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Concerti deserti? Un’opportunità per creare nuovo pubblico


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3 replies to this topic

#1 Chopin

Chopin

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Inviato 17 agosto 2017 - 22:25

Articolo interessante questo di Prosseda, Concerti deserti? Un’opportunità per creare nuovo pubblico

http://www.cremonamu...nuovo-pubblico/

 

L'Italia non sarà la Finlandia ma mi sembra di capire che ci sono realtà fiorenti anche in Italia.



#2 nancy

nancy

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Inviato 18 agosto 2017 - 17:21

.....

 

L'Italia non sarà la Finlandia ma mi sembra di capire che ci sono realtà fiorenti anche in Italia.

 dove?

mi piacerebbe moltissimo una realtà come questa finlandese, ma spesso noto con dispiacere che i musicisti stessi fanno gli snob e alimentano una "cultura" elitaria e poco sana basata sul giudizio del tecnicismo più o meno virtuosistico come se l'interprete dovesse essere più un fenomeno....(da baraccone?) e non semplicemente il tramite per un bene immenso quale è la musica. mi è capitato spesso di invitare a concerti locali (di musicisti locali) altri musicisti i quali mi hanno risposto che non ne valeva la pena andarci non trattandosi di pianisti notevoli.....



#3 Frank

Frank

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Inviato 20 agosto 2017 - 09:14

Nancy, sono citate da Prosseda nell'articolo. Confidiamo nell'intelligenza dei direttori artistici... che sono i primi a dover cambiare.
Noi, esseri finiti, personificazioni di uno spirito infinito, siamo nati per avere insieme gioie e dolori; e si potrebbe quasi dire che i migliori di noi raggiungono la gioia attraverso la sofferenza” (L.V. Beethoven)

#4 fabio73

fabio73

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Inviato 26 agosto 2017 - 15:37

Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, il classico punto di vista bifocale. A parer mio le sale si svuotano per vari motivi e molto sta nel fatto che le problematiche del "vivere" sono aumentate a dismisura. Musica, pittura, teatro, poesia...sono figlie dello svago, del piacere e della riflessione di animi tranquilli e razionali che decidono con lucidità e calma di andare a quel concerto per quel motivo o di acquistare questo volumetto etc etc.. io leggevo moltissimo ed avevo una vita artistica interiore molto più fiorente da ragazzo; adesso il mio entusiasmo soffocato è forse doppio rispetto all'epoca, ed anche l'interesse ed i mezzi sono aumentati rispetto ad allora, ma...la vita è molto più densa di impegni, problemi, etc etc... Inoltre legato a questi fattori troviamo la profonda delusione di tutti gli artisti per la condotta dei mercati, del business industriale etc etc...direi discussione infinita...è scesa inoltre molto la qualità e la capacità di giudizio di certe nuove generazioni, figlie di pacchetti preconfezionati dove si spacciano successo e fama al posto di cultura e fede.

Io comunque sono uno di quelli che vede nei posti vuoti una sfida a virare il senso dell'arte e soprattutto la: " Riscoperta dell'arte" non solo come un fantasmagorico e divertente mezzo creativo ma come una profonda presa di coscienza  dell'essere individui attivi in una ricerca profonda, quanto emozionante e viva del "trasmettere" del "dire" o raccontare quel che si è compreso di noi e del mondo. Vedo piantato nella sostanza stessa dell'arte il seme della filantropia e dell'amore per il creato, un amore che va al di la dell'individuo autore dell'opera, senza un inizio e senza una fine ma avvolto dalla materia delle cose. Forse è proprio il presentimento di non trovare uomini pronti a raccontarci qualcosa o ad insegnarci qualcosa; assieme a tutti gli altri problemi inerenti a questo " DRAMMATICO PERIODO STORICO" a creare il vuoto su questi posti...voi che ne dite?






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