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Piano Concerto - Forum pianoforte
Frank

Faure plays Faure (1913)

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Faurè che esegue la sua celeberrima Pavane (Registrazione del 1913)

 

Che ne dite?

 

 

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Che dire Frank? Ogni volta che ascolto un brano suonato dall'autore, rimango abbastanza perplessa. Parlo ovviamente di autori per cui già esiste una consuetudine. Se ascolti per esempio la Pavane di Ravel suonata da Ravel e la confronti con quella suonata da interpreti contemporanei, capisci cosa voglio dire. Probabilmente siamo anche influenzati (o viziati) dalla "pulizia" del suono registrato.

Questa ha almeno il vantaggio che di solito non la si ascolta al piano solo, per cui...

Trovo però che lo staccato alla mano sinistra renda meno bene che nella versione orchestrale. Ovviamente parere personale, suscettibile di revisioni :)

Comunque, tutto sommato, fa sempre effetto ascoltare un pezzo registrato tempo fa.

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Cara Bianca, il tuo post significa tante cose. Secondo me c'è anche un certo imbarazzo a commentare questi video in quanto, in generale, si tende a mitizzare i grandi della storia della musica. Chi sa come suonava Bach? Detto questo, penso che ci sia anche un grande riconoscimento in tuto ciò al lavoro degli interpreti e non di meno, la consapevolezza che noi ascolteremo sempre con orecchie diverse da quelle di secoli fa....dolcis in fundo, la partitura resta pur sempre un canovaccio con ampio margine di libertà :)

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Io avevo letto e ascoltato ma non ho voluto commentare. Cosa si può dire?

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Cari amici, siamo in presenza di una registrazione Welte. I rulli Welte non sono molto attendibili e molti non erano firmati dall'esecutore per il permesso all'editing. I rulli perforati sono più o meno fedeli alla reale esecuzione, alla quale si è andati molto vicini con il sistema Duo-Art che riproduceva ben 16 livelli di espressione e diversi livelli di pedalazione. Ho partecipato in passato alla registrazione di 13 dischi riproducenti esecuzioni con questo sistema. In particolare in quello dedicato ai preludi di Chopin suonati da Busoni ho firmato la direzione musicale, cioè il controllo della perforazione rispetto al testo. Ricordo di aver trovato pochissimi errori.Quelle incisioni edite dalla Ditta Fonè di Livorno ( etichetta che non so se ancora esistente) furono molto apprezzate e in quella e in altre occasioni si è potuto riscontrare l'enorme differenza della fedeltà del sistema Duo-Art, rispetto ad altri del passato, tra cui il Welte. Tra i 13 dischi, quello dei preludi di Chopin vinse il gran prix du dusque. Era vanto dell'allora possessore della intera serie dei preludi, l'allora Direttore del Museo degli strumenti Musicali di Roma, Antonio Latanza, che appunto mise a disposizione tale collezione.

Quindi, quello che ascoltate non è detto che sia ciò che Faurè abbia suonato. SI notano, infatti, all'ascolto banali diseguaglianze dovute alla non precisa perforazione e anche una inespressività, compresa la cattiva pedalazione, che , a volte , era addirittura assente in quel sistema di registrazione.

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Cari amici, siamo in presenza di una registrazione Welte. I rulli Welte non sono molto attendibili e molti non erano firmati dall'esecutore per il permesso all'editing. I rulli perforati sono più o meno fedeli alla reale esecuzione, alla quale si è andati molto vicini con il sistema Duo-Art che riproduceva ben 16 livelli di espressione e diversi livelli di pedalazione. Ho partecipato in passato alla registrazione di 13 dischi riproducenti esecuzioni con questo sistema. In particolare in quello dedicato ai preludi di Chopin suonati da Busoni ho firmato la direzione musicale, cioè il controllo della perforazione rispetto al testo. Ricordo di aver trovato pochissimi errori.Quelle incisioni edite dalla Ditta Fonè di Livorno ( etichetta che non so se ancora esistente) furono molto apprezzate e in quella e in altre occasioni si è potuto riscontrare l'enorme differenza della fedeltà del sistema Duo-Art, rispetto ad altri del passato, tra cui il Welte. Tra i 13 dischi, quello dei preludi di Chopin vinse il gran prix du dusque. Era vanto dell'allora possessore della intera serie dei preludi, l'allora Direttore del Museo degli strumenti Musicali di Roma, Antonio Latanza, che appunto mise a disposizione tale collezione.

Quindi, quello che ascoltate non è detto che sia ciò che Faurè abbia suonato. SI notano, infatti, all'ascolto banali diseguaglianze dovute alla non precisa perforazione e anche una inespressività, compresa la cattiva pedalazione, che , a volte , era addirittura assente in quel sistema di registrazione.

Meno male!...

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Avevo considerato gli aspetti espressi da Paolo e onestamente gli avevo dato un peso minore; ma se in effetti è come dice Paolo (e se lodice lui, così è) io non capisco tutto questo entusiasmo che mi sembra di aver percepito in giro per questo video.

 

Il concetto di "chicca" di sicuro non risiede in questo documento, semmai nell'opera di Faurè che va gustata in sala da concerto o tramite una registrazione di livello...cosa che non poteva avvenire un secolo fa. Io resto alla partitura (per cui il compositore), l'interprete che da vita alla partitura e al tecnico del suono (senza dimenticare la tecnologia) che se è stato bravo ci fa desiderare meno la sala da concerto.

 

Quanti di voi l'hanno ascoltata tutta o avrebbero voluto interrompere già dopo poche manciate di secondi?

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Anche io pochi secondi....ho pensato che forse era un'attribuzione erronea....magari uno scherzo!

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io l'ho ascoltata tutta e non mi è parsa poi così male... se ascolto il pianoforte di Gould posso sentire anche questa

A parte che dipende cosa ... di Gould.

 

Mi fa piacere se qualcuno abbia apprezzato...io non ho retto molti secondi :D

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Gould anche se si prende spesso troppe libertà è sempre molto interessante ascoltarlo. È ricco di materiale su cui ragionare...

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