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Piano Concerto - Forum pianoforte

Tiger

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Risposte postato da Tiger

  1. Ragazzi, soono sei pagine che diciamo:

     

    Il quarto tipo consiste nell’ascoltatore emotivo, ovvero colui che utilizza la musica come tranquillante, come un diversivo per scaricare le tensioni accumulate quotidianamente e che, per questo, si disinteressa a qualsiasi ascolto che richieda la minima tensione o sforzo concettuale. Alla luce di simili premesse, questo ascoltatore predilige la musica leggera o popolare e, per questo, è su di lui che si rivolgono le premure dell’industria culturale.

     

    Allevi=musica leggera o popolare (diciamo pop?) ... e senza scomodare Adorno :)

     

    Comunque bel post RedScharlach

     

     

    Mi dispiace Croma, quelli che conosco io (diversi!) che ascoltano Allevi, nella chiavetta hanno tutt'altro che musica classica; a prescindere dalle affinità che puoi trovare fra il chiaro di luna (qualcuno l'ha analizzato dal punto di vista armonico e non solo melodico?) o non so quale canzone di Allevi. E' musica per chi "si disinteressa a qualsiasi ascolto che richieda la minima tensione o sforzo concettuale".

     

    Per cui se in buon ascoltatore è analfabeta, pensa gli altri :)

     

    Mi sembra anche questo un concetto già espresso senza scomodare (l'osannato) Adorno.

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  2. Ilaria, da Latina a New York: «Io cervello in fuga? No, semmai è in Italia che non viene nessuno»

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_28/ilaria-latina-new-york-io-cervello-fuga-no-semmai-italia-che-non-viene-nessuno-0cc07dfc-de0c-11e5-8660-2dd950039afc.shtml

     

    E il bello è che in Italia proprio le forze politiche che proteggono questo sistema di antimeritocrazia istituzionalizzata e di favoritismi si riempiono poi la bocca sui giovani e sul lavoro... Per non parlare delle università che sfruttando questa piaga - di cui sono le prime responsabili - chiedono più soldi.

    • Like 1
  3. Il negativo di una foto è sempre la stessa foto "al contrario". Non centra nulla la genialità...semmai centra l'anticonformismo o il voler fare il bastian contrario.

     

    Detto questo ho riletto il topic proposto da Frank, in effetti era più facile che Beethoven avesse un pf più vicino a quello moderno che Schumann...non come sonorità ma come meccanica. Sempre se confermato che lui avesse uno dei primi Cristofori

  4.  

    E se nella versione data alla stampa (da cui le odierne urtext) una nota c'era o non c'era, vuol dire che COSI' DEVE ESSERE.

     

     

    Forse bisogna conoscere il concetto di autografo, ci sono tanti esempi dove anche dove ci sono gli autografi le note alla fine possono essere diverse e il fatto che a dare la stampa fosse Beethoven e non un altro, poco cambia e non centra neanche niente con il sapere cosa si fa. L'edizione critica dovrebbe andare anche oltre gli autografi (di norma così è) e le osservazioni riportate nel blog mi sembrano ragionevoli.

  5. Scusa, certo che parlare dei compositori di oggi come "la società dei magnaccioni" non è molto elegante.

     

    Forse il discorso era: è meglio ascoltare questa cagata di scherzo o un meraviglioso inedito? Mi sembra di leggere che nessuno si riferisse all'inedito della Pausini, è stato pure speso qualche nome...proprio per non fraintendersi. Tant'è però....

     

    Qui la contempranea non centra niente (Del Tredici è neoromantico, Bollani è Jazzista, Morricone fa musica per immagini. Dov'è sta contemporanea?),fra l'altro finita da un pezzo e storicizzata. Si parla di interpretazione del C***o di un brano dell'800 versus un buon inedito... e se non di pari qualità della nona, che ci vada vicino o la surclassi. Se non andiamo ad ascoltare questo benedetto inedito mai si saprà. Giusto per completezza, come ha fatto notare qualcuno alla prima di alcune opere del nostro amato Beethoven, ha preso del macellaio. Eh!? Ma intanto al teatro ci sono andati lo stesso, noi no.Sentiamo la necessità di nasconderci dietro chi sa quali scudi protettivi

  6. Caro Daniele, ti sto rispondendo con i tuoi parametri

     

    Sostieni che tutti non possiamo fare a meno di TUTTA la musica di Beethoven, ma di altri si, ma è solo una tua esigenza ovviamente mossa dal gusto e rispettabilissima, ci mancherebbe altro.

    Tant'è che già solo per te alcune opere non sono degne...e leggendo i tuoi interventi si sa anche il perchè. A te non piace il basso albertino e le opere di Beethoven che lo contengono non ti piacciono... un caso? Non proprio direi, ma la lista si può allungare.

     

    Se fare a meno di alcune opere di un compositore fa si che di un compositore sia meno importante per la storia, non salvi neanche Beethoven e per cosa? Appunto per un basso albertino che è solo un tuo problema di gusto. Addirittura metti avanti il tuo parere personale a Beethoven (figuriamoci Bach o altri :) ). E' chiaro che quelle due sonate non hanno bisogno di noi due per sopravvivere e dare gioia a tanti studenti del secondo anno di pf che possono avere la gioia di dire di aver eseguito qualcosa di Beethoven.... sappiamo tutti che quelle due sonate sono dedicate ai dilettanti? Per cui Beethoven non aveva altra scelta se non evitare di "sporcasi le mani"

  7. E invece no caro Luca, c'è scritto proprio Beethoven, per cui come sempre ognuno ha i suoi "bassi albertini", ehm ehm ... scheletri nell'armadio. Il parametro di classificazione suggerito da Daniele non mi sembra universale.

     

    A proposito Daniele, ieri mi sono scorso tutta l'opera omnia di Bach...ebbene si, non rinuncerei neanche all'ultimo dei brani di "Notenbüchlein für Anna Magdalena Bach" :)

     

    Come vedi il vero parametro universale è il proprio gusto. Ognuno i suoi.

  8.  

     

    Berio e Grysey teniamoceli e guai a chi ce li porta via. E tuttavia penso che anche loro - come Bach (anche Bach), Beethoven, Mozart, Brahms e chiunque altro grande - hanno musiche su cui possiamo fare tranquillamente a meno. No?

    Non so voi ma io dell'opera 49 e delle sonatine di Beethoven ne faccio volentieri a meno. Vogliamo parlare dell'opera 79?

     

    Sinceramente non mi viene in mente nessuna opera di Bach che non ne valga la pena.

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