni agli occhi: l'anulare e il mignolo rattrappiti, gli accordi e le scale presi a tre dita... ed evidentemente non aveva, non ha avuto lo spirito di un Django Reinhardt, al quale questo problema era occorso da diciottenne.

La paccottiglia messa in scena da Emerson per buona parte della sua carriera non conta, e non deve contare, sul giudizio musicale verso di esso. Pugnali infilati fra i tasti, l'Hammond suonato al contrario e magari tirandoselo addosso, remote controllers fischianti con tanto di fuochi artificiali incorporati... tutta merce per i poveri di spirito, e per fare audience anche fra quelli che danno un ruolo decisamente superficiale alla loro attenzioe e sensibilità musicale.

Per tutti gli altri è sufficiente sentirsi, o risentirsi per l'ennesima volta, "Take a Pebble" dall'inizio alla fine. A me Emerson ha fatto del bene, l'ho preso alle giuste dosi, senza strafare perché di nefandezze ne ha registrate parecchie (come tanti). Grazie e riposi in pace.         






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